Arlevertan - Foglio Illustrativo

Principi attivi: Cinnarizina, Dimenidrinato

Arlevertan

ARLEVERTAN 20 mg/40 mg compresse

I foglietti illustrativi di Arlevertan sono disponibili per le confezioni:

IndicazioniPerché si usa Arlevertan? A cosa serve?

Arlevertan contiene due principi attivi, la cinnarizina e il dimenidrinato. Le due sostanze appartengono a differenti gruppi di medicinali. La cinnarizina appartiene ai cosiddetti calcioantagonisti, mentre il dimenidrinato appartiene ai cosiddetti antiistaminici.

Entrambe le sostanze agiscono riducendo i sintomi delle vertigini (una sensazione di capogiro o di giramento di testa) e della nausea (malessere). Quando queste due sostanze sono utilizzate in associazione, queste sono più efficaci rispetto alla singola applicazione di ciascuna di esse.

Arlevertan è usato per il trattamento di vari tipi di vertigini negli adulti. Le vertigini possono avere un numero di differenti cause. L'uso di Arlevertan può aiutare a svolgere le attività quotidiane rese difficili dalla presenza di vertigini.

ControindicazioniQuando non dev'essere usato Arlevertan?

Non prenda Arlevertan:

  • se ha un'età inferiore a 18 anni
  • se è allergico alla cinnarizina, al dimenidrinato o alla difenidramina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
  • se è allergico a qualsiasi altro antiistaminico (come l'astemizolo, la clorfeniramina e la terfenadina, impiegati come medicinali antiallergici). Non deve assumere questo medicinale a meno che non le sia stato prescritto dal medico.
  • se è affetto da glaucoma da chiusura d'angolo (un tipo particolare di patologia della vista)
  • se è affetto da epilessia
  • se presenta un aumento della pressione all'interno del cervello (ad es. a causa di un tumore)
  • se ha problemi di abuso d'alcol
  • se ha problemi prostatici che le provocano difficoltà nella minzione
  • se ha un'insufficienza epatica o renale.

Precauzioni per l'usoCosa serve sapere prima di prendere Arlevertan?

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Arlevertan se soffre di:

L'uso di Arlevertan può peggiorare queste condizioni. Sebbene Arlevertan possa comunque essere indicato per lei, il medico deve tenere presente questi fattor

InterazioniQuali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Arlevertan?

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Arlevertan può interagire con altri medicinali che sta assumendo.

Se assunto con i medicinali elencati di seguito, Arlevertan può provocare stanchezza o sonnolenza:

Arlevertan può potenziare gli effetti dei seguenti medicinali:

Gli aminoglicosidi (un tipo di antibiotici) possono danneggiare l'orecchio interno. Se assume Arlevertan, è possibile che non si accorga di tale danno.

Non deve prendere Arlevertan con i farmaci usati per correggere i problemi del battito cardiaco (antiaritmici).

Arlevertan può inoltre alterare la risposta della pelle ai test allergici.

Arlevertan con cibi, bevande e alcol

Arlevertan può provocare indigestione, che può essere ridotta assumendo le compresse dopo i pasti. Non beva alcol durante il trattamento con Arlevertan perché può provocare stanchezza o sonnolenza.

AvvertenzeÈ importante sapere che:

Gravidanza, allattamento e fertilità

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Arlevertan può provocare sonnolenza. In tal caso non deve guidare o utilizzare macchinari.

Dose, Modo e Tempo di SomministrazioneCome usare Arlevertan: Posologia

Prenda sempre Arlevertan seguendo esattamente le istruzioni del medico o del farmacista.

Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. La dose raccomandata è 1 compressa tre volte al dì, da assumersi dopo i pasti con un po' di liquido. La compressa deve essere ingerita intera senza essere masticata.

Di solito si assume Arlevertan per un massimo di 4 settimane. Il medico le indicherà se è necessario assumere Arlevertan più a lungo.

SovradosaggioCosa fare se avete preso una dose eccessiva di Arlevertan

Consulti con urgenza un medico qualora abbia preso accidentalmente troppe compresse o se un bambino ne ha ingerita qualcuna.

