Temgesic - Foglio Illustrativo

Principi attivi: Buprenorfina (Buprenorfina cloridrato)

TEMGESIC 0,2 mg compresse sublinguali

I foglietti illustrativi di Temgesic sono disponibili per le confezioni:

IndicazioniPerché si usa Temgesic? A cosa serve?

Temgesic compresse sublinguali contiene buprenorfina che appartiene a un gruppo di medicinali detti analgesici, usati per il trattamento del dolore acuto e cronico di intensità medio- elevata di diversa origine e tipo.

ControindicazioniQuando non dev'essere usato Temgesic?

Non prenda Temgesic

Precauzioni per l'usoCosa serve sapere prima di prendere Temgesic?

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Temgesic.

Prenda Temgesic con cautela:

  • in caso di problemi respiratori (per esempio malattia polmonare ostruttiva cronica, asma, cuore polmonare (ingrandimento di una parte del cuore a causa di una malattia dei polmoni), riserva respiratoria ridotta (riduzione della quantità d'aria nei polmoni) ipossia (carenza di ossigeno), ipercapnia (aumento della concentrazione di anidride carbonica nel sangue), depressione respiratoria preesistente, deviazioni della colonna vertebrale che possono portare a dispnea (difficoltà di respirazione);
  • in caso di riduzione della funzionalità normale del fegato;
  • in caso di riduzione della funzionalità normale dei reni;
  • in caso di disfunzioni di una parte del fegato (tratto biliare);
  • in caso di trauma cranico, lesioni intracraniche o in altre malattie cerebrali in cui la pressione del liquido che circonda il cervello (cerebrospinale) può essere aumentata o in caso di storia di crisi convulsive. Temgesic può causare restringimento della pupilla (miosi) e cambiamenti del livello di coscienza o della percezione di sintomi dolorosi che contribuirebbero a confondere la diagnosi o nascondere l'evoluzione di alcune patologie in atto;
  • in caso di condizioni addominali acute.

Si consiglia particolare cautela in caso di terapia in corso o se ha recentemente preso medicinali con effetti depressivi sul sistema nervoso centrale/ respiratorio (vedere "Altri medicinali e Temgesic")

Depressione del sistema nervoso centrale

La buprenorfina può causare un aumento della depressione del sistema nervoso centrale in caso di assunzione contemporanea con:

Dipendenza

In seguito ad uso prolungato si sconsiglia di interrompere bruscamente il trattamento, dal momento che può causare una sindrome da astinenza che può manifestarsi in un secondo momento.

Uso in pazienti dipendenti da oppioidi

La buprenorfina può causare sintomi da astinenza in pazienti dipendenti da oppioidi che fanno uso di eroina o che sono in trattamento con medicinali per la cura della dipendenza, come il metadone.

Patologie cardiache

Come altri oppioidi, la buprenorfina può causare un brusco calo della pressione del sangue alzandosi in piedi nel passaggio dalla posizione seduta o distesa (ipotensione ortostatica).

Altre avvertenze per la classe degli oppioidi

Prenda la buprenorfina con cautela in caso di:

Per chi svolge attività sportiva: L'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

Bambini e adolescenti

Non somministri il Temgesic ai bambini di età inferiore ai 12 anni.

InterazioniQuali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Temgesic?

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Prenda Temgesic con cautela con i seguenti medicinali:

