Sintomi Sepsi

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Definizione

La sepsi (o setticemia) è un'infiammazione acuta che deriva dalla risposta sistemica eccessiva a un'infezione batterica. Si tratta di un grave stato patologico determinato dal passaggio nel sangue di patogeni provenienti da focolai infettivi localizzati.

Gli agenti causali più frequentemente coinvolti sono batteri Gram-negativi, Stafilococchi, Streptococchi e Meningococchi. Pancreatite acuta e traumi maggiori, tra cui le ustioni, possono manifestarsi con segni di sepsi. Gli stati di immunodepressione o una grave debilitazione (es. diabete, malnutrizione, insufficienze epatiche o renali) possono favorire l'insorgenza di un'infezione generalizzata.

L'evoluzione della sepsi può essere variabile: alcune forme conducono a morte in pochi giorni, altre presentano un decorso lento con eventuali riacutizzazioni. La sepsi, inoltre, può progredire fino allo shock settico.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Sepsi

Ulteriori indicazioni

Oltre ai sintomi correlati all'infezione, la sepsi si presenta con febbre alta, brividi e sudorazione, ipotermia, tachicardia, aumento della frequenza respiratoria, riduzione consistente della diuresi, confusione, edema e compromissione dello stato generale. Possono manifestarsi anche cefalea, eruzioni esantematiche, lividi o sanguinamento, aumento del volume della milza e ascessi infettivi.

La sepsi grave si manifesta con ipotensione, oliguria, alterazioni del sensorio e segni di compromissione di almeno un organo. La disfunzione organica produce ulteriori sintomi e segni specifici: lo scompenso cardiovascolare si manifesta tipicamente con ipotensione, insufficienza respiratoria con ipossiemia, insufficienza renale con oliguria e scompenso ematologico con disfunzioni della coagulazione.

La diagnosi tempestiva è fondamentale per la gestione della sepsi. Quando un paziente sviluppa i segni dell'infiammazione sistemica, l'esame obiettivo e i test diagnostici (tra cui l'esame delle urine e l'urinocoltura, le emocolture e le colture degli altri liquidi corporei sospetti) consentono di dimostrarne la presenza e isolare il batterio responsabile.

Gli esami di laboratorio, in particolare, mostrano leucocitosi (conta dei globuli bianchi > 12.000/mm3) o leucopenia (GB < 4000/mm3), riduzione del numero di piastrine, moderata anemia, presenza di albumina nelle urine, aumento della proteina C-reattiva e della procalcitonina plasmatica.

Entro 6 ore dal sospetto diagnostico, dev'essere istituito un trattamento basato sull'infusione massiva di liquidi, antibiotici, rimozione chirurgica dei tessuti infetti o necrotici, drenaggio del pus e assistenza di supporto (intubazione, dialisi ecc.). Una terapia precoce è fondamentale per ridurre la mortalità.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016