Depo Medrol - Foglio Illustrativo

Principi attivi: Metilprednisolone (Metilprednisolone acetato)

Depo Medrol

DEPO MEDROL 40 mg/mL

I foglietti illustrativi di Depo Medrol sono disponibili per le confezioni:

IndicazioniPerché si usa Depo Medrol? A cosa serve?

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Corticosteroidi sistemici, glicocorticoidi

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

Somministrazione per via intramuscolare

Quando non è possibile praticare la terapia orale ed il dosaggio, la forma farmaceutica e la via di somministrazione del farmaco rendono il preparato adatto per il trattamento della condizione patologica, l'impiego intramuscolare di DEPO-MEDROL sospensione di metilprednisolone acetato è indicato nei seguenti casi:

B. Somministrazione per via intra-sinoviale, periarticolare e intrabursale - Vedere

PRECAUZIONI PER L'USO. DEPO-MEDROL è indicato come terapia aggiuntiva per la somministrazione a breve termine (per far superare al paziente un episodio acuto o un'esacerbazione) nei seguenti casi: Sinovite da osteoartrite,artrite reumatoide, borsite acuta e subacuta, artrite gottosa acuta, epicondilite, tenosinovite non specifica acuta, osteoartrite post-traumatica.

C. Somministrazione per via intralesionale

DEPO-MEDROL è indicato per l'impiego intralesionale nelle seguenti condizioni: cheloidi, lesioni infiammatorie, infiltrate, ipertrofiche localizzate (lichen planus, placche psoriasiche, granuloma anulare e lichen simplex cronico, lupus eritematoso discoide, necrobiosi lipoidea dei diabetici, alopecia areata). DEPO-MEDROL può essere somministrato anche intralesionalmente nelle tendinee ed aponeurotiche.

ControindicazioniQuando non dev'essere usato Depo Medrol?

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

La somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati è controindicata nei pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi.

Precauzioni per l'usoCosa serve sapere prima di prendere Depo Medrol?

Questo prodotto non è adatto ad un uso multi dose. Dopo la somministrazione della dose desiderata, la sospensione rimanente deve essere eliminata.

Informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica.

I corticosteroidi iniettati nel derma possono dar luogo a formazione di cristalli che, sopprimendo le reazioni infiammatorie, possono indurre la distruzione degli elementi cellulari e modificazioni fisico-chimiche nella sostanza basale del tessuto connettivo.

Queste modificazioni, che avvengono raramente, nel derma e nel tessuto sottocutaneo possono risultare in depressioni cutanee nel sito di iniezione.

L'entità di queste reazioni dipende dalla quantità di steroide iniettato.

La rigenerazione è usualmente completa entro alcuni mesi o dopo che tutti i cristalli di corticosteroide sono stati assorbiti.

Per minimizzare l'incidenza dell'atrofia del derma e del tessuto sottocutaneo, deve essere posta la massima cura per non superare le dosi raccomandate per le iniezioni. Quando sia possibile, praticare iniezioni multiple di piccole quantità entro l'area della lesione.

La tecnica di somministrazione per via intra-sinoviale e intramuscolare deve evitare l'iniezione e l'infiltrazione del prodotto entro il derma.

L'iniezione nel muscolo deltoide deve essere evitata per l'elevata incidenza di atrofia sottocutanea.

DEPO-MEDROL non è indicato per la somministrazione intratecale, epidurale, intranasale, intraoculare ed ogni altra via non approvata (vedere Indicazioni terapeutiche). Durante la somministrazione di metilprednisolone acetato è fondamentale utilizzare una tecnica appropriata e fare attenzione per assicurare un corretto posizionamento del farmaco.

Eventi medici gravi sono stati segnalati in associazione alle vie di somministrazione diverse da quelle indicate, in particolar modo quella intratecale/epidurale (vedere paragrafo Effetti indesiderati segnalati a seguito di vie di somministrazione non raccomandate). Si devono prendere provvedimenti adeguati a evitare l'iniezione intravascolare.

Osservare le seguenti ulteriori precauzioni per i corticosteroidi parenterali.

L'iniezione intrasinoviale di un corticosteroide può indurre sia effetti sistemici che locali. È quindi necessario esaminare attentamente le articolazioni onde escludere un processo settico. Un marcato aumento del dolore accompagnato da rigonfiamento locale, da un'ulteriore limitazione del movimento articolare, da febbre e malessere sono indicativi di un'artrite settica; in questo caso istituire un'opportuna terapia antibiotica.

Evitare l'iniezione locale di uno steroide in una articolazione precedentemente colpita da processo settico.

I corticosteroidi non devono essere iniettati nelle articolazioni con processi infiammatori in atto.

È necessario operare con tecniche sterili per prevenire infezioni o contaminazioni. Va tenuto presente che la velocità di assorbimento dopo somministrazione intramuscolare è più lenta.

Effetti immunosoppressivi/maggiore suscettibilità ad infezioni

I corticosteroidi possono aumentare la suscettibilità ad infezioni, mascherare alcuni segni di infezione e durante il loro impiego si possono verificare nuove infezioni.

Durante l'impiego di corticosteroidi si può verificare diminuzione della resistenza e incapacità a localizzare l'infezione. Infezioni causate da qualsiasi agente patogeno, comprese le infezioni virali, batteriche, fungine, o causate da protozoi o elminti, in qualsiasi parte del corpo, possono associarsi all'uso di corticosteroidi da soli o in combinazione con altri agenti immunosoppressivi che influenzano l'immunità cellulare, immunità umorale o la funzione dei neutrofili. Queste infezioni possono essere lievi, ma possono anche essere gravi e talvolta fatali. Con dosi crescenti di corticosteroidi, il tasso di insorgenza di complicanze infettive aumenta. In presenza di infezione acuta non utilizzare la somministrazione intrasinoviale, intrabursale o intratendinea per ottenere un effetto locale.

Coloro che assumono farmaci che sopprimono il sistema immunitario sono più suscettibili alle infezioni rispetto agli individui sani. La varicella e il morbillo, ad esempio, possono avere un decorso più grave o addirittura fatale in bambini o adulti non immuni che assumono corticosteroidi.

L'impiego di DEPO-MEDROL nella tubercolosi attiva va limitato a quei casi di malattia fulminante o disseminata in cui il corticosteroide è usato per il trattamento della malattia sotto un opportuno regime antitubercolare.

Se i corticosteroidi sono somministrati in pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina, è necessaria una stretta osservazione in quanto si può verificare una riattivazione della malattia. Durante una terapia prolungata, questi pazienti devono ricevere una copertura chemioprofilattica.

Nei pazienti in terapia con corticosteroidi è stata riportata la comparsa di Sarcoma di Kaposi.

La sospensione dei corticosteroidi può portare alla remissione clinica.

Effetti sul sistema immunitario

Possono verificarsi reazioni cutanee allergiche. Poiché si sono verificati rari casi di reazioni cutanee e anafilattiche/anafilattoidi in pazienti trattati con terapia a base di corticosteroidi, adeguate misure precauzionali devono essere prese prima della somministrazione, specialmente quando il paziente ha una storia di allergia ai farmaci. Durante il trattamento corticosteroideo i pazienti non devono essere vaccinati contro il vaiolo. Vaccini uccisi o inattivati possono essere somministrati a pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi, tuttavia, la risposta a tali vaccini può essere ridotta. Le procedure di immunizzazione indicate possono essere intraprese in pazienti che ricevono dosi non immunosoppressive di corticosteroidi. Non effettuare altri procedimenti di immunizzazione in pazienti sotto terapia corticosteroidea, particolarmente a dosi elevate, a causa dei rischi possibili di complicazioni neurologiche e di una diminuita risposta anticorpale.

Effetti endocrini

In pazienti in terapia con corticosteroidi sottoposti a stress insolito, è indicato un aumento del dosaggio di corticosteroidi ad azione rapida, prima, durante e dopo la situazione di stress.

Dosi farmacologiche di corticosteroidi somministrati per periodi prolungati possono causare una soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) (insufficienza surrenalica secondaria). Il grado e la durata dell'insufficienza surrenalica prodotta variano fra i pazienti e dipendono dal dosaggio, dalla frequenza, dal tempo di somministrazione e dalla durata della terapia con glucocorticoidi. Questo effetto può essere ridotto grazie ad una terapia da seguire a giorni alterni.

Inoltre, un'insufficienza surrenalica acuta con esito fatale può verificarsi se i glucocorticoidi sono sospesi bruscamente. L'insufficienza surrenalica secondaria indotta da farmaco può quindi essere ridotta al minimo mediante una riduzione graduale del dosaggio. Questo tipo di insufficienza relativa può persistere per mesi dopo l'interruzione della terapia; pertanto, in qualsiasi situazione di stress che si verifichi durante tale periodo, la terapia ormonale deve essere ripresa. A seguito dell'improvvisa interruzione dei glucocorticoidi, può inoltre verificarsi la "sindrome da astinenza" di steroidi, apparentemente non correlata all'insufficienza surrenalica. Questa sindrome comprende sintomi quali: anoressia, nausea, vomito, letargia, mal di testa, febbre, dolori articolari, desquamazione, mialgia, perdita di peso e/o ipotensione. Questi effetti sono probabilmente dovuti al cambiamento improvviso della concentrazione di glucocorticoidi piuttosto che ai bassi livelli di corticosteroidi.

Poiché i glucocorticoidi possono produrre o aggravare la sindrome di Cushing, i glucocorticoidi devono essere evitati nei pazienti con malattia di Cushing. Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica la risposta ai corticosteroidi è aumentata.

Metabolismo e nutrizione

I corticosteroidi, tra cui il metilprednisolone, possono far aumentare la glicemia, peggiorare un diabete pre-esistente e predisporre i pazienti sottoposti a terapia corticosteroidea a lungo termine al diabete mellito.

Durante la terapia deve essere utilizzata la più bassa dose possibile in grado di controllare lo stato patologico e quando la riduzione del dosaggio è attuabile, deve essere effettuata in modo graduale.

Effetti psichiatrici

I corticosteroidi possono dar luogo ad alterazioni psichiche quali euforia, insonnia, instabilità emotiva, cambiamenti di personalità, gravi depressioni fino a manifestazioni francamente psicotiche. Inoltre, una instabilità emotiva preesistente o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi.

Con steroidi sistemici possono verificarsi reazioni avverse psichiatriche potenzialmente gravi. I sintomi tipicamente emergono entro pochi giorni o settimane dall'inizio del trattamento. La maggior parte delle reazioni scompare dopo la riduzione o sospensione della dose, anche se può essere necessario un trattamento specifico. Sono stati segnalati effetti psicologici alla sospensione dei corticosteroidi; la frequenza non è nota. I pazienti o chi li assiste devono essere incoraggiati a rivolgersi al medico se il paziente sviluppa sintomi psicologici, soprattutto se si sospettano depressione o ideazione suicidaria. I pazienti o chi li assiste devono prestare attenzione a possibili disturbi psichiatrici che possono verificarsi durante o immediatamente dopo la riduzione/sospensione della dose di steroidi sistemici.

Effetti sul sistema nervoso

I corticosteroidi devono essere usati con cautela nei pazienti con disturbi convulsivi.

I corticosteroidi devono essere usati con cautela nei pazienti con miastenia gravis (vedere la parte relativa alla miopatia nella sezione Effetti muscolo-scheletrici).

Sebbene sia emerso da studi clinici controllati che i corticosteroidi sono in grado di accelerare la risoluzione delle esacerbazioni acute della sclerosi multipla, non è però risultato che influiscano sulla risposta finale o sulla evoluzione naturale della malattia.

Questi studi mostrano che sono necessarie dosi relativamente elevate di corticosteroidi perché si raggiunga un effetto significativo (vedere DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE).

Sono stati riportati casi di convulsioni conseguenti ad un trattamento combinato di ciclosporine con alte dosi di metilprednisolone.

Sono stati segnalati casi di lipomatosi epidurale in pazienti che assumevano corticosteroidi, in genere ad alte dosi e per periodi prolungati.

Effetti oculari

L'impiego prolungato di corticosteroidi può causare cataratte posteriori subcapsulari e cataratte nucleari (in particolare nei bambini), esoftalmo o un aumento della pressione intraoculare, che può provocare un glaucoma con possibile danno ai nervi ottici e può favorire l'instaurarsi di infezioni secondarie oculari dovute a funghi o virus.

I corticosteroidi vanno usati con cautela in pazienti con herpes simplex oculare per la possibilità di causare una perforazione corneale.