  • Benzodiazepine: (utilizzate per trattare l'ansia o i disturbi del sonno): perchè questa associazione può provocare la morte dovuta alla conseguente incapacità di respirare (depressione respiratoria centrale). Consideri l'estremo pericolo legato all'autosomministrazione di benzodiazepine non prescritte durante l'assunzione di questo medicinale. L'uso di benzodiazepine insieme a questo medicinale deve avvenire unicamente in base all'indicazione del suo medico.
  • Altri medicinali che possono indurre sonnolenza e che vengono utilizzati per trattare l'ansia, problemi ad addormentarsi, le convulsioni, il dolore: perchè questi medicinali riducono il livello di attenzione rendendo pericolosa la guida dei veicoli e l'uso di macchinari. Inoltre possono causare depressione del sistema nervoso centrale, una condizione molto grave. Di seguito viene riportato un elenco esemplificativo di questi farmaci:
    • Altri medicinali derivati dell'oppio (ad esempio: metadone, analgesici)
    • Alcuni anestetici
    • Alcuni tranquillanti
    • Ipnotici sedativi
    • Alcuni sedativi della tosse
    • Alcuni antidepressivi
    • Sedativi antagonisti dei recettori dell'istamina H1(utilizzati per trattare le reazioni allergiche)
    • Barbiturici (utilizzati per favorire il sonno o la sedazione)
    • Ansiolitici (usati per i stati d'ansia) diversi dalle benzodiazepine
    • Neurolettici (farmaci usati per trattare la psicosi)
    • Clonidina (farmaco usato per la pressione) e sostanze simili
  • Naltrexone (medicinale usato per la dipendenza da oppioidi): perchè può impedire gli effetti della buprenorfina In caso di associazione con il naltrexone, il trattamento del dolore con la buprenorfina può non essere adeguato. Inoltre, in pazienti che hanno sviluppato dipendenza fisica da buprenorfina il naltrexone può scatenare la comparsa improvvisa di sintomi di astinenza da oppioidi.
  • Altri antidolorofici (analgesici oppiacei): L'effetto antidolorifico di questi farmaci può diminuire in pazienti trattati con buprenorfina. In pazienti dipendenti da oppioidi, il trattamento con buprenorfina può scatenare sintomi di astinenza (vedere anche "Avvertenze e precauzioni").
  • Antiretrovirali (utilizzati per trattare l'AIDS), antibiotici (macrolidi), antifungini (azoli: utilizzati per trattare le infezioni da funghi), gestodene (utilizzato come contraccettivo), TAO (terapia anticoagulante orale, utilizzati per impedire o rallentare la coagulazione del sangue) perché possono accrescere gli effetti del Temgesic.
  • Fenobarbital, carbamazepina, fenitoina (medicinali per trattare l'epilessia) e rifampicina (medicinali per trattare la tubercolosi): perchè possono ridurre l'effetto della buprenorfina.
  • Antidepressivi: Inibitori della monoamino ossidasi (IMAO) perchè possono causare un aumento degli effetti di altri oppiacei. Eviti di prendere Temgesic contemporaneamente e nelle due settimane successive all'interruzione del trattamento con antidepressivi (IMAO).
  • Alotano (un anestetico generale) e altri medicinali che riducono l'eliminazione della buprenorfina attraverso il fegato: perchè possono aumentare gli effetti di Temgesic.

Temgesic e alcol

Temgesic non deve essere assunto con bevande alcoliche e deve essere utilizzato con cautela con medicinali contenenti alcol perchè l'alcol aumenta l'effetto sedativo della buprenorfina (vedere "Guida di veicoli e utilizzo di macchinari").

AvvertenzeÈ importante sapere che:

Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza

Verso il termine della gravidanza, dosi elevate di buprenorfina possono indurre problemi respiratori (depressione respiratoria) nel neonato anche dopo un periodo di somministrazione breve. La somministrazione prolungata di buprenorfina durante gli ultimi tre mesi di gravidanza può provocare sindrome da astinenza nel neonato. La sindrome si manifesta in genere da alcune ore a vari giorni dopo la nascita.

Allattamento

La buprenorfina e i prodotti che derivano dal suo metabolismo vengono escreti nel latte materno: la buprenorfina non deve essere usata nelle donne in allattamento (vedere "Non prenda Temgesic").

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Si consiglia cautela in caso di guida di autoveicoli e nell'uso di macchinari (vedere "Altri medicinali e Temgesic").

Basse dosi di buprenorfina possono causare sonnolenza. Tale effetto può aumentare quando buprenorfina viene assunta insieme ad alcol o farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale (vedere "Altri medicinali e Temgesic").

Temgesic compresse sublinguali contiene lattosio

Questo medicinale contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Dosi e Modo d'usoCome usare Temgesic: Posologia

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Compresse sublinguali

La dose raccomandata è 1-2 compresse (0,2-0,4 mg di buprenorfina) da lasciare sciogliere sotto la lingua, ogni 6-8 ore, o secondo necessità.

Non masticare, né inghiottire le compresse.

Se interrompe il trattamento con Temgesic

Si consiglia di non interrompere bruscamente il trattamento, dal momento che può causare una sindrome da astinenza che può manifestarsi in un secondo momento.

Se ha qualsiasi dubbio sull'uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

SovradosaggioCosa fare se avete preso una dose eccessiva di Temgesic

Se prende più Temgesic di quanto deve

Sintomi

Se ha assunto dosi eccessive di Temgesic ciò può causare:

  • restringimento della pupilla (miosi)
  • sedazione
  • pressione bassa (ipotensione)
  • riduzione improvvisa della pressione del sangue (collasso cardiovascolare)
  • grave problema respiratorio (depressione respiratoria) che può evolvere fino all'interruzione dell'attività respiratoria (arresto respiratorio) con il rischio di morte
  • nausea
  • vomito

I principali sintomi che richiedono intervento sono la depressione respiratoria,che può evolvere fino all'arresto respiratorio e alla morte, e il vomito.