L'assunzione eccessiva di Arlevertan può provocare una forte stanchezza, torpore e instabilità. Le pupille possono dilatarsi e può non riuscire a urinare. Può manifestare bocca secca, arrossamento del volto, accelerazione della frequenza cardiaca, febbre, sudorazione e cefalea.

Se assume una dose massiccia di Arlevertan può sviluppare convulsioni, allucinazioni, pressione sanguigna elevata, può sentirsi scosso, eccitato e avere difficoltà respiratorie. Può andare in coma.

Se dimentica di prendere Arlevertan

Se dimentica di prendere una compressa di Arlevertan, deve saltare quella dose. Prenda la compressa successiva di Arlevertan all'orario abituale. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa.

Se interrompe il trattamento con Arlevertan

Non interrompa l'assunzione con Arlevertan prima che sia il suo medico a indicarglielo. Se interrompe il trattamento troppo presto, è probabile che i sintomi delle vertigini (sensazione di capogiro e di giramento di testa) tornino a manifestarsi.

Se ha qualsiasi dubbio sull'uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Effetti IndesideratiQuali sono gli effetti collaterali di Arlevertan?

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Effetti indesiderati comuni (interessano fino a 1 persona su 10): torpore, bocca secca, cefalea e dolori di stomaco. Questi sono solitamente di lieve entità e scompaiono nell'arco di alcuni giorni pur continuando il trattamento con Arlevertan.

Effetti indesiderati non comuni (interessano fino a 1 persona su 100): sudorazione, arrossamento cutaneo, indigestione, nausea (malessere), diarrea, nervosismo, crampi, dimenticanza, tinnito (ronzio nelle orecchie), parestesia (formicolio di mani e/o piedi), tremore.

Effetti indesiderati rari (interessano fino a 1 persona su 1000): compromissione della vista, reazioni allergiche (es. reazioni cutanee), sensibilità alla luce e difficoltà nella minzione.

Effetti indesiderati molto rari (interessano meno di 1 persona su 10.000): riduzione della conta dei globuli bianchi e delle piastrine e una riduzione notevole della conta dei globuli rossi, che può causare debolezza, ecchimosi o innalzare la probabilità di sviluppare infezioni. Se soffre di infezioni con febbre e grave peggioramento delle condizioni generali di salute, si rivolga al medico e lo informi dei medicinali che assume.

Altre possibili reazioni (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) che possono verificarsi con questo tipo di medicinale comprendono:

aumento ponderale, stipsi, tensione al petto, itterizia (ingiallimento della pelle o della sclera degli occhi dovuto a problemi ematici o epatici), peggioramento del glaucoma da chiusura d'angolo (una patologia oculare con aumento della pressione dell'occhio), movimenti incontrollabili, eccitazione e irrequietezza insolite (in particolare nei bambini) e gravi reazioni cutanee.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it

Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Scadenza e Conservazione

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul blister e sulla scatola dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non getti alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Cosa contiene Arlevertan

I principi attivi sono: cinnarizina 20 mg e dimenidrinato 40 mg.

Gli altri componenti sono: cellulosa microcristallina, amido di mais, talco, ipromellosa, silice anidra colloidale, magnesio stearato e sodio croscarmellosa.

Descrizione dell'aspetto di Arlevertan e contenuto della confezione

Le compresse di Arlevertan sono di forma rotonda, di colore bianco e sono contrassegnate con una "A". Sono disponibili in confezioni da 20, 50 o 100 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.


Fonte Foglietto Illustrativo: AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Disclaimer e informazioni utili.

Ulteriori informazioni su Arlevertan sono disponibili nella scheda "Riassunto delle Caratteristiche".

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

ARLEVERTAN 20 MG/40 MG COMPRESSE

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Una compressa contiene 20 mg di cinnarizina e 40 mg di dimenidrinato.

Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA

Compressa.

Compresse di colore bianco, di forma rotonda e biconvessa con una "A" in rilievo su di un lato, avente un diametro di 8,1 mm.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dei sintomi vertiginosi di varia origine.

Arlevertan è indicato negli adulti.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Adulti:

1 compressa tre volte al dì.

Anziani:

Posologia come per gli adulti.

Insufficienza renale:

Arlevertan deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con insufficienza renale lieve o moderata. I pazienti con una clearance della creatinina < 25 ml/min (insufficienza renale grave) non devono utilizzare Arlevertan.

