Perindopril - Farmaco generico - Foglio Illustrativo

Principi attivi: Perindopril

Perindopril Almus 4 mg compresse

I foglietti illustrativi di Perindopril - Farmaco generico sono disponibili per le confezioni:

IndicazioniPerché si usa Perindopril - Farmaco generico? A cosa serve?

Il perindopril appartiene a una classe di farmaci chiamati ACE-inibitori, che funzionano dilatando i vasi sanguigni, attraverso i quali il cuore è in grado di pompare il sangue con maggiore facilità.

Perindopril Almus compresse viene utilizzato per:

  • il trattamento della pressione alta (ipertensione);
  • il trattamento dell'insufficienza cardiaca (una condizione in cui il cuore non è in grado di pompare una quantità di sangue sufficiente a soddisfare le esigenze dell'organismo);
  • ridurre il rischio di eventi cardiaci, come gli attacchi di cuore, nei pazienti con coronaropatia stabile (una condizione in cui l'afflusso di sangue al cuore è ridotto o bloccato) e in quelli che hanno già sofferto di un attacco di cuore e/o sono stati sottoposti a un'operazione tesa a migliorare l'afflusso di sangue al cuore, mediante dilatazione dei vasi del sangue.

ControindicazioniQuando non dev'essere usato Perindopril - Farmaco generico?

Non prenda Perindopril Almus

  • se è allergico (ipersensibile) al perindopril o a uno qualsiasi degli eccipienti della compressa o a qualunque altro ACE-inibitore (vedere paragrafo 6);
  • se ha avuto sintomi quali dispnea, gonfiore del viso, della lingua o della gola, prurito intenso, eruzioni cutanee, capogiri o svenimenti durante una precedente terapia con ACE-inibitori o se ha manifestato questi sintomi in qualsiasi altra circostanza (questi sono i sintomi di un disturbo chiamato angioedema);
  • se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale che abbassa la pressione del sangue, contenente aliskiren;
  • se ha la tendenza ereditaria a sviluppare gonfiore dei tessuti o se soffre di gonfiore dei tessuti di origine sconosciuta (angioedema ereditario o idiopatico);
  • se è in stato di gravidanza da più di tre mesi (è meglio evitare Perindopril Almus anche nella fase iniziale della gravidanza - vedere il paragrafo Gravidanza).

Se ritiene che una qualsiasi delle situazioni sopra descritte sia pertinente al suo caso, non prenda le compresse. Consulti il suo medico curante e segua i suoi consigli.

Precauzioni per l'usoCosa serve sapere prima di prendere Perindopril - Farmaco generico?

Informi il medico PRIMA di prendere Perindopril Almus:

  • se è a rischio di un eccessivo calo della pressione del sangue. Questo potrebbe essere il caso, tra l'altro, se soffre di insufficienza cardiaca, ridotta funzionalità dei reni o disturbi nell'equilibrio dei sali e dei liquidi, per esempio perché assume farmaci diuretici (farmaci che aumentano la produzione di urina) o segue una dieta a basso contenuto di sale o ancora a causa di vomito o diarrea;
  • se soffre di stenosi aortica (restringimento dei vasi sanguigni principali che si diramano dal cuore), stenosi della valvola mitrale (restringimento della valvola mitrale del cuore), cardiomiopatia ipertrofica (un disturbo del muscolo cardiaco), o stenosi dell'arteria renale (restringimento delle arterie che fanno affluire il sangue ai reni);
  • se sviluppa reazioni di ipersensibilità o rigonfiamento dei tessuti (angioedema) durante il trattamento con il perindopril o altri ACE-inibitori. L'edema angioneurotico si verifica più frequentemente nei pazienti di razza nera rispetto ai pazienti di altre razze;
  • se soffre di un disturbo al cuore;
  • se soffre di un disturbo al fegato;
  • se soffre di disturbi ai reni;
  • se è sottoposto a dialisi;
  • se soffre di disturbi del collagene, quali lupus eritematoso sistemico o sclerodermia;
  • se segue una dieta a basso contenuto di sale o utilizza sostituti del sale che contengono potassio;
  • se soffre di una forma di diabete che non è ben controllata;
  • se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue:
    • un antagonista del recettore dell'angiotensina II" (AIIRA) (anche noti come sartani - per esempio valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se soffre di problemi renali correlati al diabete.
    • aliskiren Il medico può controllare la funzionalità dei suoi reni, la pressione del sangue, e la quantità di elettroliti (ad esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari. Vedere anche quanto riportato alla voce "Non prenda Perindopril Almus".
  • se sta allattando al seno.

Deve informare il medico se pensa di essere in stato di gravidanza (o se vi è la possibilità di dare inizio ad una gravidanza). Perindopril Almus non è raccomandato all'inizio della gravidanza e non deve essere assunto se Lei è in stato di gravidanza da più di tre mesi, perché esso può causare grave danno al bambino se preso in questo periodo (vedere il paragrafo Gravidanza).

Perindopril Almus compresse non è raccomandato nei bambini.

Inoltre informi il suo dottore o il personale medico che sta prendendo Perindopril Almus:

  • se ha sofferto di dolori al petto (angina pectoris);
  • se deve essere sottoposto ad anestesia e/o a un intervento chirurgico;
  • se ha recentemente sofferto di diarrea o vomito;
  • se sta per essere sottoposto a un trattamento di desensibilizzazione per ridurre gli effetti di un'allergia alle punture di api o vespe;
  • se deve essere sottoposto ad aferesi LDL (rimozione del colesterolo dal sangue effettuata mediante una macchina);
  • se la sua pressione del sangue non è sufficientemente bassa, a causa della sua etnia (in particolare nei pazienti dalla pelle nera);
  • se soffre di tosse secca e persistente.

InterazioniQuali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Perindopril - Farmaco generico?

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. In particolare, allo scopo di garantire la sicurezza della somministrazione di Perindopril Almus, consulti il suo medico curante se sta prendendo uno qualsiasi dei seguenti medicinali:

Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e / o prendere altre precauzioni: Se sta assumendo un antagonista del recettore dell'angiotensina II (AIIRA) o aliskiren (vedere anche quanto riportato alla voce "Non prenda Perindopril Almus" e "Avvertenze e precauzioni").

Se ha dubbi relativi a questi prodotti medicinali, consulti il suo medico curante.

Informi il suo medico o il dentista prima di subire un'anestesia o un intervento chirurgico, poiché la sua pressione sanguigna potrebbe calare improvvisamente durante l'anestesia.