Trattamento

In caso di sovradosaggio il medico le può somministrare se necessario il naloxone (sostanza usata per contrastare gli effetti del sovradosaggio da oppioidi).

Effetti IndesideratiQuali sono gli effetti collaterali di Temgesic?

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Di seguito un riepilogo degli effetti indesiderati:

Effetti indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10) includono:

Effetti indesiderati comuni (possono interessare più di 1 persona su 100) includono:

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare più di 1 persona su 1.000) includono:

Effetti indesiderati rari (possono interessare più di 1 persona su 10.000) includono:

Effetti indesiderati con frequenza non nota includono:

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio rivolgersi al medico o al farmacista. Gli effetti indesiderati possono, inoltre, essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. La segnalazione degli effetti indesiderati contribuisce a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Scadenza e Conservazione

Compresse sublinguali in blister di PVC/PVDC/Al: Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Conservare nella confezione originale.

Compresse sublinguali in blister di Nylon/Al/PVC: Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Conservare nella confezione originale.

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non prenda questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Altre informazioni

Cosa contiene Temgesic

Temgesic 0,2 mg compresse sublinguali

Il principio attivo è: buprenorfina cloridrato. Una compressa sublinguale contiene 0,216 mg di buprenorfina cloridrato (pari a buprenorfina base 0,2 mg).

Gli altri componenti sono: lattosio, amido di mais, mannitolo, povidone, acido citrico anidro, sodio citrato anidro, magnesio stearato.

Descrizione dell'aspetto di Temgesic e contenuto della confezione

Temgesic 0,2 mg compresse sublinguali

10 compresse sublinguali confezionate in blister di PVC/PVDC/Al.

10 compresse sublinguali confezionate in blister di Nylon/Al/PVC.


Fonte Foglietto Illustrativo: AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Contenuto pubblicato a Gennaio 2016. Le informazioni presenti possono non risultare essere aggiornate. Per avere accesso alla versione più aggiornata, si consiglia l'accesso al sito web dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Disclaimer e informazioni utili.


Ulteriori informazioni su Temgesic sono disponibili nella scheda "Riassunto delle Caratteristiche".

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE - 

TEMGESIC

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - 

TEMGESIC 0,2 mg compresse sublinguali

Una compressa sublinguale contiene:

principio attivo: buprenorfina cloridrato 0,216 mg (pari a buprenorfina base 0,2 mg).

Eccipienti con effetti noti: lattosio 29,842 mg.

TEMGESIC 0,3 mg/ml soluzione iniettabile

Un ml di soluzione iniettabile contiene:

principio attivo: buprenorfina cloridrato 0,324 mg (pari a buprenorfina base 0,3 mg).

Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA - 

Compressa sublinguale e soluzione iniettabile.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - 

04.1 Indicazioni terapeutiche - 

Soluzione iniettabile

Trattamento del dolore acuto e cronico di elevata intensità di diversa origine e tipo.

Compresse sublinguali

Trattamento del dolore acuto e cronico di intensità medio-elevata di diversa origine e tipo.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - 

Posologia

Soluzione iniettabile

1-2 fiale (0,3-0,6 mg di buprenorfina), per via intramuscolare o endovenosa lenta, ogni 6-8 ore o secondo necessità.

Compresse sublinguali

1-2 compresse (0,2-0,4 mg di buprenorfina), da lasciar sciogliere sotto la lingua, ogni 6-8 ore, o secondo necessità. Non masticare, né inghiottire le compresse.

Popolazione pediatrica

Temgesic è controindicato nei bambini di età inferiore ai 12 anni (vedere paragrafo 4.3)

Pazienti con compromissione epatica

Dal momento che la farmacocinetica di buprenorfina può essere alterata nei pazienti con compromissione epatica, dosi iniziali inferiori e un'accurata titolazione della dose nei pazienti con compromissione epatica possono essere necessarie (vedere paragrafo 4.4).

04.3 Controindicazioni - 

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Grave insufficienza respiratoria, grave insufficienza epatica, grave insufficienza renale; alcoolismo acuto o delirium tremens; trattamento contemporaneo con anti-MAO (vedere paragrafo 4.5); ipertensione endocranica; bambini di età inferiore ai 12 anni (vedere paragrafo 4.2); allattamento (vedere paragrafo 4.6).

