Zarelis - Foglio Illustrativo

Principi attivi: Venlafaxina

Zarelis

Zarelis 37,5 mg Compressa a rilascio prolungato
Zarelis 75 mg Compressa a rilascio prolungato
Zarelis 150 mg Compressa a rilascio prolungato
Zarelis 225 mg Compressa a rilascio prolungato

I foglietti illustrativi di Zarelis sono disponibili per le confezioni:

IndicazioniPerché si usa Zarelis? A cosa serve?

Zarelis è un antidepressivo appartenente ad un gruppo di medicinali chiamati inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI). Questo gruppo di medicinali è utilizzato per il trattamento della depressione e di altre condizioni, come i disturbi ansiosi. Si ritiene che le persone che sono depresse e/o ansiose abbiano livelli più bassi di serotonina e noradrenalina nel cervello. Non si conosce pienamente il modo in cui gli antidepressivi agiscono, tuttavia essi possono essere d'aiuto innalzando i livelli di serotonina e noradrenalina nel cervello. Zarelis è un trattamento per adulti affetti da depressione.

Zarelis è anche un trattamento per adulti con i seguenti disturbi ansiosi: disturbo d'ansia sociale (paura di o tendenza ad evitare situazioni sociali). Un appropriato trattamento della depressione o dei disturbi ansiosi è importante per aiutarla a stare meglio. Se non trattata, la sua condizione può non risolversi e può diventare più grave e più difficile da trattare.

La venlafaxina contenuta in Zarelis è autorizzata anche per trattare altre condizioni non menzionate in questo foglio illustrativo. Chieda al medico o al farmacista se ha ulteriori quesiti.

ControindicazioniQuando non dev'essere usato Zarelis?

Non prenda Zarelis

  • se è allergico alla venlafaxina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).
  • se sta assumendo contemporaneamente o ha assunto in qualsiasi momento nell'arco degli ultimi 14 giorni, uno qualsiasi tra i medicinali conosciuti come inibitori irreversibili delle monoamminossidasi (I-MAO), utilizzati per il trattamento della depressione o del morbo di Parkinson. L'assunzione di un I-MAO irreversibile insieme a Zarelis, può comportare effetti indesiderati gravi o anche pericolosi per la vita. Inoltre, deve attendere almeno 7 giorni dopo la sospensione del trattamento con Zarelis prima di prendere un qualsiasi I-MAO irreversibile (consulti anche il paragrafo dal titolo "Assunzione di Zarelis con altri medicinali" e le informazioni contenute in quel paragrafo relative alla "Sindrome serotoninergica").

Precauzioni per l'usoCosa serve sapere prima di prendere Zarelis?

Si rivolga al medico prima di prendere Zarelis.

  • Se utilizza altri medicinali che, assunti contemporaneamente a Zarelis, possono far aumentare il rischio di sviluppare sindrome serotoninergica (consulti il paragrafo "Assunzione di Zarelis con altri medicinali").
  • Se ha gonfiore, disturbi allo stomaco o all'intestino che riducono la capacità di deglutire o il passaggio del cibo nel tratto gastrointestinale
  • Se ha problemi agli occhi, come alcuni tipi di glaucoma (aumento della pressione all'interno dell'occhio)
  • Se ha precedenti di pressione del sangue elevata
  • Se ha precedenti di problemi cardiaci
  • Se ha precedenti di convulsioni
  • Se ha precedenti di livelli bassi di sodio nel suo sangue (iponatriemia)
  • Se ha una tendenza a sviluppare lividi o una tendenza a sanguinare facilmente (disturbi di sanguinamento), o se sta usando altri medicinali che possono far aumentare il rischio di sanguinamento ad es. warfarin (utilizzato per prevenire le trombosi)
  • Se i livelli del suo colesterolo aumentano
  • Se ha precedenti o qualcuno nella sua famiglia ha sofferto di mania o disturbo bipolare (sensazione di sovraeccitazione o di euforia)
  • Se ha precedenti di comportamento aggressivo.

Zarelis può causare una sensazione di irrequietezza o di incapacità a rimanere seduti o fermi durante le prime settimane di trattamento. Se presenta questi sintomi, deve riferirlo al medico.

Se lei riporta una qualsiasi di queste condizioni, parli con il medico prima di utilizzare Zarelis.

Pensieri suicidari e peggioramento della sua depressione o disturbo ansioso

Se è depresso e/o soffre di disturbi ansiosi, talvolta può elaborare pensieri di farsi del male o uccidersi. Questi possono aumentare quando inizia per la prima volta ad usare antidepressivi, poiché occorre del tempo prima che i medicinali come questi inizino a fare effetto, generalmente circa due settimane ma qualche volta di più.

È più probabile che abbia questi pensieri:

  • Se ha avuto in precedenza pensieri di suicidarsi o di farsi del male.
  • Se è giovane. Informazioni ottenute da studi clinici hanno mostrato un aumentato rischio di comportamento suicidario nei giovani (con meno di 25 anni) con disturbi psichiatrici, che erano stati trattati con un antidepressivo.

Se in qualsiasi momento ha pensieri di farsi del male o suicidarsi, contatti il medico o si rechi immediatamente in ospedale.

Può esserle d'aiuto dire ad un parente o ad un amico a lei vicino che lei è depresso o che soffre di un disturbo ansioso, e chiedergli di leggere questo foglio illustrativo. Potrebbe chiedergli di dirle se pensa che la sua depressione o il suo stato d'ansia stia peggiorando, o se è preoccupato a causa di cambiamenti del suo comportamento.

Secchezza del cavo orale

Nel 10% dei pazienti trattati con venlafaxina si verifica secchezza del cavo orale. Ciò può far aumentare il rischio di carie dentaria. Deve pertanto prestare particolare attenzione alla sua igiene orale.

Diabete

Se ha il diabete o una patologia legata all'assunzione di zucchero (glucosio), che richiede la somministrazione di insulina o altri farmaci che riducono la glicemia, potrebbe rendersi necessario un aggiustamento del dosaggio di tali farmaci.

Uso nei bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni

Normalmente Zarelis non deve essere utilizzato per bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni. Inoltre, deve sapere che pazienti al di sotto dei 18 anni hanno un rischio maggiore di effetti indesiderati, come tentativo di suicidio, pensieri suicidari ed ostilità (principalmente aggressività, comportamento oppositivo e rabbia) quando assumono questo tipo di medicinali. Nonostante questo, il medico può prescrivere questo medicinale per pazienti di età inferiore ai 18 anni, perché ritiene che ciò sia nel loro miglior interesse. Se il medico ha prescritto questo medicinale a un paziente con meno di 18 anni, e lei vuole discuterne, ne parli con il medico. Deve informare il medico se si manifesta o peggiora uno qualsiasi dei sintomi elencati qui sopra quando un paziente con meno di 18 anni sta prendendo Zarelis. Inoltre, non sono stati dimostrati gli effetti a lungo termine di questo medicinale sulla crescita, la maturazione e lo sviluppo mentale e comportamentale in questa fascia d'età.

InterazioniQuali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Zarelis?

Altri medicinali e Zarelis

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo o ha recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Il medico deciderà se può usare Zarelis con altri medicinali.

Non inizi o interrompa un trattamento con altri medicinali, inclusi i medicinali che si ottengono senza prescrizione medica ed i preparati naturali o a base di piante medicinali, prima di aver chiesto al suo medico o farmacista.

  • Inibitori delle monoamminossidasi che sono utilizzati per il trattamento della depressione o del morbo di Parkinson non devono essere presi con Zarelis. Informi il suo medico se ha assunto questi medicinali negli ultimi 14 giorni (I-MAO: consulti il paragrafo "Prima di prendere Zarelis").
  • Sindrome serotoninergica: la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente rischiosa per la vita o reazioni del tipo Sindrome Neurolettica Maligna (consulti il paragrafo "Possibili effetti indesiderati") possono verificarsi con un trattamento con venlafaxina, soprattutto quando essa viene assunta con altri medicinali. Esempi di questi medicinali sono:
  • Triptani (utilizzati per l'emicrania)
  • Medicinali per il trattamento della depressione, per esempio inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI, SSRI), antidepressivi triciclici, o i medicinali contenenti litio
  • Medicinali contenenti linezolid, un antibiotico (utilizzato per il trattamento di infezioni)
  • Medicinali contenenti moclobemide, un I-MAO reversibile (utilizzato per il trattamento della depressione)
  • Medicinali contenenti sibutramina (utilizzato per la perdita di peso)
  • Medicinali contenenti tramadol (un antidolorifico)
  • Medicinali contenenti blu di metilene (utilizzato per trattare elevati livelli di metaemoglobina nel sangue)
  • Preparati a base di erba di San Giovanni (chiamata anche Hypericum Perforatum, un rimedio a base di una pianta medicinale usato per trattare la depressione lieve)
  • Prodotti contenenti triptofano (utilizzato per disturbi come quelli del sonno e la depressione).
  • Antipsicotici (usati per il trattamento dei sintomi come sentire, vedere o percepire cose inesistenti, avere convinzioni erronee, diffidenza anomala, sospettosità insolita o ragionamenti confusi, o estraniarsi)

Segni e sintomi della sindrome serotoninergica possono includere una combinazione di: irrequietezza, allucinazioni, perdita di coordinazione, battito cardiaco accelerato, aumento della temperatura corporea, sbalzi rapidi della pressione del sangue, riflessi iperattivi, diarrea, coma, nausea, vomito.