Assunzione di Perindopril Almus con cibi e bevande

Prenda sempre Perindopril Almus prima di un pasto, insieme a una quantità adeguata di liquido (per esempio acqua), allo scopo di ridurre l'influenza del cibo sugli effetti del medicinale. Cibi addizionati con potassio sostituti del sale non devono essere usati se si usa Perindopril Almus. La concentrazione di potassio può aumentare troppo. Anche una larga quantità di sale (NaCl) nella dieta potrebbe ridurre l'effetto antiipertensivo di Perindopril Almus.

AvvertenzeÈ importante sapere che:

Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Deve informare il medico se pensa di essere in stato di gravidanza (o se vi è la possibilità di dare inizio ad una gravidanza). Di norma il medico, le consiglierà di interrompere l'assunzione di Perindopril Almus prima di dare inizio alla gravidanza o appena Lei verrà a conoscenza di essere in stato di gravidanza e le consiglierà di prendere un altro medicinale al posto di Perindopril Almus. Perindopril Almus non è raccomandato all'inizio della gravidanza, e non deve essere assunto se Lei è in stato di gravidanza da più di tre mesi, poiché esso può causare grave danno al bambino, se preso dopo il terzo mese di gravidanza.

Allattamento

Informi il medico se sta allattando o sta per iniziare l'allattamento. Perindopril Almus non è raccomandato per le donne che stanno allattando, e il medico può scegliere un altro trattamento se lei desidera allattare, specialmente se il suo bambino è neonato o è nato prematuro.

Chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Non sono stati effettuati studi sugli effetti che Perindopril Almus potrebbe esercitare sulla capacità di guidare veicoli o usare macchinari. Tuttavia, anche se Perindopril Almus non influenza il livello di attenzione, in alcuni pazienti potrebbero manifestarsi reazioni quali capogiri o debolezza, dovute alla diminuzione della pressione del sangue, specialmente all'inizio del trattamento o in corrispondenza di ogni aumento di dosaggio. Se questo è il suo caso, la sua capacità di guidare o di usare macchinari potrebbe essere compromessa.

Dosi e Modo d'usoCome usare Perindopril - Farmaco generico: Posologia

Prenda sempre Perindopril Almus seguendo esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi deve consultare il medico o il farmacista. Perindopril Almus può essere usato da solo o in concomitanza con altri medicinali atti ad abbassare la pressione sanguigna.

Il dosaggio normale viene descritto di seguito.

Pressione alta: la dose iniziale e di mantenimento raccomandata negli adulti è pari a 4 mg una volta al giorno. Dopo un mese, il dosaggio può essere aumentato a 8 mg al giorno, che è anche la dose massima raccomandata.

Se ha più di 65 anni, la dose iniziale normale è pari a 2 mg una volta al giorno. Dopo un mese, il dosaggio può essere aumentato a 4 mg al giorno e, se necessario, a 8 mg al giorno.

Insufficienza cardiaca: il trattamento deve essere iniziato sotto stretto controllo medico con 2 mg una volta al giorno. Dopo due settimane, se necessario, il dosaggio può essere aumentato a 4 mg al giorno.

Coronaropatia stabile: la dose iniziale normale è pari a 4 mg una volta al giorno. Dopo due settimane, e se la dose di 4 mg viene ben tollerata, il dosaggio può essere aumentato a 8 mg una volta al giorno.

Se ha più di 65 anni, la dose iniziale normale è pari a 2 mg una volta al giorno. Dopo una settimana, il dosaggio può essere aumentato a 4 mg una volta al giorno e dopo un'altra settimana a 8 mg una volta al giorno.

Prima di aumentare la dose a 8 mg, il suo medico potrebbe prescriverle un esame del sangue per verificare che i suoi reni funzionino correttamente. In caso di compromissione della funzionalità dei reni, il medico aggiusterà il dosaggio di Perindopril Almus in funzione delle sue condizioni. In genere il trattamento di questi disturbi dura tutta la vita.

Prenda la/e compressa/e con un bicchiere d'acqua, preferibilmente alla stessa ora ogni giorno, al mattino prima di un pasto. Se sta già assumendo diuretici, il suo medico potrebbe decidere di ridurre o addirittura sospendere questi ultimi all'inizio del trattamento con Perindopril Almus.

Perindopril Almus non è adatto all' uso pediatrico.

Se dimentica di prendere Perindopril Almus

È importante che si ricordi di prendere la sua dose ogni giorno. Tuttavia, se dimentica di prendere una o più dosi, ne prenda un'altra il più presto possibile, poi continui con la normale posologia. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza.

Se interrompe il trattamento con Perindopril Almus

Se desidera interrompere il trattamento, non lo faccia senza aver prima consultato il suo medico: anche se si sente meglio, potrebbe essere necessario continuare la terapia.

Se ha qualsiasi dubbio sull'uso di Perindopril Almus, si rivolga al suo medico o al farmacista

SovradosaggioCosa fare se avete preso una dose eccessiva di Perindopril - Farmaco generico

Se per errore prende troppe compresse, si rivolga al pronto soccorso dell'ospedale più vicino o informi immediatamente il suo medico. In caso di sovradosaggio l'effetto più comune è un abbassamento della pressione del sangue. Se si manifesta un calo significativo della pressione (con sintomi quali capogiri o svenimenti), può essere d'aiuto sdraiarsi con le gambe sollevate.

Effetti IndesideratiQuali sono gli effetti collaterali di Perindopril - Farmaco generico?

Come tutti i medicinali, Perindopril Almus può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Questi effetti indesiderati sono non comuni (si presentano cioè in meno di 1 caso su 100 pazienti trattati). Tuttavia, se si manifesta uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati, contatti immediatamente il suo medico:

  • gonfiore del viso, delle labbra, della bocca, della lingua o della gola
  • difficoltà di respirazione
  • capogiri o svenimenti
  • battito del cuore insolitamente rapido o irregolare.

Questi sono i sintomi di una reazione grave (angioedema), che può verificarsi con tutti gli altri farmaci di questo tipo (ACE-inibitori) e che deve essere trattata immediatamente, di solito in ospedale. Altri possibili effetti indesiderati

Comuni (si presentano in meno di 1 caso su 10 pazienti trattati):

Non comuni (si presentano in meno di 1 caso su 100 pazienti trattati):

Molto rari (si presentano in meno di 1 caso su 10.000 pazienti trattati):

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):

  • ipoglicemia (livello di zucchero molto basso nel sangue)
  • vasculite (infiammazione dei vasi del sangue)

Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati peggiora, o se nota la comparsa di un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informi il medico o il farmacista.

Scadenza e Conservazione

Tenga Perindopril Almus fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.

Non usi Perindopril Almus dopo la data di scadenza, che è riportata sul blister e sulla confezione. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno del mese.

Non conservi Perindopril Almus a temperature superiori a 30°C. Conservi Perindopril Almus nella sua confezione originale, allo scopo di proteggere il medicinale dall'umidità.