Insufficienza epatica:

Non sono disponibili studi in pazienti con insufficienza epatica. I pazienti con insufficienza epatica grave non devono utilizzare Arlevertan.

Popolazione pediatrica:

La sicurezza e l'efficacia di Arlevertan nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

In genere la durata del trattamento non deve superare le quattro settimane. Spetta al medico decidere circa la necessità di un trattamento più prolungato.

Modo di somministrazione

Le compresse di Arlevertan vanno assunte dopo i pasti, senza masticare, con un po' di liquido.

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità ai principi attivi, alla difenidramina o ad altri antistaminici con struttura simile, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

La difenidramina viene escreta totalmente attraverso il rene e i pazienti con insufficienza renale grave sono stati esclusi dal programma di sviluppo clinico. I pazienti con una clearance della creatinina ≤ 25 ml/min (insufficienza renale grave) non devono utilizzare Arlevertan.

Entrambi i componenti attivi di Arlevertan sono ampiamente metabolizzati dagli enzimi epatici del citocromo P450; quindi, nei pazienti con insufficienza epatica grave le concentrazioni plasmatiche di entrambi i farmaci immodificati e le loro emivite aumentano.

Ciò è stato dimostrato per la difenidramina nei pazienti cirrotici. Di conseguenza i pazienti con insufficienza epatica grave non devono utilizzare Arlevertan.

Arlevertan non deve essere somministrato a pazienti con glaucoma da chiusura d'angolo, convulsioni, sospetto aumento della pressione intracranica, abuso di alcol o ritenzione urinaria legata a disturbi uretro-prostatici.

04.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego

Arlevertan non riduce in modo significativo la pressione arteriosa e tuttavia deve essere usato con prudenza nei pazienti ipotesi.

Arlevertan deve essere assunto dopo i pasti per ridurre al minimo l'eventuale irritazione gastrica.

È necessario essere prudenti nel somministrare Arlevertan a pazienti con condizioni che potrebbero aggravarsi a causa della terapia anticolinergica, ad es. innalzamento della pressione intra-oculare, ostruzione piloro-duodenale, ipertrofia prostatica, ipertensione, ipertiroidismo o grave coronaropatia.

È necessario essere prudenti nel somministrare Arlevertan a pazienti con morbo di Parkinson.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Non sono stati effettuati studi di interazione.

Gli effetti anticolinergici e sedativi di Arlevertan possono essere potenziati dagli inibitori della monoaminossidasi. La procarbazina può intensificare l'effetto di Arlevertan.

Come gli altri antiistaminici, Arlevertan può potenziare gli effetti sedativi dei depressivi del sistema nervoso centrale (SNC), inclusi alcol, barbiturici, analgesici narcotici e tranquillanti.

È necessario avvertire i pazienti che devono evitare l'assunzione di bevande alcoliche.

Arlevertan può inoltre potenziare gli effetti degli antiipertensivi, dell'efedrina e degli anticolinergici come l'atropina e degli antidepressivi triciclici.

Arlevertan può mascherare i sintomi ototossici associati agli antibiotici aminoglicosidici e la risposta della pelle ai test allergici cutanei.

Si deve evitare la somministrazione concomitante dei medicinali che prolungano l'intervallo QT dell'ECG, come gli antiaritmici di classe Ia e di classe III.

Le informazioni sulle possibile interazioni farmacocinetiche della cinnarizina e della difenidramina con altri medicinali sono limitate. La difenidramina inibisce il metabolismo mediato dal CYP2D6; si consiglia cautela nell'associare Arlevertan con substrati di questo enzima, soprattutto quelli con un intervallo terapeutico ridotto.

04.6 Gravidanza ed allattamento

Gravidanza

Non vi sono dati sulla sicurezza di Arlevertan in gravidanza umana. Gli studi sugli animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale e sullo sviluppo postnatale (vedere paragrafo 5.3). Il rischio teratogeno dei singoli principi attivi, dimenidrinato/difenidramina e cinnarizina è basso. In studi su animali non è stato osservato alcun effetto teratogeno.

