Ketodol - Foglio Illustrativo

Principi attivi: Ketoprofene, Sucralfato

Ketodol

KETODOL 25 mg + 200 mg compresse a rilascio modificato

I foglietti illustrativi di Ketodol sono disponibili per le confezioni:

IndicazioniPerché si usa Ketodol? A cosa serve?

CHE COSA È

KETODOL è un FANS (farmaco antiinfiammatorio non steroideo).

KETODOL contiene due principi attivi: il ketoprofene, nel nucleo centrale della compressa, con attività antidolorifica - antinfiammatoria; e il sucralfato, nel rivestimento della compressa, ad attività protettiva della mucosa dello stomaco (gastrica).

Prima si libera il sucralfato, che protegge la mucosa gastrica, e subito dopo il ketoprofene, che svolge la sua attività antidolorifica e antinfiammatoria.

PERCHÉ SI USA

Potete utilizzare KETODOL in caso di dolori di varia origine e natura (mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori osteo-articolari e muscolari, dolori mestruali).

ControindicazioniQuando non dev'essere usato Ketodol?

KETODOL non deve essere usato nei seguenti casi:

Precauzioni per l'usoCosa serve sapere prima di prendere Ketodol?

Non usare per trattamenti protratti. Dopo un breve periodo di trattamento senza risultati apprezzabili consultare il medico.

Evitare di usare KETODOL con altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2.

I FANS devono essere usati con cautela in pazienti con storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiché tali condizioni potrebbero peggiorare (vedere "Effetti indesiderati").

Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali.

Alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che il principio attivo ketoprofene può essere associato a un elevato rischio di gravi effetti indesiderati gastrointestinali, rispetto ad altri FANS, soprattutto ad alte dosi.

Anziani: I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di effetti indesiderati conseguenti all'uso dei FANS, specialmente sanguinamenti e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere "Come usare questo medicinale").

Quando si verifica sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono ketoprofene il trattamento deve essere sospeso.

Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedere "Quando non deve essere usato"), il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS.

Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose disponibile. In questi pazienti e in pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali, deve essere preso in considerazione l'uso concomitante di farmaci protettori dello stomaco (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) (vedere "Quali medicinali o alimenti possono modificare l'effetto del medicinale").

Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare gli anziani, devono informare il medico in caso di qualsiasi sintomo addominale (soprattutto sanguinamento gastrointestinale), in particolare nelle fasi iniziali del trattamento.

Si richiede attenzione anche da parte dei pazienti che prendono contemporaneamente farmaci che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento come: corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, antidepressivi della classe degli inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'aspirina (vedere "Quali medicinali o alimenti possono modificare l'effetto del medicinale").

I pazienti che presentano asma associata a rinite cronica, sinusite cronica e/o polipi nasali sono maggiormente esposti al rischio di allergia all'acido acetilsalicilico e/o ai FANS rispetto al resto della popolazione. L'uso di questo farmaco può contribuire a scatenare crisi asmatiche o broncospasmi, soprattutto nei soggetti allergici all'acido acetilsalicilico o ai FANS (vedere "Quando non deve essere usato").

Pazienti con pressione alta e/o insufficienza cardiaca congestizia devono rivolgersi al medico per un adeguato controllo ed opportune istruzioni poiché sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema.

Come per altri FANS, i pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiomiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ketoprofene soltanto dopo attenta valutazione. Devono rivolgersi al medico anche pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), prima di iniziare un trattamento di lunga durata.

I farmaci come KETODOL possono essere associati ad un modesto aumento di eventi trombotici arteriosi (p.es.: infarto del miocardio o ictus). Non superare la dose o la durata del trattamento consigliata, poiché un modesto aumento del rischio è più probabile con alte dosi e trattamenti prolungati.

In pazienti con problemi di funzionalità renale l'uso di KETODOL richiede particolare cautela poiché il farmaco viene eliminato essenzialmente per via renale.

All'inizio del trattamento, la funzionalità renale deve essere attentamente controllata nei pazienti con insufficienza cardiaca, cirrosi e nefrosi, nei soggetti in terapia con farmaci diuretici o affetti da insufficienza renale cronica, soprattutto se anziani. In questi pazienti, l'uso di ketoprofene può indurre una riduzione del flusso del sangue nei reni e determinare uno scompenso renale.

Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, includenti infiammazioni con arrossamenti della pelle (dermatite esfoliativa), eruzioni bollose (sindrome di Stevens-Johnson) e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso dei FANS (vedere "Effetti indesiderati"). Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento.

