Sintomi Schistosomiasi

Malattie simili e sinonimi: Bilharziosi, Distomatosi sanguigna.

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Definizione

La schistosomiasi è un'infezione da trematodi (vermi) del genere Schistosoma. Questi patogeni penetrano la cute umana durante bagni o immersioni in acque dolci contaminate, quindi infettano il sistema vascolare del tratto gastro-intestinale o genito-urinario. Cinque specie di schistosoma, in particolare, infettano gli esseri umani; ospiti intermedi sono i molluschi d'acqua dolce.


La schistosomiasi può essere importata da viaggiatori provenienti da aree endemiche.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Schistosomiasi

Ulteriori indicazioni

La malattia si presenta con forme acute e croniche, che variano a seconda delle specie in causa e degli organi o tessuti coinvolti.

I sintomi acuti della schistosomiasi consistono in un'eruzione cutanea papulare e pruriginosa (dermatite), seguita da febbre, brividi, tosse, nausea, cefalea, dolori addominali, diarrea, mialgie e malessere generale. Le manifestazioni comprendono anche orticaria e marcata eosinofilia. La schistosomiasi acuta (o febbre di Katayama), in genere, dura per diverse settimane.

I sintomi cronici dipendono dalla specie infettante e si manifestano principalmente a causa delle risposte dell'ospite contro le uova dei parassiti, le quali rimangono intrappolate in certi tessuti. Le manifestazioni comprendono ulcerazioni della mucosa intestinale e della parete vescicale, disuria, ematuria, pollachiuria, diarrea con secrezioni ematiche, malassorbimento, formazione di polipi e occlusione intestinale.

Col passare del tempo, si sviluppa una cistite cronica e la perdita di sangue provoca spesso anemia. Sono frequenti anche le infezioni secondarie del tratto genito-urinario, che inducono la comparsa di numerosi sintomi, inclusi secrezioni e perdite ematiche genitali, disordini mestruali, infertilità e complicanze durante la gestazione.

Le uova presenti nei vasi che irrorano il fegato possono indurre fibrosi, cirrosi, ipertensione portale e sanguinamento digestivo alto (da rottura di varici esofagee o gastriche); a livello dei polmoni, invece, possono determinare granulomi e ipertensione polmonare, mentre nel SNC possono causare convulsioni e deficit neurologici focali.

La diagnosi si basa sull'identificazione al microscopio delle uova nelle feci, nelle urine o nei campioni bioptici. La terapia è a base di praziquantel (basta un solo giorno di trattamento orale). Per prevenire l'infezione è importante evitare scrupolosamente il contatto con acque fluviali (acque dolci) nelle aree endemiche.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016