04.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego - 

Depressione respiratoria

Nonostante la depressione respiratoria possa manifestarsi a dosi superiori all'intervallo terapeutico raccomandato, in alcune circostanze dosi nell'intervallo terapeutico raccomandato possono produrre una depressione respiratoria clinicamente significativa.

La buprenorfina deve essere utilizzata con cautela in pazienti con funzione respiratoria compromessa (per es., malattia polmonare ostruttiva cronica, asma, cuore polmonare, riserva respiratoria ridotta, ipossia, ipercapnia o depressione respiratoria preesistente, cifoscoliosi o deviazioni della colonna vertebrale che possono portare a dispnea).

Si consiglia particolare cautela quando si somministra buprenorfina a pazienti in terapia o che sono stati recentemente sottoposti a trattamenti con farmaci con effetti depressivi sul sistema nervoso centrale/sistema respiratorio (vedere paragrafo 4.5).

I pazienti che presentano i fattori di rischio fisici e/o farmacologici sopra descritti devono essere monitorati e si può prendere in considerazione una riduzione della dose.

Depressione del sistema nervoso centrale

L'assunzione concomitante di buprenorfina con altri oppioidi analgesici, anesteticigenerali, antiistaminici, benzodiazepine, fenotiazine, altri tranquillanti, sedativi/ipnotici o con altri medicinali depressori del sistema nervoso centrale (alcool incluso) possono presentare aumento della depressione del sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.5).

Quando è prevista tale terapia combinata, è particolarmente importante che la dose di uno o di entrambi i farmaci venga ridotta.

Dipendenza

La buprenorfina è un agonista parziale che si lega ai recettori µ (mu)-oppioidi e la somministrazione cronica produce dipendenza del tipo oppioide. Studi sugli animali, nonché l'esperienza clinica, hanno dimostrato che la buprenorfina può produrre dipendenza, ma ad un livello inferiore rispetto a un agonista completo (ad es. la morfina).

In seguito ad uso cronico, si sconsiglia una brusca interruzione del trattamento, dal momento che essa può causare una sindrome da astinenza la cui insorgenza può essere ritardata.

In pazienti sensibili, la dipendenza può portare all'auto-somministrazione del farmaco anche in assenza di dolore.

Uso in pazienti dipendenti da oppioidi

Prodotti analgesici a base di buprenorfina possono indurre sintomi da astinenza in pazienti dipendenti da oppioidi sottoposti a trattamento con agonisti oppioidi completi, quali metadone o che fanno uso di eroina.

Analogamente, si deve prescrivere con cautela buprenorfina quale analgesico a persone note per abuso di farmaci o a pazienti con una storia di dipendenza da oppioidi. Prima del trattamento con farmaci analgesici a base di buprenorfina in pazienti con una storia di abuso o di uso improprio di oppioidi, deve essere valutato il livello di dipendenza da oppioidi (vedere paragrafo 4.5).

Compromissione epatica

Sono stati riscontrati livelli plasmatici elevati di buprenorfina nei pazienti con compromissione epatica moderata e grave. I pazienti devono essere monitorati per l'eventuale comparsa di segni e sintomi di tossicità o sovradosaggio causato da un aumento dei livelli di buprenorfina (vedere paragrafo 4.2). TEMGESIC deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione epatica moderata. Nei pazienti con grave insufficienza epatica l'uso di buprenorfina è controindicato (vedere paragrafo 4.3).

Compromissione renale

Il 30% della dose somministrata viene eliminato per via renale. I metaboliti della buprenorfina si accumulano nei pazienti con compromissione renale. Si raccomanda cautela nel dosaggio in pazienti con alterazione della funzionalità renale.

Disfunzione del tratto biliare

È stato riscontrato che la buprenorfina aumenta la pressione intracoledocale in maniera analoga agli altri analgesici oppioidi; pertanto deve essere somministrata con cautela in pazienti che soffrono di disfunzione del tratto biliare.

Uso in pazienti ambulatoriali

La buprenorfina può compromettere le capacità mentali o fisiche richieste per lo svolgimento di attività potenzialmente pericolose quali la guida di autoveicoli o l'uso di macchinari. I pazienti ne devono essere debitamente informati (vedere paragrafo 4.7).

Effetti cardiovascolari

Come per altri oppioidi, la buprenorfina può indurre ipotensione ortostatica.

Trauma cranico e aumento della pressione intracranica

La buprenorfina, come altri potenti oppioidi, può aumentare la pressione del liquido cerebrospinale e deve quindi essere utilizzata con cautela in pazienti con trauma cranico, lesioni intracraniche e altre condizioni in cui la pressione del liquido cerebrospinale può essere aumentata o in caso di anamnesi di crisi convulsive.

