Atarax - Foglio Illustrativo

Principi attivi: Idrossizina (Idrossizina cloridrato )

Atarax

ATARAX 25 mg compresse rivestite con film
ATARAX 20 mg/10 ml sciroppo

I foglietti illustrativi di Atarax sono disponibili per le confezioni:

IndicazioniPerché si usa Atarax? A cosa serve?

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Ansiolitico.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

Trattamento a breve termine degli stati ansiosi. Dermatiti allergiche accompagnate da prurito.

ControindicazioniQuando non dev'essere usato Atarax?

Storia di ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, alla cetirizina, ad altri derivati piperazinici, all'aminofillina o all'etilendiammina.

Nei pazienti affetti da porfiria.

Nei pazienti in terapia con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) (vedere Interazioni).

Nei pazienti con preesistente intervallo QT prolungato.

Durante la gravidanza e l'allattamento (vedere Avvertenze speciali)

Precauzioni per l'usoCosa serve sapere prima di prendere Atarax?

L'idrossizina deve essere somministrata con cautela nei pazienti con una maggiore predisposizione alle convulsioni. I bambini piccoli sono più predisposti a sviluppare eventi avversi inerenti il sistema nervoso centrale (vedere Effetti indesiderati). L'incidenza di convulsioni è maggiore nei bambini che negli adulti. Per i suoi potenziali effetti anticolinergici l'idrossizina deve essere utilizzata con molta cautela in caso di glaucoma, nell'ipertrofia prostatica, nell'ostruzione del collo vescicale, nelle stenosi piloriche e duodenali o di altri tratti dell'apparato gastroenterico e urogenitale, nella ipomotilità gastrointestinale, nella miastenia grave, nelle affezioni cardiovascolari, nell'ipertensione arteriosa, nell'ipertiroidismo e nei casi di demenza, evitandone l'impiego nei casi di maggiore gravità.

Particolare cautela è necessaria per i pazienti che possiedono una accertata predisposizione all'aritmia cardiaca incluso lo squilibrio elettrolitico (ipopotassiemia, ipomagnesiemia), che hanno una malattia cardiaca preesistente o che assumono contemporaneamente farmaci che possono indurre aritmia cardiaca. In tali pazienti è da prendere in considerazione l'utilizzo di trattamenti alternativi.

InterazioniQuali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Atarax?

Informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica.

L'idrossizina non deve essere somministrata assieme agli inibitori delle monoaminossidasi (vedere Controindicazioni).

L'azione potenziante dell'idrossizina deve essere considerata quando il farmaco viene utilizzato in associazione con altre sostanze ad azione anticolinergica o con sostanze ad effetto depressivo sul sistema nervoso centrale e la dose di ATARAX deve essere adattata su base individuale.

Anche l'alcool potenzia gli effetti dell'idrossizina, per cui la sua assunzione è sconsigliata durante il trattamento con ATARAX.

L'idrossizina antagonizza gli effetti della betaistina e degli anticolinesterasici.

Il trattamento deve essere sospeso almeno cinque giorni prima di test allergometrici o del test di provocazione bronchiale con metacolina, per evitare effetti sui risultati del test.

L'associazione di ATARAX con altri psicofarmaci richiede particolare cautela e vigilanza da parte del medico al fine di evitare inattesi effetti indesiderati da interazione.

L'uso degli antistaminici può mascherare i primi segni di ototossicità di certi antibiotici.

L'idrossizina contrasta l'azione pressoria dell'adrenalina.

Nei ratti, l'idrossizina antagonizza l'azione anticonvulsivante della fenitoina.

È stato dimostrato che la cimetidina, al dosaggio di 600 mg due volte al giorno, aumenta le concentrazioni sieriche della idrossizina del 36% e che riduce le massime concentrazioni del metabolita cetirizina del 20%.

L'idrossizina inibisce il citocromo P450 2D6 (Ki: 3,9 μM; 1,7 μg/ml) e a dosaggi elevati può causare interazioni farmacologiche con altri substrati del CYP2D6.

L'idrossizina non inibisce le isoforme 1A1 e 1A6 dell'enzima UDP-glucuronil transferasi dei microsomi epatici umani alla dose di 100 μM. Inibisce le isoforme 2C9, 2C19 e 3A4 del citocromo P450 a concentrazioni molto superiori alle massime concentrazioni plasmatiche (CI50: 103-140 μM; 46-52 μg/ml).

Pertanto, è improbabile che l'idrossizina comprometta il metabolismo dei farmaci che costituiscono substrati per tali enzimi. Il metabolita cetirizina a 100 μM non inibisce il citocromo P450 (1A2, 2A6, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1 e 3A4) né le isoforme dell'UDP-glucuronil transferasi nel fegato umano. Dato che l'idrossizina viene metabolizzata dall'alcool deidrogenasi e dagli isoenzimi CYP3A4/5, ci si può aspettare un aumento delle concentrazioni ematiche di idrossizina quando essa viene somministrata assieme ad altri farmaci noti quali potenti inibitori di questi enzimi. Tuttavia quando viene inibita una sola via metabolica, l'altra può parzialmente compensare.

La somministrazione concomitante dell'idrossizina con un medicinale potenzialmente aritmogeno potrebbe incrementare il rischio di prolungamento QT e di torsioni di punta.

AvvertenzeÈ importante sapere che:

La dose deve essere adattata nel caso in cui l'idrossizina venga utilizzata in concomitanza con altri farmaci depressivi del sistema nervoso centrale o con proprietà anticolinergiche (vedere Interazioni).

È da evitare l'uso concomitante di alcool e di idrossizina (vedere Interazioni).

La somministrazione concomitante di idrossizina e di anticoagulanti esige una attenta sorveglianza, con l'aiuto di esami di laboratorio appropriati.

La comparsa di disturbi epigastrici può essere evitata somministrando il prodotto dopo i pasti.

Particolare cautela va posta nel determinare la dose nei bambini, negli anziani e nei pazienti con insufficienza renale ed epatica (vedere Dose, modo e tempo di somministrazione).

