Sintomi Disprassia

Malattie simili e sinonimi: Disturbo della Coordinazione motoria di origine evolutiva.

Definizione

La disprassia è un disturbo dello sviluppo caratterizzato da un deficit della coordinazione motoria e dalla difficoltà ad automatizzare gesti semplici nelle attività quotidiane e scolastiche. Ciò può influenzare l'equilibrio e l'abilità motoria generale (ossia quella che coinvolge il corpo nel suo complesso) o la motricità fine (riguardante singoli distretti motori, come le labbra, la bocca o le dita).

L'origine della disprassia è attribuita ad alcuni neuroni motori che non risultano efficienti nel trasmettere le giuste informazioni ai muscoli per coordinare un gesto ad un'azione precisa. Questa “disfunzione” può essere acquisita (ad esempio, in seguito a un danno cerebrale causato da un trauma cranico) o associata ad un ritardo del normale sviluppo neurologico.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Disprassia

Ulteriori indicazioni

La disprassia si può manifestare in varie forme e può avere diversi gradi di intensità; inoltre, questa condizione può coinvolgere una sola o più abilità. In particolare, il disturbo può avere ripercussioni sulla deambulazione, sull'esecuzione di gesti coordinati e diretti ad un determinato fine, sul controllo dei movimenti dello sguardo o sull'espressione verbale.

I soggetti affetti da disprassia hanno capacità cognitive nella norma, ma presentano difficoltà a compiere atti motori volontari, coordinati sequenzialmente fra loro, in funzione di uno scopo.

I bambini disprassici appaiono maldestri, più lenti e goffi rispetto ai coetanei: possono andare a sbattere contro le porte, fanno cadere oggetti ed appaiono impacciati in alcune attività ludiche e/o sportive (es. giochi con la palla, nuoto, bicicletta ecc.). Inoltre, questi pazienti hanno difficoltà a infilarsi i vestiti, preparare lo zaino, allacciarsi le scarpe, usare le posate o mangiare in modo appropriato.


disprassia

La disprassia comporta tipicamente problemi nell'orientamento spazio-temporale; ad esempio, i bambini affetti dal disturbo hanno difficoltà a compiere movimenti intenzionali e coordinati nell'ordine corretto per programmare e portare a termine un'azione (come mettersi i calzini prima di infilare le scarpe). Inoltre, i pazienti devono pensare alla pianificazione degli atti motori che non riescono ad automatizzare, prima di eseguirli (ossia presentano una difficoltà a passare dall'idea all'azione).

Nell'ambito scolastico, la disprassia può associarsi a problemi nel disegno e nella scrittura (disgrafia), nel linguaggio e nell'eseguire le operazioni matematiche, con possibili rallentamenti anche nell'apprendimento, nonostante il livello intellettivo sia nella norma. Da ciò consegue un sentimento di frustrazione, che può tradursi in disturbi del comportamento e della condotta.

La diagnosi viene effettuata sulla base dell'osservazione clinica e sull'esecuzione di test mirati all'età del bambino, che aiuteranno ad escludere oppure a confermare la presenza del disturbo.

Il trattamento della disprassia prevede un percorso logopedico e dei programmi di riabilitazione, accompagnati a varie misure mirate al recupero verbale e all'apprendimento motorio. In linea generale, più precocemente si interviene con un approccio terapeutico, maggiori saranno le possibilità di miglioramento.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016