Come per altri agonisti dei recettori mu-oppioidi la buprenorfina può indurre miosi e cambiamenti del livello di coscienza o della percezione del dolore come sintomo di una patologia, che possono interferire con la valutazione del paziente, confondere la diagnosi o nascondere il decorso clinico di patologie concomitanti.

Condizioni addominali acute

Come per altri agonisti dei recettori mu-oppioidi, la somministrazione di buprenorfina può confondere la diagnosi o il decorso clinico di pazienti con condizioni addominali acute.

Altre avvertenze per la classe degli oppioidi

La buprenorfina deve essere somministrata con cautela in pazienti anziani o debilitati o in pazienti con le seguenti condizioni:

- mixedema o ipotiroidismo

- insufficienza corticosurrenale (ad esempio, malattia di Addison)

- depressione del SNC o coma

- psicosi tossiche

- ipertrofia prostatica o stenosi uretrale

- disfunzione del tratto biliare

Informazioni importanti su alcuni eccipienti

Le compresse sublinguali contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione - 

Benzodiazepine

L'associazione di buprenorfina e benzodiazepine può aumentare la depressione respiratoria di origine centrale con possibile esito fatale. Sono stati segnalati casi di decessi e coma quando la buprenorfina è stata usata in associazione con le benzodiazepine o quando la buprenorfina è stata assunta in modo improprio per via endovenosa in associazione alle benzodiazepine.

Sono stati riportati casi di collasso respiratorio e cardiovascolare in pazienti che hanno ricevuto dosi terapeutiche di diazepam e dosi analgesiche di buprenorfina; di conseguenza, il dosaggio deve essere limitato e tale combinazione deve essere evitata soprattutto nei casi in cui esiste un rischio di uso improprio. I pazienti devono utilizzare le benzodiazepine insieme al presente medicinale solo come prescritto (vedere paragrafo 4.4).

Alcool

La buprenorfina non deve essere assunta con bevande alcoliche o medicinali contenenti alcool. L'alcool aumenta l'effetto sedativo della buprenorfina (vedere paragrafo 4.7).

Altri depressori del sistema nervoso centrale

L'associazione di buprenorfina e di altri medicinali depressori del sistema nervoso centrale aumenta la depressione del sistema nervoso centrale. II ridotto livello di attenzione può rendere pericolosi la guida e l'uso di macchinari (vedere paragrafo 4.7). Esempi di medicinali depressori del sistema nervoso centrale comprendono altri derivati dell'oppio (ad esempio metadone, analgesici), anestetici, fenotiazine, altri tranquillanti, ipnotici sedativi, sedativi della tosse, alcuni antidepressivi, sedativi antagonisti dei recettori H1, barbiturici, ansiolitici diversi dalle benzodiazepine, neurolettici, clonidina e sostanze correlate.

Naltrexone

Il naltrexone è un antagonista degli oppioidi in grado di antagonizzare gli effetti farmacologici della buprenorfina. I pazienti trattati con naltrexone possono non ottenere un effetto analgesico adeguato con buprenorfina. I pazienti che hanno sviluppato dipendenza fisica da buprenorfina possono manifestare la comparsa improvvisa di sintomi di astinenza da oppioidi.

Altri analgesici oppiacei

Gli effetti analgesici di un agonista completo degli oppioidi possono essere diminuiti per competizione dall'agonista parziale buprenorfina. Può essere difficile raggiungere un'adeguata analgesia quando viene somministrato un agonista completo degli oppioidi a pazienti trattati con buprenorfina. Per i pazienti che hanno sviluppato una dipendenza da agonisti completi degli oppioidi la somministrazione dell'agonista parziale buprenorfina può scatenare sintomi di astinenza (vedere anche paragrafo 4.4 "Uso in pazienti dipendenti da oppioidi"). Usando un agonista completo degli oppioidi esiste il possibile rischio di sovradosaggio soprattutto quando si tenta di contrastare gli effetti dell'agonista parziale buprenorfina o quando i livelli plasmatici di buprenorfina stanno diminuendo.

Inibitori del CYP3A4

Uno studio di interazione di buprenorfina con ketoconazolo (un potente inibitore del CYP3A4), ha evidenziato un aumento del Cmax e dell'AUC (area sotto la curva) di buprenorfina (rispettivamente del 50 % e del 70 % circa) e, in misura inferiore, di norbuprenorfina. I pazienti in trattamento con Temgesic devono essere attentamente monitorati e può rendersi necessaria una riduzione della dose in caso di concomitante somministrazione di potenti inibitori del CYP3A4 (ad es. inibitori delle proteasi di HIV, azoli antifungini quali ketoconazolo o itraconazolo, antibiotici macrolidi, gestodene, TAO).