KETODOL deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

Come per altri FANS, in presenza di un'infezione, bisogna tenere in considerazione che le proprietà antiinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche del principio attivo ketoprofene possono mascherare i sintomi del progredire dell'infezione, come per esempio la febbre.

Come per altri FANS, il farmaco può provocare piccoli incrementi transitori, di alcuni parametri epatici e anche aumenti significativi delle transaminasi, osservati negli esami del sangue (vedere "Effetti indesiderati"). In caso di aumento rilevante di tali parametri, la terapia deve essere interrotta.

I pazienti con valori della funzione epatica anormali o con storia di malattia epatica, devono rivolgersi al medico, specialmente durante la terapia a lungo termine per una valutazione periodica dei livelli delle transaminasi. Rari casi di ittero e epatite sono stati riportati con l'uso del principio attivo ketoprofene.

Il farmaco, pertanto, richiede particolari precauzioni, o se ne impone l'esclusione dall'uso, quando nel paziente siano presenti le seguenti condizioni: stati di ipoperfusione del rene, malattie renali, insufficienza cardiaca, insufficienza epatica da lieve a moderata, età avanzata.

In caso di disturbi della vista, come visione offuscata, è necessario interrompere il trattamento.

Per evitare eventuali reazioni di ipersensibilità o di allergia al sole si consiglia di non esporsi al sole durante l'uso. Il trattamento deve essere sospeso in caso di reazioni allergiche.

La somministrazione di KETODOL dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

Il medicinale non è controindicato per i soggetti affetti da malattia celiaca.

InterazioniQuali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Ketodol?

Associazioni con altri farmaci non raccomandate:

  • Altri FANS (compresi inibitori selettivi della ciclo ossigenasi-2) ed alte dosi di salicilati: aumento del rischio di ulcere e sanguinamento gastrointestinali.
  • Anticoagulanti (eparina e warfarin): i FANS possono amplificare gli effetti degli anticoagulanti come il warfarin; aumento del rischio di sanguinamento. Se la somministrazione concomitante non può essere evitata, rivolgersi al medico.
  • Agenti antiaggreganti (per es. ticlopidina , clopidogrel): aumento del rischio di sanguinamento Diverse sostanze sono coinvolte in interazioni a causa dei loro effetti antiaggreganti: tirofiban, eptifibatide, abcixiab e iloprost. L'utilizzo di diversi farmaci antiaggreganti potenzia il rischio di sanguinamento.
  • Litio: rischio di aumento dei livelli plasmatici di litio che possono raggiungere valori tossici. Informare il medico se si è in trattamento con litio.
  • Metotrexato a dosaggi maggiori di 15 mg/settimana: aumento del rischio di tossicità ematica del metotrexato, soprattutto se somministrato ad alte dosi (>15 mg/settimana).

Associazioni che richiedono cautela:

  • Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale.
  • Pentossifillina: aumento del rischio di sanguinamento. Informare il medico se si è in trattamento conquesto farmaco.
  • Diuretici: pazienti in terapia con diuretici, in particolare quelli disidratati, presentano un più altorischio di sviluppare insufficienza renale conseguente alla diminuzione del flusso ematico renale. Rivolgersi al medico se si è in trattamento con farmaci diuretici. I FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici.
  • ACE inibitori, antagonisti dell'angiotensina II: In pazienti con insufficienza renale (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani) la contemporanea somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo-ossigenasi può peggiorare ulteriormente la funzione renale, inclusa una possibile insufficienza renale acuta. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. Rivolgersi al medico se si è in trattamento con questi farmaci.
  • Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg/settimana: se si è in trattamento con metotrexato a dosi inferiori a 15mg/settimana, informare il medico.
  • Ipoglicemizzanti orali Sulfoniluree: KETODOL potrebbe interagire con questi farmaci. Rivolgersi al medico se si è in trattamento con questi farmaci.

Associazioni che necessitano di essere prese in considerazione:

  • Difenilidantoina e sulfamidici: può essere necessario ridurre il dosaggio di questi farmaci, consultare il medico prima di usare KETODOL.
  • Trombolitici: aumento del rischio di sanguinamento.
  • Inbitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale.
  • Antipertensivi (beta-bloccanti, inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, diuretici): iFANS possono ridurre l'effetto dei farmaci antiipertensivi. Rischio di riduzione della potenza antiipertensiva (i FANS inibiscono le prostaglandine vasodilatatrici).
  • Probenecid: la somministrazione contemporanea di probenecid può ridurre marcatamente l'eliminazione dal sangue del ketoprofene.
  • Ciclosporina, tacrolimus: rischio di maggiore tossicità renale, soprattutto nei soggetti anziani. Se si stanno usando altri medicinali chiedere consiglio al medico o al farmacista.

