Sintomi Anisakiasi

Malattie simili e sinonimi: Anisakidosi.

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Definizione

L'anisakiasi è una parassitosi causata dall'ingestione accidentale di larve appartenenti al genere Anisakis o ai generi correlati (Pseudoterranova e Contracaecum). Si contrae in seguito al consumo di pesce di mare infestato crudo o poco cotto (marinato, affumicato a freddo, preparazioni quali carpacci a base di pesce, sushi e sashimi ecc.), non sottoposti a preventivo congelamento.

Le larve del parassita ingerite migrano nello stomaco e nell'intestino tenue, dove invadono la mucosa e causano malessere.

Molti prodotti ittici possono essere interessati dall'infestazione da anisakis e, tra questi, quelli più a rischio sono aringhe, merluzzo, sgombro, pesce sciabola, sardine, acciughe, pesce spada, tonno, nasello e rana pescatrice.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Anisakiasi

Ulteriori indicazioni

Dopo essere penetrate nella mucosa del tratto gastro-intestinale, le larve di Anisakis causano forti dolori addominali, nausea e vomito. L'infestazione intestinale, inoltre, può provocare reazioni granulomatose con sintomi gastroenterici che ricordano quelli della malattia di Crohn: dolore addominale intermittente, nausea, diarrea, febbre e ulcerazioni. Possibili conseguenze sono l'ostruzione e la perforazione intestinale. In alcuni casi, le forme croniche dell'anisakiasi possono coinvolgere anche altri organi, come fegato, milza e pancreas con possibili granulomi, lesioni ascessuali e quadri occlusivi. Le larve di Anisakis sono responsabili anche di reazioni allergiche con manifestazioni acute quali orticaria, angioedema, congiuntiviti, attacchi asmatici e shock anafilattico.
La diagnosi viene effettuata tramite esofagogastroduodenoscopia.
Il trattamento farmacologico con albendazolo può essere efficace, tuttavia la rimozione endoscopica delle larve rappresenta l'approccio risolutivo per la parassitosi.

Per la prevenzione dell'anisakiasi, il pesce andrebbe pulito accuratamente, eviscerandolo il prima possibile per evitare la migrazione delle larve nelle masse muscolari del pesce. Per la sicurezza igienica, è necessario sottoporre il prodotto a congelamento a -18°C per almeno 96 ore; le larve, visibili a occhio nudo, resistono alla conservazione in salamoia, alla salatura e all'affumicamento. La cottura, infine, deve essere superiore a 60°C per una decina di minuti.


Ultima modifica dell'articolo: 01/08/2016