La terapia con corticosteroidi è stata associata alla corioretinopatia sierosa centrale, che può portare al distacco di retina.

Effetti cardiaci

Gli effetti avversi dei glucocorticoidi sul sistema cardiovascolare, come la dislipidemia e l'ipertensione, in caso di cicli prolungati o dosaggi elevati, possono predisporre i pazienti trattati con fattori esistenti di rischio cardiovascolare ad un aumento di tali effetti cardiovascolari. Di conseguenza, i corticosteroidi devono essere impiegati con giudizio in tali pazienti ed è necessario prestare attenzione alla variazione del rischio ed eseguire un ulteriore monitoraggio cardiaco se necessario. I corticosteroidi sistemici devono essere usati con cautela, e solo se strettamente necessario, in casi di insufficienza cardiaca congestiziae.

Effetti vascolari

I corticosteroidi devono essere usati con cautela nei pazienti con ipertensione.

Effetti gastrointestinali

Non vi è un accordo universale sulla questione se i corticosteroidi siano di per sé responsabili delle ulcere peptiche riscontrate durante la terapia; tuttavia, la terapia con glucocorticoidi può mascherare i sintomi di ulcera peptica e, di conseguenza, perforazione o emorragia possono verificarsi senza dolore significativo. In associazione con i FANS, il rischio di sviluppare ulcere gastrointestinali aumenta.

Gli steroidi devono essere usati con cautela in caso di colite ulcerosa aspecifica, se vi è il rischio di perforazione, ascessi o di altra infezione piogenica. Quando gli steroidi sono usati come terapia diretta o in associazione è necessario prestare attenzione anche in presenza di diverticolite, anastomosi intestinali recenti, ulcera peptica latente o attiva. Effetti sul sistema epatobiliare Alte dosi di corticosteroidi possono produrre pancreatite acuta.

Effetti muscolo-scheletrici

Una miopatia acuta è stata riportata con l'uso di alte dosi di corticosteroidi; questa si verifica con maggiore frequenza in pazienti con disturbi della trasmissione neuromuscolare (ad esempio, miastenia gravis), o in pazienti che ricevono una terapia concomitante con anticolinergici, come ad esempio bloccanti neuromuscolari (p. es. pancuronio) (Vedere Effetti sul sistema nervoso). Questa miopatia acuta è generalizzata, può coinvolgere i muscoli oculari e respiratori e può provocare tetraparesi. Possono verificarsi aumenti della creatinchinasi. Per un miglioramento clinico o il recupero dopo la sospensione dei corticosteroidi possono essere necessari da settimane ad anni.

L'osteoporosi è un effetto avverso comune ma raramente riconosciuto, associato ad un uso a lungo termine di alte dosi di glucocorticoidi.

Patologie renali e delle vie urinarie

I corticosteroidi devono essere usati con cautela nei pazienti con insufficienza renale.

Esami diagnostici

La terapia prolungata e dosi elevate di corticosteroidi possono indurre aumento della pressione arteriosa, alterazioni del bilancio idro-elettrolitico ed aumentata escrezione di potassio. Questi effetti si verificano con minore probabilità con i derivati sintetici, tranne quando utilizzati in grandi dosi. Possono essere necessarie restrizioni dietetiche del sodio ed integrazione di potassio. Tutti i corticosteroidi aumentano l'escrezione di calcio.

Lesioni, avvelenamento e complicazioni da procedura

Alte dosi di corticosteroidi sistemici non devono essere utilizzate per il trattamento di lesioni cerebrali traumatiche.

Altro

Poiché le complicazioni dovute al trattamento con glucocorticoidi sono correlate alla dose e alla durata della terapia, per ogni singolo paziente deve essere valutato il rapporto rischio/beneficio in relazione al dosaggio, alla durata della terapia e allo schema posologico (terapia giornaliera o a terapia a giorni alterni) che dovrà essere utilizzato. Aspirina e agenti anti-infiammatori non steroidei devono essere usati con cautela in associazione ai corticosteroidi. L'acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela in corso di terapia corticosteroidea nei pazienti con ipoprotrombinemia.

Una crisi da feocromocitoma, che può essere fatale, è stata riportata dopo somministrazione di corticosteroidi sistemici. In pazienti con feocromocitoma sospetto o identificato, i corticosteroidi devono essere somministrati solo dopo un'appropriata valutazione del rapporto rischio /beneficio.

Uso nei bambini

Particolare attenzione deve essere riservata allo sviluppo corporeo di neonati e bambini sottoposti a prolungata terapia a base di corticosteroidi. La crescita può essere soppressa in bambini trattati con glucocorticoidi con una terapia giornaliera divisa a lungo termine.

L'uso di tale regime deve essere limitato alle indicazioni più gravi.

Neonati e bambini sottoposti a terapia prolungata con corticosteroidi sono particolarmente a rischio di un aumento della pressione intracranica. Alte dosi di corticosteroidi possono generare pancreatite nei bambini.

Uso negli anziani

Si raccomanda cautela con trattamenti prolungati con corticosteroidi negli anziani a causa di un potenziale aumento del rischio di osteoporosi, così come di un aumento del rischio di ritenzione idrica, con possibile conseguente ipertensione.

InterazioniQuali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Depo Medrol?

Informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica.

Il metilprednisolone è un substrato dell'enzima citocromo P450 (CYP) ed è principalmente metabolizzato dall'enzima CYP3A. CYP3A4 è l'enzima dominante della sottofamiglia CYP più abbondante nel fegato degli esseri umani adulti. Catalizza 6β-idrossilazione di steroidi, la fase metabolica di Fase I essenziale per i corticosteroidi sia endogeni sia sintetici. Anche molti altri composti sono substrati di CYP3A4, alcuni dei quali (così come altri farmaci) hanno dimostrato di alterare il metabolismo glucocorticoide per induzione (up-regulation) o inibizione dell'enzima CYP3A4 (Tabella 1).

Le interazioni farmacologiche di DEPO-MEDROL sono quelle dei corticosteroidi.

Tuttavia, a causa delle particolari modalità di assorbimento di DEPO-MEDROL, le manifestazioni cliniche di tali interazioni possono essere alterate.

I corticosteroidi interagiscono principalmente con: rifampicina, fenitoina, barbiturici (diminuito effetto corticosteroideo); estrogeni, ketoconazolo, troleandomicina, eritromicina (aumentato effetto corticosteroideo); salicilati (diminuito effetto dei salicilati); acido etacrinico, tiazidici, furosemide (aumentata perdita di potassio); acido etacrinico, indometacina, acido acetilsalicilico, FANS (aumentato rischio di ulcerazione gastrica); ciclofosfamide (diminuito effetto della ciclofosfamide); amfotericina (ipopotassiemia); antidiabetici (diminuzione del controllo della glicemia).

INIBITORI del CYP3A4 - I medicinali che inibiscono l'attività di CYP3A4 generalmente diminuiscono la clearance epatica e aumentano la concentrazione plasmatica di farmaci substrato del CYP3A4, come il metilprednisolone. In presenza di un inibitore di CYP3A4, la dose di metilprednisolone potrebbe dover essere titolata per evitare tossicità steroidea (Tabella 1).

INDUTTORI del CYP3A4 - I medicinali che inducono l'attività del CYP3A4 generalmente aumentano la clearance epatica, con conseguente diminuzione delle concentrazioni plasmatiche dei medicinali che sono substrati di CYP3A4. La somministrazione congiunta può richiedere un incremento del dosaggio di metilprednisolone per ottenere il risultato desiderato (Tabella 1).

SUBSTRATI del CYP3A4 - In presenza di un altro substrato di CYP3A4, si possono manifestare effetti sulla clearance epatica del metilprednisolone, con conseguenti aggiustamenti del dosaggio necessari. È possibile che gli eventi avversi associati all'uso del singolo farmaco da solo possano verificarsi con maggiore probabilità in caso di somministrazione congiunta (Tabella 1).

EFFETTI NON MEDIATI DA CYP3A4 - Altre interazioni ed effetti che si verificano con il metilprednisolone sono descritti nella Tabella 1 di seguito.

Tabella 1. Interazioni/effetti importanti di medicinali o sostanze con il metilprednisolone


Classe o tipo di farmaco -FARMACO o SOSTANZA Interazione o effetto
Antibatterico -ISONIAZIDE Inibitore del CYP3A4. Il metilprednisolone potrebbe inoltre aumentare il tasso di acetilazione e la clearance dell'isoniazide.
Antibiotico, Antitubercolare - RIFAMPICINA Induttore del CYP3A4
Anticoagulanti (orali) L'effetto del metilprednisolone sugli anticoagulanti orali è variabile. Sono stati riportati casi in cui l'effetto degli anticoagulanti è risultato aumentato o ridotto se somministrati contemporaneamente ai corticosteroidi. Pertanto l'indice di coagulazione deve essere monitorato per mantenere l'effetto anticoagulante atteso.
Anticovulsivanti - CARBAMAZEPINA Induttore (e substrato) del CYP3A4
Anticovulsivanti Induttori del CYP3A4
Anticolinergici - BLOCCANTI NEUROMUSCOLARI I corticosteroidi possono influenzare l'effetto degli anticolinergici. 1) È stata osservata miopatia acuta in caso di somministrazione contemporanea di alte dosi di corticosteroidi e anticolinergici, quali i bloccanti neuromuscolari (per maggiori informazioni, vedere paragrafo Precauzioni per l'uso, Apparato Muscoloscheletrico) 2) È stato riportato antagonismo degli effetti bloccanti neuromuscolari di pancuronio e vecuronio in pazienti che prendevano corticosteroidi. Questo tipo di interazione è possibile con tutti i bloccanti neuromuscolari di tipo competitivo.
Anticolinesterasici Gli steroidi possono ridurre gli effetti degli anticolinesterasici nella miastenia grave.
Antidiabetici I corticosteroidi possono aumentare i livelli glicemici, per cui può essere necessario adeguare il dosaggio degli antidiabetici orali.
Antiemetici - APREPITANT - FOSAPREPITANT Inibitori (e substrati) del CYP3A4
Antifungini - ITRACONAZOLO - KETOCONAZOLO Inibitori (e substrati) del CYP3A4
Antivirali -INIBITORI DELLA PROTEASI DELL'HIV Inibitori (e substrati) del CYP3A4 1) Gli inibitori della proteasi dell'HIV, come indinavir e ritonavir, possono aumentare le concentrazioni plasmatiche dei corticosteroidi. 2) I corticosteroidi possono indurre il metabolismo degli inibitori della proteasi dell'HIV, riducendone le concentrazioni plasmatiche.
Inibitori dell'aromatasi -AMINOGLUTETIMIDE La soppressione surrenalica indotta dall'aminoglutetimide può aggravare le modificazioni endocrine causate da un trattamento prolungato con i glucocorticoidi.
Bloccanti del canale del calcio - DILTIAZEM Inibitore (e substrato) del CYP3A4
Contraccettivi (orali) - ETINILESTRADIOLO/NORETINDRONE Inibitore (e substrato) del CYP3A4
SUCCO DI POMPELMO Inibitore del CYP3A4
Immunosoppressori - CICLOSPORINA Inibitori (e substrati) del CYP3A4 1) L'uso concomitante di metilprednisolone e ciclosporina determina l'inibizione del reciproco metabolismo, questo può causare aumento delle concentrazioni plasmatiche dell'uno o di entrambi i farmaci. Pertanto è possibile che, eventi avversi associati all'uso di ciascuna sostanza somministrata singolarmente, si possano verificare più facilmente in caso di co- somministrazione dei due farmaci. 2) Sono stati segnalati casi di convulsioni nel trattamento contemporaneo con ciclosporina e metilprednisolone.
Immunosoppressori - CICLOFOSFAMIDE - TACROLIMUS Substrati del CYP3A4
Antibiotici macrolidi - CLARITROMICINA - ERITROMICINA Inibitori (e substrati) del CYP3A4
Antibiotici macrolidi - TROLEANDOMICINA Inibitore del CYP3A4
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) - ASPIRINA ad alte dosi (acido acetilsalicilico) 1) Potrebbe verificarsi un aumento dell'incidenza di sanguinamento gastrointestinale e ulcerazioni nel caso di assunzione contemporanea di corticosteroidi e FANS. 2) In caso di somministrazione di dosi elevate di aspirina il metilprednisolone può aumentarne la clearance, con la conseguente riduzione dei livelli sierici di salicilato.. La sospensione del trattamento con metilprednisolone può determinare un aumento dei livelli sierici di salicilato, con un conseguente maggior rischio di tossicità da salicilato.
Agenti che inducono deplezione di potassio Quando i corticosteroidi vengono somministrati in concomitanza con agenti che inducono deplezione di potassio, come i diuretici, si deve tenere il paziente sotto stretta osservazione a causa del rischio di sviluppare ipokaliemia. Un maggiore rischio di ipokaliemia esiste anche in caso di impiego concomitante di corticosteroidi e amfotericina B, xanteni o beta-2-agonisti.