AvvertenzeÈ importante sapere che:

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile del trattamento che occorre per controllare i sintomi.

Per l'interazione del farmaco con il metabolismo dell'acido arachidonico, in asmatici e soggetti predisposti possono insorgere crisi di broncospasmo ed eventualmente shock ed altri fenomeni allergici.

Per la presenza di sucralfato può essere alterata la biodisponibilità di altri farmaci, pertanto andrà interposto un intervallo di almeno due ore tra l'assunzione del prodotto e quella di altro farmaco. Per tali motivi è opportuno che i pazienti sottoposti a qualsiasi altro trattamento consultino il medico prima di assumere il prodotto.

Sono stati riportati casi di formazione di bezoar associati con la somministrazione di sucralfato. La maggioranza di questi era rappresentata da pazienti in terapia intensiva. Pertanto, deve essere esercitata estrema cautela nel trattamento di pazienti in terapia intensiva specialmente se ricevono nutrizione enterale, o in pazienti che presentano fattori predisponenti come ritardato svuotamento gastrico.

Dopo tre giorni di trattamento senza risultati apprezzabili, consultare il medico.

Se il medico ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

COSA FARE DURANTE LA GRAVIDANZA E L'ALLATTAMENTO

Uso in gravidanza

Chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale in gravidanza o in allattamento.

Alcuni studi scientifici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e malformazioni cardiache e gastriche nelle prime fasi della gravidanza dopo l'uso di farmaci inibitori della sintesi delle prostaglandine.

L'uso di KETODOL, è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.

Inoltre KETODOL non deve essere usato durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, se non strettamente necessario. Se KETODOL è usato in donne che desiderano una gravidanza o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, il dosaggio deve essere mantenuto il più basso possibile per la durata di trattamento più breve possibile.KETODOL non deve essere usato durante il terzo trimestre di gravidanza.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti i medicinali della classe di KETODOL possono esporre il feto a:

  • tossicità cardiopolmonare;
  • disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;

la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:

  • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrereanche a dosi molto basse;
  • inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.

Uso durante l'allattamento

KETODOL non deve essere usato durante l'allattamento.

GUIDA DI VEICOLI ED UTILIZZO DI MACCHINARI

In caso di sonnolenza, senso di vertigine o convulsioni evitare di guidare, usare macchinari o svolgere attività che richiedano particolare vigilanza (vedere "Effetti indesiderati").

Dosi e Modo d'usoCome usare Ketodol: Posologia

Negli adulti e nei ragazzi sopra i 15 anni: 1 compressa in dose singola o ripetuta 2-3 volte al giorno, nelle forme dolorose di maggiore intensità, da deglutire con un po' d'acqua, preferibilmente a stomaco pieno.

Utilizzare la dose minima efficace, in particolare nei pazienti anziani.

Non superare le dosi indicate e non impiegare il medicinale per periodi di tempo prolungati senza il consiglio del medico.

SovradosaggioCosa fare se avete preso una dose eccessiva di Ketodol

Se si è presa una dose eccessiva di medicinale possono comparire i seguenti sintomi: mal di testa, vertigine, confusione e perdita di coscienza, dolore, nausea e vomito. Si possono verificare anche ipotensione, depressione respiratoria e cianosi.

In casi di sospetto sovradosaggio avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.

Effetti IndesideratiQuali sono gli effetti collaterali di Ketodol?

Come tutti i medicinali, KETODOL può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Interrompere l'assunzione di KETODOL e contattare immediatamente il medico se si verifica uno qualsiasi dei seguenti sintomi:

Ulcere gastriche (dolore allo stomaco continuo, che peggiora a stomaco vuoto).

Sanguinamento gastro-intestinale (vomito di sangue, sangue nelle feci).

Gonfiore alla gola (Edema della laringe e/o edema della glottide), difficoltà respiratoria (dispnea), palpitazione.