Induttori del CYP3A4

L'uso concomitante degli induttori del CYP3A4 e della buprenorfina può ridurre le concentrazioni plasmatiche di buprenorfina, provocando potenzialmente un trattamento subottimale. Si consiglia di monitorare con attenzione i pazienti in trattamento con buprenorfina, se vengono somministrati contemporaneamente tali induttori (per es., fenobarbital, carbamazepina, fenitoina, rifampicina). Può essere necessario aggiustare conseguentemente la dose della buprenorfina o dell'induttore del CYP3A4.

Inibitori delle monoammino ossidasi (IMAO)

In base all'esperienza con la morfina, l'uso concomitante degli IMAO con buprenorfina può esacerbare l'effetto degli oppioidi. Evitare la somministrazione contemporanea e nelle due settimane successive all'interruzione del trattamento con IMAO (vedere paragrafo 4.3).

Altre interazioni

L'alotano è noto per diminuire l'eliminazione epatica. Dal momento che l'eliminazione epatica gioca un ruolo importante nell'eliminazione complessiva della buprenorfina (≈ 70%), dosi iniziali più basse e una accurata titolazione del dosaggio possono essere richieste nell'utilizzo concomitante di alotano e di medicinali che riducono la clearance epatica.

04.6 Gravidanza ed allattamento - 

Gravidanza

Non ci sono studi adeguati e ben controllati in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità a livello della funzione riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Prodotti contenenti basse dosi di buprenorfina devono essere utilizzati durante la gravidanza solo se i possibili benefici superano i potenziali rischi per il feto.

Verso il termine della gravidanza, dosi elevate di buprenorfina possono indurre depressione respiratoria nel neonato anche dopo un periodo di somministrazione breve. La somministrazione prolungata di buprenorfina durante gli ultimi tre mesi di gravidanza può provocare sindrome da astinenza nel neonato (ad esempio, ipertonia, tremore neonatale, agitazione neonatale, mioclono o convulsioni). La sindrome si manifesta in genere da alcune ore a vari giorni dopo la nascita.

A causa della lunga emivita di buprenorfina, deve essere preso in considerazione il monitoraggio neonatale per parecchi giorni al termine della gravidanza per prevenire il rischio di depressione respiratoria o della sindrome da astinenza nei neonati.

Allattamento

Poiché la buprenorfina e i suoi metaboliti vengono escreti nel latte materno, la buprenorfina non deve essere usata nelle donne in allattamento (vedere paragrafo 4.3).

04.7 Effetti sulla capacita' di guidare veicoli e sull'uso di macchinari - 

Basse dosi di buprenorfina possono causare sonnolenza. Tale effetto rischia di essere più marcato quando buprenorfina viene assunta insieme ad alcol o farmaci che esplicano un'azione depressiva sul sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.5). Si consiglia cautela in caso di guida di autoveicoli e nell'uso di macchinari

04.8 Effetti indesiderati - 

Dati derivati dagli studi clinici

Sintesi del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse riportate più frequentemente durante le sperimentazioni cliniche erano sedazione, vertigini, capogiri e nausea.

Elenco tabulato delle reazioni avverse

La Tabella I riassume le reazioni avverse segnalate nelle sperimentazioni cliniche. La frequenza dei possibili effetti indesiderati elencati di seguito viene definita usando la seguente convenzione: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100,< 1/10), Non comune (≥1/1000,< 1/100), Raro (≥1/10.000,< 1/1.000), Molto raro <10.000), Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Le reazioni avverse del farmaco sono presentate secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA, nell'ordine concordato a livello internazionale in base al "preferred term" (termine preferito) e alla frequenza di segnalazione.

Classificazione per sistemi e Organi secondo MedDRA Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100,< 1/10) Non comune (≥1/1000,< 1/100) Raro (≥1/10.000,< 1/1000)
Disturbi del sistema immunitario       Ipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizione       Appetito ridotto
Disturbi psichiatrici     Stato confusionale, Umore euforico, Nervosismo, Depressione, Disturbi psicotici, Allucinazioni, Depersonalizzazione Disforia, Agitazione
Patologie del sistema nervoso Sedazione, Capogiri Cefalea Disartria, Parestesia, Coma, Tremore Convulsioni, Coordinazione anormale, Insonnia
Patologie dell'occhio   Miosi Visione offuscata, Diplopia, Compromissione della vista, Congiuntivite  
Patologie dell'orecchio e del labirinto Vertigini   Tinnito  
Patologie cardiache     Tachicardia, Bradicardia, Cianosi, Blocco di Wenckebach, Blocco atrio- ventricolare di secondo grado  
Patologie vascolari   Ipotensione Ipertensione, Pallore  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Ipoventilazione Dispnea, Apnea  
Patologie gastrointestinali Nausea Vomito Secchezza delle fauci, Costipazione, Dispepsia, Flatulenza Diarrea
Patologie della cute e del tessuto connettivo   Iperidrosi Prurito, Eruzione cutanea Orticaria
Patologie renali e urinarie     Ritenzione urinaria  
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione     Astenia, Affaticamento, Malessere Svenimento