I medicinali non devono essere gettati nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Altre informazioni

Cosa contiene Perindopril Almus

Il principio attivo è perindopril tert-butilamina.

Perindopril Almus 4 mg: ogni compressa contiene 4 mg di perindopril tert-butilamina, equivalenti a 3,338 mg di perindopril.

Gli eccipienti sono: cellulosa microcristallina, cellulosa microcristallina silicizzata, polacrillina potassica, diiossido di silicio, silice colloidale anidra, magnesio stearato e idrossi-propil-betadex.

Descrizione dell'aspetto di Perindopril Almus e contenuto della confezione

Perindopril Almus 4 mg si presenta in forma di compresse tonde, di colore bianco, biconvesse con una linea frattura su un lato e la scritta "4" sull'altro. La compressa può essere divisa in due parti uguali.

Blister in alluminio/alluminio.

Dimensione delle confezioni: 7, 10, 14, 15, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 90, 100, 112, 120 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.


Fonte Foglietto Illustrativo: AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Contenuto pubblicato a Gennaio 2016. Le informazioni presenti possono non risultare essere aggiornate. Per avere accesso alla versione più aggiornata, si consiglia l'accesso al sito web dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Disclaimer e informazioni utili.


Ulteriori informazioni su Perindopril - Farmaco generico sono disponibili nella scheda "Riassunto delle Caratteristiche".

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE - 

PERINDOPRIL ALMUS 4 MG COMPRESSE

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - 

Perindopril Almus 4 mg compresse:

ogni compressa contiene 4 mg di perindopril tert-butilamina, equivalenti a 3,338 mg di perindopril. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA - 

Compresse.

4 mg: compresse tonde, di colore bianco, biconvesse con linea di frattura su un lato e la scritta "4" sull'altro. La compressa può essere divisa in due parti uguali.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - 

04.1 Indicazioni terapeutiche - 

Ipertensione: trattamento dell'ipertensione

Insufficienza cardiaca: trattamento dell'insufficienza cardiaca congestizia.

Coronaropatia arteriosa stabile: riduzione del rischio di eventi cardiaci in pazienti con una anamnesi di infarto miocardico e/o di rivascolarizzazione.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - 

Si raccomanda di somministrare il Perindopril Almus in una dose singola giornaliera al mattino, prima di un pasto e insieme a una quantità adeguata di liquido (per esempio acqua).

La posologia deve essere modificata in base al profilo del paziente (vedere paragrafo 4.4, "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego") e alla risposta pressoria.

Ipertensione

Il Perindopril Almus può essere usato in monoterapia o nell'ambito di una terapia in associazione con altre classi di antipertensivi (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5 e 5.1).

La posologia iniziale raccomandata è pari a 4 mg in un'unica somministrazione quotidiana, al mattino.

Nei pazienti con forte stimolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone (in particolare ipertensione renovascolare, deplezione salina e/o volumetrica, scompenso cardiaco o ipertensione grave) si può verificare una diminuzione eccessiva della pressione arteriosa in seguito alla somministrazione della dose iniziale. In questi pazienti si raccomanda di iniziare il trattamento con un dosaggio di 2 mg e sotto controllo medico.

Dopo un mese di trattamento il dosaggio può essere aumentato fino a 8 mg in un'unica somministrazione giornaliera.

All'inizio della terapia con il Perindopril Almus è possibile che si verifichi ipotensione sintomatica, specialmente nei pazienti che vengono trattati con diuretici.

Si raccomanda pertanto particolare cautela, dato che questi pazienti possono presentare deplezione salina o volumetrica.

Se possibile, il diuretico deve essere interrotto 2 o 3 giorni prima di iniziare il trattamento con il Perindopril Almus (vedi paragrafo 4.4, "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego").

Nei pazienti ipertesi in cui non è possibile sospendere il diuretico, il trattamento con il Perindopril Almus deve essere iniziato con un dosaggio di 2 mg e la funzionalità renale e la potassiemia devono essere tenute sotto controllo. Successivamente la posologia di il Perindopril Almus deve essere aggiustata in funzione della risposta pressoria. Se necessario, è possibile reintrodurre il trattamento diuretico.

Nei pazienti anziani il trattamento deve essere iniziato con un dosaggio di 2 mg che, sempre se necessario, può essere progressivamente aumentato a 4 mg dopo un mese di trattamento e poi a 8 mg, a seconda della funzionalità renale (vedere la tabella seguente).

Insufficienza cardiaca congestizia

Si raccomanda che il trattamento con il Perindopril Almus, generalmente associato a un diuretico non risparmiatore di potassio e/o a digossina e/o a un beta-bloccante, sia istituito sotto stretta supervisione medica, alla posologia iniziale consigliata di 2 mg da assumere al mattino. Se ben tollerato, tale dosaggio può essere aumentato, con incrementi di 2 mg a intervalli non inferiori alle 2 settimane, fino a 4 mg, da somministrarsi in un'unica assunzione giornaliera. Gli aggiustamenti posologici devono avvenire in base alla risposta clinica individuale di ogni singolo paziente.

Nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca grave e in altri pazienti considerati a rischio elevato (pazienti con funzionalità renale compromessa e con una tendenza a disturbi di tipo elettrolitico e pazienti trattati contemporaneamente con diuretici e/o con agenti vasodilatatori), il trattamento deve essere iniziato sotto attenta supervisione medica (vedere paragrafo 4.4, "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego").

Nei pazienti a rischio elevato di ipotensione sintomatica (per esempio pazienti con deplezione salina con o senza iponatriemia, pazienti con ipovolemia o pazienti in trattamento con dosi massicce di diuretici), questi disturbi devono essere corretti, laddove possibile, prima di iniziare la terapia con il Perindopril Almus. La pressione arteriosa, la funzionalità renale e le concentrazioni plasmatiche di potassio devono essere controllate attentamente sia prima sia durante il trattamento con il Perindopril Almus (vedere paragrafo 4.4, "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego").

Coronaropatia stabile

Il trattamento con Perindopril Almus deve essere iniziato con un dosaggio di 4 mg in un'unica assunzione giornaliera per 2 settimane per poi essere aumentato, se il dosaggio precedente è ben tollerato, fino a 8 mg in un'unica assunzione quotidiana, a seconda della funzionalità renale.

I pazienti anziani devono iniziare il trattamento con 2 mg in un'unica assunzione quotidiana per una settimana, per poi passare a 4 mg una volta al giorno nella settimana successiva e aumentare infine il dosaggio fino a 8 mg in un'unica assunzione quotidiana, a seconda della funzionalità renale (vedere Tabella I, "Aggiustamenti del dosaggio nell'insufficienza renale"). Il dosaggio deve essere aumentato solo se la dose precedente è stata ben tollerata.