AvvertenzeÈ importante sapere che:

Fertilità, gravidanza e allattamento

Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Fertilità

Non sono stati eseguiti studi adeguati con corticosteroidi sulla riproduzione degli essere umani. I corticosteroidi hanno mostrato di ridurre la fertilità negli studi sugli animali.

Gravidanza

Alcuni studi condotti nell'animale da esperimento hanno evidenziato che i corticosteroidi somministrati alle madri, possono indurre malformazioni fetali. Non esistendo dati clinici sugli effetti della terapia corticosteroidea sulla riproduzione, nella donna in stato di gravidanza accertata o presunta l'uso dei corticosteroidi deve essere riservato ai casi di effettiva necessità sotto il controllo diretto del medico. Qualora fosse improrogabile il trattamento prolungato o ad alte dosi con corticosteroidi durante la gravidanza, il neonato dovrà essere attentamente controllato per escludere la presenza di iposurrenalismo. Anche se l'insufficienza surrenalica neonatale sembra essere rara nei neonati che sono stati esposti in utero ai corticosteroidi. Uno studio retrospettivo ha rilevato un aumento dell'incidenza del basso peso alla nascita nei neonati nati da madri in trattamento con corticosteroidi. Casi di cataratta sono stati osservati in neonati nati da madri trattate con corticosteroidi a lungo termine durante la gravidanza. Non sono noti gli effetti dei corticosteroidi sul travaglio da parto.

Allattamento

I corticosteroidi vengono escreti nel latte materno, pertanto l'allattamento deve essere interrotto durante la terapia corticosteroidea. I corticosteroidi distribuiti nel latte materno possono inibire la crescita e interferire con la produzione endogena di glucocorticoidi nei lattanti. Dal momento che non sono stati eseguiti studi adeguati sulla riproduzione sugli esseri umani con glucocorticoidi, questi farmaci devono essere somministrati alle madri che allattano solo se i benefici della terapia sono giudicati superiori ai rischi potenziali per il neonato. Nelle donne in stato di gravidanza e nelle donne che allattano al seno il medicinale va somministrato nei casi di effettiva necessità sotto il diretto controllo del medico.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Qualora con l'uso di glucocorticoidi si manifestassero euforia e turbe dell'umore è opportuno evitare tali attività. L'effetto dei corticosteroidi sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari non è stato valutato in modo sistematico.

Dopo il trattamento con corticosteroidi, possono verificarsi effetti indesiderati quali capogiri, vertigini, disturbi visivi e affaticamento. Se interessati, i pazienti non devono guidare o usare macchinari.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti

DEPO-MEDROL contiene meno di 1 mmol (23mg) di sodio (per dose) cioè praticamente "senza sodio".

Per chi svolge attività sportiva

Per chi svolge attività sportiva: l'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

Dosi e Modo d'usoCome usare Depo Medrol: Posologia

Durante la terapia deve essere utilizzata la più bassa dose possibile in grado di controllare

lo stato patologico e quando la riduzione del dosaggio è attuabile, deve essere effettuata in modo graduale.

Somministrazione per via locale

Questa terapia va intesa come sintomatica e non causale.

1. Artrite reumatoide e osteoartrite.

La dose per la somministrazione intra-articolare dipende dalla dimensione dell'articolazione e varia con la gravità della condizione nel singolo paziente. Nei casi cronici, le infiltrazioni possono essere ripetute ad intervalli che vanno da 1 a 5 o più settimane a seconda del grado di miglioramento ottenuto dalla prima somministrazione. Le dosi della tabella seguente vengono date come guida generale:

Tabella 2. Dosaggio del medicinale


Dimensione dell'articolazione Esempi Dosaggio
Grande ginocchia, caviglie, spalle 20-80 mg
Media gomiti, polsi 10-40 mg
Piccola metacarpofalangee, interfalange sternoclavicolare acromioclavicolare 4-10 mg

Modalità di somministrazione: si raccomanda una revisione dell'anatomia della articolazione da trattare prima di procedere all'infiltrazione intra-articolare. Per ottenere un'attività antiinfiammatoria completa, è importante che l'infiltrazione venga praticata nello spazio sinoviale.

Utilizzando la stessa tecnica sterile in uso per la puntura lombare, inserire rapidamente nella cavità sinoviale un ago sterile da 20-24, montato su una siringa asciutta. L'infiltrazione di procaina è facoltativa. L'aspirazione di poche gocce di liquido sinoviale assicura l'ingresso completo dell'ago nello spazio articolare.

Il sito di iniezione per ciascuna articolazione è determinato dalla localizzazione della cavità sinoviale più superficiale e maggiormente priva di grossi vasi e nervi.

Lasciando l'ago in sede di iniezione, si sostituirà la siringa contenente le gocce di liquido aspirato con un'altra siringa contenente la quantità desiderata di DEPO MEDROL. Controllare ulteriormente mediante aspirazione che l'ago sia sempre in loco.

Dopo l'infiltrazione, muovere leggermente l'articolazione per favorire la dispersione della sospensione nel liquido sinoviale. Coprire il sito dell'infiltrazione con garza sterile. Siti adatti per l'infiltrazione intra-articolare sono il ginocchio, la caviglia, il polso, il gomito, la spalla, le articolazioni delle falangi e dell'anca.

Poichè occasionalmente è possibile incontrare delle difficoltà nel penetrare nell'articolazione dell'anca, devono essere prese precauzioni per evitare i grossi vasi presenti nella zona.

Le articolazioni inadatte all'infiltrazione sono quelle anatomicamente inaccessibili, come quelle spinali e sacroiliache prive di spazio sinoviale. I fallimenti del trattamento sono il più frequentemente dovuti alla fallita introduzione del farmaco nello spazio articolare. L'infiltrazione entro il tessuto circostante porta a scarso o nessun beneficio. Se il fallimento si verifica dopo un'iniezione sicuramente praticata entro lo spazio sinoviale, (verificato mediante aspirazione del liquido), è superfluo ripetere l'infiltrazione.

La terapia locale non è in grado di modificare il processo morboso di base, quindi, quando è possibile, praticare una terapia globale comprendente la fisioterapia e la revisione ortopedica.

Dopo la terapia intra-articolare con corticosteroidi, porre particolare cura nell'evitare un abuso dell'articolazione, favorito dal beneficio sintomatico ottenuto.

La trascuratezza di questa circostanza può consentire un aumento del danneggiamento articolare che annulla il beneficio dello steroide.

Non devono essere praticate infiltrazioni nelle articolazioni con processi infiammatori in atto.

Infiltrazioni ripetute possono indurre, talvolta, un'infiammazione dell'articolazione. In casi particolari si consiglia di controllare il danneggiamento mediante raggi X. Se si utilizza un anestetico locale prima dell'infiltrazione di DEPO MEDROL, leggere prima attentamente il foglio illustrativo ed osservare tutte le precauzioni suggerite.

2. Borsite

Sterilizzare la zona circostante il sito da infiltrare e anestetizzare con una soluzione di procaina cloridrato all'1%. Attaccare un ago di dimensioni 20-24 ad una siringa asciutta, inserirlo nella borsa e aspirare il fluido. Lasciare l'ago in posizione e sostituire la siringa utilizzata per aspirare con una siringa più piccola contenente la dose di DEPO MEDROL desiderata. Dopo l'iniezione, tirare l'ago e applicare una piccola medicazione.

Utilizzare la stessa tecnica indicata per l'infiltrazione intra-articolare.

3. Cisti tendinee, tendiniti, epicondiliti

Nel trattamento di queste affezioni iniettare la sospensione nella guaina del tendine piuttosto che nel suo spessore. Sterilizzare idoneamente la cute sovrastante prima dell'infiltrazione. Il tendine può essere palpato facilmente quando viene disteso. Per trattare le epicondiliti è raccomandabile delineare accuratamente la zona di maggior dolorabilità per l'infiltrazione nell'area. Le cisti tendinee vanno infiltrate direttamente. In molti casi è sufficiente una unica infiltrazione per indurre una sensibile diminuzione delle dimensioni delle cisti e la eliminazione dell'effetto.

La dose da somministrare nel trattamento di queste forme varia da 4 a 30 mg. Nelle affezioni croniche o ricorrenti possono essere necessarie più infiltrazioni. Per ogni infiltrazione devono essere osservate le usuali precauzioni per operare in sterilità. 4.

Trattamento locale delle affezioni dermatologiche

Dopo trattamento antisettico adeguato, infiltrare la lesione con dosi di 20-60 mg. A volte può essere utile praticare una serie di piccole infiltrazioni perilesionali di dosi da 20 a 40 mg.

Porre attenzione nell'evitare l'infiltrazione di materiale che possa indurre reazione cui potrebbe seguire una piccola escara.

Normalmente vengono praticate da 1 a 4 infiltrazioni ad intervalli variabili secondo il tipo di lesione da trattare e la durata del miglioramento raggiunto con la prima iniezione.

Somministrazione per via sistemica intramuscolare

Il dosaggio varia in funzione della condizione morbosa da trattare.

Quando è richiesto un effetto prolungato è possibile praticare una sola iniezione alla settimana di DEPO MEDROL per via intramuscolare, calcolando il dosaggio mediante moltiplicazione della dose orale giornaliera di metilprednisolone x 7.

Il dosaggio deve essere individuato per ogni paziente. I criteri fondamentali di determinazione del dosaggio sono la gravità, la prognosi, la durata prevista della affezione e la reazione del paziente al trattamento.

Nell'infanzia il dosaggio raccomandato deve essere ridotto, privilegiando però per la scelta del dosaggio la gravità della condizione morbosa rispetto al rapporto età/peso corporeo.

La terapia ormonale è un supporto e non una sostituzione della terapia convenzionale.

Dopo somministrazione del farmaco per più giorni, il dosaggio deve essere ridotto o interrotto con gradualità.

Se si verificasse un periodo di remissione spontanea nel corso di una malattia cronica, il trattamento deve essere interrotto.

In corso di terapia prolungata devono essere controllati i normali parametri ematici ed urinari, la glicemia post-prandiale, la pressione arteriosa e il peso corporeo; inoltre è opportuna una radiografia del torace ad intervalli regolari.

Nei pazienti con anamnesi di ulcere o di notevole dispepsia è suggeribile un controllo radiografico dell'apparato gastro-intestinale superiore.

In pazienti affetti da sindrome surrenogenitale può essere sufficiente una singola iniezione intramuscolare di 40 mg di DEPO-MEDROL ogni due settimane. La dose intramuscolare settimanale di mantenimento di DEPO-MEDROL di pazienti affetti da artrite reumatoide varierà da 40 a 120 mg. La posologia ordinaria per pazienti con affezioni dermatologiche è di 40-120 mg per via intramuscolare ad intervalli di una settimana per un periodo da una a quattro settimane.

Nella dermatite acuta grave causata dall' Edera del Canada, la somministrazione per via intramuscolare di una unica dose di 80-120 mg può portare sollievo entro 8-12 ore.

Nella dermatite da contatto cronica possono essere necessarie iniezioni ripetute ad intervalli di 5-10 giorni.

Nella dermatite seborroica, una dose settimanale di 80 mg di DEPO MEDROL può essere adatta a controllare la condizione patologica.

Dopo la somministrazione intramuscolare di 80-120 mg di DEPO-MEDROL a pazienti asmatici, si può avere sollievo entro un lasso di tempo da 6 a 48 ore con effetto persistente parecchi giorni e fino a due settimane. Analogamente nei pazienti affetti da rinite allergica la somministrazione intramuscolare di 80-120 mg di DEPO-MEDROL può indurre sollievo entro 6 ore con effetto persistente per un periodo di parecchi giorni fino a tre settimane.

Se l'affezione trattata è accompagnata da sintomi di stress, le dosi di DEPO-MEDROL devono essere aumentate. Se si desidera un effetto rapido e di intensità massima, si suggerisce la somministrazione del sale solubile (metilprednisolone sodio succinato) per via endovenosa.