Nella sua forma più grave, sindrome serotoninergica può manifestarsi come sindrome neurolettica maligna (SNM). Segni e sintomi della SNM possono includere febbre, accelerazione del battito cardiaco, sudorazione, grave rigidità muscolare, confusione e aumento degli enzimi muscolari (valutato attraverso un esame del sangue). Informi immediatamente il medico, o si rechi al pronto soccorso dell'ospedale più vicino se pensa di avere una sindrome serotoninergica.

Anche i medicinali riportati di seguito possono interferire con Zarelis e devono essere utilizzati con cautela. È particolarmente importante che lei riferisca al suo medico o farmacista se sta utilizzando medicinali che contengono:

Zarelis con cibi, bevande e alcool

Deve assumere Zarelis con del cibo (consulti il paragrafo "Come prendere Zarelis"). Non deve assumere alcool mentre sta assumendo Zarelis.

AvvertenzeÈ importante sapere che:

Gravidanza, allattamento e fertilità

Riferisca al medico se scopre di essere in stato di gravidanza, o se sta provando a iniziare una gravidanza. Deve utilizzare Zarelis solo dopo aver discusso con il medico i potenziali benefici e i rischi potenziali per il feto.

Si assicuri che la sua ostetrica e/o il suo medico sappia che lei sta assumendo Zarelis. Se assunti durante la gravidanza, farmaci analoghi a (SSRI) possono aumentare il rischio di una grave condizione nei bambini, chiamata ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN), che provoca un'accelerazione del respiro nel bambino e un colorito bluastro. Questi sintomi di solito insorgono durante le prime 24 ore dopo la nascita del bambino. Se questo accade al suo bambino, deve contattare immediatamente la sua ostetrica e / o il suo medico.

Se sta usando Zarelis durante la gravidanza, ne informi l'ostetrica e/o il medico poiché il suo bambino potrebbe presentare alcuni sintomi alla nascita. Questi sintomi di solito iniziano durante le prime 24 ore dopo la nascita.

Questi sintomi includono irritabilità, tremore, ipotonia, pianto costante, difficoltà nel dormire e nel nutrirsi. Se il suo bambino manifesta questi sintomi alla nascita e lei ha dei dubbi, contatti il medico e/o l'ostetrica che sapranno assisterla.

Zarelis è escreto nel latte materno. Esiste un rischio di effetti del farmaco sul bambino allattato al seno, che può causare pianto, irritabilità e disturbi del sonno. Sintomi da sospensione del farmaco sono stati osservati nei neonati dopo l'interruzione dell'allattamento. Pertanto, deve discuterne con il medico, che deciderà se deve interrompere l'allattamento al seno o la terapia con questo medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Non guidi e non usi strumenti o macchinari finchè non capisce quali effetti Zarelis ha su di lei. Informazioni importanti su alcuni eccipienti di Zarelis Questo medicinale contiene lattosio. Se il medico le ha riscontrato intolleranza ad alcuni zuccheri, lo informi prima di prendere Zarelis.

Dosi e Modo d'usoCome usare Zarelis: Posologia

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi deve consultare il suo medico o il farmacista.

La dose abituale di inizio raccomandata per il trattamento della depressione, e del disturbo d'ansia sociale è di 75 mg al giorno. Il medico può aumentare la dose gradualmente e, se necessario, fino anche a una dose massima di 375 mg al giorno per la depressione. La dose massima per il disturbo d'ansia sociale è di 225 mg al giorno.

Prenda Zarelis circa alla stessa ora ogni giorno, al mattino o alla sera. Le compresse devono essere ingoiate intere con un liquido e non devono essere aperte, rotte, masticate né sciolte. Deve prendere Zarelis con del cibo.

Se ha problemi al fegato o ai reni, ne parli con il medico, poichè può rendersi necessario un adattamento della dose di Zarelis.

Non interrompa il trattamento con Zarelis senza aver consultato il medico (consulti il paragrafo "Se interrompe il trattamento con Zarelis").

SovradosaggioCosa fare se avete preso una dose eccessiva di Zarelis

Se prende più Zarelis di quanto deve

Contatti immeditamente il medico o il farmacista se assume più della quantità di questo medicinale che le è stata prescritta dal medico.

I sintomi di un possibile sovradosaggio possono comprendere aumento di rapidità del battito cardiaco, alterazioni dello stato di coscienza (variabili dalla sonnolenza al coma), visione offuscata, convulsioni e vomito.

Se dimentica di prendere Zarelis

Se dimentica di prendere una dose, la assuma appena se ne ricorda. Tuttavia, se deve assumere la prossima dose quando si accorge della dose dimenticata, salti la dose dimenticata e prenda una sola dose come fa solitamente. Non assuma in un'unica giornata più della quantità di Zarelis che le è stata prescritta per quel giorno.

Se interrompe il trattamento con Zarelis

Non interrompa il trattamento né riduca la dose senza il parere del suo medico, anche se si sente meglio. Se il medico ritiene che lei non ha più bisogno di Zarelis, può chiederle di ridurre la dose gradualmente prima di interrompere completamente il trattamento. È noto che si verificano effetti indesiderati quando i pazienti interrompono il trattamento con Zarelis, soprattutto quando Zarelis è sospeso bruscamente o quando si riduce la dose troppo velocemente. Alcuni pazienti possono avere dei sintomi come stanchezza, capogiro, confusione della mente, cefalea, insonnia, sensazione che l'ambiente circostante ruoti intorno a lei (vertigini), incubi, secchezza del cavo orale, perdita di appetito, nausea, diarrea, nervosismo, agitazione, confusione, tinnito (ronzio nelle orecchie), formicolio o raramente sensazioni di shock elettrico, debolezza, sudorazione, convulsioni o sintomi simil-influenzali.

Il medico le illustrerà come deve interrompere gradualmente il trattamento con Zarelis. Se riporta qualsiasi di questi o altri sintomi che le provocano fastidio, si rivolga al suo medico per un parere ulteriore.

Se ha qualsiasi ulteriore dubbio sull'uso di questo medicinale, si rivolga al suo medico o farmacista.

Effetti IndesideratiQuali sono gli effetti collaterali di Zarelis?

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Non si preoccupi se nota una compressa nelle sue feci dopo aver assunto Zarelis. La venlafaxina è rilasciata lentamente dalla compressa, man mano che essa attraversa l'intera lunghezza del suo tratto gastrointestinale. Il rivestimento della compressa invece non si scioglie, ed è eliminato attraverso le feci. Pertanto, anche se nota la presenza di una compressa nelle sue feci, la dose di venlafaxina è stata assorbita.

Se si verifica uno qualsiasi degli effetti di seguito riportati, non prenda altro Zarelis. Si rivolga immediatamente al medico, o si rechi al pronto soccorso dell'ospedale più vicino

  • Oppressione toracica, respiro sibilante, difficoltà a deglutire o a respirare
  • Gonfiore di volto, gola, mani o piedi
  • Sensazione di nervosismo o ansia, capogiro, sensazione di pulsazione, improvviso arrossamento della pelle e/o sensazione di calore
  • Rash intenso, prurito o orticaria (chiazze di pelle rossa o pallida in rilievo, che spesso danno prurito).
  • Segni e sintomi della sindrome serotoninergica che possono includere irrequietezza, allucinazioni, perdita di coordinazione, accelerazione del battito cardiaco, aumento della temperatura corporea, rapidi cambiamenti della pressione arteriosa, riflessi iperattivi, diarrea, coma, nausea, vomito.

Nella sua forma più grave, la sindrome serotoninergica può manifestarsi come Sindrome Neurolettica Maligna (SNM). I segni e i sintomi della SNM possono includere febbre, accelerazione del battito cardiaco, sudorazione, grave rigidità muscolare, confusione e aumento degli enzimi muscolari (valutato attraverso un esame del sangue). Altri effetti indesiderati, dei quali dovrebbe informare il medico, includono:

  • Tosse, respiro sibilante, difficoltà di respiro e febbre
  • Feci nere (catramose) o sangue nelle feci
  • Pelle o occhi gialli, prurito, urine scure, che possono essere sintomi di infiammazione del fegato (epatite)
  • Problemi al cuore, come battito cardiaco rapido o irregolare, pressione del sangue aumentata.
  • Problemi agli occhi, come visione offuscata, pupille dilatate
  • Problemi di natura nervosa, come capogiro, formicolio, disordini del movimento, convulsioni.
  • Problemi psichiatrici, come iperattività ed euforia (sentirsi insolitamente sovraeccitato)
  • Sintomi da sospensione (consulti il paragrafo "Come prendere Zarelis, se interrompe il trattamento con Zarelis")
  • Sanguinamento prolungato - se si taglia o si ferisce, potrebbe richiedere più tempo del solito prima che il sanguinamento si fermi.