Aggiustamenti del dosaggio nell'insufficienza renale

Nei pazienti affetti da insufficienza renale il dosaggio deve essere aggiustato in base alla clearance della creatinina, come descritto nella Tabella I (sotto):

Tabella I. Aggiustamenti del dosaggio nell'insufficienza renale

Clearance della creatinina (ml/min) Dose raccomandata
ClCR ≥ 60 4 mg al giorno
30 < ClCR < 60 2 mg al giorno
15 < ClCR < 30 2 mg ogni 2 giorni
Pazienti in emodialsi*, ClCR < 15 2 mg il giorno della dialisi

* La clearance di dialisi del perindoprilato è pari a 70 ml/min. Nei pazienti in emodialisi la dose deve essere

somministrata dopo la dialisi.

Aggiustamento del dosaggio nell'insufficienza epatica

Nei pazienti affetti da insufficienza epatica non è richiesto alcun aggiustamento del dosaggio (vedere paragrafi 4.4, "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego" e 5.2, "Proprietà farmacocinetiche").

Bambini e adolescenti

A causa della mancanza di dati relativi all'efficacia e alla sicurezza di impiego, l'uso del Perindopril Almus nei bambini e negli adolescenti non è consigliato.

04.3 Controindicazioni - 

• Ipersensibilità al perindopril, a uno qualsiasi degli eccipienti o a un qualunque altro ACE-inibitore;

• anamnesi di angioedema associato a una precedente terapia con ACE-inibitori;

• angioedema ereditario o idiopatico;

• l'uso concomitante di Perindopril Almus con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR <60 ml/min/1.73 m²) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

• secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).

04.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego - 

Coronaropatia stabile

Se durante il primo mese di trattamento con il perindopril si manifesta un episodio di angina pectoris instabile (maggiore o meno), prima di continuare il trattamento deve essere effettuata un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio.

Ipotensione

Gli ACE-inibitori possono provocare una caduta della pressione arteriosa. Raramente è stata osservata ipotensione sintomatica in pazienti con ipertensione non complicata ed è più probabile che si manifesti in pazienti ipovolemici, per esempio a causa di trattamenti diuretici, diete a basso contenuto di sale, dialisi, diarrea o vomito, oppure in pazienti affetti da grave ipertensione renino-dipendente (vedere paragrafi 4.5, "Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione", e 4.8, "Effetti indesiderati"). Nei pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica, associata o meno a insufficienza renale, è stata osservata ipotensione sintomatica, che si manifesta con maggiore probabilità nei pazienti affetti da grave insufficienza cardiaca (come confermato dalla somministrazione di dosi elevate di diuretici dell'ansa), da iponatiremia o da compromissione della funzionalità renale. Nei pazienti a rischio elevato di ipotensione sintomatica l'inizio del trattamento e gli aggiustamenti posologici devono essere accuratamente monitorati (vedere paragrafi 4.2, "Posologia e modo di somministrazione", e 4.8, "Effetti indesiderati"). Analoghe considerazioni si applicano ai pazienti con cardiopatia ischemica o disturbi cerebrovascolari, nei quali un'eccessiva caduta della pressione arteriosa può provocare infarto miocardico o eventi cerebrovascolari.

Se si dovesse manifestare ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, ricevere un'infusione endovenosa di una soluzione fisiologica. La comparsa di ipotensione transitoria non rappresenta una controindicazione alla somministrazione di ulteriori dosi, che generalmente può avvenire senza difficoltà dopo che la pressione arteriosa è aumentata in seguito all'espansione della volemia.

In alcuni pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia e con pressione arteriosa normale o bassa, in seguito alla somministrazione del Perindopril Almus si potrebbe verificare un'ulteriore riduzione della pressione arteriosa sistemica. Tale effetto è previsto e generalmente non costituisce una ragione valida per sospendere il trattamento.

Se l'ipotensione diventa sintomatica, può rendersi necessario ridurre il dosaggio o interrompere il trattamento con Perindopril Almus.

Stenosi delle valvole aortica e mitrale/cardiomiopatia ipertrofica

Come per gli altri ACE-inibitori, il Perindopril Almus deve essere somministrato con cautela nei pazienti affetti da stenosi della valvola mitrale e da un'ostruzione di efflusso del ventricolo sinistro, quali stenosi aortica o cardiomiopatia ipertrofica.

Compromissione renale

Nei casi di compromissione renale (clearance della creatinina <60 ml/min) la dose iniziale del perindopril deve essere aggiustata in funzione della clearance della creatinina del paziente (vedere paragrafo 4.2, "Posologia e modo di somministrazione") e successivamente in funzione della risposta del paziente al trattamento. In questi pazienti è necessario controllare regolarmente i livelli di potassio e di creatinina (vedere paragrafo 4.8, "Effetti indesiderati"). Nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, l'ipotensione conseguente all'inizio della terapia con ACE- inibitori può determinare un'ulteriore compromissione della funzionalità renale. In tale situazione è stata riportata insufficienza renale acuta, generalmente reversibile.

In alcuni pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria di un singolo rene trattati con ACE- inibitori è stato osservato un aumento dell'urea e della creatinina plasmatica, generalmente reversibile all'atto della sospensione del trattamento. Questo si verifica soprattutto nei pazienti affetti da insufficienza renale. La presenza concomitante di ipertensione renovascolare determina un aumento del rischio di ipotensione grave e di insufficienza renale: in questi pazienti il trattamento deve essere iniziato sotto stretto controllo medico e con dosaggi ridotti e accuratamente titolati. Poiché il trattamento con diuretici potrebbe contribuire allo sviluppo delle condizioni sopra descritte, durante le prime settimane di terapia con Perindopril Almus la somministrazione di diuretici deve essere interrotta e la funzione renale monitorata.

In alcuni pazienti ipertesi senza apparente malattia renovascolare pre-esistente, è stato riscontrato un aumento (generalmente lieve e transitorio) dell'urea e della creatinina plasmatica, soprattutto quando il Perindopril Almus è stato somministrato in concomitanza con un diuretico. Questo avviene con maggiore probabilità nei pazienti con compromissione renale pre-esistente. In questi casi potrebbe essere necessario ridurre la dose e/o sospendere il diuretico e/o Perindopril Almus.

Pazienti in emodialisi

Nei pazienti in emodialisi con membrane ad alto flusso e in terapia concomitante con ACE-inibitori sono state segnalate reazioni anafilattoidi. Per questi pazienti deve essere preso in considerazione l'impiego di un tipo diverso di membrane per dialisi o di una classe differente di agenti antipertensivi.