Somministrazione rettale nella colite ulcerosa

La somministrazione di DEPO-MEDROL in dosaggi di 40-120 mg, mediante clistere ritentivo o gocciolamento continuo da 3 a 7 volte la settimana, per due e/o più settimane si è dimostrato un'utile terapia coadiuvante nel trattamento di alcuni casi di colite ulcerosa.

Molti pazienti possono essere controllati con 40 mg di DEPO-MEDROL somministrato in 30-300 ml di acqua secondo l'entità della mucosa del colon infiammata. Devono comunque essere intraprese anche altre misure terapeutiche idonee.

Istruzioni per l'uso

Prima di somministrare i preparati per uso parenterale deve essere ispezionato visivamente il contenuto per escludere la presenza di particelle o l'alterazione del colore.

Incompatibilità

Il metilprednisolone acetato è incompatibile in soluzione con diversi farmaci. La compatibilità infatti dipende da vari fattori quali, ad esempio, la concentrazione dei farmaci, il pH della soluzione e la temperatura. Pertanto è consigliabile non diluire e non mescolare DEPO-MEDROL con altre soluzioni.

SovradosaggioCosa fare se avete preso una dose eccessiva di Depo Medrol

Segnalazioni di tossicità acuta e/o morte in seguito a sovradosaggio di corticosteroidi sono rare. In caso di sovradosaggio, non sono disponibili antidoti specifici; il trattamento è sintomatico e di supporto.

L'impiego di dosi ripetute frequentemente, giornalmente o per diverse volte alla settimana, per un periodo protratto nel tempo può indurre la comparsa di una sindrome cushingoide. Il metilprednisolone è dializzabile.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di DEPO- MEDROL avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale. Se si ha qualsiasi dubbio sull'uso di DEPO-MEDROL rivolgersi al medico o al farmacista.

Effetti IndesideratiQuali sono gli effetti collaterali di Depo Medrol?

Come tutti i medicinali, DEPO-MEDROL può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Durante il trattamento con metilprednisolone sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati con le seguenti frequenze: molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1.000 a <1/100); raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000); molto raro (≤1/10.000), non noto (non può essere stimato in base ai dati disponibili).


Classe dell'organo Frequenza Reazioni avverse
Infezioni e infestazioni Non nota Infezione opportunistica; infezione; peritonite; infezione in sede di iniezione.
Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota Leucocitosi
Disturbi del sistema immunitario Non nota Ipersensibilità al farmaco, reazione anafilattica.
Patologie endocrine Non nota Cushingoide; ipopituitarismo, sindrome da sospensione di steroidi.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non nota Lipomatosi, ritenzione di sodio; ritenzione di liquidi; alcalosi ipocaliemica; dislipidemia; tolleranza al glucosio compromessa; fabbisogno insulinico aumentato (o agenti ipoglicemizzanti orali nei diabetici)*, appetito aumentato (che può provocare aumento di peso).
Disturbi psichiatrici Non nota Disturbo affettivo (tra cui umore depresso, umore euforico, labilità affettiva, dipendenza psicologica*, ideazione suicidaria), disturbo psicotico (compresi mania, delirio, allucinazioni e schizofrenia [aggravamento della]); disturbo mentale; cambiamento di personalità; stato confusionale; ansia; sbalzi d'umore; comportamento anormale; insonnia. I seguenti eventi sono risultati più comuni nei bambini: sbalzi d'umore, comportamento anomalo.
Patologie del sistema nervoso Non nota Lipomatosi epidurale, aumento della pressione intracranica (con papilledema [ipertensione endocranica benigna]); convulsioni; amnesia; disturbi cognitivi; capogiro; cefalea.
Patologie dell'occhio Non nota Corioretinopatia sierosa centrale, rari casi di cecità associati alla terapia intralesionale intorno al viso e alla testa*, cataratta, glaucoma, aumento del tono, esoftalmo.
Patologie dell'orecchio e del labirinto Non nota Vertigini.
Patologie cardiache Non nota Insufficienza cardiaca congestizia (in pazienti sensibili).
Patologie vascolari Non nota Ipertensione, ipotensione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non nota Singhiozzo.
Patologie gastrointestinali Non nota Ulcera peptica (con possibile perforazione dell'ulcera peptica ed emorragia dell'ulcera peptica); perforazione intestinale; emorragia gastrica; pancreatite; esofagiti ulcerative; esofagiti; distensione addominale; dolore addominale; diarrea; dispepsia; nausea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non nota Angioedema; irsutismo; petecchie; ecchimosi; atrofia cutanea o sottocutanea; strie della cute; eritema; iperidrosi; prurito; eruzioni cutanee; orticaria; iperpigmentazione della cute; ipopigmentazione della cute; acne; ritardata cicatrizzazione; assottigliamento e fragilità della cute.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non nota Debolezza muscolare; mialgia; miopatia; atrofia muscolare; osteoporosi; osteonecrosi; frattura patologica; artropatia neuropatica; artralgia; ritardo di crescita.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Non nota Mestruazioni irregolari.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non nota Ascesso sterile; edema periferico; difficoltà di cicatrizzazione; affaticamento; malessere; irritabilità; reazione al sito di iniezione.
Esami diagnostici Non nota Pressione intraoculare aumentata; tolleranza ai carboidrati ridotta, bilancio azotato negativo (a causa del catabolismo proteico), calcio urinario aumentato;alanina amino transferasi aumentata;aspartato amino transferasi aumentata; fosfatasi alcalina ematica aumentata; urea ematica aumentata; soppressione delle reazioni ai test cutanei*; riduzione del potassio nel sangue
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Non nota Frattura vertebrale da compressione, rottura dei tendini (in particolare del tendine di Achille).

*Non un termine MedDRA preferito

EFFETTI INDESIDERATI OSSERVATI CON VIE DI SOMMINISTRAZIONE NON RACCOMANDATE

  • Via intratecale/epidurale Aracnoidite, meningite, paraparesi, paraplegia, disturbi del sensorio, disfunzioni intestinali/vescicali, cefalea, attacchi epilettici, convulsioni, disturbi sensoriali. Non è nota la frequenza di queste reazioni avverse.
  • Via intranasale Alterazioni temporanee/permanenti del visus compresa la cecità, reazioni allergiche, rinite
  • Via oftalmica Alterazioni temporanee/permanenti del visus compresa la cecità, aumento della pressione intraoculare, infiammazioni oculari e perioculari comprese reazioni allergiche, infezioni, residui o escare al sito di iniezione
  • Altri siti di iniezione (scalpo, tonsille palatine, gangli sfenopalatini) Cecità

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio rivolgersi al medico o al farmacista. Gli effetti indesiderati possono, inoltre, essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it. La segnalazione degli effetti indesiderati contribuisce a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale

Scadenza e Conservazione

Scadenza: vedere la data di scadenza indicata sulla confezione.

La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

Conservazione: Non congelare.

I medicinali non devono essere gettati nell'acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente. Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Composizione e forma farmaceutica

COMPOSIZIONE

Ogni flacone da 1 mL contiene: metilprednisolone acetato 40 mg (equivalenti a 36 mg di metilprednisolone).

Eccipienti: Macrogol 3350; sodio cloruro; miristil gamma picolinio cloruro; sodio idrossido; acido cloridrico; acqua per iniettabili.

FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO

Sospensione iniettabile 40 mg/ml.

1 flacone da 1 ml

3 flaconi da 1 ml


Fonte Foglietto Illustrativo: AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Contenuto pubblicato a Gennaio 2016. Le informazioni presenti possono non risultare essere aggiornate. Per avere accesso alla versione più aggiornata, si consiglia l'accesso al sito web dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Disclaimer e informazioni utili.

Ulteriori informazioni su Depo Medrol sono disponibili nella scheda "Riassunto delle Caratteristiche".

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

DEPO-MEDROL 40 MG SOSPENSIONE INIETTABILE

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Un flacone da 1 ml contiene: principio attivo: metilprednisolone acetato 40 mg.

Eccipienti con effetti noti: sodio cloruro.

Per l'elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA

Sospensione iniettabile.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

A. Somministrazione per via intramuscolare

Quando non è possibile praticare la terapia orale ed il dosaggio, la forma farmaceutica e la via di somministrazione del farmaco rendono il preparato adatto per il trattamento della condizione patologica, l'impiego intramuscolare di DEPO-MEDROL sospensione di metilprednisolone acetato è indicato nei seguenti casi:

- Disturbi endocrini

Insufficienza adrenocorticale primaria e secondaria (l'idrocortisone o il cortisone rimangono i farmaci di prima scelta; gli analoghi sintetici possono essere impiegati, quando applicabile, in associazione con i mineralcorticoidi; l'integrazione con mineralcorticoidi è di particolare importanza nell'infanzia).

Insufficienza adrenocorticale acuta (l'idrocortisone o il cortisone rimangono i farmaci di prima scelta; l'integrazione con mineralcorticoidi può essere necessaria, particolarmente quando vengono impiegati gli analoghi sintetici).

Prima di interventi chirurgici e in caso di trauma o malattie gravi, nei pazienti in cui sia nota l'insufficienza surrenale o in cui sia dubbia la riserva adrenocorticale.

Iperplasia surrenale congenita, ipercalcemia associata a tumore, tiroidite non suppurativa.

- Affezioni reumatologiche

Come terapia aggiuntiva per la somministrazione a breve termine (per far superare al paziente un episodio acuto o un'esacerbazione) nei seguenti casi:

Osteoartrite post-traumatica, sinovite in corso di osteoartrite, artrite reumatoide, compresa l'artrite reumatoide giovanile, casi particolari possono richiedere una terapia di mantenimento a basse dosi, borsite acuta e subacuta, epicondilite, tenosinovite acuta non specifica, artrite gottosa acuta, artrite psoriasica, spondilite anchilosante.

- Malattie del collagene

Durante l'esacerbazione o come terapia di mantenimento in casi particolari di: Lupus eritematoso sistemico, dermatomiositi sistemiche (polimiositi), cardite reumatica acuta.

- Affezioni dermatologiche

Pemfigo, eritema multiforme grave (sindrome di Steven-Johnson), dermatite esfoliativa, dermatite bollosa erpetiforme, dermatite seborroica grave, psoriasi grave, micosi fungoide.

- Stati allergici

Per il controllo di condizioni allergiche gravi o invalidanti, non trattabili con terapia convenzionale nei casi di: asma bronchiale, dermatite da contatto, dermatite atopica, malattia da siero, rinite allergica stagionale o perenne, reazioni di ipersensibilità ai farmaci, reazioni urticarioidi da trasfusione, edema laringeo acuto non infetto (l'adrenalina è il farmaco di prima scelta).

- Affezioni oftalmiche

Processi infiammatori e allergici acuti e cronici gravi che interessano l'occhio ed i suoi annessi quali: Herpes zoster oftalmico, irite e iridociclite, corioretinite, uveite posteriore diffusa e coroidite, neurite ottica, oftalmia simpatica, infiammazione del segmento anteriore, congiuntivite allergica, ulcere marginali corneali allergiche, cheratite.

- Affezioni gastrointestinali

Per far superare al paziente un periodo critico di malattia nei seguenti casi:

Colite ulcerosa, enterite segmentaria.

- Affezioni respiratorie

Sarcoidosi sintomatica, berillosi, tubercolosi polmonare fulminante o diffusa, in associazione a chemioterapia antitubercolare appropriata, sindrome di Loeffler non trattabile in altro modo, polmonite "ab ingestis".

- Affezioni ematologiche

Anemia emolitica acquisita (autoimmune), piastrinopenia secondaria nell'adulto, eritroblastopenia (anemia della serie rossa), anemia ipoplastica congenita (eritrocitaria).

- Affezioni neoplastiche

Per il trattamento palliativo di:

Leucemia e linfomi negli adulti, leucemia acuta dell'infanzia.

- Stati edematosi

Per indurre la diuresi o la remissione della proteinuria da sindrome nefrotica, senza uremia, di tipo idiopatico o da lupus eritematoso.

- Sistema nervoso

Esacerbazioni acute di sclerosi multipla.

- Altre indicazioni

Meningite tubercolare con blocco subaracnoideo o blocco imminente, in associazione con appropriata terapia antitubercolare, trichiniasi con coinvolgimento neurologico o miocardiaco.

B. Somministrazione per via intra-sinoviale o nei tessuti molli

(compresa la via periarticolare e intraborsale) - vedere paragrafo 4.4.

