Sintomi Arterite a cellule giganti

Malattie simili e sinonimi: Arterite cranica, Arterite di Horton, Arterite gigantocellulare.

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Definizione

L'arterite a cellule giganti è una forma di vasculite (infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni). Il disturbo è relativamente comune e interessa generalmente persone di età superiore ai 50 anni, soprattutto di sesso femminile.

L'arterite a cellule giganti tende a colpire vasi sanguigni di grande e medio calibro, contenenti tessuto elastico. Per questo motivo, il processo patologico interessa prevalentemente l'arco aortico e i suoi principali rami, il sistema carotideo e le arterie temporali e craniche.

Le lesioni che si riscontrano a livello dei vasi sanguigni colpiti sono caratterizzate da infiltrati di mediatori infiammatori (cellule mononucleate, linfociti T attivati e macrofagi) e di cellule giganti multinucleate (da cui il nome arterite giganto-cellulare). La tonaca intima è marcatamente ispessita, con restringimento concentrico ed occlusione del lume.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Arterite a cellule giganti

Ulteriori indicazioni

I sintomi dell'arterite a cellule giganti possono esordire bruscamente o in modo graduale, nel corso di diverse settimane.

La manifestazione più frequente è una cefalea pulsante, talvolta grave, in sede temporale, occipitale, frontale o diffusa. Il mal di testa può essere associato a formicolii o dolore al cuoio capelluto.

La sintomatologia può comprendere, inoltre, disturbi visivi (diplopia, scotomi, ptosi, alterazioni del campo visivo, visione offuscata, amaurosi fugace e perdita della vista), dolorabilità sull'arteria temporale alla palpazione e dolore ai muscoli del volto, soprattutto durante la masticazione di cibi solidi (claudicatio della mandibola).

Possono presentarsi anche febbre (generalmente non elevata), perdita di peso inspiegabile, sudorazione, malessere e astenia. Inoltre, è frequente la contemporanea presenza di polimialgia reumatica, una sindrome infiammatoria caratterizzata da rigidità e dolore a carico delle spalle e del collo.

Possibili complicanze neurologiche dell'arterite a cellule giganti, spesso tardive, comprendono ictus e attacchi ischemici transitori (per riduzione del diametro e occlusione delle arterie carotidi o delle loro diramazioni), aneurismi e dissezioni dell'aorta toracica ed infarto miocardico.

La diagnosi è clinica e viene confermata mediante biopsia dell'arteria temporale, esame che evidenzia l'infiltrazione di cellule infiammatorie. In genere, VES e proteina C-reattiva sono elevate.

Il riconoscimento precoce e il trattamento tempestivo dell'arterite a cellule giganti sono fondamentali, a causa dell'elevato rischio di cecità e di ictus. In genere, è prevista la somministrazione di corticosteroidi ad alte dosi. La terapia può avvalersi anche di farmaci immunosoppressori (es. metotrexato o azatioprina) e di aspirina a basso dosaggio per prevenire eventi ischemici, salvo controindicazioni.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016