Trapianto di rene

Non vi sono esperienze relative alla somministrazione del Perindopril Almus in pazienti sottoposti a un recente trapianto di rene.

Ipersensibilità/angioedema

Nei pazienti trattati con ACE-inibitori, incluso il Perindopril Almus, è stato raramente riportato angioedema al volto, agli arti, alle labbra, alle mucose, alla lingua, alla glottide e/o alla laringe (vedere paragrafo 4.8, "Effetti indesiderati"). Questo può verificarsi in qualunque momento durante la terapia: in questi casi è necessario sospendere immediatamente il Perindopril Almus e iniziare un attento monitoraggio del paziente, che deve proseguire fino alla completa risoluzione dei sintomi. Nel caso di edema limitato al volto e alle labbra in genere la complicazione si è risolta senza alcun trattamento, sebbene gli antistaminici siano stati utili nell'alleviare i sintomi. L'angioedema associato a un edema laringeo può essere fatale: qualora vi sia un coinvolgimento della lingua, della glottide o della laringe che possa provocare l'ostruzione delle vie respiratorie, deve essere rapidamente adottata una terapia di emergenza, che potrebbe comprendere la somministrazione di adrenalina e/o il mantenimento della pervietà delle vie aeree. Il paziente deve essere posto sotto stretto controllo fino alla completa e duratura scomparsa dei sintomi.

I pazienti con anamnesi di angioedema non correlato al trattamento con ACE-inibitori possono presentare un rischio maggiore di comparsa di angioedema quando trattati con un ACE-inibitore (vedere paragrafo 4.3).

Nei pazienti trattati con ACE-inibitori è stato riportato raramente angioedema intestinale. Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito), in alcuni casi non si era verificato in precedenza angioedema del volto e i livelli della C-1 esterasi erano normali. L'angioedema è stato diagnosticato mediante TAC addominale o ultrasuoni oppure con intervento chirurgico e i sintomi si sono risolti dopo la sospensione dell'ACE-inibitore. L'angioedema intestinale deve essere incluso nella diagnosi differenziale dei pazienti trattati con ACE- inibitori che presentano dolore addominale.

Reazioni anafilattoidi durante l'aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL)

Nei pazienti in trattamento con ACE-inibitori sottoposti ad aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL) con destrano solfato sono stati raramente riportati casi di reazioni anafilattoidi con rischio di vita. Queste reazioni possono essere prevenute sospendendo temporaneamente il trattamento con l'ACE-inibitore prima di ogni aferesi.

Reazioni anafilattiche durante un trattamento di desensibilizzazione

Nei pazienti in terapia con ACE-inibitori sottoposti a un trattamento desensibilizzante (per esempio contro il veleno degli imenotteri) sono stati riportati casi di reazioni anafilattoidi. Negli stessi pazienti tali reazioni sono state prevenute sospendendo temporaneamente il trattamento con gli ACE-inibitori, ma sono ricomparse in seguito a riesposizione accidentale del paziente.

Insufficienza epatica

Il trattamento con ACE-inibitori è stato raramente associato a una sindrome che ha inizio con ittero colestatico e progredisce fino alla necrosi epatica fulminante e (a volte) al decesso del paziente. Il meccanismo di questa sindrome è sconosciuto. I pazienti in trattamento con ACE-inibitori che sviluppano ittero o un aumento significativo degli enzimi epatici devono sospendere l'ACE-inibitore ed essere posti sotto stretto controllo medico (vedere paragrafo 4.8, "Effetti indesiderati").

Neutropenia/Agranulocitosi/Trombocitopenia/Anemia

Nei pazienti trattati con ACE-inibitori sono stati riscontrati casi di neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia e anemia. Nei pazienti con funzionalità renale normale e in assenza di altri fattori di complicazione, la neutropenia si sviluppa raramente. Sono stati segnalati casi sporadici di anemia emolitica in pazienti con carenza genetica di G6-DP. Il perindopril deve essere somministrato con estrema cautela ai pazienti con collagenopatie, in terapia con agenti immunosoppressori, con allopurinolo o procainamide, o che manifestano una combinazione di questi fattori di complicazione, specialmente in presenza di un'anamnesi di compromissione renale. Alcuni di questi pazienti hanno sviluppato infezioni gravi, che in alcuni casi non hanno risposto a una terapia antibiotica intensiva. Se questi pazienti vengono trattati con perindopril, si raccomanda di eseguire un controllo periodico della conta dei globuli bianchi e di invitarli a segnalare qualunque episodio di infezione.

Razza

Gli ACE-inibitori possono provocare la comparsa di angioedema con maggiore frequenza nei pazienti di razza nera rispetto ai pazienti di altre razze. Come gli altri ACE-inibitori, il perindopril può essere meno efficace nel ridurre la pressione arteriosa dei pazienti di razza nera rispetto ai pazienti di altre razze, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza di ridotte concentrazioni di renina nella popolazione ipertesa di razza nera.

Tosse

In seguito alla somministrazione di ACE-inibitori è stata riportata la comparsa di tosse, che in genere si presenta in forma secca (non produttiva) e persistente e si risolve alla sospensione del trattamento. La tosse indotta dagli ACE- inibitori deve essere tenuta in considerazione nello stabilire la diagnosi differenziale della tosse.

Intervento chirurgico/anestesia

Nei pazienti che devono essere sottoposti a interventi di chirurgia maggiore o in corso di anestesia con agenti che provocano ipotensione, il Perindopril Almus può bloccare la formazione di angiotensina II secondaria alla liberazione compensatoria di renina. Il trattamento deve essere interrotto un giorno prima dell'intervento. Se si manifesta ipotensione e la si ritiene imputabile al suddetto meccanismo, deve essere corretta mediante espansione della volemia.

Iperpotassiemia

In alcuni pazienti in terapia con ACE-inibitori, incluso il perindopril, è stato segnalato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di potassio. I pazienti a rischio di comparsa di iperpotassiemia comprendono quelli affetti da insufficienza renale o da diabete mellito non controllato, quelli trattati contemporaneamente con diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio oppure quelli in corso di trattamento con altri farmaci che provocano un aumento del potassio plasmatico (per esempio eparina). Se l'uso concomitante dei farmaci sopra menzionati è ritenuto appropriato, si raccomanda un controllo regolare del potassio plasmatico.

Pazienti diabetici

Nei pazienti diabetici trattati con agenti antidiabetici orali o con insulina, durante il primo mese di terapia con un ACE-inibitore la glicemia deve essere attentamente controllata (vedere paragrafo 4.5, "Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione").

Litio

L'associazione di litio e perindopril è generalmente sconsigliata (vedere paragrafo 4.5, "Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione").

Diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio

L'associazione del perindopril con diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio generalmente non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5, "Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione").