Nel paziente anziano, si consiglia di iniziare la terapia con metà del dosaggio previsto per l'adulto a causa della lunga durata d'azione del farmaco (vedere Dose, modo e tempo di somministrazione).

La dose deve essere ridotta nei pazienti con insufficienza epatica e nei pazienti con insufficienza renale da moderata a grave (vedere Dose, modo e tempo di somministrazione).

Gravidanza e allattamento

Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci per la prevenzione della gravidanza durante il trattamento con la idrossizina.

Gravidanza

Studi nell'animale hanno evidenziato effetti tossici sulla funzione riproduttiva.

L'idrossizina attraversa la placenta, raggiungendo concentrazioni nel feto che sono superiori a quelle nella madre.

Attualmente non sono disponibili dati epidemiologici sull' esposizione di donne gravide all'idrossizina. Pertanto, l'idrossizina è controindicata in gravidanza.

Travaglio e parto

Nei neonati di madri trattate con idrossizina durante la gravidanza inoltrata e/o durante il parto, sono stati osservati i seguenti eventi subito dopo il parto o nelle prime ore dopo la nascita: ipotonia, disturbi del movimento, ivi inclusi disturbi extrapiramidali, movimenti clonici, depressione del sistema nervoso centrale, condizioni ipossiche neonatali e ritenzione urinaria.

Allattamento

La cetirizina, il principale metabolita dell'idrossizina, è escreta nel latte umano.

Sebbene non siano stati effettuati studi formali sull'escrezione dell'idrossizina nel latte umano, effetti avversi gravi sono stati riportati nei neonati/bambini allattati al seno di madri trattate con idrossizina.

L'idrossizina è pertanto controindicata durante l'allattamento. L'allattamento deve essere interrotto, qualora la madre debba essere trattata con ATARAX.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari.

L'idrossizina può causare stanchezza, capogiri, sedazione, disturbi visivi e pertanto può compromettere la capacità di reazione e di concentrazione, in particolare a dosi più alte e/o se viene somministrata contemporaneamente all'alcool o a farmaci sedativi.

I pazienti devono essere avvertiti di questa possibilità e devono essere informati che è necessaria cautela nel guidare autoveicoli e nell'azionare macchinari. L'uso concomitante di idrossizina con alcool o con farmaci sedativi deve essere evitato perché la loro assunzione aggrava questi effetti.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti di ATARAX

Lo sciroppo contiene 0,75 g di saccarosio per ml. In caso di accertata intolleranza agli zuccheri contattare il medico curante prima di assumere il medicinale.

Il contenuto di saccarosio deve essere, inoltre, tenuto in considerazione qualora sia somministrato a pazienti affetti da diabete mellito a dosi superiori a 6,5 ml di sciroppo. Il saccarosio può essere dannoso per i denti.

Lo sciroppo contiene piccole quantità (0,1% in volume) di etanolo (alcool) inferiori a 100 mg per dose. Ciò deve essere tenuto in considerazione nei pazienti che soffrono di alcolismo, nelle donne in gravidanza o che allattano, nei bambini e nei gruppi ad alto rischio quali i pazienti affetti da malattia epatica o epilessia. Le compresse contengono lattosio. In caso di accertata intolleranza agli zuccheri contattare il medico curante prima di assumere il medicinale.

Per chi svolge attività sportiva, l'uso di medicinali contenenti alcool etilico può determinare positività ai test antidoping in rapporto ai limiti di concentrazione alcolemica indicata da alcune federazioni sportive.

Dosi e Modo d'usoCome usare Atarax: Posologia

La posologia è strettamente individuale.

Adulti e adolescenti: La dose unitaria è di 12,5 mg - 25 mg (12,5 mg = 1⁄2 compressa; 25 mg = 1 compressa o un cucchiaio da minestra non colmo di sciroppo).

Bambini di età superiore ai 12 mesi: la dose unitaria è di 10 mg - 20 mg a seconda dell'età (10 mg = 1 cucchiaino da caffè di sciroppo; 20 mg = 1 cucchiaio da frutta di sciroppo). Le compresse non sono adatte per la somministrazione ai bambini.

La posologia varia da 1 a 4 somministrazioni giornaliere a seconda dei casi; dosi superiori potranno essere somministrate dopo attenta valutazione del medico e su suo consiglio.

Anziani: Nel trattamento dei pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che valuterà l'eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati. Si consiglia di iniziare la terapia nel paziente anziano con metà del dosaggio previsto per l'adulto a causa della lunga durata d'azione del farmaco.

Insufficienza epatica: Nei pazienti con insufficienza epatica, il dosaggio deve essere ridotto di un terzo.

Insufficienza renale: Il dosaggio deve essere ridotto nei pazienti con insufficienza renale da moderata a grave perché l'escrezione del metabolita cetirizina è ridotta in questi pazienti.

Modo d'impiego

Sciroppo: somministrarlo, puro o diluito, in poca acqua o succo di frutta, immediatamente prima dei pasti.

Compresse: inghiottire senza masticare, con un sorso di acqua; eventualmente, far seguire la somministrazione da una piccola quantità di alimento (biscotti, frutta, ecc.).

SovradosaggioCosa fare se avete preso una dose eccessiva di Atarax

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di ATARAX avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.

Non risulta esista antidoto specifico; in caso di incidenti per sovradosaggio il trattamento sarà dunque sintomatico, come per tutti gli altri antistaminici.

La sintomatologia osservata dopo un sovradosaggio importante è principalmente associata ad una eccessiva stimolazione anticolinergica e a depressione o stimolazione paradossa del sistema nervoso centrale. I sintomi comprendono nausea, vomito, tachicardia, febbre, sonnolenza, compromissione dei riflessi pupillari, tremore, confusione ed allucinazioni. Essi possono essere seguiti da compromissione della coscienza, depressione respiratoria, convulsioni, ipotensione o aritmie cardiache. Può seguire un peggioramento del coma e collasso cardiorespiratorio.