Elenco completo degli effetti indesiderati

Molto comune (può interessare più di 1 persona su 10)

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10)

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100)

  • Allucinazioni; senso di estraneamento dalla realtà; agitazione; orgasmo anormale (nelle femmine); assenza di sensazioni o emozioni; sensazione di ipereccitazione; digrignamento dei denti
  • Sensazione di irrequietezza o incapacità a rimanere seduti o fermi; svenimento; movimenti involontari dei muscoli; alterazione del coordinamento e dell'equilibrio; alterazione del gusto
  • Accellerazione del battito cardiaco; sensazione di capogiro (specialmente quando ci si alza troppo velocemente)
  • Emissione di sangue con il vomito, presenza di feci di colore nero come il catrame o sangue nelle feci, che può essere sintomo di un'emorragia intestinale
  • Possono essere presenti gonfiore generalizzato della pelle in particolare del viso, della bocca, della lingua, della gola e/o delle mani e dei piedi, eruzione cutanea che provoca prurito (orticaria); sensibilità alla luce del sole; ecchimosi; eruzioni cutanee; perdita anomala dei capelli
  • Incapacità di urinare
  • Aumento di peso; perdita di peso

Raro (può interessare fino a 1 su 1.000 persone)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

  • Riduzione delle piastrine nel sangue, che comporta un aumento del rischio di lividi o di sanguinamenti; alterazioni ematologiche che possono portare ad un aumento del rischio di infezione
  • Gonfiore del viso o della lingua, respiro corto o difficoltà a respirare, spesso con eruzioni cutanee (grave reazione allergica)
  • Eccessiva assunzione di acqua (conosciuta come SIADH)
  • Diminuzione dei livelli ematici di sodio
  • Ideazione suicidaria e comportamenti suicidari; casi di ideazione suicidaria e comportamenti suicidari sono stati riportati durante la terapia con venlafaxina o subito dopo l'interruzione del trattamento (vedere paragrafo 2, Prima di prendere Zarelis)
  • Disorientamento e confusione spesso accompagnata da allucinazioni (delirio); aggressività
  • Febbre alta con rigidità muscolare, confusione o agitazione e sudorazione; se avverte movimenti spasmodici dei muscoli che non riesce a controllare, ciò può essere indice di una grave condizione conosciuta come Sindrome Neurolettica Maligna; sensazione di euforia, sonnolenza, movimento continuo e rapido degli occhi, movimenti impacciati, irrequietezza, sensazione di ebbrezza, sudorazione o rigidità muscolare, che sono indizio di sindrome serotoninergica; rigidità, spasmi e movimenti involontari dei muscoli; .
  • Intenso dolore agli occhi e visione diminuita o offuscata
  • Vertigini
  • Abbassamento della pressione arteriosa; battito cardiaco anormale, rapido o irregolare, che può portare a svenimento; sanguinamento inatteso, ad esempio sanguinamento delle gengive, sangue nelle urine o nel vomito, o comparsa inattesa di lividi o di rottura vasi sanguigni (couperose)
  • Tosse, respiro sibilante, respiro corto e febbre, che sono sintomi di infiammazione dei polmoni associata con un aumento di globuli bianchi (eosinofilia polmonare)
  • Intenso dolore addominale o alla schiena (che può indicare un problema grave all'intestino, al fegato o al pancreas)
  • Prurito, pelle e occhi gialli, urine scure, o sintomi simil-influenzali, che sono sintomi di infiammazione del fegato (epatite); piccole alterazioni dei livelli ematici degli enzimi epatici
  • Eruzione cutanea, che può comportare comparsa di vesciche e desquamazione della pelle; prurito; lieve eruzione cutanea
  • Dolore, rigidità o debolezza muscolare inspiegabile (rabdomiolisi)
  • Secrezione anomala di latte materno

Talvolta Zarelis causa effetti indesiderati di cui lei può non accorgersi, come aumenti della pressione sanguigna o battito cardiaco anormale; lievi cambiamenti nei livelli ematici di enzimi epatici, sodio o colesterolo. Più raramente, Zarelis può ridurre la funzionalità delle piastrine nel suo sangue, comportando un aumentato rischio di lividi e sanguinamento. Pertanto, in certe occasioni il suo medico può voler fare controlli del suo sangue, in particolare se sta assumendo Zarelis da molto tempo.

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, informi il suo medico o il farmacista. Questo include qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo.

Scadenza e Conservazione

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno del mese. Conservare a temperature inferiori a 30º C.

Blister: Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidità.

Flacone di plastica: Conservare il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall'umidità.

Non getti alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Composizione e forma farmaceutica

Cosa contiene Zarelis

Il principio attivo è la venlafaxina.

Ogni compressa di Zarelis rilascio prolungato da 37,5, 75, 150 o 225 mg contiene venlafaxina cloridrato corrispondente a 37,5 mg, 75 mg, 150 mg o 225 mg di venlafaxina.

Gli altri componenti sono:

Nucleo della compressa: Mannitolo (E421), Povidone K-90, Macrogol 400, Cellulosa microcristallina, Silice colloidale anidra, Magnesio stearato. Rivestimento delle compresse: Acetato di cellulosa, Macrogol 400, Opadry Y 30 18037 (miscela di ipromellosa, lattosio monoidrato, biossido di titanio (E171) e triacetina).

Descrizione dell'aspetto di Zarelis e contenuto della confezione

37,5 mg compresse a rilascio prolungato: compresse rotonde, biconvesse, bianche del diametro di 7 mm

75 mg compresse a rilascio prolungato: compresse rotonde, biconvesse, bianche del diametro di 7,5 mm

150 mg compresse a rilascio prolungato: compresse rotonde, biconvesse, bianche del diametro di 9,5 mm

225 mg compresse a rilascio prolungato: compresse rotonde, biconvesse, bianche del diametro di 11 mm

Zarelis è disponibile in blister da 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 100 e 500 compresse; e in flaconi di plastica da 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 100 e 500 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate


Fonte Foglietto Illustrativo: AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Disclaimer e informazioni utili.

Ulteriori informazioni su Zarelis sono disponibili nella scheda "Riassunto delle Caratteristiche".

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

ZARELIS

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Zarelis 37,5 mg compresse a rilascio prolungato

Una compressa a rilascio prolungato contiene 37,5 mg di venlafaxina (come cloridrato)

Zarelis 75 mg compresse a rilascio prolungato

Una compressa a rilascio prolungato contiene 75 mg di venlafaxina (come cloridrato)

Zarelis 150 mg compresse a rilascio prolungato

Una compressa a rilascio prolungato contiene 150 mg di venlafaxina (come cloridrato)

Zarelis 225 mg compresse a rilascio prolungato

Una compressa a rilascio prolungato contiene 225 mg di venlafaxina (come cloridrato)

Eccipiente con effetto noto: lattosio 3,0 / 3,4 / 5,7 / 6,5 mg

Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA

Compresse a rilascio prolungato

37,5 mg compresse a rilascio prolungato: compresse rotonde, biconvesse, bianche del diametro di 7 mm

75 mg compresse a rilascio prolungato: compresse rotonde, biconvesse, bianche del diametro di 7,5 mm

150 mg compresse a rilascio prolungato: compresse rotonde, biconvesse, bianche del diametro di 9,5 mm

225 mg compresse a rilascio prolungato: compresse rotonde, biconvesse, bianche del diametro di 11 mm

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento degli episodi di depressione maggiore.

Prevenzione delle ricorrenze degli episodi di depressione maggiore.

Trattamento del disturbo d'ansia sociale.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Episodi di depressione maggiore

La dose iniziale raccomandata di venlafaxina compresse a rilascio prolungato è di 75 mg una volta al giorno. I pazienti che non rispondono ad una dose iniziale di 75 mg/die possono trarre giovamento da incrementi di dose fino ad un massimo di 375 mg/die. Gli incrementi di dosaggio possono essere effettuati ad intervalli di 2 settimane o più. Se la gravità dei sintomi lo richiede, gli incrementi di dose possono essere effettuati ad intervalli più frequenti, comunque non inferiori a 4 giorni.

A causa del rischio di effetti avversi dose-correlati, gli incrementi di dose devono essere effettuati solo dopo una valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). La dose efficace più bassa deve essere mantenuta.

I pazienti devono essere trattati per un periodo di tempo sufficiente, di solito parecchi mesi o più. Il trattamento deve essere rivalutato regolarmente su base individuale. Per la prevenzione delle ricorrenze di episodi depressivi maggiori (MDE) può anche essere appropriato un trattamento a lungo termine. Nella maggior parte dei casi, la dose raccomandata per la prevenzione delle ricorrenze di MDE è uguale a quella utilizzata durante l'episodio stesso.

Il trattamento con medicinali antidepressivi deve durare per almeno 6 mesi successivi la remissione della malattia.

Disturbo d'ansia sociale

La dose raccomandata di venlafaxina a rilascio prolungato è di 75 mg una volta al giorno. Non ci sono prove che dosi più alte apportino benefici maggiori.

Comunque, in singoli pazienti non rispondenti alla dose iniziale di 75 mg/die, possono essere presi in considerazione incrementi fino alla dose massima di 225 mg/die. Gli incrementi di dosaggio possono essere effettuati ad intervalli di 2 settimane o più.

A causa del rischio di effetti avversi dose-correlati, gli incrementi di dose devono essere effettuati solo dopo una valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). La dose efficace più bassa deve essere mantenuta.

I pazienti devono essere trattati per un periodo di tempo sufficiente, di solito parecchi mesi o più. Il trattamento deve essere rivalutato regolarmente su base individuale.

Uso in pazienti anziani

Non si ritiene necessario alcun adattamento specifico della dose della venlafaxina esclusivamente sulla base dell'età. Comunque, si deve usare cautela nel trattamento dei pazienti anziani (per esempio, a causa della possibilità di insufficienza renale, della potenziale alterazione della sensibilità e dell'affinità verso i neurotrasmettitori che si verifica con l'età). Si deve sempre utilizzare la dose efficace più bassa, e i pazienti devono essere attentamente monitorati quando si richiede un aumento della dose.

Uso nei bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni

L'uso della venlafaxina non è raccomandato in bambini ed adolescenti.

