Sintomi Schizofrenia

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Definizione

La schizofrenia è un grave disturbo mentale caratterizzato da psicosi (perdita del contatto con la realtà), false percezioni (allucinazioni), deliri, alterazioni dell’affettività, comportamenti bizzarri e disordine nel pensiero e nel linguaggio.
Sebbene le cause specifiche siano ancora sconosciute, la schizofrenia possiede una base biologica, come evidenziato da alterazioni nella struttura cerebrale (es. allargamento dei ventricoli cerebrali, diminuzione del calibro ippocampale anteriore e di altre regioni del cervello cerebrali) e da modificazioni dei neurotrasmettitori (in particolare, si riscontra un’alterata attività dopaminergica e glutammatergica). Inoltre, si ritiene che sia implicata una componente genetica.

Alcuni esperti sostengono che la schizofrenia si manifesti in soggetti con alterazioni del neurosviluppo (secondaria a varie complicanze intrauterine, associate al parto o post-natali) e che l’insorgenza, la remissione e la ricorrenza dei sintomi siano il risultato delle interazioni tra questa vulnerabilità e gli stress ambientali. I fattori stressanti possono essere soprattutto di tipo biochimico (es. abuso di sostanze stupefacenti) o sociale (es. perdita di lavoro, fine di una relazione sentimentale ecc.); tuttavia, queste situazioni non bastano a provocare da sole il disturbo. Non esistono prove, invece, che la schizofrenia sia causata da scarse attenzioni genitoriali.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Schizofrenia

Ulteriori indicazioni

La schizofrenia è una malattia cronica che può progredire attraverso diverse fasi sequenziali (premorbosa, prodromica, centrale e tardiva), sebbene la durata e le caratteristiche di queste possano variare. I sintomi si presentano, di solito, nell’adolescenza o nella prima età adulta, ma raramente possono presentarsi anche durante l’infanzia o la vecchiaia. L’esordio della schizofrenia può essere acuto (nell’arco di giorni o settimane) oppure lento ed insidioso (diversi anni).
Nella fase premorbosa, i pazienti non manifestano sintomi evidenti o presentano una lieve disorganizzazione cognitiva ed anedonia (mancanza di interesse nelle attività e diminuita capacità di provare piacere). Durante la fase prodromica, invece, compaiono pensieri insoliti, isolamento ed irritabilità.
Successivamente, si manifestano periodi sintomatici episodici (con esacerbazioni e remissioni ben identificabili) o continui, in cui il paziente schizofrenico presenta psicosi (perdita del contatto con la realtà), allucinazioni (percezioni false e distorte), deliri (convinzioni erronee) ed appiattimento affettivo (coartazione emotiva; il volto del paziente appare immobile, con scarso contatto oculare e mancanza di espressività).
Altri sintomi della schizofrenia comprendono deficit cognitivi (difficoltà di ragionamento ed incapacità di risolvere i problemi), eloquio incoerente o incomprensibile, asocialità (mancanza di interesse nelle relazioni umane) e comportamenti bizzarri (catatonia, agitazione ed inadeguatezza dell’aspetto, dell’igiene o della condotta). Queste manifestazioni conducono spesso a scarsa motivazione, riduzione dell’intenzionalità e degli obiettivi e compromissione delle normali funzioni occupazionali e sociali.
La schizofrenia è un modesto fattore di rischio per i comportamenti violenti. Nella fase tardiva della malattia, lo schema di presentazione dei sintomi può stabilizzarsi e determinare un’invalidità complessiva.

Uno o più episodi sintomatici devono persistere per un tempo superiore o uguale ai 6 mesi prima che venga posta la diagnosi. Il trattamento consiste nella terapia farmacologica, nella psicoterapia e nella riabilitazione. Il suicidio rappresenta la principale causa di morte prematura fra gli schizofrenici (viene attuato da circa il 10% dei pazienti affetti dalla malattia).


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016