Di seguito sono elencati tutti gli effetti indesiderati legati a KETODOL:

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10) includono:

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100) includono:

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1000) includono:

Effetti indesiderati molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000) includono:

  • Reazioni allergiche da ipersensibilità (compreso shock anafilattico).
  • Presenza di una massa di materiale estraneo al livello dello stomaco (bezoario).

Durante la commercializzazione di Ketoprofene, i seguenti effetti indesiderati sono stati riportati con una frequenza non nota (la frequenza non può essere stimata dai dati disponibili):

  • Significativa riduzione dei globuli bianchi, riduzione del numero di piastrine, insufficienza midollare (osservati all' esame del sangue).
  • Alterazioni dell'umore, insonnia.
  • Contrazione involontaria muscolare (convulsioni), alterazione del senso del gusto.
  • Funzionalità del cuore insufficiente.
  • Aumento della pressione sanguigna (ipertensione), diminuzione della pressione sanguigna.
  • Broncospasmo (in particolare in pazienti con ipersensibilità nota all'acido acetilsalicilico e ai FANS).
  • Infiammazione interna del naso (rinite).
  • Peggioramento di colite e morbo di Crohn.
  • Reazioni da allergia al sole (fotosensibilità), perdita di capelli (alopecia), orticaria, orticaria diffusacon gonfiore, eruzioni bollose (inclusa sindrome di Steven-Johnson e necrolisi epidermica tossica),infiammazione e arrossamento della pelle (dermatiti, eczemi).
  • Difficoltà nell'urinare, riduzione della funzionalità renale, infiammazione interstiziale dei reni, dannorenale (sindrome nefrotossica), test di funzionalità renale anormali (osservati in esami del sangue).

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. In tal caso richiedete e compilate la scheda di segnalazione degli effetti indesiderati disponibile in farmacia.

Scadenza e Conservazione

SCADENZA: VEDERE LA DATA DI SCADENZA RIPORTATA SULLA CONFEZIONE.

LA DATA DI SCADENZA INDICATA SI RIFERISCE AL PRODOTTO IN CONFEZIONAMENTO INTEGRO, CORRETTAMENTE CONSERVATO.

ATTENZIONE: NON UTILIZZARE IL MEDICINALE DOPO LA DATA DI SCADENZA RIPORTATA SULLA CONFEZIONE.

I MEDICINALI NON DEVONO ESSERE GETTATI NELL'ACQUA DI SCARICO E NEI RIFIUTI DOMESTICI. CHIEDA AL FARMACISTA COME

ELIMINARE I MEDICINALI CHE NON UTILIZZA PIÙ. QUESTO AIUTERÀ A PROTEGGERE L'AMBIENTE.

TENERE ILMEDICINALEFUORIDALLAVISTAEDALLAPORTATADEIBAMBINI

È importante avere sempre a disposizione le informazioni sul medicinale, pertanto conservare sia la scatola sia il foglio illustrativo.

Composizione e forma farmaceutica

COMPOSIZIONE

Una compressa a rilascio modificato contiene:

Principi attivi: Ketoprofene (nucleo) mg 25; Sucralfato (rivestimento) mg 200.

Eccipienti: Amido di mais; Lattosio; Carbossimetilamido; Povidone; Talco; Magnesio Stearato; RossoCocciniglia (E 120).

FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO

compresse a rilascio modificato 10 o 20 compresse


Fonte Foglietto Illustrativo: AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Disclaimer e informazioni utili.

Ulteriori informazioni su Ketodol sono disponibili nella scheda "Riassunto delle Caratteristiche".

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

KETODOL 25 MG + 200 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Una compressa a rilascio modificato contiene:

Principi attivi: Nucleo: ketoprofene 25 mg.

Rivestimento: sucralfato 200 mg.

Eccipienti: lattosio.

Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA

Compressa a rilascio modificato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Dolori di varia origine e natura (mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori osteo-articolari e muscolari, dolori mestruali).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Adulti e ragazzi oltre i 15 anni: 1 compressa in dose singola o ripetuta 2 - 3 volte al giorno, nelle forme dolorose di maggiore intensità, preferibilmente a stomaco pieno (con un bicchiere di acqua).

Non superare le dosi consigliate: in particolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati.

04.3 Controindicazioni

Ketodol è controindicato in pazienti con ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Ketodol è controindicato in pazienti con una storia di reazioni di ipersensibilità come broncospasmo, attacchi asmatici, riniti, orticaria o nei quali sostanze con analogo meccanismo d'azione (per esempio acido acetilsalicilico o altri FANS) provocano altre reazioni di tipo allergico.