Studi clinici controllati in bambini ed adolescenti con disturbo depressivo maggiore non hanno dimostrato efficacia e non supportano l'uso di venlafaxina in questi pazienti (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).

L'efficacia e la sicurezza di venlafaxina in altre indicazioni in bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni non è stata stabilita.

Uso in pazienti con insufficienza epatica

In pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata, in genere deve essere considerata una riduzione della dose del 50%. Comunque, a causa della variabilità individuale della clearance, una individualizzazione del dosaggio sarebbe preferibile.

Esistono dati limitati su pazienti con insufficienza epatica grave. Nel trattamento di pazienti con grave insufficienza epatica si raccomanda di usare cautela; deve essere presa in considerazione una riduzione della dose di più del 50%, e si devono valutare i potenziali benefici, rispetto ai rischi.

Uso in pazienti con insufficienza renale

Sebbene nessun adeguamento del dosaggio è necessario per pazienti con velocità di filtrazione glomerulare (VFG) compresa tra 30 e 70 ml/minuto, si raccomanda di usare cautela. Per pazienti che necessitino emodialisi ed in pazienti con grave insufficienza renale (VFG < 30 ml/min), la dose deve essere ridotta del 50%. A causa della variabilità individuale della eliminazione renale in questi pazienti, una individualizzazione del dosaggio sarebbe preferibile.

Sintomi da astinenza osservati all'interruzione del trattamento con venlafaxina

Si deve evitare una brusca interruzione del trattamento. Quando si interrompe l'assunzione di venlafaxina, la dose deve essere ridotta gradualmente in un periodo di almeno 1-2 settimane, al fine di ridurre il rischio di reazioni da sospensione (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Se a seguito della diminuzione della dose o a seguito dell'interruzione del trattamento si verificano sintomi insopportabili, si può prendere in considerazione di ripristinare la dose prescritta in precedenza. Successivamente, il medico può continuare a diminuire la dose, ma più gradualmente.

Uso orale.

Si raccomanda di assumere le compresse a rilascio prolungato di venlafaxina con il cibo, all'incirca alla stessa ora ogni giorno. Le compresse devono essere ingerite intere con del liquido e non devono essere divise, rotte, masticate o disciolte.

I pazienti in trattamento con venlafaxina compresse a rilascio immediato possono passare al trattamento con venlafaxina compresse a rilascio prolungato al dosaggio giornaliero equivalente più vicino. Per esempio, dall'assunzione di venlafaxina da 37,5 mg in compresse a rilascio immediato due volte al giorno si può passare all'assunzione di venlafaxina da 75 mg in compresse a rilascio prolungato una volta al giorno. Può essere necessario un adattamento individuale del dosaggio.

Le compresse a rilascio prolungato rilasciano il principio attivo nel tratto digestivo, mantenendo la forma esterna della compressa che viene eliminata inalterata nelle feci.

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Il trattamento concomitante con inibitori irreversibili delle monoaminoossidasi (I-MAO) è controindicato a causa del rischio di sindrome serotoninergica con sintomi quali agitazione, tremore e ipertermia. Non si deve iniziare l'assunzione di venlafaxina se non sono trascorsi almeno 14 giorni dalla interruzione del trattamento con un I-MAO irreversibile.

La somministrazione di venlafaxina deve essere interrotta almeno 7 giorni prima dell'inizio del trattamento con un inibitore irreversibile delle MAO (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

04.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego

Suicidio/ideazione suicidaria o peggioramento clinico

La depressione è associata ad aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (eventi suicidio-correlati). Tale rischio persiste fino a che si verifichi una remissione significativa. Poiché possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente monitorati fino ad avvenuto miglioramento. È esperienza clinica in generale che il rischio di suicidio possa aumentare nelle prime fasi del miglioramento.

Altre patologie psichiatriche per le quali la venlafaxina è prescritta possono anche essere associate ad un aumentato rischio di eventi suicidio-correlati. Inoltre, queste patologie possono essere associate al disturbo depressivo maggiore. Le stesse precauzioni osservate quando si trattano pazienti con disturbo depressivo maggiore si devono pertanto osservare con altre patologie psichiatriche.

Pazienti con storia di eventi suicidio-correlati, o che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell'inizio del trattamento, sono a rischio maggiore di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio, e devono essere attentamente monitorati durante il trattamento. Una metanalisi degli studi clinici condotti con farmaci antidepressivi in confronto con placebo in pazienti adulti con disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nella fascia di età inferiore a 25 anni dei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo.

La terapia farmacologica con antidepressivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti (e chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti della necessità di monitorare qualsiasi peggioramento clinico, l'insorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di cambiamenti inusuali del comportamento e di cercare immediatamente un consulto medico se questi sintomi si presentano.

Uso in bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni

Zarelis non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età.

Comportamenti suicidio-correlati (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (principalmente aggressività, comportamento oppositivo e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza in studi clinici condotti tra bambini ed adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, debba essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere attentamente monitorato per la comparsa di sintomi suicidari. Inoltre, non sono disponibili dati sulla sicurezza a lungo termine per la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale di bambini e adolescenti.

Sindrome serotoninergica

Con venlafaxina, come con altri farmaci serotoninergici, si può sviluppare una sindrome serotoninergica potenzialmente pericolosa per la vita, denominata Sindrome Neurolettica Maligna (SNM), in particolare con l'uso concomitante di altri farmaci serotoninergici (compresi SSRI, SNRI e triptani), o con farmaci che inibiscono il metabolismo della serotonina, quali gli inibitori delle MAO (es. blu di metilene), o con antipsicotici o altri antagonisti della dopamina (vedere paragrafi 4.3 e 4.5).

I sintomi della sindrome serotoninergica possono includere alterazioni dello stato mentale (es.: agitazione, allucinazioni, coma), instabilità autonomica (es.: tachicardia, sbalzi pressori, ipertermia), disturbi neuromuscolari (es.: iperreflessia, incoordinazione) e/o sintomi gastrointestinali (es.: nausea, vomito, diarrea).

La sindrome serotoninergica nella sua forma più grave può somigliare ai sintomi della SNM, che comprende ipertermia, rigidità muscolare, instabilità autonomica con possibili rapide variazioni dei segni vitali e dello stato mentale.

Se il trattamento con venlafaxina in associazione ad altri farmaci che possono influenzare i sistemi serotoninergico e/o dopaminergico è clinicamente giustificato, si raccomanda l'attenta osservazione del paziente, in particolare all'inizio del trattamento e agli incrementi di dose.

L'uso concomitante di venlafaxina con i precursori della serotonina (come supplementi di triptofano) non è raccomandato.

Glaucoma ad angolo stretto

In associazione con la venlafaxina, si può verificare midriasi. Si raccomanda di monitorare attentamente i pazienti con pressione intraoculare aumentata, o pazienti a rischio di glaucoma ad angolo stretto (glaucoma ad angolo chiuso).

Pressione sanguigna

Aumenti dose-dipendente della pressione arteriosa sono stati comunemente riportati con l'uso di venlafaxina. Nell'esperienza post-marketing sono stati riportati gravi casi di ipertensione arteriosa che hanno richiesto un trattamento immediato.

Tutti i pazienti devono essere attentamente monitorati per verificare l'eventuale pre-esistenza di ipertensione arteriosa, prima di iniziare il trattamento con venlafaxina. La pressione arteriosa deve essere controllata periodicamente dopo l'inizio del trattamento e dopo aumenti di dose. Si deve usare cautela nei pazienti con condizioni preesistenti che potrebbero essere compromesse da aumenti della pressione arteriosa, quali i pazienti con funzionalità cardiaca compromessa.

Frequenza cardiaca

Si può verificare un aumento della frequenza cardiaca, in particolare con i dosaggi più alti. Si deve prestare cautela con i pazienti con condizioni preesistenti che possano essere compromesse da un aumento della frequenza cardiaca.

Malattia cardiaca e rischio di aritmia

L'uso di venlafaxina non è stato valutato in pazienti con anamnesi di recente infarto del miocardio o malattia cardiaca instabile. Pertanto la venlafaxina deve essere usata con cautela in tali pazienti.

Nell'esperienza post-marketing, casi di aritmia cardiaca fatale sono stati riportati con l'uso di venlafaxina, specialmente in casi di overdose. La valutazione dei rischi e benefici deve essere considerata prima di prescrivere venlafaxina ai pazienti ad alto rischio di grave aritmia cardiaca.

Convulsioni

Durante la terapia con venlafaxina si possono presentare convulsioni. Come tutti i farmaci antidepressivi, la venlafaxina deve essere usata con cautela nei pazienti con anamnesi di convulsioni, e i pazienti interessati devono essere attentamente monitorati. Il trattamento deve essere interrotto nei pazienti che sviluppino convulsioni.

Iponatriemia

Si possono verificare casi di iponatriemia e/o di sindrome da inadeguata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) con l'uso di venlafaxina. Ciò si è verificato più frequentemente in pazienti con deplezione di liquidi o disidratati. Pazienti anziani, pazienti che assumono diuretici, e pazienti con deplezione di liquidi per altre ragioni, possono essere maggiormente a rischio per questo evento.

Sanguinamento anormale

I medicinali che inibiscono la captazione della serotonina possono portare a funzionalità piastrinica ridotta. In pazienti che assumono venlafaxina, il rischio di sanguinamento della cute e delle mucose, inclusa l'emorragia gastrointestinale, può essere aumentato. Come con altri inibitori della ricaptazione della serotonina, la venlafaxina deve essere utilizzata con cautela in pazienti predisposti al sanguinamento, compresi i pazienti in trattamento con anticoagulanti e inibitori piastrinici.