Dati di post-commercializzazione

Elenco tabulato delle reazioni avverse

Di seguito è riportato un elenco delle reazioni avverse più comunemente riportate durante la sorveglianza post-commercializzazione. Vi sono inclusi gli eventi che si verificano in almeno l'1 % delle segnalazioni degli operatori sanitari e considerati attesi.

Queste reazioni avverse del farmaco sono presentate secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA, nell'ordine concordato a livello internazionale in base al "preferred term" (termine preferito)

Tabella 2: Reazioni avverse spontanee riportate in accordo alla classificazione per Sistemi e Organi
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Termine preferito
Disturbi del sistema Immunitario Shock anafilattico*
Disturbi psichiatrici Stato confusionale, Dipendenza da farmaco, Allucinazioni
Patologie del sistema nervoso Sonnolenza, Capogiri, Cefalea
Patologie vascolari Ipotensione
Patologie respiratorie toraciche e mediastiniche Depressione respiratoria, Broncospasmo*
Patologie gastrointestinali Nausea, Vomito
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito, Eruzione cutanea, Iperidrosi, Edema angioneurotico*
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Inefficacia del farmaco, Interazioni con altri farmaci, Affaticamento

* Eventi con frequenza di segnalazioni post-commercializzazione non nota, tuttavia tali eventi sono inclusi nella Tabella 2 sulla base della gravità delle manifestazioni.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio - 

Sintomi

Manifestazioni di sovradosaggio acuto includono miosi, sedazione, ipotensione, collasso cardiovascolare, depressione respiratoria e morte. Si possono osservare nausea e vomito.

I principali sintomi che richiedono intervento sono la depressione respiratoria che può evolvere fino all'arresto respiratorio e alla morte, e il vomito.

Trattamento

Nel caso di sovradosaggio, si devono istituire misure di emergenza generali prestando particolare attenzione allo status respiratorio e cardiaco del paziente.

Deve essere effettuato il trattamento sintomatico della depressione respiratoria, mettendo in atto misure generali di rianimazione. La pervietà delle vie aeree e la ventilazione assistita o controllata devono essere assicurate. Il paziente deve essere trasferito in un ambiente dotato di una struttura di rianimazione. Se il paziente vomita, occorre prestare attenzione per impedire l'aspirazione del vomito.

È consigliato l'uso di un antagonista degli oppioidi (ad es. naloxone) nonostante il modesto effetto che può avere nel contrastare i sintomi respiratori della buprenorfina rispetto a quello esercitato nei confronti di agonisti completi degli oppioidi.

II naloxone può non essere efficace nel risolvere la depressione respiratoria prodotta dalla buprenorfina; di conseguenza, la gestione primaria del sovradosaggio deve essere il ristabilire una ventilazione adeguata, attraverso la ventilazione meccanica, se necessario.

II naloxone può essere eliminato più rapidamente della buprenorfina, producendo la ricomparsa dei sintomi da sovradosaggio di buprenorfina precedentemente controllati.

Nel determinare la durata del trattamento necessario per contrastare gli effetti di un sovradosaggio si deve prendere in considerazione la lunga durata d'azione della buprenorfina.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE - 

05.1 Proprieta' farmacodinamiche - 

Categoria farmacoterapeutica:

analgesici, oppioidi, derivati dell'oripavina.

Codice ATC: N02AE01.

Principio attivo di Temgesic è la buprenorfina cloridrato, analgesico centrale di recente sintesi, con caratteristiche di agonista-antagonista parziale. Temgesic rappresenta un farmaco originale, dotato di elevato potere analgesico, durata d'azione prolungata e basso rischio di creare dipendenza. Il farmaco si presenta pertanto come valida alternativa alla morfina e ad altri analgesici oppioidi nel trattamento dei dolori acuti e cronici di diverso tipo ed eziologia e di intensità medio-elevata.

