Sintomi Fuoco di Sant'Antonio

Malattie simili e sinonimi: Herpes zoster.

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Definizione

Il fuoco di Sant'Antonio è un'espressione popolare utilizzata, relativamente al territorio italiano, per indicare episodi di recrudescenza delle infezioni da herpes zoster. Questo microrganismo, infatti, è lo stesso responsabile della varicella e, dopo la guarigione dalla malattia, si rifugia nelle terminazioni nervose locali, pronto ad approfittare di un qualsiasi calo delle difese immunitarie (febbre, stress, mutamenti ormonali, esposizione al sole, traumi). Per questo motivo chi non ha mai avuto la varicella non potrà mai avere il fuoco di Sant’Antonio, mentre tutti quelli che l'hanno subita corrono il rischio, seppur moderato, di andare in contro a futuri episodi di riattivazione dell'herpes zoster (fuoco di Sant'Antonio).

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Fuoco di Sant'Antonio

Ulteriori indicazioni

I sintomi del fuoco di Sant'Antonio sono simili a quelli della varicella. Le classiche bollicine tendono tuttavia a risparmiare la faccia per concentrarsi soprattutto in dorso, petto, addome e braccia; la loro localizzazione può comunque variare da soggetto a soggetto, tende ad interessare un solo lato del corpo ed è maggiore la tendenza ad unirsi in grappoli. L'eruzione cutanea, spesso nettamente più dolorosa ma meno pruriginosa, si accompagna talvolta a sintomi come febbre, senso di malessere generale, brividi, mal di testa e violenti dolori addominali, che possono precederla di un paio di giorni simulando coliche addominali o appendicite. Concreto anche il rischio di complicanze, come nevralgie post-erpetiche, le quali determinano la persistenza di dolori e ipersensibilità cutanea anche per molti mesi dopo la regressione del rush cutaneo.



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Ultima modifica dell'articolo: 18/01/2017

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