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS)

Esiste l'evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l'insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna.

Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.

Gravidanza

La terapia con ACE inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE-inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE-inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6).

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione - 

Diuretici

Dopo l'inizio di una terapia con ACE-inibitori i pazienti in trattamento con diuretici, in particolare quelli con deplezione salina o volumetrica, possono manifestare una riduzione eccessiva della pressione arteriosa. La comparsa di effetti ipotensivi può essere limitata sospendendo il diuretico oppure espandendo la volemia e/o aumentando l'assunzione di sale prima di iniziare la terapia con il perindopril, che deve essere somministrato a dosaggi ridotti e progressivi.

Diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio

Sebbene le concentrazioni plasmatiche di potassio rimangano di solito entro limiti normali, in alcuni pazienti trattati con il perindopril può svilupparsi iperpotassiemia. I diuretici risparmiatori di potassio (per esempio spironolattone, triamterene o amiloride), gli integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio possono provocare aumenti significativi delle concentrazioni plasmatiche di potassio. Pertanto si sconsiglia l'associazione del perindopril con i farmaci sopra citati (vedere paragrafo 4.4, "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego"). Se l'uso concomitante dei farmaci sopra citati è ritenuto indicato a causa di una ipopotassiemia accertata, questi devono essere impiegati con cautela e con frequenti controlli della potassiemia.

Litio

In seguito alla somministrazione concomitante di litio e di ACE-inibitori sono stati riscontrati aumenti reversibili delle concentrazioni plasmatiche e della tossicità del litio. L'uso concomitante di diuretici tiazidici potrebbe aumentare ulteriormente il rischio di tossicità indotta dal litio, già elevato in corso di trattamento con ACE-inibitori. La somministrazione del perindopril in corso di trattamento con litio è sconsigliata; se tuttavia viene ritenuta necessaria, deve essere eseguito un accurato monitoraggio dei livelli plasmatici di litio (vedere paragrafo 4.4, "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego").

Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) inclusa aspirina a un dosaggio ≥3 g al giorno

La somministrazione contemporanea di farmaci antinfiammatori non steroidei può ridurre l'efficacia antipertensiva degli ACE-inibitori. Inoltre FANS e ACE-inibitori esercitano un effetto sinergico sull'aumento delle concentrazioni di potassio e possono provocare una compromissione della funzionalità renale. Tali effetti sono generalmente reversibili. Raramente, potrebbe manifestarsi insufficienza renale acuta, specialmente nei pazienti con funzionalità renale compromessa, come gli anziani o i soggetti disidratati.

Agenti antipertensivi e vasodilatatori

La somministrazione concomitante di questi farmaci può aumentare l'effetto ipotensivo del perindopril. La somministrazione contemporanea di nitroglicerina e di altri nitrati o di altri vasodilatatori può ridurre ulteriormente la pressione arteriosa.

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) con ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren.

I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensinaaldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l'insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1).

Agenti antidiabetici

Studi epidemiologici hanno suggerito che la somministrazione concomitante di ACE-inibitori e farmaci antidiabetici (insulina, agenti ipoglicemici orali) può provocare un'eccessiva riduzione di glucosio nel sangue con rischio di ipoglicemia. La comparsa di tale fenomeno sembra essere più probabile durante le prime settimane di trattamento combinato e nei pazienti affetti da insufficienza renale.

Acido acetil-salicilico, trombolitici, beta-bloccanti, nitrati

Il perindopril può essere somministrato contemporaneamente ad acido acetil-salicilico (se usato come trombolitico), a trombolitici, a beta-bloccanti e/o a nitrati.

Antidepressivi triciclici/antipsicotici/anestetici

La somministrazione concomitante di ACE-inibitori e di alcuni anestetici, antidepressivi triciclici e antipsicotici può provocare un'ulteriore diminuzione della pressione arteriosa (vedere paragrafo 4.4, "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego").

Simpaticomimetici

Gli agenti simpaticomimetici possono ridurre l'effetto antipertensivo degli ACE-inibitori.

Oro

Sono state segnalate raramente reazioni nitritoidi (i sintomi includono arrossamento del viso, nausea, vomito e ipotensione) in pazienti in terapia con oro iniettabile (aurotiomalato di sodio) e terapia concomitante con ACE inibitori perindopril incluso.

Gli antiacidi possono ridurre la biodisponibilità del perindopril.

04.6 Gravidanza ed allattamento - 

L'uso degli ACE-inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4).

L'uso degli ACE-inibitori è controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4)..

L'evidenza epidemiologa sul rischio di teratogenicità a seguito dell'esposizione ad ACE-inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi, tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificato una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE-inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE-inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa.

È noto che nella donna l'esposizione ad ACE-inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidroamnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia) (vedere paragrafo 5.3).

Se dovesse verificarsi un'esposizione ad un ACE-inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE-inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l'ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Allattamento

Poiché non sono disponibili dati riguardanti l'uso di perindopril durante l'allattamento, Perindopril Almus non è raccomandato e sono da preferire trattamenti alternativi con comprovato profilo di sicurezza per l'uso durante l'allattamento, specialmente in caso di allattamento di neonati o prematuri.

04.7 Effetti sulla capacita' di guidare veicoli e sull'uso di macchinari - 

Non è stato effettuato alcuno studio sulla capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari, tuttavia durante l'esecuzione di tali attività è necessario tenere presente che occasionalmente possono manifestarsi capogiri o affaticamento.

04.8 Effetti indesiderati - 

La frequenza degli effetti indesiderati elencati sotto si basa sulla seguente convenzione:

molto comuni (≥1/10); comuni (≥1/100 ma <1/10); non comuni (≥1/1000 ma <1/100); rari ≥1/10.000 ma <1/1000); molto rari (<1/10.000), sconosciuti (non possono essere stimati sulla base dei dati disponibili).

