Principi del trattamento conservativo dopo lesione del legamento crociato anteriore

legamento crociato anteriore

La lesione dei legamenti crociati è tipica dello sportivo (84%):


• 41%    calcio

• 11%     basket

• 11%     sci

• 8%      corsa

• 9%      altri sport

• 16%     eventi accidentali


Nel 90% dei casi: sesso maschile età dai 17 ai 50 anni

Nel 52% dei casi: si associa lesione meniscale.



Dopo aver diagnosticato la lesione al LCA, il paziente, il medico, il terapista, il rieducatore e la famiglia del paziente devono scegliere il tipo di trattamento: chirurgico o conservativo.

Il paziente ideale per l'intervento chirurgico è un soggetto giovane, motivato e che segue attività ad alto livello. Questo tipo di paziente è disposto ad affrontare i sacrifici necessari per completare con successo il programma di riabilitazione.


L'approccio conservativo è indicato per le persone anziane e sedentarie, che farebbero troppa fatica a seguire un programma riabilitativo dopo un intervento chirurgico per la mancanza di motivazione e la poca assiduità a seguire un programma intensivo.

IL TRATTAMENTO CONSERVATIVO: Programma di rieducazione

Il paziente può immediatamente, dopo la lesione, iniziare a eseguire delle contrazioni del quadricipite e dei sollevamenti dell'arto inferiore con la gamba estesa sulla coscia.  Si possono iniziare esercizi di mobilità, entro un arco di movimento privo di dolore. Si può lavorare al ciclo ergometro, con l'altezza della sella regolata in modo da consentire al ginocchio di effettuare la massima flessione tollerata.

Al diminuire del dolore la mobilità migliora notevolmente e si possono compiere esercizi di flessione ed estensione isotonica a catena cinetica aperta; (è consigliabile limitare l'estensione tra 0 e 45° per le prime 8-12 settimane per limitare le sollecitazioni a livello del LCA).  

Gli esercizi per il potenziamento muscolare devono andare a sollecitare i muscoli gastrocnemio e posteriori della coscia. G li esercizi a catena chiusa sono validi e sicuri perché causano una minima traslazione anteriore della tibia, migliorano il controllo neuromuscolare e aumentano la stabilizzazione dinamica attraverso la contrazione simultanea dei muscoli posteriori della coscia e del quadricipite.  


Obbiettivo principale del rinforzo muscolare è quello di avere un rapporto di forza 1:1 tra i muscoli anteriori e quelli posteriori della coscia.

riabilitazioneIl quadricipite può essere riabilitato, senza sovraccaricare il ginocchio, attraverso varie tecniche: precoci contrazioni isometriche multiangolari (110°-50°); contrazioni quadricipite/flessori sia fuori che sotto carico; esercizi attivi, evitando di arrivare oltre i 45° di estensione; estensione contro resistenza, applicando il carico sulla regione prossimale della tibia.

La contrazione eccentrica è utilizzata per il potenziamento dei muscoli ischiocrurali ( bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso). Si utilizzano a tale scopo macchine per il potenziamento isotonico a carico fisso per tutto l'arco del movimento, dinamometri isocinetici, esercizi controllati funzionali di accelerazione/decelerazione.

Il metodo isocinetico (lavoro a velocità costante durante tutto l'arco del movimento) ottimizza il lavoro di rinforzo muscolare poiché consente una contrazione massimale per tutto l'arco del movimento. Inoltre fornisce una valutazione quantitativa dei deficit muscolari. rieducazione crociatoQuesti esercizi isocinetici vanno eseguiti evitando gli ultimi 20°-40° di estensione per passare poi gradualmente ad un'escursione articolare completa con maggior numero di ripetizioni, velocità inferiori e carichi massimali.

Alla fine della rieducazione funzionale quando il paziente ha raggiunto adeguati livelli di forza eccentrica e di controllo dinamico dell'instabilità, per completare il tutto viene inserita  la pliometria.

Obiettivo della rieducazione è la riprogrammazione dell'esperienza percettiva del movimento. Si possono utilizzare a tal scopo, secondo la fase della riabilitazione, diagnosi lesione anterioreesercizi a catena cinetica aperta, come la cyclette con trascinamento passivo dell'arto infortunato; deambulazione precoce, con carico parziale; recupero degli schemi del passo (si possono fare anche in piscina)esercizi tecnici e di agilità, di corsa e di salto.

L'uso di un tutore funzionale, sia per la lesione parziale che per quella totale del LCA, fornisce vantaggi incrementando il senso della posizione dell'articolazione attraverso la stimolazione dei propriocettori. Tuttavia può provocare diminuzione della massa muscolare dell'arto ed ulteriore riduzione delle proprie prestazioni funzionali. Per questo motivo occorre alternare l'uso del tutore durante gli esercizi.

Terapie fisiche: Utilizzo del ghiaccio per 15-20 minuti al termine di ogni lavoro anche se non c'è alcun segno di tumefazione o edema.


Riabilitazione dopo lesione del legamento crociato anteriore

Lesione del crociato anteriore e intervento chirurgico


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