Bisogna monitorare attentamente la pervietà delle vie respiratorie, la funzione respiratoria e la funzione cardiocircolatoria tramite la registrazione continua dell'elettrocardiogramma e deve essere disponibile un adeguato rifornimento di ossigeno. Il monitoraggio cardiaco e pressorio deve essere continuato finchè il paziente è stato asintomatico per 24 ore. Nei pazienti con compromissione dello stato di coscienza bisogna controllare che non siano stati ingeriti anche altri farmaci oppure alcool e bisogna somministrare ossigeno, naloxone, glucosio e tiamina, a seconda delle necessità.

Bisognerà ricorrere alla noradrenalina o al metaramirolo qualora fosse necessario un vasopressore.

Non bisogna usare l'adrenalina.

Non bisogna somministrare lo sciroppo di ipecacuana a pazienti sintomatici o a rischio di ottundimento, coma o convulsioni, dato che questo potrebbe condurre ad una polmonite ab ingestis. In caso di ingestione clinicamente importante si può effettuare una lavanda gastrica previa intubazione endotracheale. Può essere somministrato carbone attivo, ma la sua efficacia è poco documentata.

L'utilità della emodialisi o della emoperfusione è dubbia.

Vi sono dati in letteratura che indicano che in presenza di effetti anticolinergici gravi che non rispondono ad altre terapie e che pongono il paziente in pericolo di vita, può essere utile un tentativo con una dose terapeutica di fisostigmina. Questo farmaco non deve essere usato solo per tenere il paziente sveglio. Se sono stati ingeriti contemporaneamente anche antidepressivi triciclici, l'uso della fisostigmina può scatenare convulsioni e provocare un arresto cardiaco intrattabile. Bisogna evitare la fisostigmina anche in pazienti con difetti della conduzione cardiaca.

Se si ha qualsiasi dubbio sull'uso di ATARAX, rivolgersi al medico o al farmacista.

Effetti IndesideratiQuali sono gli effetti collaterali di Atarax?

Come tutti i medicinali, ATARAX può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Alle comuni dosi terapeutiche gli antistaminici presentano effetti indesiderabili assai variabili da composto a composto e da soggetto a soggetto.

Gli effetti indesiderati sono principalmente correlati alla depressione oppure alla stimolazione paradossa del sistema nervoso centrale, all'attività anticolinergica o a reazioni di ipersensibilità.

A Studi clinici

La tabella seguente elenca gli effetti indesiderati verificatisi con idrossizina, alla frequenza di almeno 1%, in studi clinici controllati verso placebo comprendenti 735 soggetti esposti ad idrossizina somministrata per via orale fino a 50 mg al giorno e 630 soggetti esposti a placebo. La frequenza è stata valutata utilizzando le seguenti definizioni: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).


Organo/sistema Effetto indesiderato Frequenza
Patologie del sistema nervoso Sonnolenza Molto comune
Cefalea Comune
Disturbo dell'attenzione Non comune
Vertigini Non comune
Patologie gastrointestinali Secchezza delle fauci Comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento Comune
Astenia Non comune

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate con la cetirizina, metabolita principale dell'idrossizina e potrebbero potenzialmente verificarsi con l'idrossizina: trombocitopenia, aggressione, depressione, tic, distonia, parestesia, crisi oculogira, diarrea, disuria, enuresi, astenia, edema, peso aumentato.

B Esperienza post-marketing

Di seguito sono elencati, per apparato e per classe di frequenza, gli effetti indesiderati riportati durante la commercializzazione del medicinale.

La frequenza è stata valutata utilizzando le seguenti definizioni: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie cardiache:

Raro: tachicardia

Non nota: elettrocardiogramma QT prolungato, torsioni di punta

Patologie dell'occhio:

Raro: disturbo dell'accomodazione, visione offuscata

Patologie dell'orecchio e del labirinto:

Non nota: secchezza del naso, ronzii auricolari

Patologie gastrointestinali:

Comune: secchezza delle fauci

Non comune: nausea

Raro: stipsi, vomito

Patologie epatobiliari:

Raro: test della funzionalità epatica anormali

Non nota: epatite

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Comune: affaticamento

Non comune: astenia, malessere, febbre, dolore o infiammazione al sito di iniezione, flebiti, ascessi al gluteo

Disturbi del sistema immunitario:

Raro: ipersensibilità

Molto raro: shock anafilattico

Patologie del sistema nervoso:

Molto comune: sonnolenza

Comune: cefalea, sedazione

Non comune: capogiro, insonnia, tremore

Raro: convulsioni, discinesie, nervosismo, difficoltà a coordinare i movimenti

Disturbi psichiatrici:

Non comune: agitazione, confusione

Raro: disorientamento, allucinazioni

Patologie renali e urinarie:

Raro: ritenzione urinaria

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Molto raro: broncospasmo

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Raro: prurito, rash eritematoso, rash maculo-papulare, orticaria, dermatite

Molto raro: sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, pustolosi esantematica acuta generalizzata, edema angioneurotico, eruzione fissa da farmaci, aumento della sudorazione

Patologie vascolari:

Raro: ipotensione

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Eccezionalmente agranulocitosi ed altre gravi reazioni ematologiche (trombocitopenia, anemia emolitica).

In rari casi, la somministrazione intramuscolare della soluzione iniettabile induce un moderato dolore di lunga durata.

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati. Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati peggiora, o se nota la comparsa di un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informi il medico o il farmacista

Scadenza e Conservazione

Vedere la data di scadenza riportata sulla confezione. La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro correttamente conservato.

ATTENZIONE: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno del mese.

Precauzioni particolari per la conservazione

Tenere i blister e il flacone nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Tenere il medicinale fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.

I medicinali non devono essere gettati nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Composizione e forma farmaceutica

COMPOSIZIONE

ATARAX 20 mg/10 ml sciroppo

10 ml di sciroppo contengono:

Principio attivo: idrossizina dicloridrato 20 mg.

Eccipienti: saccarosio, sodio benzoato (E211), levomentolo, essenza di nocciola (contenente fra gli altri glicole propilenico, vanillina, etilvanillina, estratto di semi di Fieno greco, olio di Levistico), etanolo, acqua depurata.

ATARAX 25 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa contiene:

Principio attivo: idrossizina dicloridrato 25 mg.