Colesterolo sierico

In studi clinici controllati verso placebo, dopo un trattamento di almeno tre mesi sono stati registrati aumenti clinicamente significativi del colesterolo serico nel 5,3% dei pazienti trattati con venlafaxina e nello 0,0% dei pazienti trattati con placebo. La misurazione dei livelli serici di colesterolo deve essere presa in considerazione durante un trattamento prolungato.

Co-somministrazione con farmaci indicati per la perdita di peso

La sicurezza e l'efficacia della terapia con la venlafaxina in combinazione con farmaci indicati per la perdita di peso, compresa la fentermina, non sono state dimostrate. La somministrazione contemporanea di venlafaxina e di farmaci indicati per la perdita di peso non è raccomandata. La venlafaxina non è indicata per la perdita di peso né in monoterapia né in combinazione con altri prodotti.

Mania/ipomania

Si possono manifestare mania/ipomania in una piccola proporzione di pazienti con disturbi dell'umore che abbiano assunto antidepressivi, inclusa la venlafaxina. Come con altri antidepressivi la venlafaxina deve essere utilizzata con cautela in pazienti con anamnesi personale o familiare di disordini bipolari.

Aggressività

Si può verificare aggressività in una piccola proporzione di pazienti che abbiano assunto antidepressivi, compresa la venlafaxina. Ciò è stato riportato all'inizio del trattamento, alla modifica del dosaggio e all'interruzione del trattamento.

Come con altri antidepressivi, la venlafaxina deve essere utilizzata con cautela in pazienti con anamnesi di aggressività.

Sospensione del trattamento

Sintomi da sospensione sono comuni quando si interrompe il trattamento, soprattutto in caso di brusca interruzione (vedere paragrafo 4.8). Negli studi clinici, gli eventi avversi osservati all'interruzione del trattamento (durante la fase di riduzione della dose e dopo la fine del trattamento), si sono verificati in circa il 31% dei pazienti trattati con venlafaxina e nel 17% dei pazienti che assumevano placebo.

Il rischio di sintomi da sospensione può dipendere da diversi fattori, inclusi la durata e la dose della terapia e la velocità di riduzione della dose. Le reazioni più comunemente riportate sono capogiro, disturbi sensoriali (inclusa la parestesia), disturbi del sonno (inclusi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore e cefalea. Generalmente questi sintomi sono da lievi a moderati; tuttavia in alcuni pazienti possono essere di grave intensità. Si verificano di solito entro i primi giorni dall'interruzione del trattamento, ma sono stati riportati casi molto rari di tali sintomi in pazienti che avevano inavvertitamente dimenticato di assumere una dose. Generalmente, questi sintomi sono auto-limitanti e di solito si risolvono entro 2 settimane, sebbene in alcuni individui possano durare più a lungo (2-3 mesi o più). Si consiglia pertanto di ridurre gradualmente la somministrazione di venlafaxina, interrompendo il trattamento in un tempo di diverse settimane o mesi, secondo i bisogni di ciascun paziente (vedere paragrafo 4.2).

Acatisia/irrequietezza psicomotoria

L'uso della venlafaxina è stato associato con lo sviluppo di acatisia, caratterizzata da una irrequietezza soggettivamente spiacevole e stressante e da bisogno di muoversi spesso accompagnato da una incapacità a restare seduto o fermo. É più probabile che si verifichi entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che riportano questi sintomi un aumento della dose può essere dannoso.

Secchezza delle fauci

Il 10% dei pazienti trattati con venlafaxina riporta secchezza delle fauci. Ciò può comportare un aumentato rischio di carie e si deve avvertire i pazienti dell'importanza dell'igiene dentale.

Diabete:

Nei pazienti diabetici il trattamento con un SSRI o venlafaxina può alterare il controllo glicemico. Può essere necessario modificare il dosaggio dell'insulina e/o degli ipoglicemizzanti orali.

Rischi di ostruzione gastrointestinale

Poichè la compressa a rilascio prolungato di Zarelis non è deformabile e non subisce sostanziali modifiche di forma nel tratto gastrointestinale, non deve essere comunemente somministrata a pazienti affetti da pre-esistente grave stenosi del tratto gastrointestinale (patologica o iatrogena) o a pazienti affetti da disfagia o che presentano una significativa difficoltà nel deglutire le compresse.

Ci sono state rare segnalazioni di sintomi ostruttivi associati con l'assunzione del farmaco nelle formulazioni non deformabili a rilascio prolungato in pazienti con pre-esistente grave stenosi del tratto gastrointestinale.

Zarelis compresse a rilascio prolungato, per la sua tecnica di rilascio prolungato, deve essere somministrato solo a pazienti in grado di deglutire la compressa intera (vedere paragrafo 4.2).

Zarelis compresse a rilascio prolungato contiene lattosio.

Pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, con deficienza di Lapp lattasi, e con sindrome di malassorbimento di glucosio/galattosio non devono assumere questo medicinale.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Inibitori delle monoaminoossidasi (I-MAO)

I-MAO irreversibili non selettivi

La venlafaxina non deve essere usata in combinazione con I-MAO irreversibili non selettivi. Non si deve iniziare l'uso di venlafaxina per almeno 14 giorni dopo l'interruzione del trattamento con un I-MAO irreversibile non selettivo. Si deve interrompere il trattamento con la venlafaxina almeno 7 giorni prima di iniziare il trattamento con un I-MAO irreversibile non selettivo (vedere paragrafo 4.3 e 4.4).

Inibitore selettivo reversibile della MAO-A (moclobemide)

L'associazione della venlafaxina con un I-MAO reversibile e selettivo, come la moclobemide, non è raccomandata, a causa del rischio di sindrome serotoninergica. Dopo il trattamento con un I-MAO reversibile, va osservato un periodo di wash-out di almeno 14 giorni prima di iniziare il trattamento con venlafaxina. Si raccomanda di interrompere l'assunzione di venlafaxina almeno 7 giorni prima di iniziare il trattamento con un I-MAO reversibile (vedere paragrafo 4.4).

I-MAO non selettivi reversibili (linezolid)

L'antibiotico linezolid è un debole I-MAO reversibile e non selettivo, e non deve essere prescritto ai pazienti in trattamento con venlafaxina (vedere paragrafo 4.4).

Gravi reazioni avverse sono state riportate in pazienti che avevano recentemente interrotto la terapia con I-MAO e cominciato quella con venlafaxina, o avevano recentemente interrotto la terapia con venlafaxina prima di iniziare quella con I-MAO. Queste reazioni includevano tremore, mioclonia, diaforesi, nausea, vomito, vampate, capogiro e ipertermia con manifestazioni rassomiglianti la sindrome neurolettica maligna, convulsioni e morte.

Sindrome serotoninergica

Come con altri farmaci serotoninergici, con venlafaxina si può verificare la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, soprattutto con l'uso concomitante di altri farmaci che possono modulare il sistema di neurotrasmissione serotoninergica (come i triptani, gli SSRI, gli SNRI, il litio, la sibutramina, il tramadol o l'erba di San Giovanni [Hypericum perforatum]), con medicinali che interferiscono con la metabolizzazione della serotonina (come gli I-MAO, es. blu di metilene), o con precursori della serotonina (come i supplementi di triptofano). Se è richiesto il trattamento concomitante della venlafaxina e un SSRI, un SNRI o un agonista del recettore della serotonina (triptano), si raccomanda un'attenta osservazione del paziente, soprattutto all'inizio del trattamento e agli incrementi di dose. L'uso concomitante di venlafaxina e di precursori della serotonina (come i supplementi di triptofano) non è raccomandato (vedere paragrafo 4.4).

Medicinali che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (SNC)

Il rischio dell'utilizzo di venlafaxina in combinazione con altri medicinali che agiscono sul SNC non è stato valutato in modo sistematico. Pertanto, si deve usare cautela quando la venlafaxina è assunta in combinazione con altri farmaci che agiscono sul SNC.

Etanolo

É stato dimostrato che la venlafaxina non aumenta la compromissione delle capacità mentali e motorie causata dall'etanolo. Comunque, si deve raccomandare ai pazienti di evitare il consumo di alcool durante l'assunzione di venlafaxina, come con tutti gli altri medicinali attivi sul SNC.

Effetti di altri medicinali sulla venlafaxina

Ketoconazolo (inibitore del CYP3A4)

Uno studio di farmacocinetica con il ketoconazolo in metabolizzatori forti (MI) e in metabolizzatori poveri (MP) del CYP2D6 ha fornito risultati di AUC più alte sia di venlafaxina (70% e 21% in soggetti MP e MI del CYP2D6, rispettivamente) che di O-desmetilvenlafaxina (33% e 23% in soggetti MP e MI del CYP2D6, rispettivamente) a seguito della somministrazione di ketoconazolo. L'uso concomitante di venlafaxina con inibitori del CYP3A4 (ad es.: atazanavir, claritromicina, indinavir, itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo, ketoconazolo, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, telitromicina) può aumentare i livelli di venlafaxina e di O-desmetilvenlafaxina. Pertanto si raccomanda cautela se la terapia del paziente comprende l'uso concomitante di venlafaxina e di un inibitore del CYP3A4.

Effetto della venlafaxina su altri medicinali

Litio

Con l'uso concomitante di venlafaxina e litio può verificarsi la sindrome serotoninergica (vedere Sindrome serotoninergica).

