Sintomi Disturbo ciclotimico

Malattie simili e sinonimi: Ciclotimia.

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Definizione

Il disturbo ciclotimico è una condizione psichiatrica caratterizzata dall’alternarsi di episodi ipomaniacali e periodi di lieve depressione, che durano solo pochi giorni. Questa malattia rientra nel gruppo dei disturbi bipolari e viene spesso considerata un precursore di altri disturbi dell’umore.

Nella maggior parte dei casi, il disturbo ciclotimico dura molti anni ed esordisce precocemente nella vita.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Disturbo ciclotimico

Ulteriori indicazioni

Il disturbo ciclotimico si presenta con episodi ipomaniacali (forma meno estrema di mania) e mini-depressivi, che durano solo qualche giorno. Il decorso è fluttuante e meno grave rispetto a quello del disturbo bipolare.
Durante il periodo ipomaniacale, l’umore si eleva ed il bisogno di sonno diminuisce. La persona presenta un ottimismo eccessivo e la sensazione che tutto sia possibile. I pensieri si succedono rapidamente e l’attività psicomotoria aumenta, diventando disorganizzata ed inconcludente. In alcuni casi, l’episodio ipomaniacale è caratterizzato non da uno stato euforico, ma da disforia, caratterizzata da distraibilità, irritabilità ed umore labile.
Nella ciclotimia, questi periodi sono intervallati da periodi di calo dell’umore, che non rappresentano un vero e proprio episodio depressivo. La persona che ne soffre, infatti, sente una perdita di interesse o piacere per le proprie attività, si sente triste ed affaticata. Inoltre, viene meno la capacità di concentrazione e possono essere presenti sentimenti di pessimismo e colpa.
Per alcuni soggetti, la tendenza ciclotimica contribuisce al successo negli affari, nella realizzazione e nella creatività artistica; tuttavia, molto spesso ha conseguenze serie e dannose a livello interpersonale e sociale, come, ad esempio, instabilità lavorativa e scolastica, cambi di residenza frequenti e impulsivi, rotture sentimentali o coniugali ripetute ed abuso episodico di alcol e farmaci.
La diagnosi viene formulata clinicamente da uno psichiatra sulla base dell’anamnesi e della valutazione dei sintomi e del comportamento del paziente.

Il trattamento è fondamentalmente di tipo educativo, con psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale (ai pazienti deve essere insegnato come convivere con le repentine e frequenti oscillazioni del tono dell’umore), sebbene alcuni soggetti necessitino di una terapia farmacologica (es. divalproex o litio). Gli antidepressivi devono essere evitati, a meno che i sintomi depressivi non siano gravi e prolungati, poiché esiste il rischio che possano innescare cicli più rapidi.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016