Tumore alla Prostata? Scopri se sei a rischio

Categoria quiz Salute

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Nei Paesi industrializzati, il cancro alla prostata è il tumore più diffuso negli uomini. Eppure, in generale, la popolazione maschile non ha ancora acquisito quel livello di sensibilità verso la malattia che le donne hanno imparato ad avere verso il tumore al seno.
Conoscere i fattori di rischio ed i sintomi del cancro alla prostata è dunque importante. Il seguente test permette di ricevere una prima indicazione generale sui fattori di rischio che pesano sul singolo individuo, e sulle relative misure che è necessario adottare. Naturalmente, tale quiz è assolutamente privo di valore diagnostico e non può  in alcun modo sostiuirsi al parere del medico, in particolare dell'urologo, a cui è necessario rivolgersi per ottenere una stima del rischio più accurata.
Ci preme sin da ora sottolineare, ma lo ripeteremo nell'analisi delle risposte, che il tumore prostatico in fase iniziale non dà alcuna sintomatolagia.  Per questo, se ad un consulto medico emerge un rischio sensibile di cancro alla prostata, anche in assenza di sintomi, è bene svolgere i necessari approfondimenti.

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I. A quale fascia di età appartieni?

II. Hai un parente stretto (fratello, padre, o zii intesi come fratelli di tuo padre o di tua madre) che è (o è stato) affetto da cancro alla prostata?

III. Quante volte avverti una sensazione che la vescica non si sia completamente svuotata dopo aver urinato?

IV. Quanto sepsso avverti il bisogno di urinare di nuovo meno di due ore dopo la precedente minzione?

V. Quante volte durante l'espulsione di urina, il flusso si interrompe e riprende più volte?

VI. Quante volte avverti una difficoltà a trattenere l'urina dopo l'insorgenza dello stimolo ad urinare?

VII. Quanto spesso ti accorgi di una netta riduzione di intensità del getto urinario durante la minzione?

VIII. Quante volte devi sforzarti o "spingere" per iniziare a urinare?

IX. Dal momento in cui inizia il risposo notturno al risveglio il giorno seguente, quante volte hai bisogno di alzarti mediamente per urinare?