Diazepam

La venlafaxina non ha effetto sulla farmacocinetica e sulla farmacodinamica del diazepam e del suo metabolita attivo, il desmetildiazepam. Il diazepam non influenza la farmacocinetica né della venlafaxina né del suo metabolita attivo O-desmetilvenlafaxina. Non è noto se ci sia interazione di tipo farmacocinetico e/o farmacodinamico con altre benzodiazepine.

Imipramina

La venlafaxina non influenza la farmacocinetica dell'imipramina e della 2-OH-imipramina. Si è osservato un incremento dose-dipendente della AUC della 2-OH-desipramina da 2,5 a 4,5 volte quando la venlafaxina è stata somministrata a dosi da 75 mg a 150 mg/die. L'imipramina non ha influenzato la farmacocinetica della venlafaxina e dell'O-desmetilvenlafaxina. Il significato clinico di questa interazione non è noto. Si deve prestare cautela quando si somministrano contemporaneamente imipramina e venlafaxina.

Aloperidolo

Uno studio di farmacocinetica con l'aloperidolo ha mostrato una diminuzione del 42% della clearance orale totale, un incremento del 70% dell'AUC, un incremento del 88% della Cmax ma nessuna modifica dell'emivita dell'aloperidolo. Ciò deve essere tenuto in considerazione in pazienti trattati contemporaneamente con aloperidolo e venlafaxina. Il significato clinico di questa interazione non è noto.

Risperidone

La venlafaxina ha fatto aumentare l'AUC del risperidone del 50%, ma non ha modificato in maniera significativa il profilo farmacocinetico complessivo delle molecole attive (risperidone più 9-idrossirisperidone). Il significato clinico di questa interazione non è noto.

Metoprololo

La somministrazione concomitante di venlafaxina e metoprololo a volontari sani in uno studio di interazione farmacocinetica per entrambi i medicinali ha comportato un aumento di circa il 30-40% delle concentrazioni plasmatiche del metoprololo, senza alcuna alterazione delle concentrazioni plasmatiche del suo metabolita attivo, l'α-idrossimetoprololo. Il significato clinico di questo dato nei pazienti ipertesi non è noto. Il metoprololo non ha alterato il profilo farmacocinetico della venlafaxina o del suo metabolita attivo, la O-desmetilvenlafaxina. La co-somministrazione della venlafaxina con il metoprololo deve essere effettuata con cautela.

Indinavir

Uno studio di farmacocinetica con l'indinavir ha mostrato una riduzione del 28% della AUC e una riduzione del 36% della Cmax dell'indinavir. L'indinavir non ha modificato la farmacocinetica della venlafaxina e della O-desmetilvenlafaxina. Il significato clinico di questa interazione non è noto.

04.6 Gravidanza ed allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati adeguati sulla somministrazione di venlafaxina a donne in gravidanza.

Studi su animali hanno mostrato tossicità sulla riproduzione (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per l'uomo è sconosciuto. La venlafaxina deve essere somministrata a donne in gravidanza solo se i benefici attesi superano ogni possibile rischio.

Come per altri inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRIs/SNRIs), i sintomi da sospensione possono presentarsi nei neonati se la venlafaxina è utilizzata fino alla nascita o fino a poco prima. Alcuni neonati esposti alla venlafaxina alla fine del terzo trimestre hanno sviluppato complicazioni che hanno richiesto alimentazione artificiale, supporto respiratorio o ospedalizzazione prolungata. Tali complicazioni possono presentarsi immediatamente al momento del parto.

Dati epidemiologici hanno suggerito che l'utilizzo di SSRI durante la gravidanza, in particolare verso il termine della gravidanza, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN).

Sebbene nessuno studio ha indagato la relazione tra l'impiego di SSRI e l'ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN), non può essere escluso il potenziale rischio con Zarelis, in considerazione del meccanismo d'azione (inibizione della ricaptazione della serotonina).

I seguenti sintomi possono essere osservati nei neonati se le madri hanno assunto un SSRI/SNRI verso il termine della gravidanza: irritabilità, tremore, ipotonia, pianto persistente e difficoltà a succhiare o ad addormentarsi. Questi sintomi possono essere dovuti a effetti serotoninergici o a sintomi da esposizione. Nella maggior parte dei casi, queste complicazioni sono state osservate immediatamente o nelle 24 ore successive al parto.

Allattamento

La venlafaxina e il suo metabolita attivo, la O-desmetilvenlafaxina, sono escrete nel latte materno.

Ci sono state segnalazioni post-marketing di neonati allattati al seno che hanno manifestato pianto, irritabilità e disturbi del sonno. Sintomi da sospensione del farmaco sono stati osservati nei neonati dopo l'interruzione dell'allattamento. Non si può escludere un rischio per il lattante. Pertanto, si deve scegliere se continuare/interrompere l'allattamento al seno o continuare/interrompere la terapia con Zarelis, tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento al seno per il bambino ed il beneficio della terapia con Zarelis per la donna.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Qualsiasi medicinale psico-attivo può compromettere la capacità di giudizio, di pensiero o le capacità motorie. Pertanto i pazienti che assumono venlafaxina devono essere informati di usare cautela nella guida e nell'uso di macchinari pericolosi.

04.8 Effetti indesiderati

Le più comuni (>1/10) reazioni avverse riportate negli studi clinici sono state nausea, secchezza delle fauci, emicrania e sudorazione (inclusi sudori notturni).

Le reazioni avverse sono elencate di seguito secondo classe sistemica d'organo e frequenza.

Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 e <1/10), non comune (≥1/1000 e <1/100), raro (≥1/10000 e < 1/1000), frequenza non nota (non può essere stimata dai dati disponibili).


Sistema corporeo Molto comune Comune Non comune Raro Frequenza non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitopenia ed altre discrasie ematiche, comprese agranulocitosi, anemia aplastica, neutropenia e pancitopenia.
Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattica
Patologie endocrine Sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Diminuzione dell'appetito Iponatremia
Disturbi psichiatrici Stato confusionale, depersonalizzazione, anorgasmia, diminuzione della libido, nervosismo, insonnia, sogni anomali Allucinazioni, derealizzazione, agitazione, orgasmo anomalo (femmina), apatia, ipomania, bruxismo Mania Ideazione suicidaria e comportamento suicidario*, delirio, aggressività**
Patologie del sistema nervoso Capogiri, emicrania *** Sonnolenza, tremore, parestesia, ipertonia Acatisia/irrequietezza psicomotoria, sincope, mioclono, disturbi della coordinazione, problemi di equilibrio, disgeusia Convulsioni Sindrome neurolettica maligna (SNM), sindrome serotoninergica, disturbi extrapiramidali comprese distonia e discinesia, discinesia tardiva
Patologie dell'occhio Alterazioni visive, compresa visione offuscata, midriasi, disturbi dell'accomodazione Glaucoma ad angolo chiuso
Patologie dell'orecchio e del labirinto Tinnito Vertigine
Patologie cardiache Palpitazioni Tachicardia Fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare (compresa Torsade de Pointes)
Patologie vascolari Ipertensione, vasodilatazione (principalmente vampate) Ipotensione ortostatica Ipotensione, sanguinamento (sanguinamento delle membrane mucose)
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Sbadigli Eosinofilia polmonare
Patologie gastrointestinali Nausea, bocca secca Vomito, diarrea, costipazione Emorragia gastrointestinale Pancreatite
Patologie epatobiliari Epatiti, alterazione dei test di funzionalità epatica
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Iperidrosi (compresi sudori notturni) Angioedema, reazioni di fotosensibilità, ecchimosi, rash, alopecia Sindrome di Stevens Johnson, eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica, prurito, orticaria
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo Rabdomiolisi
Patologie renali e urinarie Disuria (principalmente, difficoltà ad iniziare la minzione), pollachiuria Ritenzione urinaria Incontinenza urinaria
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Alterazioni mestruali associate con aumento del sanguinamento o a perdite irregolari (es. menorragia, metrorragia), disturbi dell'eiaculazione, disfunzione erettile
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia, affaticamento, brividi
Esami diagnostici Aumento del colesterolo nel sangue Aumento di peso, diminuzione di peso QT prolungato all'elettrocardiogramma, prolungamento del tempo di sanguinamento, aumento della prolattinemia

* Casi di ideazione suicidaria e comportamenti suicidari sono stati riportati durante la terapia con venlafaxina o immediatamente dopo l'interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

** Vedere sezione 4.4

*** Nell'analisi complessiva dei risultati degli studi clinici, l'incidenza di mal di testa con venlafaxina e con placebo è risultata simile.

L'interruzione del trattamento con venlafaxina (soprattutto quando brusca) comporta comunemente sintomi da sospensione. Le reazioni più comunemente riportate sono capogiro, disturbi sensoriali (inclusa parestesia), disturbi del sonno (inclusi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, vertigini, cefalea e sindrome influenzale. Generalmente tali eventi sono da lievi a moderati ed auto-limitanti; tuttavia in alcuni pazienti possono essere gravi e/o prolungati. Pertanto si raccomanda di interrompere gradualmente l'assunzione di farmaco, con riduzione progressiva della dose, quando il trattamento con venlafaxina non sia più necessario (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

Pazienti pediatrici

In generale, il profilo delle reazioni avverse da venlafaxina riscontrate in studi clinici controllati verso placebo nei bambini e negli adolescenti (di età compresa tra 6 e 17 anni) è stato simile a quello osservato negli adulti. Come per gli adulti sono stati osservati diminuzione dell'appetito, perdita di peso, ipertensione arteriosa e aumento del colesterolo serico (vedere paragrafo 4.4).

