Sintomi Infezione da cytomegalovirus (CMV)

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Definizione

Il cytomegalovirus (CMV) è un agente virale appartenente alla famiglia degli herpes virus, che può causare infezioni con un ampio spettro di gravità.

Nella maggior parte dei casi, il cytomegalovirus provoca una sindrome simile alla mononucleosi. Nei neonati e nei soggetti immunodepressi (come coloro che hanno subìto un trapianto d'organo e sono in terapia immunosoppressiva) può invece svilupparsi una severa malattia sistemica, potenzialmente letale.

L'infezione si contrae attraverso il sangue, i liquidi corporei (saliva, urina, liquido seminale, secrezioni vaginali e latte) e gli organi trapiantati. Il cytomegalovirus può essere acquisito, inoltre, per via transplacentare (durante la gravidanza) o perinatale (dalla madre al neonato durante il parto).

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Infezione da cytomegalovirus (CMV)

Ulteriori indicazioni

Le infezioni da cytomegalovirus primarie e ricorrenti sono spesso asintomatiche o producono manifestazioni modeste: febbre, astenia, dolori muscolari e aumentato volume dei linfonodi.

Una forma definita “epatite da cytomegalovirus” può causare alterazione della funzionalità epatica con elevazione delle transaminasi, linfocitosi atipica (simil mononucleosica) e splenomegalia.

Se l'infezione è conseguenza di una trasfusione di emoderivati contenenti il cytomegalovirus, si sviluppa una sindrome caratterizzata da febbre persistente (2-3 settimane) e manifestazioni simili all'epatite da CMV.

Nella fase terminale dell'AIDS, l'infezione da cytomegalovirus può provocare una retinite, una colite ulcerativa (con dolore addominale ed emorragie gastro-intestinali) o un'esofagite (con odinofagia).

Nei pazienti immunodepressi, la riattivazione del virus latente provoca una sindrome che coinvolge vari organi (polmoni, tratto gastro-intestinale e sistema nervoso centrale). In particolare, si possono manifestare polmoniti, epatiti, coliti, esofagiti e nefriti.

Durante la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre di gestazione, l'infezione primaria può causare aborto, prematurità, decesso post-natale o gravi complicanze, tra cui ritardo mentale, microcefalia, petecchie, calcificazioni periventricolari, corioretinite e danni estesi al fegato del feto.

I neonati che acquisiscono il CMV dopo la nascita, specialmente se sono prematuri possono sviluppare polmonite, epatite, trombocitopenia, linfocitosi atipica e perdita dell'udito neurosensoriale.

La diagnosi di laboratorio, utile nelle forme gravi, può prevedere esami colturali e sierologici, biopsia e ricerca di antigeni o di acidi nucleici virali.

La terapia con ganciclovir e altri farmaci antivirali consente di gestire le manifestazioni più gravi, in particolare la retinite da cytomegalovirus.