I dati relativi all'uso di Arlevertan in donne in gravidanza non esistono. Gli studi sugli animali non sono sufficienti a dimostrare una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Sulla base dei dati sull'uomo si ritiene che il dimenidrinato possa avere un effetto ossitocico e accorciare il travaglio.

Arlevertan non è raccomandato durante la gravidanza.

Allattamento

Il dimenidrinato e la cinnarizina sono escreti nel latte materno. Arlevertan non deve essere usato durante l'allattamento.

Fertilità

Nessun dato disponibile.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Arlevertan può avere una influenza minore sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari.

Arlevertan può provocare torpore, in particolare all'inizio del trattamento. I pazienti che manifestano torpore non devono guidare o utilizzare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse (ADR) più frequenti riscontrate negli studi clinici sono sonnolenza (inclusi torpore, stanchezza, spossatezza, stordimento) nell'8% circa dei pazienti e secchezza delle fauci nel 5% circa dei pazienti. Queste reazioni sono solitamente di lieve entità e scompaiono nell'arco di alcuni giorni pur continuando il trattamento. La tabella seguente elenca la frequenza delle reazioni avverse ad Arlevertan emerse dagli studi clinici e dalle segnalazioni spontanee dei pazienti.

Elenco tabellare delle reazioni avverse.


Frequenza delle reazioniavverse Comune ≥1/100, <1/10 Non comune ≥1/1.000, <1/100 Raro ≥1/10.000, <1/1.000 Molto raro <1/10.000
Classificazione sistemicaorganica
Patologie del sistema emolinfopoietico leucopenia, trombopenia, anemia, aplastica
Disturbi del sistema immunitario reazioni da ipersensibilità (ad es. reazioni cutanee)
Patologie del sistema nervoso sonnolenza, cefalea parestesia, amnesia, tinnito, tremore, nervosismo, convulsioni
Patologie dell'occhio disturbi della vista
Patologie Gastrointestinali secchezza delle fauci, dolori addominali dispepsia, nausea, diarrea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo sudorazione, eruzioni cutanee fotosensibilità
Patologie renali e urinarie esitazione minzionale

Si riportano inoltre le seguenti reazioni avverse riscontrate in associazione al dimenidrinato e alla cinnarizina (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):

Dimenidrinato: eccitazione paradossale (in particolare nei bambini), peggioramento del glaucoma da chiusura d'angolo, agranulocitosi reversibile.

Cinnarizina: stipsi, aumento ponderale, tensione al petto, itterizia colestatica, sintomi extrapiramidali, reazioni cutanee simil-lupus, lichen planus.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it

04.9 Sovradosaggio

I sintomi di sovradosaggio da Arlevertan includono torpore, capogiro e atassia con effetti anticolinergici come secchezza delle fauci, arrossamento del volto, dilatazione delle pupille, tachicardia, piressia, cefalea e ritenzione urinaria. Possono verificarsi convulsioni, allucinazioni, eccitazione, depressione respiratoria, ipertensione, tremore e coma, specialmente in caso di massiccio sovradosaggio.

Gestione del sovradosaggio: è necessario adottare misure generali di supporto per il trattamento dell'insufficienza respiratoria o circolatoria. Si raccomanda l'esecuzione della lavanda gastrica con soluzione isotonica di sodio cloruro. Occorre monitorare con attenzione la temperatura corporea poiché può manifestarsi piressia come conseguenza dell'intossicazione da antistaminici, in particolare nei bambini.

È possibile controllare i sintomi simili a crampi attraverso la somministrazione attenta di barbiturici ad azione rapida. In caso di marcati effetti anticolinergici centrali, è necessario somministrare fisostigmina (dopo relativo esame) lentamente per via endovenosa (o, se necessario, per via intramuscolare): 0,03 mg/kg di peso corporeo (max. 2 mg negli adulti e max. 0,5 mg nei bambini).

Il dimenidrinato è dializzabile e tuttavia il trattamento del sovradosaggio mediante questa procedura non è considerato soddisfacente. L'emoperfusione con carbone attivato consente l'eliminazione del dimenidrinato in misura sufficiente. Non vi sono dati sulla dializzabilità della cinnarizina.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: preparati antivertigine.

Codice ATC: N07CA52.