La comparsa dell'effetto analgesico si evidenzia 10-15 min dalla somministrazione per via endovenosa, mentre per via intramuscolare o sublinguale l'azione compare dopo circa 20 min. L'effetto si protrae per circa 6-8 ore.

La via sublinguale è di elezione nella terapia di dolori cronici.

I risultati ottenuti in numerosi studi clinici testimoniano la buona tollerabilità di Temgesic alle dosi consigliate ed il suo ampio margine terapeutico.

05.2 Proprieta' farmacocinetiche - 

La buprenorfina viene rapidamente assorbita sia dopo somministrazione orale che parenterale.

Il picco plasmatico viene raggiunto dopo circa 6 min per somministrazione intramuscolare e circa 2 ore dopo somministrazione orale (sublinguale).

Il periodo di emivita t½ varia da 1 a 3 ore dopo somministrazione intramuscolare o endovenosa.

Studi in vitro con proteine plasmatiche umane hanno evidenziato un elevato legame proteico (circa il 96%), specie a frazioni alfa e beta-globuliniche.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - 

Tossicità acuta (DL50)

topo (M) e.v. 24 mg/kg; (F) 29 mg/kg; topo (M) i.p. 135 mg/kg; (F) 110 mg/kg; topo i.m > 600 mg/kg; topo s.c. > 600 mg/kg; topo (M) os 260 mg/kg; ratto (M) e.v. 38 mg/kg; ratto (M) i.p. 197 mg/kg; (F) 207 mg/kg; ratto (M) os > 600 mg/kg; ratto (F) s.c. > 600 mg/kg.

DLM: coniglio e.v. 75 mg/kg.

Tossicità per somministrazione prolungata

ratto W i.m., 6 mesi; babbuino oliva, 6 mesi - 5 mg/kg/die

nessun effetto tossico segnalato correlabile al farmaco

Teratogenesi

ratto SD i.m. e s.c.; coniglio DB i.m. e s.c.

nessun effetto teratogeno o fetotossico riscontrato fino alla dose di 5 mg/kg/die

Attività mutagena: assente sia in vitro che in vivo.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - 

06.1 Eccipienti - 

Compresse sublinguali

lattosio, amido di mais, mannitolo, povidone, acido citrico anidro, sodio citrato anidro, magnesio stearato.

Soluzione iniettabile

glucosio monoidrato, acqua per preparazioni iniettabili.

06.2 Incompatibilita' - 

Nessuna nota.

06.3 Periodo di validita' - 

Compresse sublinguali in blister di PVC/PVDC/Al: 1 anno.

Compresse sublinguali in blister di Nylon/Al/PVC e soluzione iniettabile: 3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - 

Compresse sublinguali in blister di PVC/PVDC/Al:

Non conservare a temperatura superiore ai 25° C. Conservare nella confezione originale.

Compresse sublinguali in blister di Nylon/Al/PVC:

Non conservare a temperatura superiore ai 30° C. Conservare nella confezione originale.

Soluzione iniettabile:

Non conservare a temperatura superiore ai 30° C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

06.5 Natura del confezionamento primario e contenuto della confezione - 

Le fiale in vetro chiaro vengono confezionate in cassonetto di PVC e inserite unitamente al foglietto illustrativo in astuccio di cartone litografato.

Confezione da 5 fiale da 1 ml.

Le compresse vengono confezionate in blister opaco di PVC/PVDC/Al o in blister di Nylon/Al/PVC, che viene inserito unitamente al foglietto illustrativo in astuccio di cartone litografato.

Confezioni da 10 compresse da 0,2 mg.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - 

Nessuna istruzione particolare.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - 

Indivior UK Limited

103-105 Bath Road

Slough - Berkshire

SL1 3UH Regno Unito

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - 

TEMGESIC 0,2 mg compresse sublinguali in blister di PVC/PVDC/Al AIC: 025215029

TEMGESIC 0,2 mg compresse sublinguali in blister di Nylon/Al/PVC AIC: 025215043

TEMGESIC 0,3mg/ml soluzione iniettabile AIC: 025215017

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE O DEL RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - 

Data della prima autorizzazione: 03 maggio 1984

Data del rinnovo più recente:01 giugno 2010

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - 

Determinazione AIFA del 21 Dicembre 2015

11.0 PER I RADIOFARMACI, DATI COMPLETI SULLA DOSIMETRIA INTERNA DELLA RADIAZIONE - 

12.0 PER I RADIOFARMACI, ULTERIORI ISTRUZIONI DETTAGLIATE SULLA PREPARAZIONE ESTEMPORANEA E SUL CONTROLLO DI QUALITÀ - 




Ultima modifica dell'articolo: 13/06/2017