Sintomi Artrite reattiva

Malattie simili e sinonimi: Sindrome di Reiter.

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Definizione

L'artrite reattiva è un'infiammazione acuta delle articolazioni che rientra nella famiglia delle spondiloartropatie.

Questa malattia è spesso indotta da un'infezione, generalmente uro-genitale (uretriti, cistiti e prostatiti) o gastro-intestinale (es. gastroenteriti); in pratica, la flogosi delle articolazioni rappresenta una reazione mal diretta nei confronti di un'infezione in sede extra-articolare.

Due forme di artrite reattiva sono più comuni: una a trasmissione sessuale, l'altra dissenterica. Nel primo caso sono implicate con maggior frequenza le infezioni del tratto genitale da Chlamydia trachomatis. La forma dissenterica può essere contratta, invece, dopo infezioni intestinali provocate principalmente da batteri Gram-negativi, come Shigella, Salmonella, Yersinia o Campylobacter. In entrambi i casi, l'artrite reattiva è probabilmente conseguenza di un'infezione articolare o di un'infiammazione post-infettiva.

Una particolare forma di artrite reattiva è la sindrome di Reiter, malattia articolare associata a enterite/uretrite (o cervicite), congiuntivite e lesioni muco-cutanee. La predisposizione genetica contribuisce alla patogenesi della malattia (molti pazienti sono HLA-B27 positivi), anche se non è ancora noto il meccanismo con cui interviene.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Artrite reattiva

Ulteriori indicazioni

L'artrite reattiva si presenta, di solito, tra la prima e la terza settimana dopo un'infezione genito-urinaria o gastro-intestinale, manifestandosi con la caratteristica triade costituita da artrite, uretrite e congiuntivite. Queste manifestazioni sono di gravità variabile e possono andare da un'infiammazione transitoria monoarticolare, fino ad una grave patologia multisistemica.

L'artrite reattiva provoca dolore, tumefazione, rossore e calore delle articolazioni. Il coinvolgimento articolare è generalmente asimmetrico e oligoarticolare (cioè colpisce al massimo 4 articolazioni) o poliarticolare.

L'infiammazione coinvolge più frequentemente la colonna vertebrale, le articolazioni sacro-iliache e le inserzioni tendinee sull'osso (nota: entesite, tendiniti e fascite plantare sono frequenti e caratteristiche). La malattia può interessare, tuttavia, molte altre parti del corpo, tra cui le articolazioni degli arti inferiori (ginocchia e piedi).

Nelle settimane che seguono l'eventuale contatto sessuale, si possono sviluppare uretrite (con secrezioni uretrali, dolore e fastidio alla minzione e poliuria); sono frequenti, inoltre, la prostatite nei maschi e le infezioni della cervice, delle tube e/o le vulvovaginiti nelle femmine.

La congiuntivite è la lesione oculare più comunemente associata all'artrite reattiva, ma possono svilupparsi anche cheratite e uveite anteriore. Pertanto, sono possibili sintomi, quali: arrossamento oculare e sensazione di sabbia negli occhi, dolore, fotofobia e lacrimazione.

Piccole ulcere muco-cutanee superficiali, transitorie e relativamente indolori compaiono normalmente sulla mucosa della bocca, della lingua e del glande (balanite circinata). Particolarmente caratteristica dell'artrite reattiva è l'insorgenza di vescicole ai piedi o alle mani, che diventano ipercheratosiche e formano croste (cheratoderma blennorragico). Inoltre, si manifestano comunemente sintomi sistemici (febbre modesta, affaticamento e perdita di peso), alterazioni delle unghie e dolore lombare.

Raramente, si sviluppano complicanze cardiovascolari (es. aortite, insufficienza aortica e difetti di conduzione cardiaca), pleurite e sintomi a carico del SNC o periferico.

La diagnosi si basa sul riconoscimento della triade clinica tipica dell'artrite reattiva (infiammazione articolare, uretrite e congiuntivite).

Il trattamento ha lo scopo di eradicare l'infezione scatenante (mediante la somministrazione antibiotici) ed alleviare i sintomi con analgesici, steroidi e immunosoppressori, associati a riposo ed esercizi specifici. La prognosi è variabile.

Spesso, l'artrite reattiva si risolve in 3-4 mesi, ma circa il 50% dei pazienti va incontro a manifestazioni ricorrenti o protratte per molti anni. Con una malattia cronica o recidivante, possono comparire dolore articolare continuo e deformità vertebrali o sacro-iliache.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016