Eccipienti: Nucleo: lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, silice colloidale anidra. Rivestimento: Opadry Y-1-7000 [titanio diossido (E171), ipromellosa (E464), macrogol 400].

FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO

Sciroppo. Flacone da 150 ml di sciroppo 20 mg/10 ml

Compresse rivestite con film. Astuccio da 20 compresse divisibili da 25 mg.


Fonte Foglietto Illustrativo: AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Contenuto pubblicato a Gennaio 2016. Le informazioni presenti possono non risultare essere aggiornate. Per avere accesso alla versione più aggiornata, si consiglia l'accesso al sito web dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Disclaimer e informazioni utili.

Ulteriori informazioni su Atarax sono disponibili nella scheda "Riassunto delle Caratteristiche".

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

ATARAX

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

ATARAX 20 mg/10 ml sciroppo

10 ml di sciroppo contengono:

Principio attivo: idrossizina dicloridrato 20 mg.

Eccipienti: saccarosio, etanolo (alcool).

ATARAX 25 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa contiene:

Principio attivo: idrossizina dicloridrato 25 mg.

Eccipienti: lattosio.

ATARAX 100 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare

Ogni fiala contiene:

Principio attivo: idrossizina dicloridrato 100 mg.

Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA

Sciroppo: soluzione chiara, incolore.

Compresse rivestite con film: compresse rivestite con film di colore bianco, di forma oblunga, divisibili.

Soluzione iniettabile: soluzione chiara, incolore.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Compresse e sciroppo

Trattamento a breve termine degli stati ansiosi. Dermatiti allergiche accompagnate da prurito.

Soluzione iniettabile

Trattamento d'urgenza degli stati di agitazione, preparazione agli interventi chirurgici. Medicazione post-operatoria: nausee e vomiti postoperatori, trattamento coadiuvante delle allergie sistemiche (malattia da siero, anafilassi) e delle reazioni generali da trasfusioni o da medicamenti.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Compresse e sciroppo

La posologia è strettamente individuale.

Adulti e adolescenti

La dose unitaria è di 12,5 mg - 25 mg (12,5 mg = ½ compressa; 25 mg = 1 compressa o un cucchiaio da minestra non colmo di sciroppo).

Bambini di età superiore a 12 mesi

La dose unitaria è di 10 mg - 20 mg a seconda dell'età (10 mg = 1 cucchiaino da caffè di sciroppo; 20 mg = 1 cucchiaio da frutta di sciroppo). Le compresse non sono adatte per la somministrazione ai bambini.

La posologia varia da 1 a 4 somministrazioni giornaliere a seconda dei casi; dosi superiori potranno essere somministrate dopo attenta valutazione.

Soluzione iniettabile

La soluzione iniettabile è destinata alla esclusiva somministrazione intramuscolare.

a) Trattamento di urgenza degli stati di agitazione

Adulti

La dose unitaria è di 50 mg - 200 mg da ripetere, se necessario, ogni 4-6 ore, senza superare la dose totale massima giornaliera di 300 mg.

b) Preparazione agli interventi chirurgici

La dose unitaria è di 25 mg - 200 mg da somministrare mezz'ora prima dell'intervento.

c) Medicazione post-operatoria; nausee e vomiti post-operatori e trattamento coadiuvante delle allergie sistemiche (malattia da siero, anafilassi) e delle reazioni generali da trasfusioni o da medicamenti

La dose unitaria è di 25 mg - 50 mg per un'unica somministrazione.

Il trattamento sarà eventualmente proseguito per via orale.

Anziani

Nel trattamento dei pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita, valutando l'eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati. Si consiglia di iniziare la terapia nel paziente anziano con metà del dosaggio previsto per l'adulto a causa della lunga durata d'azione del farmaco.

Insufficienza epatica

Nei pazienti con insufficienza epatica, il dosaggio deve essere ridotto di un terzo.

Insufficienza renale

Il dosaggio deve essere ridotto nei pazienti con insufficienza renale da moderata a grave, perché l'escrezione del metabolita cetirizina è ridotta in questi pazienti.

04.3 Controindicazioni

Storia di ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, alla cetirizina, ad altri derivati piperazinici, all'aminofillina o all'etilendiamina.

Nei pazienti affetti da porfiria.

Nei pazienti in terapia con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) (vedere paragrafo 4.5).

Nei pazienti con preesistente intervallo QT prolungato.

Durante la gravidanza e l'allattamento (vedere paragrafo 4.6).

La soluzione iniettabile non deve essere somministrata per via endovenosa, intrarteriosa e sottocutanea.

04.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego

L'idrossizina deve essere somministrata con cautela nei pazienti con una maggiore predisposizione alle convulsioni. I bambini piccoli sono più predisposti a sviluppare eventi avversi inerenti il sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.8). L'incidenza di convulsioni è maggiore nei bambini che negli adulti.

Per i suoi potenziali effetti anticolinergici l'idrossizina deve essere utilizzata con cautela in caso di glaucoma, nell'ipertrofia prostatica, nell'ostruzione del collo vescicale, nelle stenosi piloriche e duodenali o di altri tratti dell'apparato gastroenterico e urogenitale, nella ipomotilità gastrointestinale, nella miastenia grave, nelle affezioni cardiovascolari, nell'ipertensione arteriosa, nell'ipertiroidismo e nei casi di demenza, evitandone l'impiego nei casi di maggiore gravità.

Particolare cautela è necessaria per i pazienti che possiedono una accertata predisposizione all'aritmia cardiaca incluso lo squilibrio elettrolitico (ipopotassiemia, ipomagnesiemia), che hanno una malattia cardiaca preesistente o che assumono contemporaneamente farmaci che possono indurre aritmia cardiaca. In tali pazienti è da prendere in considerazione l'utilizzo di trattamenti alternativi.

La dose deve essere adattata nel caso in cui l'idrossizina venga utilizzata in concomitanza con altri farmaci depressivi del sistema nervoso centrale o con proprietà anticolinergiche (vedere paragrafo 4.5).

È da evitare l'uso concomitante di alcool e di idrossizina (vedere paragrafo 4.5).