Gravi reazioni anafilattiche, raramente fatali, sono state riportate in questi pazienti (vedere paragrafo 4.8).

Ketodol è anche controindicato nel terzo trimestre di gravidanza, durante l'allattamento e in età pediatrica (vedere paragrafo 4.6).

Ketodol è controindicato nei seguenti casi:

- grave insufficienza cardiaca

- ulcera peptica attiva o precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione

- storia di sanguinamento o perforazione gastrointestinale conseguenti a precedente terapia con FANS

- diatesi emorragica

- grave insufficienza epatica

- grave insufficienza renale

- in corso di terapia diuretica intensiva

- dispepsia cronica

- gastrite

- porfiria, leucopenia e piastrinopenia,

- cirrosi epatica

- non somministrare durante trattamenti antibiotici con tetracicline per evitare formazione di sali complessi con inattivazione dell'antibiotico stesso a contatto col sucralfato.

04.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego

Avvertenze

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

L'uso concomitante di ketoprofene con altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2, deve essere evitato.

Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali.

Alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che ketoprofene può essere associato a un elevato rischio di grave tossicità gastrointestinale, rispetto ad altri FANS, soprattutto ad alte dosi (vedere paragrafi 4.2 e 4.3).

Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS.

Questi pazienti devono cominciare il trattamento alla più bassa dose possibile. L'uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedere sotto e paragrafo 4.5).

Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, specialmente se anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento.

Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono in concomitanza farmaci che possono aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'aspirina (vedere paragrafo 4.5).

Anziani: i pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono ketoprofene il trattamento deve essere sospeso.

Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p.es. infarto del miocardio o ictus). Non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per ketoprofene.

Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso dei FANS (vedere paragrafo 4.8).

Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Ketodol deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

Per l'interazione del farmaco con il metabolismo dell'acido arachidonico, in asmatici e soggetti predisposti possono insorgere crisi di broncospasmo ed eventualmente shock ed altri fenomeni allergici.

Precauzioni

Pazienti con ulcera peptica attiva o pregressa.

I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) perché tali condizioni potrebbero essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8).

All'inizio del trattamento, la funzione renale deve essere attentamente monitorata in pazienti con insufficienza cardiaca, cirrosi e nefrosi, in pazienti che ricevono una terapia diuretica, in pazienti con compromissione renale cronica, in particolare se i pazienti sono anziani. In questi pazienti la somministrazione di ketoprofene può provocare una diminuzione del flusso sanguigno renale causata dall'inibizione delle prostaglandine e portare ad uno scompenso renale.

Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiché in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema.

Come per altri FANS, in presenza di una infezione, bisogna tenere in considerazione che le proprietà antiinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche di ketoprofene possono mascherare i sintomi del progredire dell'infezione come per esempio la febbre.

In pazienti con valori della funzione epatica anormali o con storia di malattia epatica, i livelli delle transaminasi devono essere valutati periodicamente, specialmente durante la terapia a lungo termine. Rari casi di ittero e epatite sono stati riportati con l'uso di ketoprofene.

Come per altri FANS, i pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiomiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ketoprofene soltanto dopo attenta valutazione. Analoghe considerazioni devono essere effettuate prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo).

Il prodotto, come tutti i farmaci antinfiammatori non steroidei, interferisce con la sintesi delle prostaglandine e di loro importanti intermedi che sono partecipi di funzioni fisiologiche.

Il farmaco, pertanto, richiede particolari precauzioni, o se ne impone l'esclusione dall'uso, allorché nel paziente siano presenti le seguenti condizioni: stati di ipoperfusione del rene, malattie renali, insufficienza cardiaca, insufficienza epatica da lieve a moderata, età avanzata.

Per evitare eventuali fenomeni di ipersensibilità o di fotosensibilizzazione è consigliabile non esporsi al sole durante l'uso.

L'uso di ketoprofene, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi, è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.

La somministrazione di ketoprofene dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

Pazienti con asma associata a rinite cronica, sinusite cronica e/o polipi nasali hanno un più alto rischio di allergie all'aspirina e/o ai FANS del resto della popolazione. La somministrazione di questo medicinale può provocare attacchi di asma o broncospasmo, soprattutto in soggetti allergici all'aspirina e/o ai FANS (vedere paragrafo 4.3).

Il trattamento deve essere sospeso se compaiono disturbi visivi come visione annebbiata.