DEPO-MEDROL è indicato come terapia aggiuntiva per la somministrazione a breve termine (per far superare al paziente un episodio acuto o un'esacerbazione) nei seguenti casi:

sinovite da osteoartrite, artrite reumatoide, borsite acuta e subacuta, artrite ottosa acuta, epicondilite, tenosinovite non specifica acuta, osteoartrite post-traumatica.

C. Somministrazione per via intralesionale

DEPO-MEDROL è indicato per l'impiego intralesionale nelle seguenti condizioni:

cheloidi, lesioni infiammatorie, infiltrate, ipertrofiche localizzate (lichen planus, placche psoriasiche, granuloma anulare e lichen simplex cronico, lupus eritematoso discoide, necrobiosi lipoidea dei diabetici, alopecia areata).

DEPO-MEDROL può essere somministrato anche intralesionalmente nelle cisti tendinee ed aponeurotiche.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

A causa di possibili incompatibilità fisiche, DEPO-MEDROL non deve essere diluito o miscelato con altre soluzioni.

Prima di somministrare i preparati per uso parenterale deve essere ispezionato visivamente il contenuto per escludere la presenza di particelle o l'alterazione del colore.

Somministrazione per via locale

Questa terapia va intesa come sintomatica e non causale.

1. Artrite reumatoide e osteoartrite

La dose per la somministrazione intra-articolare dipende dalla dimensione dell'articolazione e varia con la gravità della condizione nel singolo paziente. Nei casi cronici, le infiltrazioni possono essere ripetute ad intervalli che vanno da 1 a 5 o più settimane a seconda del grado di miglioramento ottenuto dalla prima somministrazione. Le dosi della tabella seguente vengono date come guida generale:


Dimensione dell'articolazione Esempi Dosaggio
Grande ginocchia, caviglie, spalle 20-80 mg
Media gomiti, polsi 10-40 mg
Piccola metacarpofalangee, interfalange sternoclavicolare acromioclavicolare 4-10 mg

Modalità di somministrazione: si raccomanda una revisione dell'anatomia della articolazione da trattare prima di procedere all'infiltrazione intra-articolare. Per ottenere un'attività antiinfiammatoria completa, è importante che l'infiltrazione venga praticata nello spazio sinoviale.

Utilizzando la stessa tecnica sterile in uso per la puntura lombare, inserire rapidamente nella cavità sinoviale un ago sterile da 20-24, montato su una siringa asciutta.

L'infiltrazione di procaina è facoltativa.

L'aspirazione di poche gocce di liquido sinoviale assicura l'ingresso completo dell'ago nello spazio articolare.

Il sito di iniezione per ciascuna articolazione è determinato dalla localizzazione della cavità sinoviale più superficiale e maggiormente priva di grossi vasi e nervi.

Lasciando l'ago in sede di iniezione, si sostituirà la siringa contenente le gocce di liquido aspirato con un'altra siringa contenente la quantità desiderata di DEPO MEDROL. Controllare ulteriormente mediante aspirazione che l'ago sia sempre in loco.

Dopo l'infiltrazione, muovere leggermente l'articolazione per favorire la dispersione della sospensione nel liquido sinoviale.

Coprire il sito dell'infiltrazione con garza sterile.

Siti adatti per l'infiltrazione intra-articolare sono il ginocchio, la caviglia, il polso, il gomito, la spalla, le articolazioni delle falangi e dell'anca.

Poichè occasionalmente è possibile incontrare delle difficoltà nel penetrare nell'articolazione dell'anca, devono essere prese precauzioni per evitare i grossi vasi presenti nella zona.

Le articolazioni inadatte all'infiltrazione sono quelle anatomicamente inaccessibili, come quelle spinali e sacroiliache prive di spazio sinoviale.

I fallimenti del trattamento sono il più frequentemente dovuti alla fallita introduzione del farmaco nello spazio articolare.

L'infiltrazione entro il tessuto circostante porta a scarso o nessun beneficio.

Se il fallimento si verifica dopo un'iniezione sicuramente praticata entro lo spazio sinoviale, (verificato mediante aspirazione del liquido), è superfluo ripetere l'infiltrazione. La terapia locale non èin grado di modificare il processo morboso di base, quindi, quando è possibile, praticare una terapia globale comprendente la fisioterapia e la revisione ortopedica.

Dopo la terapia intra-articolare con corticosteroidi, porre particolare cura nell'evitare un abuso dell'articolazione, favorito dal beneficio sintomatico ottenuto.

La trascuratezza di questa circostanza può consentire un aumento del danneggiamento articolare che annulla il beneficio dello steroide.

Non devono essere praticate infiltrazioni nelle articolazioni con processi infiammatori in atto.

Infiltrazioni ripetute possono indurre, talvolta, un'infiammazione dell'articolazione.

In casi particolari si consiglia di controllare il danneggiamento mediante raggi X.

Se si utilizza un anestetico locale prima dell'infiltrazione di DEPO MEDROL, leggere prima attentamente il foglio illustrativo ed osservare tutte le precauzioni suggerite.

2. Borsite

Sterilizzare la zona circostante il sito da infiltrare e anestetizzare con una soluzione di procaina cloridrato all'1%. Attaccare un ago di dimensioni 20-24 ad una siringa asciutta, inserirlo nella borsa e aspirare il fluido. Lasciare l'ago in posizione e sostituire la siringa utilizzata per aspirare con una siringa più piccola contenente la dose desiderata. Dopo l'iniezione, tirare l'ago e applicare una piccola medicazione.

Utilizzare la stessa tecnica indicata per l'infiltrazione intra-articolare.

3. Cisti tendinee, tendiniti, epicondiliti

Nel trattamento di queste affezioni iniettare la sospensione nella guaina del tendine piuttosto che nel suo spessore. Sterilizzare idoneamente la cute sovrastante prima dell'infiltrazione. Il tendine può essere palpato facilmente quando viene disteso. Per trattare le epicondiliti è raccomandabile delineare accuratamente la zona di maggior dolorabilità per l'infiltrazione nell'area.

Le cisti tendinee vanno infiltrate direttamente.

In molti casi è sufficiente una unica infiltrazione per indurre una sensibile diminuzione delle dimensioni delle cisti e la eliminazione dell'effetto.

Per ogni infiltrazione devono essere osservate le usuali precauzioni per operare in sterilità.

La dose da somministrare nel trattamento di queste forme varia da 4 a 30 mg.

Nelle affezioni croniche o ricorrenti possono essere necessarie più infiltrazioni.

4. Trattamento locale delle affezioni dermatologiche

Dopo trattamento antisettico adeguato, infiltrare la lesione con dosi di 20-60 mg.

A volte può essere utile praticare una serie di piccole infiltrazioni perilesionali di dosi da 20 a 40 mg.

Porre attenzione nell'evitare l'infiltrazione di materiale che possa indurre reazione cui potrebbe seguire una piccola escara.

Normalmente vengono praticate da 1 a 4 infiltrazioni ad intervalli variabili secondo il tipo di lesione da trattare e la durata del miglioramento raggiunto con la prima iniezione.

Somministrazione per via sistemica intramuscolare

Il dosaggio varia in funzione della condizione morbosa da trattare.

Quando è richiesto un effetto prolungato è possibile praticare una sola iniezione alla settimana di DEPO MEDROL per via intramuscolare, calcolando il dosaggio mediante moltiplicazione della dose orale giornaliera di metilprednisolone x 7.

Il dosaggio deve essere individuato per ogni paziente in funzione della gravità dell'affezione e della risposta al trattamento.

Nell'infanzia il dosaggio raccomandato deve essere ridotto, privilegiando però per la scelta del dosaggio la gravità della condizione morbosa rispetto al rapporto età/peso corporeo.

La terapia ormonale è un supporto e non una sostituzione della terapia convenzionale. Dopo somministrazione del farmaco per più giorni, il dosaggio deve essere ridotto o interrotto con gradualità.

I criteri fondamentali di determinazione del dosaggio sono la gravità, la prognosi, la durata prevista della affezione e la reazione del paziente al trattamento.

Se si verificasse un periodo di remissione spontanea nel corso di una malattia cronica, il trattamento deve essere interrotto.

In corso di terapia prolungata devono essere controllati i normali parametri ematici ed urinari, la glicemia post-prandiale, la pressione arteriosa e il peso corporeo; inoltre è opportuna una radiografia del torace ad intervalli regolari.

Nei pazienti con anamnesi di ulcere o di notevole dispepsia è suggeribile un controllo radiografico dell'apparato gastrointestinale superiore.

In pazienti affetti da sindrome surrenogenitale può essere sufficiente una singola iniezione intramuscolare di 40 mg di DEPO-MEDROL ogni due settimane. La dose intramuscolare settimanale di mantenimento di DEPO-MEDROL di pazienti affetti da artrite reumatoide varierà da 40 a 120 mg. La posologia ordinaria per pazienti con affezioni dermatologiche è di 40-120 mg per via intramuscolare ad intervalli di una settimana per un periodo da una a quattro settimane. Nella dermatite acuta grave causata dall'Edera del Canada, la somministrazione per via intramuscolare di una unica dose di 80-120 mg può portare sollievo entro 8-12 ore. Nella dermatite da contatto cronica possono essere necessarie iniezioni ripetute ad intervalli di 5-10 giorni.

Nella dermatite seborroica, una dose settimanale di 80 mg di DEPO MEDROL può essere adatta a controllare la condizione patologica.

Dopo la somministrazione intramuscolare di 80-120 mg di DEPO-MEDROL a pazienti asmatici, si può avere sollievo entro un lasso di tempo da 6 a 48 ore con effetto persistente parecchi giorni e fino a due settimane. Analogamente nei pazienti affetti da rinite allergica la somministrazione intramuscolare di 80-120 mg di DEPO-MEDROL può indurre sollievo entro 6 ore con effetto persistente per un periodo di parecchi giorni fino a tre settimane.

Se l'affezione trattata è accompagnata da sintomi di stress, le dosi di DEPO-MEDROL devono essere aumentate. Se si desidera un effetto rapido e di intensità massima, si suggerisce la somministrazione del sale solubile (metilprednisolone sodio succinato - SOLU-MEDROL) per via endovenosa.

Somministrazione rettale nella colite ulcerosa

La somministrazione di DEPO-MEDROL in dosaggi di 40-120 mg, mediante clistere ritentivo o gocciolamento continuo da 3 a 7 volte la settimana, per due e/o più settimane si è dimostrato un'utile terapia coadiuvante nel trattamento di alcuni casi di colite ulcerosa. Molti pazienti possono essere controllati con 40 mg di DEPO-MEDROL somministrato in 30-300 ml di acqua secondo l'entità della mucosa del colon infiammata. Devono comunque essere intraprese anche altre misure terapeutiche idonee.

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, elencati al paragrafo 6.1.Infezioni micotiche sistemiche. Somministrazione endovenosa. Somministrazione intratecale.

La somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati è controindicata nei pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi.

04.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego

I corticosteroidi iniettati nel derma possono dar luogo a formazione di cristalli che, sopprimendo le reazioni infiammatorie, possono indurre la distruzione degli elementi cellulari e modificazioni fisico-chimiche nella sostanza basale del tessuto connettivo. Queste modificazioni, che avvengono raramente, nel derma e nel tessuto sottocutaneo possono risultare in depressioni cutanee nel sito di iniezione.

L'entità di queste reazioni dipende dalla quantità di steroide iniettato.

La rigenerazione è usualmente completa entro alcuni mesi o dopo che tutti i cristalli di corticosteroide sono stati assorbiti.

Per minimizzare l'incidenza dell'atrofia del derma e del tessuto sottocutaneo, deve essere posta la massima cura per non superare le dosi raccomandate per le iniezioni. Quando sia possibile, praticare iniezioni multiple di piccole quantità entro l'area della lesione. La tecnica di somministrazione per via intra-sinoviale e intramuscolare deve evitare l'iniezione e l'infiltrazione del prodotto entro il derma.

L'iniezione nel muscolo deltoide deve essere evitata per l'elevata incidenza di atrofia sottocutanea.

DEPO-MEDROL non è indicato per la somministrazione intratecale, epidurale, intranasale, intraoculare ed ogni altra via non approvata (vedere EFFETTI INDESIDERATI segnalati a seguito di vie di somministrazione non raccomandate).

Nei pazienti in terapia corticosteroidea, sottoposti a particolari stress è indispensabile un adattamento della dose a seconda dell'entità della condizione stressante.