La somministrazione concomitante di idrossizina e di anticoagulanti esige un'attenta sorveglianza, con l'aiuto di esami di laboratorio appropriati.

La comparsa di disturbi epigastrici può essere evitata somministrando il prodotto dopo i pasti.

Particolare cautela va posta nel determinare la dose nei bambini, negli anziani e nei pazienti con insufficienza renale ed epatica (vedere paragrafo 4.2).

Nel paziente anziano, si consiglia di iniziare la terapia con metà del dosaggio previsto per l'adulto a causa della lunga durata d'azione del farmaco (vedere paragrafo 4.2).

La dose deve essere ridotta nei pazienti con insufficienza epatica e nei pazienti con insufficienza renale da moderata a grave (vedere paragrafo 4.2).

Prima della somministrazione intramuscolare della soluzione iniettabile, deve essere effettuato un controllo accurato per verificare che l'ago non sia penetrato in un vaso sanguigno.

La soluzione iniettabile non deve essere somministrata per via sottocutanea, endovenosa e intrarteriosa, a causa di reazioni avverse al sito di iniezione, quali necrosi tissutale locale o dolore residuo di lunga durata e di possibilità di tromboflebiti e trombosi arteriosa (vedere paragrafo 4.3).

Informazioni importanti su alcuni eccipienti

ATARAX sciroppo contiene 0,75 g di saccarosio per ml. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi non devono assumere questo medicinale (vedere paragrafo 6.1).

Il contenuto di saccarosio deve essere, inoltre, tenuto in considerazione qualora sia somministrato a pazienti affetti da diabete mellito a dosi superiori a 6,5 ml di sciroppo. Il saccarosio può essere dannoso per i denti.

Lo sciroppo contiene piccole quantità (0,1% in volume) di etanolo (alcool) inferiori a 100 mg per dose. Ciò deve essere tenuto in considerazione nei pazienti che soffrono di alcolismo, nelle donne in gravidanza o che allattano, nei bambini e nei gruppi ad alto rischio quali i pazienti affetti da malattia epatica o epilessia.

Le compresse contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale (vedere paragrafo 6.1).

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

L'idrossizina non deve essere somministrata assieme agli inibitori delle monoaminossidasi (vedere paragrafo 4.3).

L'azione potenziante dell'idrossizina deve essere considerata quando viene utilizzata in associazione con altre sostanze ad azione anticolinergica o con sostanze ad effetto depressivo sul sistema nervoso centrale e la dose deve essere adattata su base individuale. Anche l'alcool potenzia gli effetti dell'idrossizina, per cui la sua assunzione è sconsigliata durante il trattamento con ATARAX.

L'idrossizina antagonizza gli effetti della betaistina e degli anticolinesterasici.

Il trattamento deve essere sospeso almeno cinque giorni prima di test allergometrici o del test di provocazione bronchiale con metacolina, per evitare effetti sui risultati del test.

L'associazione di ATARAX con altri psicofarmaci richiede particolare cautela e vigilanza da parte del medico al fine di evitare inattesi effetti indesiderati da interazione.

L'uso degli antistaminici può mascherare i primi segni di ototossicità di certi antibiotici.

L'idrossizina contrasta l'azione pressoria dell'adrenalina.

Nei ratti, l'idrossizina antagonizza l'azione anticonvulsivante della fenitoina.

È stato dimostrato che la cimetidina, al dosaggio di 600 mg due volte al giorno, aumenta le concentrazioni sieriche della idrossizina del 36% e che riduce le massime concentrazioni del metabolita cetirizina del 20%.

L'idrossizina inibisce il citocromo P450 2D6 (Ki: 3,9 mM; 1,7 mg/ml) e a dosaggi elevati può causare interazioni farmacologiche con altri substrati del CYP2D6.

L'idrossizina non inibisce le isoforme 1A1 e 1A6 dell'enzima UDP-glucuronil transferasi dei microsomi epatici umani alla dose di 100 mM. Inibisce le isoforme 2C9, 2C19 e 3A4 del citocromo P450 a concentrazioni molto superiori alle massime concentrazioni plasmatiche (CI50: 103-140 mM; 46-52 mg/ml). Pertanto, è improbabile che l'idrossizina comprometta il metabolismo dei farmaci che costituiscono substrati per tali enzimi. Il metabolita cetirizina a 100 mM non inibisce il citocromo P450 (1A2, 2A6, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1, e 3A4) né le isoforme dell'UDP-glucuronil transferasi nel fegato umano. Dato che l'idrossizina viene metabolizzata dall'alcool deidrogenasi e dagli isoenzimi CYP3A4/5, ci si può aspettare un aumento delle concentrazioni ematiche di idrossizina quando essa viene somministrata assieme ad altri farmaci noti quali potenti inibitori di questi enzimi. Tuttavia, quando viene inibita una sola via metabolica, l'altra può parzialmente compensare.

La somministrazione concomitante dell'idrossizina con un medicinale potenzialmente aritmogeno potrebbe incrementare il rischio di prolungamento QT e di torsioni di punta.

04.6 Gravidanza ed allattamento

Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci per la prevenzione della gravidanza durante il trattamento con la idrossizina.

Gravidanza

Studi nell'animale hanno evidenziato effetti tossici sulla funzione riproduttiva.

L'idrossizina attraversa la placenta, raggiungendo concentrazioni nel feto che sono superiori a quelle nella madre.

Attualmente non sono disponibili dati epidemiologici sull'esposizione di donne gravide all' idrossizina. Pertanto, l'idrossizina è controindicata in gravidanza.

Travaglio e parto

Nei neonati di madri trattate con idrossizina durante la gravidanza inoltrata e/o durante il parto, sono stati osservati i seguenti eventi subito dopo il parto o nelle prime ore dopo la nascita: ipotonia, disturbi del movimento, ivi inclusi disturbi extrapiramidali, movimenti clonici, depressione del sistema nervoso centrale, condizioni ipossiche neonatali e ritenzione urinaria.

Allattamento

La cetirizina, il principale metabolita dell'idrossizina, è escreta nel latte umano.

Sebbene non siano stati effettuati studi formali sull'escrezione dell'idrossizina nel latte umano, effetti avversi gravi sono stati riportati nei neonati/bambini allattati al seno di madri trattate con idrossizina.

