AIDS

Malattie simili: HIV, Sindrome da immunodeficienza acquisita.

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MEDICI E SINTOMI

La presente guida non intende in alcun modo sostituirsi al parere di medici o di altre figure sanitarie preposte alla corretta interpretazione dei sintomi, a cui rimandiamo per ottenere una più precisa indicazione sulle origini di qualsiasi sintomo.

L'AIDS, sindrome da immunodeficienza acquisita, è una malattia infettiva causata dal virus HIV, a trasmissione prevalentemente sessuale. Danneggiando a poco a poco il sistema immunitario umano, il virus HIV indebolisce le difese organiche contro l'attacco di microrganismi patogeni. Il risultato a lungo termine è una maggiore suscettibilità ad alcuni tipi di infezione, potenzialmente molto gravi, e di alcune forme tumorali.

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del AIDS

Ulteriori indicazioni

I sintomi dell'AIDS dipendono dalla fase dell'infezione. Entro 2-4 settimane dal contagio possono insorgere sintomi similinfluenzali, come febbre, mal di testa, mal di gola, ingrossamento dei linfonodi e della milza, e rush cutanei (si noti la somiglianza con i sintomi della mononucleosi infettiva). Tale sintomatologia, talvolta assente o comunque sottostimata dal paziente, tende a regredire nel giro di qualche settimana, lasciando l'individuo in perfetto stato di salute, ma solo apparentemente. Il paziente, infatti, può fin da subito trasmettere la malattia ad altre persone; negli anni seguenti, inoltre, il virus HIV continua a moltiplicarsi nei linfonodi, distruggendo a poco a poco i linfociti T helper, cellule (globuli bianchi) importantissime perché coordinatrici dell'attività dell'intero sistema immunitario. Durante questa fase, che può durare diversi anni (mediamente 6-9), il paziente lamenta sintomi come febbre ricorrente, perdita di peso, diarrea, fiato corto, tosse ed il tipico ingrossamento dei linfonodi. Nell'ultima fase della malattia, che compare approssimativamente dopo 10 o più anni dal contagio, i sintomi si fanno più gravi e ad essi si sommano quelli dovuti allo sviluppo delle cosiddette infezioni opportunistiche (polmonite, candidosi, toxoplasmosi, meningite, herpes, tubercolosi ed altre).