X. A quale etnia appartieni?

XI. La tua alimentazione è molto ricca di grassi animali (formaggi, carni rosse) e povera di frutta e verdura?

XII. Sei in sovrappeso ed hai una peluria corporea particolarmente sviluppata?

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Dall'analisi delle risposte, il tuo rischio di avere un cancro alla prostata appare basso. Ciò nonostante, considerata l'alta diffusione del tumore al di sopra dei 50 anni, e l'assenza di sintomi nelle fasi iniziali, se hai superato questa età e non l'hai già fatto, è bene che tu ti rivolga al medico di base per valutare l'opportunità di sottoporti a specifici esami. Questi includono un semplice esame del sangue (PSA - Antigene Prostatico Specifico) e l'esplorazione rettale della prostata (importante per apprezzarne il volume, la regolarità della superficie e  la presenza di noduli sospetti e di dolore locale). Se da questi esami emerge un rischio significativo di cancro alla prostata verranno eseguite ulteriori indagini, come l'ecografia prostatica e, in ultima analisi, la biopsia della prostata.
Ricorda che, in generale, se i sintomi di un eventuale cancro alla prostata non sono ancora evidenti, le possibilità di cura sono elevate. Rimandare una visita urologica fino all'insorgere dei primi sintomi significa abbattere drasticamente le possibilità di guarigione.
Dall'analisi delle risposte, emergono alcuni fattori di rischio per il cancro alla prostata. Ti consigliamo di rivolgerti al tuo medico curante per valutare l'opportunità di sottoporti ad indagini specifiche, soprattutto se hai superato i 50 anni e non l'hai ancora fatto. Nel frattempo non ti allarmare, ricorda che, quando presenti, i sintomi del cancro alla prostata ricalcano da vicino quelli dell'ipertrofia prostatica benigna (IPB), un ingrossamento della prostata molto comune con l'avanzare dell'età, caratterizzato da diversi disturbi durante la minzione (dolore o bruciore quando si urina, aumento della frequenza delle minzioni, debolezza del getto urinario ecc.). Gli stessi sintomi, se insorgono improvvisamente, sono tipici anche della prostatite, un'infiammazione della prostata generalmente su base infettiva.
Che si tratti di un possibile tumore alla prostata o di condizioni meno gravi come l'IPB, una visita medica urologica è chiaramente necessaria.
Gli esami di prima linea sono il test del PSA (tramite analisi del sangue)  l'esplorazione digitale della prostata (per via rettale), eventualmente coadiuvati da un'ecografia della ghiandola. Se da questi esami emerge la probabile presenza di un tumore alla prostata, è possibile ottenere una diagnosi certa soltanto con un esame chiamato biopsia prostatica. In ogni caso, più precocemente si interviene e maggiori sono le probabilità di guarigione.
Dall'analisi delle risposte, emergono numerosi fattori di rischio per il cancro alla prostata. Se non l'hai ancora fatto, ti consigliamo di rivolgerti al tuo medico curante per valutare l'opportunità di sottoporti ad indagini specifiche. Nella popolazione ad alto rischio, è opportuno valutare la possibilità di sottoporsi ad indagini preliminari (PSA ed esploarzione digitale) già dopo i 40 anni. Se da questi esami emerge un rischio significativo di cancro alla prostata verranno eseguite ulteriori indagini, come l'ecografia prostatica e, in ultima analisi, la biopsia della prostata.
Anche se questo semplice test ti ha suggerito la necessità di effettuare rapidamente una visita urologica di controllo, per la diagnosi corretta e le eventuali cure del caso, non ti allarmare eccessivamente. Molti dei sintomi del tumore alla prostata in fase avanzata (dolore o bruciore quando si urina, aumento della frequenza delle minzioni, debolezza del getto urinario ecc.) sono comuni anche a disturbi non tumorali a carico della ghiandola; è il caso della prostatite e dell'ipertrofia prostatica benigna. Ad ogni modo meglio non perdere tempo, in entrambi i casi la diagnosi precoce è fondamentale per aumentare le possibilità di guarigione (eccellenti quando il tumore viene identificato e trattato in fase precoce).
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Dall'analisi delle risposte, il tuo rischio di avere un cancro alla prostata appare basso. Ciò nonostante, considerata l'alta diffusione del tumore al di sopra dei 50 anni, e l'assenza di sintomi nelle fasi iniziali, se hai superato questa età e non l'hai già fatto, è bene che tu ti rivolga al medico di base per valutare l'opportunità di sottoporti a specifici esami. Questi includono un semplice esame del sangue (PSA - Antigene Prostatico Specifico) e l'esplorazione rettale della prostata (importante per apprezzarne il volume, la regolarità della superficie e  la presenza di noduli sospetti e di dolore locale). Se da questi esami emerge un rischio significativo di cancro alla prostata verranno eseguite ulteriori indagini, come l'ecografia prostatica e, in ultima analisi, la biopsia della prostata.
Ricorda che, in generale, se i sintomi di un eventuale cancro alla prostata non sono ancora evidenti, le possibilità di cura sono elevate. Rimandare una visita urologica fino all'insorgere dei primi sintomi significa abbattere drasticamente le possibilità di guarigione.
Dall'analisi delle risposte, emergono alcuni fattori di rischio per il cancro alla prostata. Ti consigliamo di rivolgerti al tuo medico curante per valutare l'opportunità di sottoporti ad indagini specifiche, soprattutto se hai superato i 50 anni e non l'hai ancora fatto. Nel frattempo non ti allarmare, ricorda che, quando presenti, i sintomi del cancro alla prostata ricalcano da vicino quelli dell'ipertrofia prostatica benigna (IPB), un ingrossamento della prostata molto comune con l'avanzare dell'età, caratterizzato da diversi disturbi durante la minzione (dolore o bruciore quando si urina, aumento della frequenza delle minzioni, debolezza del getto urinario ecc.). Gli stessi sintomi, se insorgono improvvisamente, sono tipici anche della prostatite, un'infiammazione della prostata generalmente su base infettiva.
Che si tratti di un possibile tumore alla prostata o di condizioni meno gravi come l'IPB, una visita medica urologica è chiaramente necessaria.
Gli esami di prima linea sono il test del PSA (tramite analisi del sangue)  l'esplorazione digitale della prostata (per via rettale), eventualmente coadiuvati da un'ecografia della ghiandola. Se da questi esami emerge la probabile presenza di un tumore alla prostata, è possibile ottenere una diagnosi certa soltanto con un esame chiamato biopsia prostatica. In ogni caso, più precocemente si interviene e maggiori sono le probabilità di guarigione.
Dall'analisi delle risposte, emergono numerosi fattori di rischio per il cancro alla prostata. Se non l'hai ancora fatto, ti consigliamo di rivolgerti al tuo medico curante per valutare l'opportunità di sottoporti ad indagini specifiche. Nella popolazione ad alto rischio, è opportuno valutare la possibilità di sottoporsi ad indagini preliminari (PSA ed esploarzione digitale) già dopo i 40 anni. Se da questi esami emerge un rischio significativo di cancro alla prostata verranno eseguite ulteriori indagini, come l'ecografia prostatica e, in ultima analisi, la biopsia della prostata.
Anche se questo semplice test ti ha suggerito la necessità di effettuare rapidamente una visita urologica di controllo, per la diagnosi corretta e le eventuali cure del caso, non ti allarmare eccessivamente. Molti dei sintomi del tumore alla prostata in fase avanzata (dolore o bruciore quando si urina, aumento della frequenza delle minzioni, debolezza del getto urinario ecc.) sono comuni anche a disturbi non tumorali a carico della ghiandola; è il caso della prostatite e dell'ipertrofia prostatica benigna. Ad ogni modo meglio non perdere tempo, in entrambi i casi la diagnosi precoce è fondamentale per aumentare le possibilità di guarigione (eccellenti quando il tumore viene identificato e trattato in fase precoce).

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