L'idrossizina è pertanto controindicata durante l'allattamento. L'allattamento deve essere interrotto, qualora la madre debba essere trattata con idrossizina.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari.

L'idrossizina può causare stanchezza, capogiri, sedazione, disturbi visivi e pertanto può compromettere la capacità di reazione e di concentrazione, in particolare a dosi più alte e/o se viene somministrata contemporaneamente all'alcool o a farmaci sedativi.

I pazienti devono essere avvertiti di questa possibilità e devono essere informati che è necessaria cautela nel guidare autoveicoli e nell'azionare macchinari. L'uso concomitante di idrossizina con alcool o con farmaci sedativi deve essere evitato perché la loro assunzione aggrava questi effetti.

04.8 Effetti indesiderati

Alle comuni dosi terapeutiche gli antistaminici presentano effetti indesiderati assai variabili da composto a composto e da soggetto a soggetto.

Gli effetti indesiderati sono principalmente correlati alla depressione oppure alla stimolazione paradossa del sistema nervoso centrale, all'attività anticolinergica o a reazioni di ipersensibilità.

A) Studi clinici

La tabella seguente elenca gli effetti indesiderati verificatisi con idrossizina, alla frequenza di almeno 1%, in studi clinici controllati verso placebo comprendenti 735 soggetti esposti ad idrossizina somministrata per via orale fino a 50 mg al giorno e 630 soggetti esposti a placebo.

La frequenza è stata valutata utilizzando le seguenti definizioni: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).


Organo/sistema Effetto indesiderato Frequenza
Patologie del sistema nervoso Sonnolenza Molto comune
Cefalea Comune
Disturbo dell'attenzione Non comune
Vertigini Non comune
Patologie gastrointestinali Secchezza delle fauci Comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento Comune
Astenia Non comune

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate con la cetirizina, metabolita principale dell'idrossizina e potrebbero potenzialmente verificarsi con l'idrossizina: trombocitopenia, aggressione, depressione, tic, distonia, parestesia, crisi oculogira, diarrea, disuria, enuresi, astenia, edema, peso aumentato.

B) Esperienza post-marketing

Di seguito sono elencati, per apparato e per classe di frequenza, gli effetti indesiderati riportati durante la commercializzazione del medicinale.

La frequenza è stata valutata utilizzando le seguenti definizioni: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie cardiache

Raro: tachicardia.

Non nota: elettrocardiogramma QT prolungato, torsioni di punta.

Patologie dell'occhio

Raro: disturbo dell'accomodazione, visione offuscata.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non nota: secchezza del naso, ronzii auricolari.

Patologie gastrointestinali

Comune: secchezza delle fauci.

Non comune: nausea.

Raro: stipsi, vomito.

Patologie epatobiliari

Raro: test della funzionalità epatica anormali.

Non nota: epatite.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: affaticamento.

Non comune: astenia, malessere, febbre, dolore o infiammazione al sito di iniezione, flebiti, ascessi al gluteo.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: ipersensibilità.

Molto raro: shock anafilattico.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: sonnolenza.

Comune: cefalea, sedazione.

Non comune: capogiro, insonnia, tremore.

Raro: convulsioni, discinesie, nervosismo, difficoltà a coordinare i movimenti.

Disturbi psichiatrici

Non comune: agitazione, confusione.

Raro: disorientamento, allucinazioni.

Patologie renali e urinarie

Raro: ritenzione urinaria.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Molto raro: broncospasmo.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro: prurito, rash eritematoso, rash maculo-papulare, orticaria, dermatite.

Molto raro: sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, pustolosi esantematica acuta generalizzata, edema angioneurotico, eruzione fissa da farmaci, aumento della sudorazione.

Patologie vascolari

Raro: ipotensione.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Eccezionalmente agranulocitosi ed altre gravi reazioni ematologiche (trombocitopenia, anemia emolitica).

In rari casi, la somministrazione intramuscolare della soluzione iniettabile induce un moderato dolore di lunga durata.

04.9 Sovradosaggio

Non risulta esista antidoto specifico; in caso di incidenti per sovradosaggio il trattamento sarà dunque sintomatico, come per tutti gli altri antistaminici.

La sintomatologia osservata dopo un sovradosaggio importante è principalmente associata ad una eccessiva stimolazione anticolinergica e a depressione o stimolazione paradossa del sistema nervoso centrale. I sintomi comprendono nausea, vomito, tachicardia, febbre, sonnolenza, compromissione dei riflessi pupillari, tremore, confusione ed allucinazioni. Essi possono essere seguiti da compromissione della coscienza, depressione respiratoria, convulsioni, ipotensione o aritmie cardiache. Può seguire un peggioramento del coma e collasso cardiorespiratorio.

Bisogna monitorare attentamente la pervietà delle vie respiratorie, la funzione respiratoria e la funzione cardiocircolatoria tramite la registrazione continua dell'elettrocardiogramma e deve essere disponibile un adeguato rifornimento di ossigeno. Il monitoraggio cardiaco e pressorio deve essere continuato finché il paziente è stato asintomatico per 24 ore. Nei pazienti con compromissione dello stato di coscienza bisogna controllare che non siano stati ingeriti anche altri farmaci oppure alcool e bisogna somministrare ossigeno, naloxone, glucosio e tiamina, a seconda delle necessità.

Bisognerà ricorrere alla noradrenalina o al metaramirolo qualora fosse necessario un vasopressore. Non bisogna usare l'adrenalina.

Non bisogna somministrare lo sciroppo di ipecacuana a pazienti sintomatici o a rischio di ottundimento, coma o convulsioni, dato che questo potrebbe condurre ad una polmonite ab ingestis. In caso di ingestione clinicamente importante si può effettuare una lavanda gastrica previa intubazione endotracheale. Può essere somministrato carbone attivo, ma la sua efficacia è poco documentata.

L'utilità della emodialisi o della emoperfusione è dubbia.

