Sintomi Leishmaniosi

Articoli correlati: Leishmaniosi

Definizione

La leishmaniosi è una malattia causata da protozoi del genere Leishmania.

L'infezione viene trasmessa da insetti vettori come il pappatacio  che, a loro volta, si infettano pungendo animali contagiati cronicamente (canidi, roditori e altri mammiferi).

Di solito, gli uomini contraggono la leishmaniosi in seguito al contatto con animali infetti. Raramente, la malattia è diffusa per via trasfusionale, sessuale, congenita o attraverso l'uso promiscuo di aghi.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Leishmaniosi

Ulteriori indicazioni

La leishmaniosi presenta un ampio spettro di sindromi, sia localizzate che sistemiche. I parassiti, infatti, possono rimanere localizzati nella pelle oppure diffondere agli organi interni o nella mucosa del rinofaringe, provocando di conseguenza diverse forme cliniche di leishmaniosi: cutanea, viscerale e muco-cutanea.

La leishmaniosi cutanea è la forma più diffusa. Nella sede della puntura del flebotomo, generalmente entro alcune settimane-mesi, compare una lesione iniziale ben delimitata e indolore, che spesso consiste in una papula. Questa aumenta lentamente le proprie dimensioni, prima di ulcerarsi al centro. Le ulcere non causano sintomi sistemici, salvo in caso di sovra-infezione. Talvolta, la leishmaniosi cutanea si manifesta in forma diffusa con lesioni cutanee multiple nodulari (simili a quelle della lebbra lepromatosa). Questi segni possono persistere per mesi o anni, prima di lasciare cicatrici permanenti depresse, simili a bruciature.

La leishmaniosi muco-cutanea (o espundia) si presenta sotto forma di lesioni distruttive delle mucose del naso, della bocca e della cavità orale. La malattia esordisce con un'ulcera cutanea primaria, che guarisce in maniera spontanea.
Successivamente, mesi o anni più tardi, compaiono le tipiche lesioni mucose, che talvolta possono comportare estese mutilazioni del naso e del palato.

La leishmaniosi viscerale, conosciuta anche come kala-azar, è la forma più grave; se non trattata, è associata ad alta mortalità. I sintomi si sviluppano gradualmente nel corso di settimane o mesi dopo l'inoculazione del parassita e comprendono febbre irregolare, perdita di peso, ingrossamento del fegato e della milza e cachessia. La leishmaniosi viscerale, inoltre, comporta ipergammaglobulinemia policlonale e pancitopenia.

La presenza della leishmaniosi è dimostrata dal riscontro, al microscopio, dei parassiti causali negli strisci o nelle colture. La loro identificazione può essere conseguita anche avvalendosi di specifiche sonde a DNA, isoenzimi o anticorpi monoclonali. Alla diagnosi della leishmaniosi viscerale contribuiscono anche i test sierologici per la determinazione dei titoli anticorpali.

Il trattamento dipende dalla sindrome clinica e dalle specie infettanti. La terapia farmacologica può prevedere l'impiego di amfotericina B liposomiale e composti di antimonio pentavalente. Per la prevenzione possono aiutare repellenti per insetti contenenti DEET (dietiltoluamide), zanzariere e vestiario trattati con permetrina o piretro.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016