Sintomi Rosolia

Articoli correlati: Rosolia

Definizione

La rosolia è una malattia infettiva di origine virale. Si tratta di una patologia esantematica tipica dell'infanzia, ma che può interessare anche gli adulti. Il virus della rosolia si trasmette da persona a persona attraverso le goccioline di saliva o le secrezioni respiratorie, in seguito a un contatto stretto oppure attraverso l'aria; un'altra modalità di trasmissione (assai pericolosa) è quella da madre a figlio durante la gravidanza.

I pazienti possono trasmettere la rosolia durante un'infezione asintomatica oppure da 10 giorni prima della comparsa dell'esantema fino a 15 giorni dopo.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Rosolia

Ulteriori indicazioni

Dopo un periodo d'incubazione (12-23 giorni), la rosolia si manifesta con sintomi generali lievi: febbre, iperemia faringea (gola arrossata), linfoadenopatia e malessere. Caratteristica è la tumefazione dolente dei linfonodi posti ai lati delle orecchie e dietro la nuca. In seguito a questa fase prodromica (1-5 giorni), si ha l'esordio di un esantema, cioè un'eruzione cutanea caratterizzata da tante piccole macchioline a punta di spillo, lievemente rilevate al tatto, di colore rosa o rosso pallido. L'eritema maculare della rosolia è simile a quello del morbillo, ma è meno esteso e più evanescente. Spesso è il primo segno della rosolia a comparire nei bambini: diffonde partendo dal viso e dal collo, poi interessa il tronco, gli arti e il resto del corpo. Sul palato molle si formano petecchie (macchie di Forschheimer). L'esantema dura 3-5 giorni e la febbre tipicamente si risolve a partire dal secondo giorno dalla comparsa delle manifestazioni cutanee.

La malattia ha generalmente un andamento benigno e non porta a complicanze. Nei bambini, i sintomi generali sono lievi o assenti e possono comprendere malessere generale e artralgie. Negli adulti, invece, la rosolia può occasionalmente comportare febbre modesta, cefalea, rigidità articolare, artrite transitoria e rinite lieve.

Se contratto nelle fasi precoci della gravidanza, il virus della rosolia può provocare aborto spontaneo, morte intrauterina del feto o malformazioni a carico del sistema nervoso, dell'apparato cardiocircolatorio e degli organi di senso fetali (es. cataratta, retinopatia, perdita dell'udito), con ritardato sviluppo fisico e intellettivo (sindrome da rosolia congenita). Il problema non sussiste se la donna in passato ha contratto la malattia ottenendone l'immunità o se è stata vaccinata. Per non correre rischi, prima del concepimento è possibile sottoporsi a un esame specifico (Rubeo-test) per verificare la presenza degli anticorpi rivolti contro il virus della rosolia.

La rosolia va sospettata in soggetti con presenza di adenopatia ed esantema. La presenza della malattia è confermata dall'esame degli anticorpi sierici IgM per la rosolia. Trattandosi di una malattia di origine virale, il trattamento non è solitamente necessario: la rosolia deve soltanto fare il suo corso e, nel giro di una settimana, il paziente guarisce. La vaccinazione è efficace per la prevenzione ed è vivamente raccomandata ad ogni bambina prima dell'età fertile.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016