Vi sono dati in letteratura che indicano che in presenza di effetti anticolinergici gravi che non rispondono ad altre terapie e che pongono il paziente in pericolo di vita, può essere utile un tentativo con una dose terapeutica di fisostigmina. Questo farmaco non deve essere usato solo per tenere il paziente sveglio. Se sono stati ingeriti contemporaneamente anche antidepressivi triciclici, l'uso della fisostigmina può scatenare convulsioni e provocare un arresto cardiaco intrattabile. Bisogna evitare la fisostigmina anche in pazienti con difetti della conduzione cardiaca.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: psicolettico ed ansiolitico (atarassico)

Codice ATC: N05BB01

Il principio attivo idrossizina dicloridrato è un derivato del difenilmetano che non è correlato chimicamente né alla classe delle fenotiazine o delle benzodiazepine, né alla reserpina o al meprobamato.

Meccanismo d'azione

L'idrossizina dicloridrato non deprime la corteccia cerebrale, ma la sua azione può essere dovuta alla soppressione dell'attività in alcune zone chiave dell'area sottocorticale del sistema nervoso centrale.

Effetti farmacodinamici

Attività antiistaminiche e broncodilatatrici sono state dimostrate sperimentalmente e confermate in clinica. È stato dimostrato anche un effetto antiemetico, sia con il test all'apomorfina che con quello con Veriloid. Studi farmacologici e clinici indicano che l'idrossizina a dosaggio terapeutico non aumenta la secrezione o l'acidità gastrica e che nella maggior parte dei casi esplica una modesta attività antisecretoria. La riduzione della reazione eritemato-pomfoide alla iniezione intradermica di istamina o antigeni è stata dimostrata in volontari sani sia adulti sia bambini. L'idrossizina si è rivelata efficace anche nel dare sollievo dal prurito in varie forme di orticaria, eczema e dermatite.

Nella insufficienza epatica, l'effetto antistaminico di una dose singola può durare fino a 96 ore dopo la somministrazione.

Tracciati elettroencefalografici in volontari sani presentano un profilo simile ai farmaci a effetto ansiolitico e sedativo. L'effetto ansiolitico è stato confermato in pazienti mediante l'uso di vari test psicometrici classici.

Tracciati polisonnografici in pazienti ansiosi ed insonni hanno evidenziato un aumento della durata totale del sonno, una riduzione del tempo totale di risvegli notturni ed una riduzione del tempo di latenza fino al sonno dopo dosi giornaliere sia singole che ripetute di 50 mg. Una riduzione della tensione muscolare è stata dimostrata in pazienti ansiosi al dosaggio giornaliero di 50 mg tre volte al giorno. Non è stato osservato alcun deficit della memoria. Non sono comparsi segni o sintomi da astinenza dopo 4 settimane di trattamento in pazienti ansiosi.

L'effetto antistaminico si instaura dopo circa 1 ora in seguito a somministrazione orale. L'effetto sedativo inizia dopo 5-10 minuti con la soluzione orale e dopo 30-45 minuti con le compresse.

L'idrossizina esplica anche effetti spasmolitici e simpaticolitici. Ha una debole affinità per i recettori muscarinici. Esplica una modesta attività analgesica.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

L'idrossizina è rapidamente assorbita dal tratto gastrointestinale.

Il picco plasmatico (Cmax) viene raggiunto circa 2 ore dopo somministrazione orale. Dopo dosi singole di 25 mg e di 50 mg nell'adulto le concentrazioni Cmax sono rispettivamente 30 e 70 ng/ml. La velocità e l'entità di esposizione alla idrossizina è molto simile con le compresse e lo sciroppo. In seguito a somministrazione ripetuta una volta al giorno, le concentrazioni sono aumentate del 30%. La biodisponibilità orale di idrossizina rispetto alla somministrazione intramuscolare è di circa l'80%. Dopo una singola dose di 50 mg per via intramuscolare, la concentrazione Cmax è generalmente di 65 ng/ml.

Distribuzione

L'idrossizina si distribuisce ampiamente nel corpo e generalmente si concentra maggiormente nei tessuti che nel plasma. Il volume apparente di distribuzione varia tra i 7 ed i 16 l/kg negli adulti. L'idrossizina penetra la cute dopo somministrazione orale. Le concentrazioni nella cute sono più elevate di quelle nel siero sia in seguito a somministrazione singola che a somministrazione multipla.

L'idrossizina attraversa la barriera ematoencefalica e placentare, raggiungendo concentrazioni più elevate nel feto che nella madre.

Metabolismo

L'idrossizina viene ampiamente metabolizzata. La formazione del principale metabolita cetirizina, un metabolita carbossilico (45% della dose orale), è mediata dall'alcool deidrogenasi. Questo metabolita possiede importanti proprietà antagoniste dei recettori H1 periferici. Sono stati identificati diversi altri metaboliti, ivi inclusi un metabolita N-dealchilato e un metabolita O-dealchilato con una emivita plasmatica di 59 ore. Queste vie metaboliche sono mediate principalmente dagli isoenzimi CYP3A4/5.

Eliminazione

Nell'adulto l'emivita della idrossizina è di circa 14 ore (range: 7-20 ore). La clearance apparente totale calcolata nei vari studi disponibili ammonta a 13 ml/min/kg. Solo lo 0,8% della dose viene escreta immodificata nelle urine. La cetirizina, principale metabolita, viene escreta principalmente immodificata nelle urine (25% e 16% rispettivamente della dose orale ed intramuscolare).

Popolazioni speciali

Anziani

La farmacocinetica della idrossizina è stata studiata in 9 soggetti anziani sani (69,5 ± 3,7 anni) a seguito di somministrazione di una dose orale singola di 0,7 mg/kg. L'emivita di eliminazione della idrossizina si è allungata fino a 29 ore e il volume apparente di distribuzione è aumentato a 22,5 l/kg. Si consiglia di ridurre la dose giornaliera di idrossizina nel paziente anziano (vedere paragrafo 4.2).

