Sintomi Infarto Intestinale

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Definizione

L'infarto intestinale è la conseguenza di una brusca interruzione del circolo sanguigno mesenterico. Ciò può tradursi nella necrosi di una parte più o meno estesa dell'intestino.

L'infarto può essere causato da un disturbo vasomotorio che determina un'insufficiente perfusione di un tratto di intestino o dall'occlusione totale o parziale dei vasi arteriosi o venosi mesenterici.

Gli eventi che possono favorire tale condizione sono la formazione di trombi su placche aterosclerotiche, l'embolia (soprattutto nei soggetti affetti da fibrillazione atriale) e le ischemie non occlusive dovute a cali pressori, shock e scompenso cardiaco.

Fattori che possono aumentare il rischio di incorrere in un infarto intestinale sono rappresentati da coronaropatia, valvulopatie, stati di ipercoagulabilità, condizioni infiammatorie (es. pancreatite, diverticolite ecc.), traumi, insufficienza renale, ipertensione portale e malattia da decompressione.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Infarto Intestinale

Ulteriori indicazioni

L'infarto intestinale provoca un quadro di addome acuto, caratterizzato dalla comparsa improvvisa di violenti dolori addominali, vomito, occlusione intestinale e comparsa di diarrea sanguinolenta, seguiti da caduta della pressione arteriosa o tachicardia. All'esame obiettivo, l'addome si presenta globoso e fortemente dolorante.


Infarto Intestinale

Se la rivascolarizzazione del tratto enterico colpito non avviene in tempi brevi, la condizione evolve in necrosi anche solo dopo 10-12 ore dall'esordio dei sintomi. Questa complicanza provoca segni di peritonite, con marcata dolorabilità addominale, reazione di difesa, rigidità e assenza di rumori intestinali. L'infarto addominale può condurre al decesso del paziente per depressione miocardica, sindrome da risposta infiammatoria sistemica e insufficienza multiorgano.

La diagnosi viene posta sulla base di anamnesi positiva per precedenti cardiovascolari e indagini strumentali, quali esame radiologico, risonanza magnetica o tomografia computerizzata, angiografia mesenterica selettiva e laparotomia esplorativa. Quest'ultima indagine consente di osservare nella cavità peritoneale un'ansa intestinale violacea o nerastra (di norma, il colore è roseo) ed il mesentere ingorgato di sangue.

Il trattamento dell'infarto intestinale è prevalentemente chirurgico e consiste nella rivascolarizzazione o nella resezione del tratto intestinale affetto. Altri approcci possibili sono l'infusione di un vasodilatatore attraverso il catetere angiografico e, in caso di occlusione arteriosa, possono essere eseguite la trombolisi o l'embolectomia chirurgica.

Quando l'intervento è tardivo, purtroppo, è necessario asportare ampie sezioni del tratto enterico. Se la rivascolarizzazione avviene in tempi brevi, invece, le possibilità di recupero sono ottimali.