Il medicinale non è controindicato per i soggetti affetti da malattia celiaca.

Per la presenza di sucralfato può essere alterata la biodisponibilità di altri farmaci, pertanto andrà interposto un intervallo di almeno due ore tra l'assunzione del prodotto e quella di altro farmaco. Per tali motivi è opportuno che i pazienti sottoposti a qualsiasi altro trattamento consultino il medico prima di assumere il prodotto.

Sono stati riportati casi di formazione di bezoar associati con la somministrazione di sucralfato. La maggioranza di questi era rappresentata da pazienti in terapia intensiva. Pertanto, deve essere esercitata estrema cautela nel trattamento di pazienti in terapia intensiva specialmente se ricevono nutrizione enterale, o in pazienti che presentano fattori predisponenti come ritardato svuotamento gastrico.

Dopo tre giorni di trattamento senza risultati apprezzabili, consultare il medico.

Avvertenze sugli eccipienti: I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Associazioni da evitare:

Litio: rischio di aumento dei livelli plasmatici di litio che possono raggiungere valori tossici a causa della diminuzione dell'escrezione renale del litio. Nel caso in cui fosse necessario, i livelli plasmatici di litio devono essere attentamente monitorati e il dosaggio del litio deve essere aggiustato durante e dopo la terapia con FANS.

Altri FANS (inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2) e salicilati ad alte dosi: è opportuno non associare Ketodol con acido acetilsalicilico o con altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (inclusi gli inibitori selettivi delle cicloossigenasi-2): può determinare aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale e sanguinamento.

Metotrexato a dosi superiori a 15mg/settimana: aumento del rischio di tossicità ematica del metotrexato, soprattutto se somministrato ad alte dosi (>15 mg/settimana), probabilmente correlato allo spostamento dalle proteine leganti il metotrexato e alla diminuzione della sua clearance renale.

Anticoagulanti (eparina e warfarin): i FANS possono amplificare gli effetti degli anticoagulanti come il warfarin; aumento del rischio di sanguinamento (vedere paragrafo 4.4).

Se la somministrazione concomitante non può essere evitata, i pazienti devono essere attentamente monitorati.

Agenti antiaggreganti (per es. ticlopidina, clopidogrel): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).

Diverse sostanze sono coinvolte in interazioni a causa dei loro effetti antiaggreganti: tirofiban, eptifibatide, abcixiab e iloprost. L'utilizzo di diversi farmaci antiaggreganti potenzia il rischio di sanguinamento.

Associazioni che richiedono cautela:

Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento (vedere paragrafo 4.4).

Pentossifillina: aumento del rischio di sanguinamento. Controlli clinici più frequenti e monitoraggio del tempo di sanguinamento.

Diuretici: pazienti in terapia con diuretici, in particolare quelli disidratati, presentano un più alto rischio di sviluppare insufficienza renale conseguente alla diminuzione del flusso ematico renale causata dall'inibizione delle prostaglandine. Questi pazienti devono essere adeguatamente idratati prima dell'inizio della terapia concomitante e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

I FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici.

ACE-inibitori e antagonisti dell'angiotensina II: In pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo-ossigenasi può portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani.

I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante.

Metotrexato a dosi inferiori a 15mg/settimana: eseguire un monitoraggio settimanale dell'esame emocitometrico durante le prime settimane dell'associazione. Aumentare la frequenza del monitoraggio in presenza di un peggioramento anche lieve della funzionalità renale, così come negli anziani.

Sulfoniluree: sono, inoltre, da tenere presenti eventuali interazioni con ipoglicemizzanti orali

Associazioni che necessitano di essere prese in considerazione:

Difenilidantoina e sulfamidici: poiché il legame proteico del ketoprofene è elevato, può essere necessario ridurre il dosaggio di difenilidantoina o di sulfamidici che dovessero essere somministrati contemporaneamente.

Antipertensivi (beta-bloccanti, inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, diuretici): i FANS possono ridurre l'effetto dei farmaci antiipertensivi. Rischio di riduzione della potenza antiipertensiva (i FANS inibiscono le prostaglandine vasodilatatrici).

Trombolitici: aumento del rischio di sanguinamento.

Inbitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale

Probenecid: la somministrazione concomitante di probenecid può notevolmente ridurre la clearance plasmatica del ketoprofene.

Ciclosporina, tacrolimus: rischio di effetti nefrotossici aggiuntivi, in modo particolare negli anziani.