In studi clinici pediatrici è stata osservata come reazione avversa l'ideazione suicidaria. Ci sono stati anche aumentati casi di ostilità e, soprattutto nel disturbo depressivo maggiore, autolesionismo.

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate in particolare nei pazienti pediatrici: dolore addominale, agitazione, dispepsia, ecchimosi, epistassi e mialgia.

04.9 Sovradosaggio

Nell'esperienza post-marketing il sovradosaggio di venlafaxina è stato riportato prevalentemente in associazione a alcool e/o altri medicinali. Gli eventi più comunemente riportati in caso di sovradosaggio comprendono tachicardia, modifiche dello stato di coscienza (oscillante dalla sonnolenza al coma), midriasi, convulsioni e vomito. Sono stati riportati altri eventi quali variazioni dell'elettrocardiogramma (es. prolungamento dell'intervallo QT, blocco di branca, prolungamento del QRS), tachicardia ventricolare, bradicardia, ipotensione, vertigini e morte.

Studi retrospettivi pubblicati riportano che il sovradosaggio di venlafaxina può essere associato con un rischio aumentato di esiti fatali in confronto al rischio riportato con antidepressivi SSRI, ma inferiore a quello riportato con gli antidepressivi triciclici. Studi epidemiologici hanno dimostrato che i pazienti trattati con venlafaxina hanno un numero più elevato di fattori di rischio suicidario rispetto ai pazienti trattati con SSRI. Non è chiaro il grado con cui il dato di un aumentato rischio di esiti fatali si possa attribuire alla tossicità della venlafaxina in sovradosaggio rispetto ad alcune caratteristiche dei pazienti trattati con venlafaxina. Al fine di ridurre il rischio di sovradosaggio, si deve prescrivere la quantità minima di medicinale che consenta una buona gestione del paziente.

Trattamento raccomandato

Si raccomandano misure generali di supporto e sintomatiche; devono essere monitorati il ritmo cardiaco e i segni vitali. In caso di rischio di aspirazione, l'induzione di emesi non è raccomandata. Può essere indicata una lavanda gastrica se effettuata immediatamente dopo l'ingestione oppure in pazienti sintomatici. Anche la somministrazione di carbone attivo può limitare l'assorbimento del principio attivo. È improbabile che la diuresi forzata, la dialisi, l'emoperfusione e la exanguinotrasfusione siano di beneficio. Non è noto alcun antidoto specifico per la venlafaxina.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: altri antidepressivi.

Codice ATC: N06AX16.

Si ritiene che il meccanismo dell'attività antidepressiva della venlafaxina nell'uomo sia correlato alla sua capacità di potenziare l'attività neurotrasmettitoriale nel sistema nervoso centrale. Studi preclinici hanno dimostrato che la venlafaxina ed il suo metabolita principale, l'O-desmetilvenlafaxina (ODV), sono inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina. La venlafaxina inoltre inibisce debolmente la captazione della dopamina. La venlafaxina e il suo metabolita attivo riducono la responsività beta-adrenergica sia dopo somministrazione acuta (dose singola) che cronica. Per quanto riguarda la loro azione complessiva sulla captazione neurotrasmettitoriale e sull'interazione con i recettori, la venlafaxina e l'ODV sono molto simili fra loro.

La venlafaxina non ha virtualmente alcuna affinità in vitro per i recettori muscarinici, colinergici, H1- istaminergici o alfa1-adrenergici del cervello di ratto. L'attività farmacologica su questi recettori può essere associata ai vari effetti indesiderati osservati con altri farmaci antidepressivi, come gli effetti indesiderati anticolinergici, sedativi e cardiovascolari.

La venlafaxina non possiede attività inibitoria per le monoamminoossidasi (MAO).

Studi in vitro hanno dimostrato che la venlafaxina non ha virtualmente alcuna affinità per i recettori degli oppiacei e alle benzodiazepine.

Episodi di depressione maggiore

L'efficacia della venlafaxina a rilascio immediato nel trattamento per gli episodi di depressione maggiore è stata dimostrata in cinque studi clinici randomizzati a breve termine, controllati in doppio cieco verso placebo, di durata dalle 4 alle 6 settimane, per dosi fino a 375 mg/die. L'efficacia della venlafaxina a rilascio prolungato nel trattamento degli episodi di depressione maggiore è stata dimostrata in due studi clinici a breve termine controllati verso placebo, della durata di 8 e 12 settimane, che valutavano dosi comprese fra 75 e 225 mg/die.

Uno studio a più lungo termine ha valutato la comparsa di ricadute in pazienti ambulatoriali adulti che avevano risposto ad una terapia in aperto con venlafaxina a rilascio prolungato (75, 150 o 225 mg/die) della durata di 8 settimane. I pazienti sono stati randomizzati a proseguire il trattamento con venlafaxina a rilascio prolungato allo stesso dosaggio, oppure con placebo, fino a 26 settimane.

Un secondo studio a lungo termine controllato in doppio cieco verso placebo condotto per un periodo di 12 mesi in pazienti adulti con episodi ricorrenti di depressione maggiore che avevano risposto al trattamento con venlafaxina (da 100 a 200 mg/die, in due somministrazioni giornaliere) al loro ultimo episodio depressivo ha dimostrato l'efficacia della venlafaxina per la prevenzione di episodi depressivi ricorrenti.

Disturbo d'ansia generalizzata

L'efficacia della venlafaxina in compresse a rilascio prolungato per il trattamento del disturbo d'ansia generalizzata nell'adulto (Generalised Anxiety Disorder, GAD) è stata dimostrata in due studi clinici controllati verso placebo della durata di 8 settimane a dose fissa (da 75 a 225 mg/die), uno studio clinico controllato verso placebo della durata di 6 mesi a dose fissa (da 75 a 225 mg/die), e uno studio controllato verso placebo della durata di 6 mesi a dose variabile (37,5, 75 e 150 mg/die).

Sebbene anche la dose di 37,5 mg/die sia risultata superiore rispetto al placebo, tale dose non è risultata adeguatamente efficace, se confrontata con le dosi più alte.

Disturbo d'ansia sociale

L'efficacia della venlafaxina in compresse a rilascio prolungato per il trattamento del disturbo d'ansia sociale è stata dimostrata in quattro studi multicentrici, controllati in doppio cieco verso placebo, a gruppi paralleli e della durata di 12 settimane, a dose variabile, e in uno studio controllato in doppio cieco verso placebo, a gruppi paralleli, della durata di 6 mesi, a dose fissa/variabile, condotti in pazienti ambulatoriali adulti. I pazienti ricevevano dosi comprese tra 75 e 225 mg/die. Nello studio di 6 mesi, non è stata dimostrata una maggiore efficacia nel gruppo trattato con 150- 225 mg/die rispetto al gruppo trattato con 75 mg/die.

Disturbo da panico

L'efficacia della venlafaxina in compresse a rilascio prolungato per il trattamento del disturbo da panico è stata dimostrata in due studi multicentrici controllati in doppio cieco verso placebo della durata di 12 settimane, condotti in pazienti ambulatoriali adulti con disturbo da panico, con o senza agorafobia. La dose iniziale era di 37,5 mg/die per 7 giorni. Successivamente i pazienti ricevevano dosi fisse di 75 o 150 mg/die in uno studio, e di 75 o 225 mg/die nell'altro studio.

L'efficacia è stata inoltre dimostrata in uno studio controllato in doppio cieco verso placebo, a gruppi paralleli, effettuato per valutare la tollerabilità, l'efficacia e la prevenzione delle ricadute a lungo termine in pazienti adulti che rispondevano al trattamento in aperto. I pazienti continuavano a ricevere la stessa dose di venlafaxina a rilascio prolungato che assumevano alla fine della fase aperta del trattamento (75, 150 o 225 mg).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

La venlafaxina è ampiamente metabolizzata principalmente nel suo metabolita attivo O-desmetilvenlafaxina (ODV). Le emivite plasmatiche medie ± DS della venlafaxina e dell'ODV sono rispettivamente di 5±2 ore e 11±2 ore. Le concentrazioni allo stato stazionario di venlafaxina e di ODV sono raggiunte entro 3 giorni di terapia orale con dosi multiple. La venlafaxina e l'ODV mostrano una cinetica lineare per dosaggi compresi tra 75 e 450 mg/die.

Assorbimento

Dopo somministrazione di dosi singole orali di venlafaxina a rilascio immediato, almeno il 92% di venlafaxina è assorbito. A causa dell'effetto di primo passaggio epatico, la biodisponibilità assoluta è tra il 40% ed il 45%. Dopo la somministrazione di venlafaxina a rilascio immediato, i picchi delle concentrazioni plasmatiche di venlafaxina e ODV si verificano rispettivamente entro 2 e 3 ore. Dopo somministrazione di venlafaxina a rilascio prolungato i picchi delle concentrazioni plasmatiche di venlafaxina e ODV si verificano rispettivamente entro 5,5 e 9 ore. Se si somministrano le stesse dosi giornaliere di venlafaxina in compresse a rilascio immediato o in compresse a rilascio prolungato, la venlafaxina rilasciata dalla compressa a rilascio prolungato viene assorbita più lentamente, ma in misura uguale a quella della compressa a rilascio immediato. Il cibo non modifica la biodisponibilità della venlafaxina e dell'ODV.