Bambini

La farmacocinetica della idrossizina è stata studiata in 12 pazienti pediatrici 6,1 ± 4,6 anni; (22,0 ± 12,0 kg) a seguito di somministrazione di una dose orale singola di 0,7 mg/kg. La clearance plasmatica apparente è stata pari a circa 2,5 volte quella nell'adulto. L'emivita è risultata più breve che negli adulti: circa 4 ore nei bambini di 1 anno e pari a 11 ore nei pazienti di 14 anni. Il dosaggio deve essere adattato nella popolazione di pazienti in età pediatrica (vedere paragrafo 4.2).

Insufficienza epatica

Nei soggetti con insufficienza epatica secondaria a cirrosi biliare primitiva la clearance corporea totale è risultata pari a circa il 66% di quella osservata nei soggetti normali. È stato osservato un aumento dell'emivita fino a 37 ore e un innalzamento delle concentrazioni sieriche del metabolita carbossilico cetirizina, rispetto ai pazienti giovani con funzionalità epatica normale.

Nei pazienti con insufficienza epatica bisogna ridurre il dosaggio giornaliero o la frequenza di somministrazione (vedere paragrafo 4.2).

Insufficienza renale

La farmacocinetica dell'idrossizina è stata studiata in 8 soggetti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina: 24 ± 7 ml/min). L'entità della esposizione (AUC) all'idrossizina non è risultata alterata in maniera importante, mentre quella al metabolita carbossilico cetirizina, è aumentata. Questo metabolita non viene rimosso in maniera efficiente dalla emodialisi. Al fine di evitare qualsiasi accumulo rilevante del metabolita cetirizina in seguito a dosi multiple di idrossizina, la dose giornaliera del farmaco deve essere ridotta nei soggetti con compromissione della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.2).

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Nelle fibre isolate del Purkinje di cane l'idrossizina a 3 mcM ha aumentato la durata del potenziale di azione suggerendo che ci sia stata un'interazione con i canali del potassio coinvolti nella fase di ripolarizzazione. A concentrazioni più alte 30 mcM c'è stata una marcata diminuzione della durata del potenziale di azione suggerendo una possibile interazione con le correnti di calcio e/o sodio. L'idrossizina ha prodotto l'inibizione della corrente di potassio (Ikr) nei canali del gene umano hERG espresso nelle cellule mammarie, con CI50 di 0,62 mcM, concentrazione che è da 10 a 60 volte più alta rispetto alle concentrazioni terapeutiche. Inoltre, le concentrazioni di idrossizina richieste per produrre effetti sull'elettrofisiologia cardiaca sono da 10 a 100 volte più alte di quelle richieste per bloccare i recettori H1 e 5-HT2. In cani svegli liberi monitorati tramite telemetria l'idrossizina ed i suoi metaboliti hanno prodotto profili cardiovascolari similari sebbene ci sia stata qualche minima differenza. In un primo studio di telemetria condotto nel cane l'idrossizina (21 mg/kg per via orale) ha aumentato lievemente la frequenza cardiaca e ha diminuito gli intervalli PR e QT. Non c'è stato alcun effetto sugli intervalli QRS e QTc e pertanto alle normali dosi terapeutiche di 25 - 100 mg è improbabile che queste lievi variazioni siano di interesse clinico. Effetti similari sulla frequenza cardiaca e sull'intervallo PR sono stati osservati in un secondo studio di telemetria nel cane dove l'assenza di effetti dell'idrossizina sull'intervallo QTc è stata confermata fino a una dose orale singola di 36 mg/kg.

I dati di tossicità acuta e cronica sono i seguenti:

Tossicità acuta

La DL50 nel ratto è uguale a 1000 mg/kg per os od a 45 mg/kg per e.v.

Tossicità cronica

È praticamente assente; nel cane, dosi orali giornaliere da 5 a 20 mg/kg, per 6-7 mesi, non provocano alterazioni ematologiche, delle funzioni epatiche e renali, nè alterazioni istologiche dei parenchimi principali.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Sciroppo

Saccarosio, sodio benzoato (E211), levomentolo, essenza di nocciola (contenente glicole propilenico, vanillina, etilvanillina, estratto di semi di Fieno greco, olio di Levistico), etanolo, acqua depurata.

Compresse rivestite con film

Nucleo: lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, silice colloidale anidra.

Rivestimento: Opadry Y-1-7000 [titanio diossido (E 171), ipromellosa (E 464), macrogol 400].

Soluzione iniettabile

Sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili.

06.2 Incompatibilità

La soluzione iniettabile non deve essere miscelata ad altre sostanze/soluzioni.

06.3 Periodo di validità

Sciroppo: 2 anni.

Compresse e soluzione iniettabile: 5 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Sciroppo e compresse rivestite con film: tenere il flacone e i blister nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Soluzione iniettabile: non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Tenere le fiale nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

06.5 Natura del confezionamento primario e contenuto della confezione

Sciroppo: flacone di vetro ambrato da 150 ml.

Compresse rivestite con film: blister in PVC/alluminio. Confezione da 20 compresse divisibili.

Soluzione iniettabile: fiale da 2 ml. Confezione da 6 fiale.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione

Sciroppo: somministrarlo, puro o diluito, in poca acqua o succo di frutta, immediatamente prima dei pasti.

Compresse: inghiottire senza masticare, con un sorso di acqua; eventualmente, far seguire la somministrazione da una piccola quantità di alimento (biscotti, frutta, ecc.).

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

UCB Pharma S.p.A. - Via Gadames 57 - Milano (MI)

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

ATARAX 20 mg/10 ml sciroppo - flacone 150 ml - AIC 010834012

ATARAX 25 mg compresse rivestite con film - 20 compresse divisibili - AIC 010834024

ATARAX 100 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare - 6 fiale 2 ml - AIC 010834051

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE O DEL RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione: 4 febbraio 1956

Data dell'ultimo rinnovo: 1 Giugno 2010

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

20 Novembre 2012

11.0 PER I RADIOFARMACI, DATI COMPLETI SULLA DOSIMETRIA INTERNA DELLA RADIAZIONE

12.0 PER I RADIOFARMACI, ULTERIORI ISTRUZIONI DETTAGLIATE SULLA PREPARAZIONE ESTEMPORANEA E SUL CONTROLLO DI QUALITÀ



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Ultima modifica dell'articolo: 07/12/2016