Effetti immunosoppressivi/maggiore suscettibilità ad infezioni

I corticosteroidi possono aumentare la suscettibilità ad infezioni, mascherare alcuni segni di infezione e durante il loro impiego si possono verificare nuove infezioni.

Durante l'impiego di corticosteroidi si può verificare diminuzione della resistenza e incapacità a localizzare l'infezione. Infezioni causate da qualsiasi agente patogeno, comprese le infezioni virali, batteriche, fungine, o di protozoi o elminti, in qualsiasi parte del corpo, può essere associato all'uso di corticosteroidi da soli o in combinazione con altri agenti immunosoppressivi che influenzano l'immunità cellulare, immunità umorale o la funzione dei neutrofili. Queste infezioni possono essere lievi, ma possono anche essere gravi e talvolta fatali. Con dosi crescenti di corticosteroidi, il tasso di insorgenza di complicanze infettive aumenta. Coloro che assumono farmaci che sopprimono il sistema immunitario sono più suscettibili alle infezioni rispetto agli individui sani. La varicella e il morbillo, ad esempio, possono avere un decorso più grave o addirittura fatale in bambini o adulti non immuni che assumono corticosteroidi. In presenza di infezione acuta non somministrare per via intra-sinoviale, intra-borsale o intra-tendinea a causa dell'effetto locale. Il ruolo dei corticosteroidi nello shock settico è controverso: i primi studi riportano effetti sia benefici sia dannosi. Più recentemente, è stato suggerito che un'integrazione di corticosteroidi offre dei benefici nei pazienti con shock settico che presentano insufficienza surrenalica. Tuttavia, il loro uso di routine nello shock settico non è raccomandato. Una revisione sistematica di un breve ciclo di corticosteroidi ad alte dosi non ha supportato il loro uso. Tuttavia, delle meta-analisi e una revisione suggeriscono che cicli più lunghi (5-11 giorni) di corticosteroidi a basso dosaggio potrebbero ridurre la mortalità.

Vaccini uccisi o inattivati possono essere somministrati a pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi, tuttavia, la risposta a tali vaccini può essere ridotta. Le procedure di immunizzazione indicate possono essere intraprese in pazienti che ricevono dosi non immunosoppressive di corticosteroidi.

Sarcoma di Kaposi è stato riscontrato nei pazienti in terapia con corticosteroidi.

La sospensione dei corticosteroidi può portare alla remissione clinica.

Effetti sul sistema immunitario

Possono verificarsi reazioni cutanee allergiche. Poiché si sono verificati rari casi di reazioni cutanee e anafilattiche/anafilattoidi in pazienti trattati con terapia a base di corticosteroidi, adeguate misure precauzionali dovrebbero essere prese prima della somministrazione, specialmente quando il paziente ha una storia di allergia ai farmaci.

Durante il trattamento corticosteroideo i pazienti non devono essere vaccinati contro il vaiolo.

Non effettuare altri procedimenti di immunizzazione in pazienti sotto terapia corticosteroidea, particolarmente a dosi elevate, a causa dei rischi possibili di complicazioni neurologiche e di una diminuita risposta anticorpale.

L'impiego di DEPO-MEDROL nella tubercolosi attiva va limitato a quei casi di malattia fulminante o disseminata in cui il corticosteroide è usato per il trattamento della malattia sotto un opportuno regime antitubercolare.

Se i corticosteroidi sono somministrati in pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina, è necessaria una stretta osservazione in quanto si può verificare una riattivazione della malattia. Durante una terapia prolungata, questi pazienti devono ricevere una copertura chemioprofilattica.

Poichè si sono avuti rari casi di reazioni anafilattoidi in pazienti sottoposti a terapia parenterale con corticosteroidi, devono essere prese le opportune precauzioni prima della somministrazione, particolarmante quando il paziente risulti all'anamnesi allergico a qualsiasi medicamento.

Effetti endocrini

L'insufficienza surrenalica secondaria indotta dal farmaco può essere minimizzata mediante una riduzione graduale del dosaggio. Questo tipo di insufficienza relativa può persistere per mesi dopo l'interruzione della terapia; pertanto, se il paziente è soggetto a condizioni di stress durante questo periodo, si deve adottare una idonea terapia ormonale. Dosi farmacologiche di corticosteroidi somministrati per periodi prolungati possono causare una soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) (insufficienza surrenalica secondaria). Il grado e la durata dell'insufficienza surrenalica prodotta variano fra i pazienti e dipendono dal dosaggio, dalla frequenza, dal tempo di somministrazione e dalla durata della terapia con glucocorticoidi. Questo effetto può essere ridotto grazie ad una terapia da seguire a giorni alterni.

Inoltre, un'insufficienza surrenalica acuta con esito fatale può verificarsi se i glucocorticoidi sono sospesi bruscamente. L'insufficienza surrenalica secondaria indotta da farmaco può quindi essere ridotta al minimo mediante una riduzione graduale del dosaggio. Questo tipo di insufficienza relativa può persistere per mesi dopo l'interruzione della terapia; pertanto, in qualsiasi situazione di stress che si verifichi durante tale periodo, la terapia ormonale deve essere ripresa. Poiché la secrezione mineralcorticoide può essere compromessa, è necessario somministrare contemporaneamente un sale e/o un mineralcorticoide.

A seguito dell'improvvisa interruzione dei glucocorticoidi, può inoltre verificarsi la "sindrome da astinenza" di steroidi, apparentemente non correlata all'insufficienza surrenalica. Questa sindrome comprende sintomi quali: anoressia, nausea, vomito, letargia, mal di testa, febbre, dolori articolari, desquamazione, mialgia, perdita di peso e/o ipotensione. Questi effetti sono probabilmente dovuti al cambiamento improvviso della concentrazione di glucocorticoidi piuttosto che ai bassi livelli di corticosteroidi.

Poiché i glucocorticoidi possono produrre o aggravare la sindrome di Cushing, i glucocorticoidi devono essere evitati nei pazienti con malattia di Cushing. Poichè la secrezione di mineralcorticoidi può essere alterata, somministrare in associazione sali e/o farmaci ad attività mineralcorticoide. Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica la risposta ai corticosteroidi è aumentata.

Metabolismo e nutrizione

I corticosteroidi, tra cui il metilprednisolone, possono far aumentare la glicemia, peggiorare un diabete pre-esistente e predisporre i pazienti sottoposti a terapia corticosteroidea a lungo termine al diabete mellito.

Durante la terapia deve essere utilizzata la più bassa dose possibile in grado di controllare lo stato patologico e quando la riduzione del dosaggio è attuabile, deve essere effettuata in modo graduale.

Effetti psichiatrici

I corticosteroidi possono dar luogo ad alterazioni psichiche quali euforia, insonnia, instabilità emotiva, cambiamenti di personalità, gravi depressioni fino a manifestazioni francamente psicotiche. Inoltre, una instabilità emotiva preesistente o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi.

Con steroidi sistemici possono verificarsi reazioni avverse psichiatriche potenzialmente gravi. I sintomi tipicamente emergono entro pochi giorni o settimane dall'inizio del trattamento. La maggior parte delle reazioni scompaiono dopo la riduzione o sospensione della dose, anche se potrebbe essere necessario un trattamento specifico. Sono stati segnalati effetti psicologici alla sospensione dei corticosteroidi; la frequenza non è nota. I pazienti o i caregiver devono essere incoraggiati a rivolgersi al medico se il paziente sviluppa sintomi psicologici, soprattutto se si sospettano depressione o ideazione suicidaria. I pazienti o i caregiver devono prestare attenzione a possibili disturbi psichiatrici che possono verificarsi durante o immediatamente dopo la riduzione/sospensione della dose di steroidi sistemici.

L'acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela in corso di terapia corticosteroidea nei pazienti con ipoprotrombinemia.

Effetti sul sistema nervoso

I corticosteroidi devono essere usati con cautela nei pazienti con disturbi convulsivi.

I corticosteroidi devono essere usati con cautela nei pazienti con miastenia gravis (vedere la parte relativa alla miopatia nella sezione Effetti muscolo-scheletrici di seguito).

Sebbene sia emerso da studi clinici controllati che i corticosteroidi sono in grado di accellerare la risoluzione delle esacerbazioni acute della sclerosi multipla, non è però risultato che influiscano sulla risposta finale o sulla evoluzione naturale della malattia.

Questi studi mostrano che sono necessarie dosi relativamente elevate di corticosteroidi perché si raggiunga un effetto significativo (vedere paragrafo 4.2).

Sono stati riportati casi di convulsioni conseguenti ad un trattamento combinato di ciclosporine con alte dosi di metilprednisolone.

Effetti oculari

L'impiego prolungato di corticosteroidi può causare cataratte posteriori subcapsulari e cataratte nucleari (in particolare nei bambini), esoftalmo o un aumento della pressione intraoculare, che può provocare un glaucoma con possibile danno ai nervi ottici e può favorire l'instaurarsi di infezioni secondarie oculari dovute a funghi o virus.

I corticosteroidi vanno usati con cautela in pazienti con herpes simplex oculare a causa di una possibile perforazione corneale.

Effetti cardiaci

Gli effetti avversi dei glucocorticoidi sul sistema cardiovascolare, come la dislipidemia e l'ipertensione, in caso di cicli prolungati o dosaggi elevati, possono predisporre i pazienti trattati con fattori esistenti di rischio cardiovascolare ad un aumento di tali effetti cardiovascolari. Di conseguenza, i corticosteroidi devono essere impiegati con giudizio in tali pazienti ed è necessario prestare attenzione alla variazione del rischio ed eseguire un ulteriore monitoraggio cardiaco se necessario.

I corticosteroidi sistemici devono essere usati con cautela, e solo se strettamente necessario, in casi di insufficienza cardiaca congestiziae.

Effetti vascolari

I corticosteroidi devono essere usati con cautela nei pazienti con ipertensione.

Effetti gastrointestinali

È necessario prestare attenzione anche in presenza di diverticolite, anastomosi intestinali recenti, ulcera peptica latente o attiva. Non vi è un accordo universale sulla questione se i corticosteroidi siano di per sé responsabili delle ulcere peptiche riscontrate durante la terapia; tuttavia, la terapia con glucocorticoidi può mascherare i sintomi di ulcera peptica e, di conseguenza, perforazione o emorragia possono verificarsi senza dolore significativo; gli steroidi devono essere usati con cautela in caso di colite ulcerosa aspecifica, se vi è il rischio di perforazione, ascessi o di altra infezione piogenica.

Effetti sul sistema epatobiliare

Alte dosi di corticosteroidi possono produrre pancreatite acuta.

Effetti muscolo-scheletrici

Una miopatia acuta è stata riportata con l'uso di alte dosi di corticosteroidi; questa si verifica con maggiore frequenza in pazienti con disturbi della trasmissione neuromuscolare (ad esempio, miastenia gravis), o in pazienti che ricevono una terapia concomitante con anticolinergici, come ad esempio bloccanti neuromuscolari (p. es. pancuronio). Questa miopatia acuta è generalizzata, può coinvolgere i muscoli oculari e respiratori e può provocare tetraparesi. Possono verificarsi aumenti della creatinchinasi. Per un miglioramento clinico o il recupero dopo la sospensione dei corticosteroidi possono essere necessari da settimane ad anni.

L'osteoporosi è un effetto avverso comune ma raramente riconosciuto, associato ad un uso a lungo termine di alte dosi di glucocorticoidi.

Patologie renali e delle vie urinarie

I corticosteroidi devono essere usati con cautela nei pazienti con insufficienza renale.

Esami diagnostici

La terapia prolungata e dosi elevate di corticosteroidi possono indurre aumento della pressione arteriosa, alterazioni del bilancio idro-elettrolitico ed aumentata escrezione di potassio. Questi effetti si verificano con minore probabilità con i derivati sintetici, tranne quando utilizzati in grandi dosi. Possono essere necessarie restrizioni dietetiche del sodio ed integrazione di potassio. Tutti i corticosteroidi aumentano l'escrezione di calcio.

Altre avvertenze e precauzioni

Si raccomanda cautela con trattamenti prolungati con corticosteroidi negli anziani a causa di un potenziale aumento del rischio di osteoporosi, così come di un aumento del rischio di ritenzione idrica, con possibile conseguente ipertensione.

Aspirina e agenti anti-infiammatori non steroidei devono essere usati con cautela in associazione ai corticosteroidi.