  Comuni Non comuni Molto rari Non nota
Disturbi psichiatrici   Disturbi dell'umore o del sonno    
Disturbi del metabolismo e della nutrizione       Ipoglicemia (vedere paragrafi 4.4 e 4.5)
Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiri, vertigini, parestesia      
Patologie dell'occhio Alterazioni della visione      
Patologie dell'orecchio e del labirinto Tinnito      
Patologie cardiache     Aritmia, angina pectoris, infarto miocardico, probabilmente dovuti a marcata ipotensione nei pazienti ad alto rischio (vedere paragrafo 4.4)  
Patologie vascolari Ipotensione ed effetti correlati all'ipotensione   Ictus, probabilmente secondario dovuto a eccessiva ipotensione in pazienti ad alto rischio (vedere paragrafo 4.4) Vasculite
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse, dispnea Broncospasmo Polmonite eosinofila, rinite  
Patologie gastrointestinali Nausea, vomito, dolori addominali, disgeusia, dispepsia, diarrea, stipsi Secchezza delle fauci Pancreatite  
Patologie epatobiliari     Epatite (citolitica o colestatica - vedere paragrafo 4.4)  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Rash, prurito Angioedema di viso, arti, labbra, mucose, lingua, glottide e/o laringe, orticaria (vedere paragrafo) Eritema multiforme  
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Crampi muscolari    
Patologie renali e urinarie   Insufficienza renale Insufficienza renale acuta  
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella   Impotenza    
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia Sudorazione    
Patologie del sistema emolinfopoietico     Riduzione dell'emoglobina e dell'ematocrito, trombocitopenia, leucopenia/neutropenia, agranulocitosi o pancitopenia. In pazienti affetti da una deficienza congenita di G-6PD e stata segnalata anemia emolitica (vedere paragrafo 4.4)  

Esami diagnostici

Si possono manifestare aumenti dell'azotemia e della creatinina plasmatica, iperpotassiemia reversibile alla sospensione del trattamento, soprattutto in presenza di insufficienza renale, insufficienza cardiaca grave e ipertensione renovascolare.

È stato raramente segnalato un aumento degli enzimi epatici e della bilirubina.

Studi clinici

Nel corso dello studio randomizzato EUROPA sono stati raccolti solo gli eventi avversi gravi. Pochi pazienti hanno riportato eventi avversi gravi: 16 dei 6122 pazienti trattati con il perindopril (0,3%) e 12 dei 6107 pazienti trattati con il placebo (0,2%). Nei pazienti trattati con il perindopril, è stata osservata ipotensione in 6 casi, angioedema in 3 e arresto cardiaco improvviso in 1. Rispetto al placebo, un numero maggiore di pazienti ha sospeso il trattamento a causa di tosse, ipotensione o altre intolleranze al perindopril, rispettivamente nel 6,0% (n=366) contro il 2,1% (n=129) dei casi.

04.9 Sovradosaggio - 

Si dispone di dati limitati relativi al sovradosaggio nell'uomo.

I sintomi associati al sovradosaggio con ACE-inibitori possono includere ipotensione, shock circolatorio, alterazione degli elettroliti, insufficienza renale, iperventilazione, tachicardia, palpitazioni, bradicardia, capogiri, ansia e tosse.

In caso di sovradosaggio si consiglia un trattamento con un'infusione endovenosa di una normale soluzione fisiologica. Se si manifesta ipotensione il paziente deve essere posizionato come in caso di shock. Se disponibile, può inoltre essere preso in considerazione il trattamento con un'infusione di angiotensina II e/o con un'endovenosa di catecolamine. Il perindopril può essere rimosso dalla circolazione generale mediante emodialisi (vedere paragrafo 4.4, "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego - Pazienti in emodialisi"). In caso di bradicardia resistente alla terapia è indicato l'impiego di un pacemaker. È altresì necessario controllare continuamente i segni vitali, gli elettroliti del siero e le concentrazioni di creatinina.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE - 

05.1 Proprieta' farmacodinamiche - 

Categoria farmacoterapeutica: C09AA - ACE-inibitori. Codice ATC: C09A A04 perindopril.

Il perindopril è un inibitore dell'enzima di conversione (ACE, Enzima di Conversione dell'Angiotensina) dell'angiotensina I in angiotensina II. L'enzima di conversione, o chinasi, è una esopeptidasi che consente la conversione dell'angiotensina I nell'agente vasocostrittore angiotensina II e anche la degradazione della bradichinina, agente vasodilatatore, in un eptapeptide inattivo. L'inibizione dell'ACE provoca una riduzione dell'angiotensina II nel plasma che conduce a sua volta a un aumento di attività della renina plasmatica (per inibizione del meccanismo di feedback negativo del rilascio di renina) e a una ridotta secrezione di aldosterone. Poiché l'ACE disattiva la bradichinina, la sua azione inibitrice determina altresì un aumento di attività del sistema callicreina-chinina a livello circolatorio e locale (e quindi anche un'attivazione del sistema delle prostaglandine). È possibile che tale meccanismo contribuisca alla riduzione della pressione arteriosa da parte degli ACE-inibitori e che sia parzialmente responsabile di alcuni particolari effetti indesiderati (per esempio la tosse).

Il perindopril agisce attraverso il suo metabolita attivo, il perindoprilato. Gli altri metaboliti non mostrano in vitro alcuna inibizione dell'attività dell'ACE.

Ipertensione

Il perindopril è attivo su tutti gli stadi dell'ipertensione: lieve, moderata e grave; è stata osservata una riduzione della pressione arteriosa sistolica e diastolica in posizione sia supina sia eretta.

Il perindopril riduce la resistenza vascolare periferica, provocando una riduzione della pressione arteriosa. Di conseguenza si verifica un aumento del flusso sanguigno periferico, senza alcun effetto sulla frequenza cardiaca.

Il flusso sanguigno renale di regola aumenta, mentre il tasso di filtrazione glomerulare (GFR) rimane generalmente immodificato. L'apice dell'effetto antipertensivo si verifica 4-6 ore dopo una singola somministrazione e si mantiene per almeno 24 ore: gli effetti minimi corrispondono all'incirca all'87%-100% degli effetti massimi.

La riduzione della pressione arteriosa avviene rapidamente. Nei pazienti che rispondono, la normalizzazione viene raggiunta dopo un mese di trattamento e si mantiene senza comparsa di tachifilassi.

La sospensione del trattamento non è accompagnata da fenomeni di rebound. Il perindopril riduce l'ipertrofia ventricolare sinistra.

Nell'uomo è stato dimostrato che il perindopril possiede proprietà vasodilatatrici; esso migliora l'elasticità delle grosse arterie e riduce il rapporto media/lume delle piccole arterie.

L'aggiunta di un diuretico tiazidico determina una sinergia di tipo additivo. L'associazione di un ACE-inibitore e di un tiazidico riduce inoltre il rischio di ipopotassiemia indotta dal trattamento diuretico.

Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA Nephron-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l'uso della combinazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell'angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito tipo 2 associato all'evidenza di danno d'organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito tipo 2 e nefropatia diabetica.

Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia.

Questi risultati sono pertinenti anche per gli altri ACE-inibitori e per gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche.

Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.

ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo.

Insufficienza cardiaca

Il Perindopril Almus riduce il lavoro del cuore attraverso una riduzione del pre-carico e del post-carico. Gli studi condotti in pazienti affetti da insufficienza cardiaca hanno evidenziato:

• una riduzione della pressione di riempimento del ventricolo sinistro e destro

• una diminuzione della resistenza vascolare periferica totale

• un aumento della portata cardiaca e un miglioramento dell'indice cardiaco.

