Sintomi Paralisi Cerebrale Infantile

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Definizione

La paralisi cerebrale infantile è un disordine che deriva da malformazioni occorse in epoca prenatale (prima della nascita) o da lesioni perinatali o postnatali (durante o dopo il parto), a carico del sistema nervoso centrale. Questa condizione si manifesta generalmente prima dei 5 anni di età.

L'eziologia della paralisi cerebrale infantile è multifattoriale e, spesso, è difficile stabilire una causa specifica. Di solito, allo sviluppo della patologia contribuiscono fattori prenatali (infezioni materne durante la gravidanza, anomalie cerebrali congenite, difetti genetici/cromosomici, prematurità, encefalopatia neonatale ed ittero nucleare) e perinatali (es. asfissia intra-parto, fenomeni ipossici-ischemici ed infezioni del sistema nervoso centrale). Possono causare paralisi cerebrale infantile anche gravi traumi cranici o disturbi sistemici (come ictus, arresto cardiocircolatorio prolungato, meningite e sepsi), occorsi durante la prima infanzia.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Paralisi Cerebrale Infantile

Ulteriori indicazioni

La paralisi cerebrale infantile è caratterizzata da disturbi della motilità volontaria o della postura, da atassia e da spasticità non progressiva.

A seconda di quale parte del sistema nervoso centrale è malformata o danneggiata, si possono sviluppare diversi quadri neurologici:

  • Forme spastiche: si verificano in più del 70% dei casi; la spasticità è uno stato di resistenza al movimento passivo, dovuto al coinvolgimento del neurone motorio superiore (o primo motoneurone superiore). Questa condizione può influenzare in modo variabile la funzione motoria. Le forme spastiche di paralisi cerebrale infantile possono comportare emiplegia (disturbo del controllo motorio di un emilato del corpo), tetraplegia (disturbo del controllo motorio del tronco e dei quattro arti) o diplegia (disturbo del controllo motorio di due arti). Di solito, i riflessi osteotendinei sono accentuati, i muscoli sono ipertonici e i movimenti volontari sono insufficienti e scarsamente coordinati. Inoltre, si sviluppano retrazioni tendinee e le articolazioni possono disallinearsi; tipica è la deambulazione sulle punte.
  • Forme atetosiche o discinetiche: derivano da un danno dei gangli della base, evenienza che occorre in circa il 20% dei casi. Tali forme di paralisi cerebrale infantile sono caratterizzate da movimenti involontari e lenti di torsione che interessano le estremità degli arti ed il tronco (atetosi), spesso attivati da eccitamento e tensione emotiva. Possono essere presenti anche movimenti distali bruschi, simili a scatti (corea).
  • Forme atassiche: sono dovute ad un'alterazione del cervelletto o delle sue connessioni. La debolezza muscolare, la scarsa coordinazione ed il tremore causano instabilità e difficoltà nell'eseguire movimenti rapidi o fini.
  • Forme miste: la sintomatologia risulta dalla combinazione di due o più forme di paralisi cerebrale infantile.

Prima che si sviluppi un tipico quadro neurologico, i sintomi precoci comprendono iperreflessia ed alterazione del tono muscolare.


Paralisi Cerebrale Infantile

Madre con Figlio affetto da Paralisi Cerebrale Infantile


Altre manifestazioni che si possono associare alla paralisi cerebrale infantile comprendono sordità neurosensoriale, paralisi dello sguardo, strabismo ed altri deficit visivi. Molti bambini con emiplegia o paraplegia spastica hanno un'intelligenza normale, mentre quelli con tetraplegia spastica e forme miste possono presentare una grave disabilità intellettiva. In alcuni casi, sono presenti disartria e disfagia

La diagnosi prevede l'esecuzione di una risonanza magnetica dell'encefalo. Di rado, le paralisi cerebrali infantili possono essere diagnosticate con certezza durante la prima infanzia e, spesso, le forme specifiche non sono manifeste prima dei 2 anni di vita. I bambini considerati ad alto rischio devono essere monitorati con un attento follow-up.

Di solito, il trattamento della paralisi cerebrale infantile prevede fisioterapia e terapia occupazionale per rafforzare i muscoli e facilitare il movimento. Per gestire la spasticità sono impiegate ortesi, farmaci (come baclofene intratecale, benzodiazepine, tizanidina e dantrolene) e chirurgia ortopedica (es. tenotomia e rizotomia dorsale). Spesso, è necessaria la logopedia e vari ausili per facilitare la comunicazione ed aumentare la mobilità. Gravi compromissioni della suzione e della deglutizione possono richiedere la nutrizione per gastrostomia.

Molti bambini con paralisi cerebrale infantile sopravvivono sino all'età adulta e, con trattamenti appropriati, riescono a condurre una vita quasi normale.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016