Il dimenidrinato, il sale cloroteofillinico della difenidramina, è un antiistaminico con proprietà anticolinergiche (antimuscariniche), che esercita effetti parasimpatolitici e depressivi sul sistema nervoso centrale. Il dimenidrinato ha effetti antiemetici e antivertiginosi poiché influenza la zona trigger dei chemiorecettori nella regione del IV ventricolo, agendo pertanto in misura predominante sul sistema vestibolare centrale.

La cinnarizina, per le sue proprietà di calcio-antagonista, esercita prevalentemente un'azione sedativa sul sistema vestibolare inibendo l'afflusso di calcio nelle cellule sensoriali vestibolari, e pertanto agisce in misura predominante sul sistema vestibolare periferico.

È nota l'efficacia della cinnarizina e del dimenidrinato nel trattamento delle vertigini. Nella popolazione studiata il prodotto di associazione è più efficace dei singoli componenti.

Il prodotto non è stato studiato nella cinetosi.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento e distribuzione :

Dopo somministrazione orale il dimenidrinato rilascia rapidamente la sua componente di difenidramina. La difenidramina e la cinnarizina vengono rapidamente assorbite dal tratto gastrointestinale. Nell'uomo le concentrazioni plasmatiche massime (Cmax) delle due sostanze vengono raggiunte in 2 - 4 ore, mentre l'emivita di eliminazione plasmatica di entrambe è compresa tra 4 e 5 ore, sia dopo la somministrazione di una singola sostanza che del prodotto di associazione.

Biotrasformazione :

La cinnarizina e la difenidramina vengono ampiamente metabolizzate nel fegato. Il metabolismo della cinnarizina comporta reazioni di idrossilazione dell'anello in parte catalizzate dal CYP2D6 e reazioni di N-dealchilazione da parte degli enzimi del CYP a bassa specificità. La via principale del metabolismo della difenidramina è la N-demetilazione sequenziale dell'amina terziaria. Studi in vitro su microsomi epatici umani indicano il coinvolgimento di diversi enzimi del CYP, compreso il CYP2D6.

Eliminazione :

La cinnarizina viene eliminata principalmente attraverso le feci (40-60%) e in minore misura anche nelle urine, soprattutto sotto forma di metaboliti coniugati con l'acido glucuronico. La principale via di eliminazione della difenidramina è nelle urine, soprattutto sotto forma di metaboliti, con una predominanza (40-60%) del composto deaminato, l'acido difenilmetossiacetico.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati non-clinici non rivelano rischi particolari per l'uomo sulla base degli studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute con l'associazione della cinnarizina e del dimenidrinato, sulla fertilità con la cinnarizina o il dimenidrinato e sullo sviluppo embrionale/fetale con il dimenidrinato e sulla teratogenicità con la cinnarizina. In uno studio sui ratti la cinnarizina ha determinato una riduzione delle dimensioni della cucciolata, un aumento del numero dei feti riassorbiti e una riduzione del peso alla nascita dei cuccioli.

Il potenziale genotossico e cancerogeno della associazione cinnarizina/dimenidrinato non è stato completamente valutato.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Cellulosa microcristallina,

amido di mais,

talco,

ipromellosa,

silice anidra colloidale,

magnesio stearato,

sodio croscarmellosa.

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.

06.5 Natura del confezionamento primario e contenuto della confezione

Scatola contenente 20, 50 o 100 compresse.

Le compresse sono disponibili in blister in PVC/PVDC/alluminio da 20 o 25 compresse, a seconda dei casi.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

HENNIG ARZNEIMITTEL GmbH & Co. KG

Liebigstrasse 1-2

DE-65439 Flörsheim am Main

Germania

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

AIC n. 037887015

AIC n. 037887027

AIC n. 037887039

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE O DEL RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione: 26.09.2008

Data del rinnovo più recente: 10.05.2013

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

11.0 PER I RADIOFARMACI, DATI COMPLETI SULLA DOSIMETRIA INTERNA DELLA RADIAZIONE

12.0 PER I RADIOFARMACI, ULTERIORI ISTRUZIONI DETTAGLIATE SULLA PREPARAZIONE ESTEMPORANEA E SUL CONTROLLO DI QUALITÀ



Ultima modifica dell'articolo: 24/02/2016