Uso nei bambini

Particolare attenzione deve essere riservata allo sviluppo corporeo di neonati e bambini sottoposti a prolungata terapia a base di corticosteroidi. Neonati e bambini sottoposti a terapia prolungata con corticosteroidi sono particolarmente a rischio di un aumento della pressione intracranica. Alte dosi di corticosteroidi possono generare pancreatite nei bambini.

La crescita può essere soppressa in bambini trattati con glucocorticoidi con una terapia giornaliera divisa a lungo termine. L'uso di tale regime deve essere limitato alle indicazioni più gravi.

Osservare le seguenti ulteriori precauzioni per i corticosteroidi parenterali.

L'iniezione intrasinoviale di un corticosteroide può indurre sia effetti sistemici che locali.

È quindi necessario esaminare attentamente le articolazioni onde escludere un processo settico. Un marcato aumento del dolore accompagnato da rigonfiamento locale, da un'ulteriore limitazione del movimento articolare, da febbre e malessere sono indicativi di un'artrite settica; in questo caso istituire un'opportuna terapia antibiotica.

Evitare l'iniezione locale di uno steroide in una articolazione precedentemente colpita da processo settico.

I corticosteroidi non devono essere iniettati nelle articolazioni con processi infiammatori in atto.

È necessario operare con tecniche sterili per prevenire infezioni o contaminazioni. Va tenuto presente che la velocità di assorbimento dopo somministrazione intramuscolare è più lenta.

Le complicazioni conseguenti al trattamento con glucocorticoidi sono dipendenti dalla entità del dosaggio e dalla durata, pertanto deve essere effettuata una valutazione rischio/beneficio ed individuata la dose e la durata del trattamento per ogni singolo caso.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti

DEPO-MEDROL contiene meno di 1 mmol (23mg) di sodio (per dose) cioè praticamente "senza sodio".

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Il metilprednisolone è un enzima citocromo P450 (CYP) substrato ed è principalmente metabolizzato dall'enzima CYP3A. CYP3A4 è l'enzima dominante della sottofamiglia CYP più abbondante nel fegato degli esseri umani adulti. Catalizza 6β-idrossilazione di steroidi, la fase metabolica Fase I essenziale per i corticosteroidi sia endogeni sia sintetici. Anche molti altri composti sono substrati di CYP3A4, alcuni dei quali (così come altri farmaci) hanno dimostrato di alterare il metabolismo glucocorticoide per induzione (up-regulation) o inibizione dell'enzima CYP3A4 (Tabella 1).

Le interazioni farmacologiche di DEPO-MEDROL sono quelle dei corticosteroidi.

Tuttavia, a causa delle particolari modalità di assorbimento di DEPO-MEDROL, le manifestazioni cliniche di tali interazioni possono essere alterate.

I corticosteroidi interagiscono principalmente con: rifampicina, fenitoina, barbiturici (diminuito effetto corticosteroideo); estrogeni, ketoconazolo, troleandomicina, eritromicina (aumentato effetto corticosteroideo); salicilati (diminuito effetto dei salicilati); acido etacrinico, tiazidici, furosemide (aumentata perdita di potassio); acido etacrinico, indometacina, acido acetilsalicilico, FANS (aumentato rischio di ulcerazione gastrica); ciclofosfamide (diminuito effetto della ciclofosfamide);amfotericina (ipopotassiemia); antidiabetici (diminuzione del controllo della glicemia).

INIBITORI del CYP3A4 - I farmaci che inibiscono l'attività di CYP3A4 generalmente diminuiscono la clearance epatica e aumentano la concentrazione plasmatica di farmaci substrato del CYP3A4, come il metilprednisolone. In presenza di un inibitore di CYP3A4, la dose di metilprednisolone potrebbe dover essere titolata per evitare tossicità steroidea (Tabella 1).

INDUTTORI del CYP3A4 - I farmaci che inducono l'attività del CYP3A4 generalmente aumentano la clearance epatica, con conseguente diminuzione delle concentrazioni plasmatiche dei farmaci che sono substrati di CYP3A4. La somministrazione congiunta può richiedere un incremento del dosaggio di metilprednisolone per ottenere il risultato desiderato (Tabella 1).

SUBSTRATI del CYP3A4 - In presenza di un altro substrato di CYP3A4, la clearance epatica del metilprednisolone può essere inibita o indotta, con conseguenti aggiustamenti del dosaggio necessari. È possibile che gli eventi avversi associati all'uso del singolo farmaco da solo possano verificarsi con maggiore probabilità in caso di somministrazione congiunta (Tabella 1).

EFFETTI NON MEDIATI DA CYP3A4 - Altre interazioni ed effetti che si verificano con il metilprednisolone sono descritti nella Tabella 1 di seguito.

Tabella 1. Interazioni/effetti importanti di farmaci o sostanze con il metilprednisolone


Classe o tipo di farmaco -FARMACO o SOSTANZA Interazione o effetto
Antibatterico INIBITORE DEL CYP3A4. Inoltre, vi è un potenziale effetto del metilprednisolone sul tasso di acetilazione e sulla clearance dell'isoniazide.
- ISONIAZIDE
Antibiotici, antitubercolari INDUTTORE DEL CYP3A4
- RIFAMPICINA
Anticoagulanti (orali) L'effetto del metilprednisolone sugli anticoagulanti orali è variabile. Ci sono referti che segnalano effetti potenziati e diminuiti degli anticoagulanti se somministrati in concomitanza con i corticosteroidi. Pertanto, gli indici di coagulazione devono essere monitorati per mantenere gli effetti anticoagulanti desiderati.
Anticonvulsivante INDUTTORE (e SUBSTRATO) DEL CYP3A4
- CARBAMAZEPINA
Anticonvulsivanti INDUTTORI DEL CYP3A4
- FENOBARBITAL
- FENITOINA
Anticolinergici I corticosteroidi possono influenzare l'effetto degli anticolinergici.
- BLOCCANTI NEUROMUSCOLARI 1) Una miopatia acuta è stata riportata con l'uso concomitante di alte dosi di corticosteroidi e anticolinergici, come ad esempio bloccanti neuromuscolari. (Vedere Paragrafo 4.4 Avvertenze e precauzioni, Effetti muscolo-scheletrici, per ulteriori informazioni.)
2) Nei pazienti trattati con corticosteroidi, è stato riportato un antagonismo degli effetti dei bloccanti neuromuscolari di pancuronio e vecuronio. Questa interazione può essere prevista con tutti i bloccanti neuromuscolari competitivi.
Antidiabetici Poiché i corticosteroidi possono aumentare le concentrazioni di glucosio nel sangue, potrebbero essere necessari aggiustamenti del dosaggio di farmaci antidiabetici.
Antiemetico INIBITORI (e SUBSTRATI) DEL CYP3A4
- APREPITANT
- FOSAPREPITANT
Antifungini INIBITORE (e SUBSTRATO) DEL CYP3A4
- ITRACONAZOLO
- KETOCONAZOLO
Antivirali INIBITORE (e SUBSTRATO) del CYP3A4. Gli inibitori della proteasi, quali indinavir e ritonavir, possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di corticosteroidi.
- INIBITORI DELLE PROTEASI DELL' HIV
Inibitore dell'aromatasi La soppressione surrenalica indotta da aminoglutetimide può impedire le alterazioni endocrine causate da un trattamento prolungato con glucocorticoidi.
- AMINOGLUTETIMIDE
Calcio-antagonista INIBITORE (e SUBSTRATO) DEL CYP3A4
- DILTIAZEM
Contraccettivi (orali) INIBITORE (e SUBSTRATO) DEL CYP3A4
- ETINILESTRADIOLO/NORETINDRONE
Immunosoppressore INIBITORE (e SUBSTRATO) DEL CYP3A4
- CICLOSPORINA 1) Con l'uso concomitante di ciclosporina e metilprednisolone, avviene l'inibizione reciproca del metabolismo, che può aumentare le concentrazioni plasmatiche di uno o di entrambi i farmaci. Pertanto, è possibile che gli eventi avversi associati all'uso del singolo farmaco da solo possano verificarsi con maggiore probabilità in caso di somministrazione congiunta.
2) Con l'uso concomitante di metilprednisolone e ciclosporina, sono state riportate convulsioni.
Immunosoppressore SUBSTRATO del CYP3A4
- CICLOFOSFAMIDE
Immunosoppressore SUBSTRATO del CYP3A4
- TACROLIMUS
Antibatterico macrolide INIBITORE (e SUBSTRATO) DEL CYP3A4
- CLARITROMICINA
Antibatterico macrolide INIBITORE (e SUBSTRATO) DEL CYP3A4
- ERITROMICINA
Antibatterico macrolide INIBITORE del CYP3A4
- TROLEANDOMICINA
FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei) 1) Vi può essere una maggiore incidenza di sanguinamento e ulcerazione gastrointestinale quando i corticosteroidi vengono somministrati con FANS.
- Alte dosi di ASPIRINA (acido acetilsalicilico) 2) Il metilprednisolone può aumentare la clearance di aspirina in alte dosi. Questa diminuzione dei livelli sierici di salicilato potrebbe portare ad un aumento del rischio di tossicità da salicilato quando viene sospesa l'assunzione di metilprednisolone.
Agenti riduttori di potassio Quando i corticosteroidi vengono somministrati in concomitanza con agenti riduttori di potassio (p. es. diuretici), i pazienti devono essere strettamente monitorati per escludere lo sviluppo di ipopotassiemia. Vi è anche un aumento del rischio di ipopotassiemia con l'uso concomitante di corticosteroidi con amfotericina B, xanteni o beta2agonisti.

04.6 Gravidanza ed allattamento

Fertilità

Non esistono evidenze che mostrino che i corticosteroidi siano carcinogenici, mutagenici o che riducano la fertilità.

Gravidanza

Alcuni studi condotti nell'animale da esperimento hanno evidenziato che i corticosteroidi somministrati alle madri in dosi elevate, possono indurre malformazioni fetali.

Nell'uomo non sono stati condotti sufficienti studi sulla riproduzione, pertanto l'impiego del farmaco durante la gravidanza accertata o presunta e durante l'allattamento richiede un'accurata valutazione dei benefici rispetto al rischio potenziale per la madre ed il feto.

Non essendoci prove sufficienti sulla sicurezza d'impiego del farmaco nella donna gravida, deve essere impiegato soltanto se indubbiamente necessario.

I corticosteroidi attraversano facilmente la placenta, pertanto i neonati da madri che hanno ricevuto dosi consistenti di farmaco durante la gravidanza, devono essere accuratamente osservati e valutati per manifestazioni di insufficienza surrenale. Anche se l'insufficienza surrenalica neonatale sembra essere rara nei neonati che sono stati esposti in utero ai corticosteroidi, quelli esposti a dosi considerevoli di corticosteroidi devono essere attentamente monitorati e valutati per escludere segni di insufficienza surrenalica. Uno studio retrospettivo ha rilevato un aumento dell'incidenza del basso peso alla nascita nei neonati nati da madri in trattamento con corticosteroidi.

Cataratte sono state osservate in neonati nati da madri trattate con corticosteroidi a lungo termine durante la gravidanza.

Non sono noti gli effetti dei corticosteroidi sul travaglio da parto.

Allattamento

I corticosteroidi sono escreti nel latte, pertanto l'allattamento deve essere interrotto durante il trattamento.

I corticosteroidi distribuiti nel latte materno possono inibire la crescita e interferire con la produzione endogena di glucocorticoidi nei lattanti. Dal momento che non sono stati eseguiti studi adeguati sulla riproduzione sugli esseri umani con glucocorticoidi, questi farmaci devono essere somministrati alle madri che allattano solo se i benefici della terapia sono giudicati superiori ai rischi potenziali per il neonato.

Non sono stati eseguiti studi adeguati con conticosteroidi sulla riproduzione negli esseri umani.

Per l'utilizzo di questo farmaco in gravidanza, allattamento, oppure su donne in età fertile, è necessario che i benefici del farmaco siano valutati rispetto al potenziale rischio per la madre e per l'embrione o il feto.

Nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità sotto il diretto controllo del medico.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

L'effetto dei corticosteroidi sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari non è stato valutato in maniera sistematica. Dopo il trattamento con corticosteroidi, possono verificarsi effetti indesiderati quali capogiri, vertigini, disturbi visivi e affaticamento. Se interessati, i pazienti non devono guidare o usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Classe dell'organo Frequenza Effetti indesiderati
Infezioni e infestazioni Comune Infezione
Non nota Infezione opportunistica; infezione del sito di iniezione; peritonite
Disturbi del sistema immunitario Non nota Ipersensibilità al farmaco, reazione anafilattica
Patologie endocrine Comune Cushingoide
Non nota Ipopituitarismo
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune Tolleranza al glucosio compromessa; ritenzione di sodio; ritenzione di liquidi; aumentato fabbisogno di insulina (o agenti ipoglicemizzanti orali nei diabetici)[non un MedDRA PT]
Non nota Alcalosi ipopotassiemica; dislipidemia; aumento dell'appetito (che può provocare aumento di peso); lipomatosi
Disturbi psichiatrici Comune Disturbo affettivo (tra cui umore depresso, euforia). I seguenti eventi sono risultati più comuni nei bambini: sbalzi d'umore, comportamento anomalo, insonnia
Non nota Disturbo affettivo (tra cui labilità affettiva, dipendenza psicologica [non un MedDRA PT], ideazione suicidaria); disturbi psicotici (compresi mania, delirio, allucinazioni e schizofrenia [aggravamento della]); stato confusionale; disturbo mentale; ansia; cambiamento di personalità; sbalzi d'umore; comportamenti anomali; insonnia
Patologie del sistema nervoso Non nota Aumento della pressione intracranica (con papilledema [ipertensione endocranica benigna]); convulsioni; amnesia; disturbi cognitivi; vertigini; mal di testa
Patologie dell'occhio Comune Cataratta, glaucoma, aumento del tono
Non nota Esoftalmo; rari casi di cecità associati alla terapia intralesionale intorno al viso e alla testa [non un MedDRA PT]
Patologie dell'orecchio e del labirinto Non nota Vertigini
Patologie cardiache Non nota Insufficienza cardiaca congestizia (in pazienti sensibili)
Patologie vascolari Comune Ipertensione
Non nota Ipotensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non nota Singhiozzo
Patologie gastrointestinali Comune Ulcera peptica (con possibile perforazione dell'ulcera peptica ed emorragia dell'ulcera peptica)
Non nota Emorragia gastrica; perforazione intestinale; pancreatite; esofagite ulcerativa; esofagiti; dolore addominale; distensione addominale; diarrea; dispepsia; nausea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Ecchimosi; acne
Non nota Angioedema; petecchie; atrofia cutanea o sottocutanea; strie cutanee; ipopigmentazione cutanea; iperpigmentazione cutanea; irsutismo; eruzioni cutanee; eritema; prurito; orticaria; iperidrosi; ridardata cicatrizzazione; assottigliamento e fragilità della cute
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo Comune Ritardo della crescita (nei bambini); osteoporosi; debolezza muscolare
Non nota Osteonecrosi; frattura patologica; atrofia muscolare; miopatia; artropatia neuropatica; artralgia; mialgia
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Non nota Mestruazioni irregolari
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Difficoltà di cicatrizzazione; edema periferico; irritabilità (nei bambini)
Non nota Reazione al sito di iniezione; ascesso sterile; stanchezza; malessere; irritabilità (negli adulti)
Esami diagnostici Comune Riduzione del potassio nel sangue
Non nota Aumento dell'alanina aminotransferasi; aumento dell'aspartato aminotransferasi; aumento della fosfatasi alcalina nel sangue; aumento della pressione intraoculare; ridotta tolleranza ai carboidrati; aumento del calcio nelle urine; soppressione delle reazioni ai test cutanei [non un MedDRA PT]; aumento dell'urea nel sangue; bilancio negativo dell'azoto (a causa del catabolismo proteico)
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Non nota Rottura dei tendini (in particolare del tendine di Achille); frattura da compressione spinale

EFFETTI INDESIDERATI OSSERVATI CON VIE DI SOMMINISTRAZIONE NON RACCOMANDATE

Via intratecale/epidurale

Aracnoidite, meningite, paraparesi, paraplegia, disturbi del sensorio, disfunzioni intestinali/vescicali, cefalea, attacchi epilettici

Via intranasale

Alterazioni temporanee/permanenti del visus compresa la cecità, reazioni allergiche, rinite

Via oftalmica

Alterazioni temporanee/permanenti del visus compresa la cecità, aumento della pressione intraoculare, infiammazioni oculari e perioculari comprese reazioni allergiche, infezioni, residui o escare al sito di iniezione

Altri siti di iniezione (scalpo, tonsille palatine, gangli sfenopalatini)

Cecità

04.9 Sovradosaggio

Non sono riportati casi di sovradosaggio acuto con DEPO-MEDROL.

Segnalazioni di tossicità acuta e/o morte in seguito a sovradosaggio di corticosteroidi sono rare. In caso di sovradosaggio, non sono disponibili antidoti specifici; il trattamento è sintomatico e di supporto.

Il metilprednisolone è dializzabile.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: corticosteroidi sistemici, glicocorticoidi.

ATC: H02AB04.

DEPO-MEDROL contiene un glicocorticoide sintetico, il metilprednisolone acetato, derivato 6-metilico del prednisolone.

Il metilprednisolone è un potente anti-infiammatorio steroideo. Ha una maggiore potenza anti-infiammatoria rispetto al prednisolone e una minore tendenza rispetto al prednisolone di indurre ritenzione di sodio e acqua. I glucocorticoidi naturali (idrocortisone e cortisone), vengono utilizzati come terapia sostitutiva negli stati di insufficienza corticosurrenale. I loro analoghi sintetici vengono principalmente impiegati in molte affezioni per la loro potente azione anti-infiammatoria. I glucocorticoidi inducono importanti e vari effetti metabolici ed inoltre modificano le risposte immunitarie a diversi stimoli.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Dopo somministrazione IM di 40 mg di metilprednisolone acetato è stato osservato entro 7,25 ± 1,04 ore un picco plasmatico medio di 14,8 ± 8,6 ng/ml. Le concentrazioni plasmatiche erano determinabili fino a 11-17 giorni. L'area media sotto la curva (AUC) era di 1354,2 ± 424,1 ng/mL x ore (Giorno 1-21). Dopo somministrazione intra-articolare, l'assorbimento di DEPO-MEDROL nell'articolazione è sensibilmente inferiore rispetto alla via di somministrazione IM ed avviene entro alcuni giorni.

È stato osservato un picco di concentrazione di 178,9 nmol/l dopo 2-12 ore dalla somministrazione intra-articolare di 40 mg di DEPO-MEDROL.

Il metilprednisolone acetato è idrolizzato dalle colinesterasi sieriche ed è metabolizzato e inattivato principalmente a livello epatico. I maggiori metaboliti inattivi sono il 20 alfa-idrossi-metilprednisolone, il 20 beta-idrossi-metilprednisolone e il 20 beta-idrossi-6-alfa-metilprednisolone. Il metabolismo nel fegato avviene principalmente attraverso il CYP3A4 (per una lista delle interazioni mediate dal metabolismo del CYP3A4 vedere paragrafo 4.5).

L'escrezione avviene attraverso l'emuntorio renale e la bile.

L'emivita media di eliminazione per il metilprednisolone totale è nell'intervallo di 1,8 - 5,2 ore. Il volume apparente di distribuzione è di circa 1,4 L/kg e la clearance totale è circa 5 - 6 ml/min/kg.

Il metilprednisolone, come molti substrati del CYP3A4, può anche essere un substrato per l'ATP-binding cassette (ABC), proteina di trasporto p-glicoproteina, influenzando la distribuzione nei tessuti e le interazioni con altri medicinali.

La clearance di metilprednisolone è alterata dalla somministrazione concomitante di troleandomicina, eritromicina, rifampicina, anticonvulsivanti e teofillina. Nell'insufficienza renale non è necessario alcun adattamento del dosaggio; il metilprednisolone è emodializzabile.

Il metilprednisolone è ampiamente distribuito nei tessuti, attraversa rapidamente la barriera ematoencefalica e la placenta ed è escreto nel latte materno. Il legame alle proteine plasmatiche del metilprednisolone nell'uomo è circa il 77%.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati di tossicità acuta relativi all'animale da esperimento sono i seguenti:


Specie animale Via di somministrazione DL50 (mg/kg)
Ratto IM 2021,2
Topo IM 1915,2
Cane IM >800
Ratto IP 1366,4
Topo IP 1258,0
Ratto EV 136,6
Topo EV 136,8

Sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, la tossicità a dosi ripetute in topi, ratti, conigli e cani utilizzando vie di somministrazione endovenosa, intraperitoneale, sottocutanea, intramuscolare e orale, non sono stati identificati pericoli inattesi. Le tossicità viste negli studi a dosi ripetute sono quelle attese anche con l'esposizione continua a steroidi surrenalici esogeni.

Gli studi di tossicità dopo somministrazione ripetuta nel ratto e nel cane (0,8-8 mg/Kg/die e 48-480 mg/Kg/die somministrati per via IM per 30 giorni consecutivi) non hanno evidenziato effetti tossici e la tollerabilità è risultata generalmente buona.

DEPO-MEDROL è ben tollerato dal ratto e dal cane anche a dosi di 0,08-0,8-8 mg/Kg/die somministrate per via IM per 180 giorni consecutivi. La tollerabilità locale è stata valutata sia nel coniglio, iniettando 10 mg di DEPO-MEDROL nell'articolazione femoro-tibiale, sia nel ratto e nel cane mediante somministrazione IM di 0,08-0,8-8 mg/Kg/die.

Non sono state evidenziate significative modificazioni a carico delle varie strutture dell'articolazione e la tollerabilità nelle masse muscolari è risultata soddisfacente.

Potenziale cancerogeno:

Non sono stati condotti studi a lungo termine su animali per valutare il potenziale cancerogeno, in quanto il farmaco è indicato solo per trattamento a breve termine e non vi erano segni indicativi di attività cancerogena. Non ci sono prove che i corticosteroidi siano cancerogeni.

Potenziale mutageno:

Non c'è stata evidenza di un potenziale di mutazioni genetiche e cromosomiche durante il test in un saggio di eluizione alcalina/sui danni del DNA nelle cellule V79 del criceto cinese. Il metilprednisolone non ha indotto danni cromosomici in assenza di un sistema di attivazione del fegato.

Gli studi di teratogenesi hanno evidenziato nel coniglio e nel ratto alterazioni comunemente osservate con i corticosteroidi (palatoschisi, encefalocele e idrocefalo).

Potenziale teratogeno:

In studi su animali sugli effetti embriotossici del metilprednisolone, nessun effetto teratogeno è stato osservato nei topi o ratti a dosi giornaliere intraperitoneali di 125 mg/kg/die o 100 mg/kg/die, rispettivamente. Nei ratti, il metilprednisolone è risultato teratogeno quando somministrato per via sottocutanea alla dose di 20 mg/kg/giorno. Il metilprednisolone aceponato si è dimostrato teratogeno quando somministrato per via sottocutanea ai ratti ad un dosaggio di 1,0 mg/kg/die.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Macrogol 3350; sodio cloruro; miristil gamma picolinio cloruro; sodio idrossido; acido cloridrico; acqua per preparazioni iniettabili q.b.

06.2 Incompatibilità

Il metilprednisolone acetato è incompatibile in soluzione con diversi farmaci. La compatibilità infatti dipende da vari fattori quali, ad esempio, la concentrazione dei farmaci, il pH della soluzione e la temperatura. Pertanto è consigliabile non diluire e non mescolare DEPO-MEDROL con altre soluzioni.

06.3 Periodo di validità

5 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Da conservare a temperatura non inferiore a 0° C.

06.5 Natura del confezionamento primario e contenuto della confezione

Flacone di vetro neutro chiuso da un tappo di gomma.

- DEPO-MEDROL 40 mg/ml, 1 flacone da 1 ml.

- DEPO-MEDROL 40 mg/ml, 3 flaconi da 1 ml.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

Pfizer Italia S.r.l. - Via Isonzo, 71 - 04100 Latina

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

DEPO-MEDROL 40 mg/ml,

- 1 flacone da 1 ml, AIC 017932017

- 3 flaconi da 1 ml, AIC 017932029

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE O DEL RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE

31 maggio 2005

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Determinazione Aifa del Maggio 2013

11.0 PER I RADIOFARMACI, DATI COMPLETI SULLA DOSIMETRIA INTERNA DELLA RADIAZIONE

12.0 PER I RADIOFARMACI, ULTERIORI ISTRUZIONI DETTAGLIATE SULLA PREPARAZIONE ESTEMPORANEA E SUL CONTROLLO DI QUALITÀ



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Ultima modifica dell'articolo: 07/12/2016