Distribuzione

Alle concentrazioni terapeutiche, la venlafaxina e l'ODV sono legate in minima parte alle proteine del plasma umano (rispettivamente 27% e 30%). Il volume di distribuzione della venlafaxina allo stato stazionario dopo somministrazione endovenosa è di 4,4±1,6 L/kg.

Metabolismo

La venlafaxina subisce una significativa metabolizzazione epatica. Studi in vitro ed in vivo indicano che la venlafaxina è biotrasformata nel suo più importante metabolita attivo, l'ODV, dal CYP2D6. Studi in vitro ed in vivo indicano che la venlafaxina è metabolizzata in un metabolita secondario meno attivo, la N-desmetilvenlafaxina, dal CYP3A4. Studi in vitro ed in vivo indicano che la venlafaxina è un debole inibitore del CYP2D6. La venlafaxina non inibisce il CYP1A2, il CYP2C9, o il CYP3A4.

Escrezione

La venlafaxina e i suoi metaboliti sono escreti principalmente attraverso i reni. Approssimativamente l'87% di una dose di venlafaxina si ritrova nelle urine entro le 48 ore come venlafaxina non modificata (5%), come ODV non coniugata (29%), come ODV coniugata (26%), o nella forma di altri metaboliti secondari inattivi (27%). I valori di clearance plasmatica (M ± DS) allo stato stazionario della venlafaxina e dell'ODV sono rispettivamente 1,3±0,6 L/h/kg e 0,4±0,2 L/h/kg.

Gruppi particolari di pazienti

Età e sesso

L'età e il sesso non influenzano in misura significativa la farmacocinetica di venlafaxina e di ODV.

Metabolizzatori forti/deboli del CYP2D6

Le concentrazioni plasmatiche di venlafaxina sono più elevate nei metabolizzatori deboli del CYP2D6 in confronto ai metabolizzatori forti. Poiché l'esposizione complessiva (AUC) della venlafaxina e dell'ODV è simile nei metabolizzatori deboli e forti, non è necessaria una diversa posologia per questi due gruppi.

Pazienti con insufficienza epatica

In soggetti con insufficienza epatica lieve o moderata (Classi Child-Pugh A e B), le emivite della venlafaxina e dell'ODV risultano prolungate in confronto ai soggetti normali. Le clearance della venlafaxina somministrata per os e dell'ODV erano entrambe ridotte. È stato notato un ampio margine di variabilità tra i soggetti. Esistono dati limitati in pazienti con insufficienza epatica grave (vedere paragrafo 4.2).

Pazienti con insufficienza renale

In pazienti in dialisi, l'emivita di eliminazione della venlafaxina si prolunga di circa il 180% e la clearance si riduce di circa il 57% in confronto ai soggetti normali, mentre l'emivita di eliminazione dell'ODV si prolunga di circa il 142% e la clearance si riduce di circa il 56%.

È necessario un adattamento del dosaggio nei pazienti con insufficienza renale grave e nei pazienti in emodialisi (vedere paragrafo 4.2).

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi con la venlafaxina condotti su ratti e topi non hanno prodotto prove di carcinogenesi.

Venlafaxina non è risultata mutagenica in un ampio spettro di test in vitro ed in vivo.

Studi sulla tossicità riproduttiva condotti su animali hanno mostrato una diminuzione del peso dei cuccioli nei ratti, un aumento di cuccioli nati morti ed un aumento di cuccioli morti durante i primi 5 giorni di allattamento. Non si conosce la causa di questi decessi. Questi effetti si sono verificati alla dose di 30 mg/kg/die, che corrisponde a 4 volte la dose giornaliera per l'uomo di 375 mg. La dose priva di questi effetti nel ratto corrispondeva a 1,3 volte la dose per l'uomo. Il rischio potenziale per l'uomo non è noto.

In uno studio in cui sia maschi che femmine di ratto sono stati esposti all'ODV è stata osservata riduzione della fertilità. Questa esposizione corrispondeva a circa da 1 a 2 volte la dose per l'uomo di 375 mg/die di venlafaxina. La rilevanza di questo dato per l'uomo non è nota.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Nucleo della compressa:

Mannitolo (E421)

Povidone K-90

Macrogol 400

Cellulosa microcristallina

Silice colloidale anidra

Magnesio stearato

Rivestimento:

Acetato di cellulosa

Macrogol 400

Opadry Y 30 18037 (miscela di ipromellosa, lattosio monoidrato, biossido di titanio (E172) e triacetina)

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Blister in PVC-Policlorotrifluoroetilene /Alluminio: Conservare a temperatura inferiore a 30° C. Conservare nella confezione originale per proteggere il prodotto dall'umidità.

Flacone in HDPE: Conservare a temperatura inferiore a 30° C. Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il contenuto dall'umidità.

06.5 Natura del confezionamento primario e contenuto della confezione

Blister in PVC-Policlorotrifluoroetilene /Alluminio: Confezioni: Compresse a rilascio prolungato da 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 100 e 500 (solo per uso ospedaliero).

Flacone in HDPE con gel di silice essiccante contenuto nel tappo: Confezioni: Compresse a rilascio prolungato da 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 100 e 500 (solo per uso ospedaliero).

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

Viale F. Testi, 330

20126 Milano

Italia

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

Blister in PVC-Policlorotrifluoroetilene /Alluminio

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 10 compresse AIC 038316612/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse AIC 038316624/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 20 compresse AIC 038316636/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse AIC 038316648/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 30 compresse AIC 038316651/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 50 compresse AIC 038316663/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 56 compresse AIC 038316675/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 60 compresse AIC 038316687/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 100 compresse AIC 038316699/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 500 compresse AIC 038316701/M (confezione ospedaliera)

Flacone in HDPE

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 10 compresse AIC 038316713/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse AIC 038316725/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 20 compresse AIC 038316737/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse AIC 038316749/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 30 compresse AIC 038316752/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 50 compresse AIC 038316764/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 56 compresse AIC 038316776/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 60 compresse AIC 038316788/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 100 compresse AIC 038316790/M

37,5 mg compresse a rilascio prolungato 500 compresse AIC 038316802/M(confezione ospedaliera)

Blister in PVC-Policlorotrifluoroetilene /Alluminio

75 mg compresse a rilascio prolungato 10 compresse AIC 038316016/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse AIC 038316028/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 20 compresse AIC 038316030/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse AIC 038316042/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 30 compresse AIC 038316055/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 50 compresse AIC 038316067/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 56 compresse AIC 038316079/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 60 compresse AIC 038316081/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 100 compresse AIC 038316093/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 500 compresse AIC 038316105/M (confezione ospedaliera)

Flacone in HDPE

75 mg compresse a rilascio prolungato 10 compresse AIC 038316117/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse AIC 038316129/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 20 compresse AIC 038316131/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse AIC 038316143/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 30 compresse AIC 038316156/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 50 compresse AIC 038316168/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 56 compresse AIC 038316170/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 60 compresse AIC 038316182/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 100 compresse AIC 038316194/M

75 mg compresse a rilascio prolungato 500 compresse AIC 038316206/M (confezione ospedaliera)

Blister in PVC-Policlorotrifluoroetilene /Alluminio

150 mg compresse a rilascio prolungato 10 compresse AIC 038316218/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse AIC 038316220/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 20 compresse AIC 038316232/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse AIC 038316244/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 30 compresse AIC 038316257/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 50 compresse AIC 038316269/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 56 compresse AIC 038316271/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 60 compresse AIC 038316283/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 100 compresse AIC 038316295/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 500 compresse AIC 038316307/M (confezione ospedaliera)

Flacone in HDPE

150 mg compresse a rilascio prolungato 10 compresse AIC 038316319/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse AIC 038316321/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 20 compresse AIC 038316333/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse AIC 038316345/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 30 compresse AIC 038316358/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 50 compresse AIC 038316360/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 56 compresse AIC 038316372/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 60 compresse AIC 038316384/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 100 compresse AIC 038316396/M

150 mg compresse a rilascio prolungato 500 compresse AIC 038316408/M (confezione ospedaliera)

Blister in PVC-Policlorotrifluoroetilene /Alluminio

225 mg compresse a rilascio prolungato 10 compresse AIC 038316410/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse AIC 038316422/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 20 compresse AIC 038316434/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse AIC 038316446/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 30 compresse AIC 038316459/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 50 compresse AIC 038316461/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 56 compresse AIC 038316473/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 60 compresse AIC 038316485/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 100 compresse AIC 038316497/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 500 compresse AIC 038316509/M (confezione ospedaliera)

Flacone in HDPE

225 mg compresse a rilascio prolungato 10 compresse AIC 038316511/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 14 compresse AIC 038316523/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 20 compresse AIC 038316535/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 28 compresse AIC 038316547/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 30 compresse AIC 038316550/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 50 compresse AIC 038316562/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 56 compresse AIC 038316574/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 60 compresse AIC 038316586/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 100 compresse AIC 038316598/M

225 mg compresse a rilascio prolungato 500 compresse AIC 038316600/M (confezione ospedaliera)

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE O DEL RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE

6 Settembre 2010

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Aprile 2013

11.0 PER I RADIOFARMACI, DATI COMPLETI SULLA DOSIMETRIA INTERNA DELLA RADIAZIONE

12.0 PER I RADIOFARMACI, ULTERIORI ISTRUZIONI DETTAGLIATE SULLA PREPARAZIONE ESTEMPORANEA E SUL CONTROLLO DI QUALITÀ



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Ultima modifica dell'articolo: 24/02/2016