Sintomi Melioidosi

Definizione

La melioidosi è una malattia infettiva causata dal Burkholderia pseudomallei (conosciuto anche come Pseudomonas pseudomallei), un bacillo Gram-negativo diffuso nelle regioni tropicali, presente nel terreno e nell'acqua. Questo batterio è endemico, in particolare, nel Sud-Est asiatico (dal Pakistan alle Filippine), nelle province meridionali della Cina, in Oceania e in Africa centrale, occidentale e orientale.

L'agente patogeno responsabile della melioidosi prolifera soprattutto nei terreni umidi (es. risaie). 

L'uomo può contrarre l'infezione in seguito alla contaminazione con terra o fango di piccole ferite cutanee, abrasioni ed ustioni.

Altre vie di trasmissione sono l'ingestione, l'inalazione o l'aspirazione di acqua contaminata. L'infezione non viene trasmessa, invece, direttamente da animali domestici e selvatici, né da altri uomini infetti. Nelle aree endemiche, la melioidosi può colpire facilmente i pazienti affetti da AIDS.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Melioidosi

Ulteriori indicazioni

La melioidosi può presentarsi con manifestazioni cliniche molto variabili, che vanno dalle forme inapparenti (asintomatiche) alle infezioni dell'apparato respiratorio (polmonite), fino alla melioidosi setticemica disseminata acuta (spesso fatale).

L'infezione polmonare acuta è la forma più frequente. L'esordio può essere improvviso o graduale, con cefalea, anoressia, dolore al torace, mialgia generalizzata e febbre (in genere, superiore ai 39°C). Tosse, tachipnea e rantoli sono manifestazioni caratteristiche; l'escreato può essere striato di sangue. L'esame radiografico del torace può evidenziare lesioni nodulari irregolari, cisti a parete sottile e versamento pleurico.

Si possono avere anche forme di melioidosi croniche, con caratteri di un'infezione di tipo suppurativo, localizzate ai polmoni, alla cute, ai linfonodi o alle ossa. Queste comportano la formazione di lesioni ossee (secondarie ad osteomielite) ed ascessi nei vari distretti colpiti.

La melioidosi setticemica, invece, esordisce all'improvviso, con shock settico e coinvolgimento di più organi. Si manifesta con febbre elevata, disorientamento, dispnea, cefalea grave, faringite, coliche addominali alte, diarrea, lesioni cutanee pustolose, ipotensione, tachipnea e cianosi. A volte, compaiono segni di artrite o meningite.

La diagnosi di melioidosi è formulata con l'analisi delle colture per l'identificazione dei patogeni e con indagini sierologiche, come l'emagglutinazione (IHA), l'immunofluorescenza diretta, il dosaggio immunoassorbente legato all'enzima (ELISA) o il test di fissazione del complemento. Il fegato e la milza possono essere palpabili. I test di funzionalità epatica, AST e bilirubina sono spesso alterati.

La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici, come la ceftazidima o la combinazione trimetoprim/sulfametossazolo.


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Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016