04.6 Gravidanza ed allattamento

Uso in gravidanza

L'inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale.

Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza.

Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1%, fino a circa l'1,5 %.

Si è ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale.

Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico.

Pertanto ketoprofene non deve essere somministrato durante il primo e secondo trimestre di gravidanza se non strettamente necessario. Se ketoprofene è usato in donne che desiderano una gravidanza o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, il dosaggio deve essere mantenuto il più basso possibile per la durata di trattamento più breve possibile.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre

il feto a:

- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);

- disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;

la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:

- possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse;

- inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.

Ketodol è pertanto controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.

Uso durante l'allattamento

Non sono disponibili dati sull'escrezione di ketoprofene nel latte materno.

Ketodol è controindicato durante l'allattamento.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

I pazienti devono essere avvisati della possibilità di insorgenza di sonnolenza, senso di vertigine o convulsioni e di evitare di guidare, usare macchinari o di svolgere attività che richiedano particolare vigilanza se compaiono questi sintomi (vedere paragrafo 4.8).

04.8 Effetti indesiderati

Gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo 4.4).

Dopo somministrazione di Ketodol sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, pirosi, gastralgia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4).

Meno frequentemente sono state osservate gastriti.

La frequenza e l'entità di tali effetti risultano sensibilmente ridotte assumendo il farmaco a stomaco pieno (durante i pasti o insieme al latte).

Seppur estremamente rari, sono possibili severe reazioni sistemiche di ipersensibilità, come edema della laringe, edema della glottide, dispnea, palpitazione, sino allo shock anafilattico. In tali casi è necessaria l'immediata assistenza medica.

Le reazioni avverse che sono state osservate in seguito alla somministrazione di ketoprofene negli adulti sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi e in base alla frequenza: molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1000 a <1/100); raro (da ≥1/10000 a <1/1000); molto raro (<1/10000); frequenza non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: anemia emorragica.

Non nota: agranulocitosi, trombocitopenia, insufficienza midollare.

Disturbi del sistema immunitario

Non nota: reazioni anafilattiche (compreso shock anafilattico).

Disturbi psichiatrici

Non nota: alterazioni dell'umore, insonnia.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea, capogiri, sonnolenza.

Raro: parestesia, discinesia.

Non nota: convulsioni, disgeusia.

Patologie dell'occhio

Raro: visione offuscata (vedere paragrafo 4.4).

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Raro: tinnito, vertigini.

Patologie cardiache

Non nota: insufficienza cardiaca.

Patologie vascolari

Non nota: ipertensione, vasodilatazione.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: asma.

Non nota: broncospasmo (in particolare in pazienti con ipersensibilità nota all'acido acetilsalicilico e ai FANS), rinite.

Patologie gastrointestinali

Comune: dispepsia, nausea, dolori addominali, gastralgia,vomito.

Non comune: costipazione, diarrea, flatulenza, gastrite.

Raro: stomatite, ulcera peptica.

Non nota: esacerbazione di colite e morbo di Crohn, emorragia gastrointestinale e perforazione, melena, ematemesi.

Patologie epatobiliari

Raro: epatite, aumento delle transaminasi, bilirubina elevata a causa di disturbi epatici.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: rash, prurito.

Raro: esantema.

Non nota: reazioni di fotosensibilità, alopecia, orticaria, angioedema, eruzioni bollose inclusa sindrome di Steven-Johnson e necrolisi epidermica tossica, dermatiti, eczemi da contatto.

Patologie renali e urinarie

Non nota: insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, sindrome nefrotossica, test di funzionalità renale anormali, disuria.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: edema, affaticamento.

Raro: astenia.

Esami diagnostici

Raro: aumento di peso.

Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso dei FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p.es. infarto del miocardio e ictus).

Sono stati riportati casi molto rari di formazione di bezoar associati con la somministrazione di sucralfato.

04.9 Sovradosaggio

Sintomi da sovradosaggio possono comprendere: disturbi a carico del sistema nervoso centrale, come mal di testa, vertigine, confusione e perdita di coscienza, così come dolore, nausea e vomito. Si possono verificare anche ipotensione, depressione respiratoria e cianosi.

Casi di sovradosaggio sono stati riportati con dosi di ketoprofene superiori a 2,5 g. In molti casi i sintomi osservati sono stati benigni e limitati a letargia, sonnolenza, nausea, vomito e dolore epigastrico.