Nel corso di studi comparativi, la prima somministrazione di 2 mg del Perindopril Almus a pazienti affetti da insufficienza cardiaca da lieve a moderata non ha comportato alcuna riduzione significativa della pressione arteriosa rispetto ai pazienti che ricevevano il placebo.

Pazienti con coronaropatia stabile

EUROPA è uno studio clinico multicentrico, internazionale, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo durato 4 anni. Dodicimila duecentodiciotto (12.218) pazienti di età superiore ai 18 anni sono stati randomizzati con il perindopril 8 mg (n=6110) o placebo (n=6108). I pazienti presentavano una coronaropatia documentata senza segni clinici di insufficienza cardiaca. Complessivamente il 90% dei pazienti aveva avuto un precedente infarto miocardico e/o una precedente rivascolarizzazione coronarica. La maggior parte dei pazienti assumeva il farmaco in aggiunta alla terapia convenzionale, che comprendeva inibitori dell'aggregazione piastrinica, ipolipemizzanti e beta-bloccanti.

Il principale criterio di efficacia è stato la combinazione di mortalità cardiovascolare, infarto miocardico non fatale e/o arresto cardiaco con rianimazione riuscita. Il trattamento con il perindopril 8 mg una volta al giorno ha dimostrato una significativa riduzione assoluta dell'end-point primario, pari all'1,9% (riduzione del 20% del rischio relativo, 95% CI [9,4; 28,6] - p<0,001).

Nei pazienti con anamnesi di infarto miocardico e/o rivascolarizzazione è stata osservata una riduzione assoluta dell'end-point primario del 2,2%, corrispondente a un RRR del 22,4% (95% CI [12,0; 31,6] - p<0,001) nei confronti del placebo.

05.2 Proprieta' farmacocinetiche - 

In seguito a somministrazione orale, l'assorbimento del perindopril è rapido e il picco di concentrazione si completa entro un'ora. La biodisponibilità è compresa tra il 65 e il 70%.

Circa il 20% della quantità totale delperindopril assorbito viene convertito nel perindoprilato, il metabolita attivo. Oltre al perindoprilato attivo, il perindopril produce 5 metaboliti, tutti inattivi. L'emivita plasmatica del perindopril è pari a un'ora. Il picco di concentrazione plasmatica del perindoprilato viene raggiunto in 3-4 ore.

Poiché l'assunzione di cibo riduce la conversione al perindoprilato, e di conseguenza la biodisponibilità, il Perindopril Almus deve essere somministrato per via orale in un'unica dose giornaliera al mattino, prima di un pasto.

Il volume di distribuzione del perindoprilato non legato è di circa 0,2 l/kg. Il legame con le proteine è modesto (il legame del perindoprilato con l'enzima di conversione dell'angiotensina è inferiore al 30%), ma è concentrazione-dipendente.

Il perindoprilato viene eliminato con le urine e l'emivita della frazione libera è di circa 3-5 ore. La dissociazione del perindoprilato legato all'enzima di conversione dell'angiotensina porta a un'emivita "effettiva" di eliminazione di 25 ore, con il raggiungimento dello steady-state entro 4 giorni.

Non è stato osservato accumulo del perindopril in seguito a somministrazioni ripetute. L'eliminazione del perindoprilato è ridotta nell'anziano, come pure nei pazienti con insufficienza cardiaca o renale.

In caso di insufficienza renale è auspicabile un aggiustamento del dosaggio in funzione del grado dell'insufficienza stessa (clearance della creatinina).

La clearance di dialisi del perindoprilato è pari a 70 ml/min.

Nel paziente cirrotico la cinetica del perindopril viene modificata: la clearance epatica della molecola madre è ridotta della metà. Tuttavia, la quantità di perindoprilato formatasi non viene ridotta e non è quindi necessario un aggiustamento del dosaggio (vedere anche paragrafi 4.2, "Posologia e modo di somministrazione", e 4.4, "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego").

05.3 Dati preclinici di sicurezza - 

In studi di tossicità cronica orale (ratti e scimmie) l'organo bersaglio è il rene, con danno reversibile. Negli studi eseguiti in vitro in vivo non è stata osservata mutagenicità.

In studi di tossicità riproduttiva (ratti, topi, conigli e scimmie) non sono stati evidenziati segni di embriotossicità o teratogenicità. Tuttavia la classe degli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina ha mostrato di provocare effetti avversi sullo sviluppo tardivo del feto, che hanno condotto alla morte del feto e a difetti congeniti nei roditori e nei conigli: sono state osservate lesioni renali e un incremento della mortalità peri- e post-natale. In studi a lungo termine nel ratto e nel topo non è stata osservata alcuna carcinogenicità.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - 

06.1 Eccipienti - 

Cellulosa microcristallina

Cellulosa microcristallina silicizzata

Polacrillina potassica

Diossido di silicio

Silice colloidale anidra

Magnesio stearato

Idrossi-propil-betadex

06.2 Incompatibilita' - 

NA

06.3 Periodo di validita' - 

2 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - 

Non conservare a temperature superiori a 30°C.

Conservare il medicinale nella confezione originale allo scopo di proteggerlo dall'umidità.

06.5 Natura del confezionamento primario e contenuto della confezione - 

Blister in alluminio/alluminio

Dimensione delle confezioni: 7, 10, 14, 15, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 90, 100, 112, 120 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - 

Nessuna precauzione particolare.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - 

Sandoz Spa, L.go U. Boccioni 1, 21040 Origgio (VA)

Concessionario di vendita: Almus S.r.l. - Via Cesarea 11/10 - 16121 Genova (GE)

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - 

4 mg compresse 7 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472015

4 mg compresse 10 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472027

4 mg compresse 14 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472039

4 mg compresse 15 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472041

4 mg compresse 20 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472054

4 mg compresse 28 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472066

4 mg compresse 30 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472078

4 mg compresse 50 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472080

4 mg compresse 56 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472092

4 mg compresse 60 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472104

4 mg compresse 90 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472116

4 mg compresse 90 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472116

4 mg compresse 100 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472128

4 mg compresse 112 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472130

4 mg compresse 120 compresse in blister AL/AL AIC N. 038472142

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE O DEL RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - 

16/06/2009

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - 

11.0 PER I RADIOFARMACI, DATI COMPLETI SULLA DOSIMETRIA INTERNA DELLA RADIAZIONE - 

12.0 PER I RADIOFARMACI, ULTERIORI ISTRUZIONI DETTAGLIATE SULLA PREPARAZIONE ESTEMPORANEA E SUL CONTROLLO DI QUALITÀ - 




Ultima modifica dell'articolo: 13/06/2017