Non esistono antidoti specifici per l'intossicazione da ketoprofene. In casi di sospetto sovradosaggio massiccio, si raccomanda una lavanda gastrica e di istituire una terapia sintomatica e di supporto per compensare la disidratazione, per monitorare l'escrezione urinaria e correggere l'acidosi, se del caso.

In caso di insufficienza renale, l'emodialisi può essere utile per rimuovere il medicinale dalla circolazione.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: farmaci antinfiammatori/antireumatici non steroidei/derivati dell'acido propionico/ketoprofene associazioni.

Codice ATC M01AE53.

L'attività antinfiammatoria ed analgesica del ketoprofene è da porre in relazione a quattro ben documentati meccanismi d'azione: stabilizzazione della membrana lisosomiale; inibizione della sintesi delle prostaglandine; attività antibradichininica; attività antiaggregante piastrinica.

L'attività antiulcera del sucralfato si determina mediante la protezione della zona ulcerata contro ulteriori attacchi da parte dei succhi digestivi. Il sucralfato presenta una trascurabile capacità di neutralizzazione di acidi e l'azione antiulcera non può essere attribuita alla neutralizzazione dell'acidità gastrica. In particolare gli studi di farmacologia clinica hanno messo in evidenza che il sucralfato forma con l'essudato proteico del sito ulcerato un complesso aderente all'ulcerazione.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Nell'uomo l'assorbimento di ketoprofene è molto elevato. Raggiunge i massimi livelli plasmatici entro 1 ora se somministrato per via orale o rettale.

I valori di picco sono di 3,5 mcg/ml dopo somministrazione di 50 mg per os; di 7,5 mcg/ml dopo somministrazione di 100 mg per via rettale. La somministrazione di Ketodol (ketoprofene + sucralfato) fa sì che si registri un assorbimento gastrointestinale più lento e più protratto nel tempo rispetto a quello osservabile alla somministrazione del solo ketoprofene; in particolare si riscontra una minore concentrazione plasmatica massima ed una maggiore emivita plasmatica, restando invariate le altre costanti farmacocinetiche. L'eliminazione del ketoprofene avviene essenzialmente attraverso le urine (> 50% sotto forma di metaboliti) ed in minima parte attraverso le feci (1%).

Il sucralfato è assorbito dal tratto gastrointestinale soltanto in quantità minima. Tracce di sucralfato, assorbite dal tratto gastrointestinale, sono escrete per via urinaria.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Non vi sono ulteriori informazioni su dati preclinici relativi agli effetti sulla madre, il feto e il neonato oltre a quelle già riportate in altre parti di questo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (vedere paragrafo 4.6).

Le prove tossicologiche hanno dimostrato la bassa tossicità e l'alto indice terapeutico di ketoprofene. La DL50 nel ratto per os è di 165 mg/kg; nel topo, per varie vie di somministrazione, è compresa fra 365 e 662 mg/kg

I dati preclinici rivelano inoltre assenza di genotossicità o potenziale cancerogeno.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Nucleo: lattosio, carbossimetilamido, povidone, magnesio stearato.

Rivestimento: amido di mais, carbossimetilamido, povidone, talco, magnesio stearato, rosso cocciniglia (E120).

06.2 Incompatibilità

Non somministrare durante trattamenti antibiotici con tetracicline per evitare formazione di sali complessi con inattivazione dell'antibiotico stesso a contatto col sucralfato.

06.3 Periodo di validità

3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione

06.5 Natura del confezionamento primario e contenuto della confezione

Astuccio da 10 o 20 compresse a rilascio modificato in blister.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

Alfa Wassermann S.p.A.

Sede legale: Via E. Fermi, n. 1 - Alanno (PE)

Sede amministrativa: Via ragazzi del '99, n. 5 - Bologna

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

AIC n. 028561037 - "25 mg + 200 mg compresse a rilascio modificato" - 20 compresse

AIC n. 028561049 - "25 mg + 200 mg compresse a rilascio modificato" - 10 compresse

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE O DEL RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE

02.11.92 / 02.11.2012

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Determinazione AIFA del 28 gennaio 2013

11.0 PER I RADIOFARMACI, DATI COMPLETI SULLA DOSIMETRIA INTERNA DELLA RADIAZIONE

12.0 PER I RADIOFARMACI, ULTERIORI ISTRUZIONI DETTAGLIATE SULLA PREPARAZIONE ESTEMPORANEA E SUL CONTROLLO DI QUALITÀ



Ultima modifica dell'articolo: 24/02/2016