Quando si legge l'etichetta di un alimento occorre avere un occhio di riguardo per i tempi e per le modalità di conservazione.
Gli alimenti mantengono intatte le loro caratteristiche organolettiche e nutrizionali per un certo periodo di tempo oltre al quale cominciano a modificare le loro peculiarità.
Il tipo di alimento, i suoi ingredienti e le modalità di lavorazione possono influenzare la conservabilità dell'alimento.
Nell'etichetta alimentare la dicitura " da consumarsi preferibilmente entro " indica il termine minimo di conservazione, cioè la data entro la quale il prodotto conserva integre le sue qualità. Oltre tale data può essere liberamente consumato, ma il produttore non garantisce l'assenza di segni di degradazione più o meno evidenti.
"Da consumarsi entro il …" indica la data di scadenza cioè la data entro la quale il prodotto deve essere necessariamente consumato. Non si tratta quindi di una semplice raccomandazione come nel caso precedente, ma di un vero e proprio vincolo a cui il consumatore intelligente deve attenersi.
La data di scadenza posta sull'etichetta alimentare, a seconda del periodo di conservazione dell'alimento:
per i prodotti conservabili meno di tre mesi deve precisare il giorno, il mese e l'anno
per prodotti conservabili più di tre mesi ma meno di diciotto deve precisare solamente il mese e l'anno
per i prodotti conservabili oltre i 18 mesi deve precisare solamente l'anno
Tutti i prodotti che richiedono particolari condizioni di conservazione devono riportare tali caratteristiche sull'etichetta alimentare ( es. "conservare in luogo fresco ed asciutto al riparo dalla luce solare").
Attenzione alle truffe! Molto spesso il consumatore è portato a scegliere un alimento anziché un altro per il suo più lungo periodo di conservazione.
In realtà in molti casi (ma non sempre) un periodo di conservazione inferiore sottolinea la qualità del prodotto, che probabilmente contiene un quantitativo inferiore di conservanti o ingredienti più pregiati. Per esempio una pasta alle "uova fresche" avrà una conservabilità inferiore rispetto ad una pasta realizzata con "uova in polvere e addensanti".
Gli additivi alimentari sono sostanze che vengono aggiunte al cibo per migliorarne alcune caratteristiche come:
tempo di conservazione (conservanti)
aspetto o colore (coloranti)
sapore (esaltatori di sapidità, correttori di acidità, ecc.)
Gli additivi alimentati non hanno alcun valore nutrizionale e non sono sempre così innocui come vorrebbero farci credere.
Il loro impiego è regolamentato a livello nazionale e comunitario e sulle etichette vengono spesso indicati con la lettera E seguita da un numero.
La lettera E indica che l'additivo in questione è permesso in tutti i Paesi dell'Unione Europea mentre il numero che segue ne definisce la categoria di appartenenza.
Coloranti ( da E100 ad E199 ): donano all'alimento una particolare colorazione migliorandone l'aspetto
Conservanti ( da E200 ad E299 ): impediscono lo sviluppo di batteri, lieviti e muffe, aumentando la conservabilità dell'alimento e rallentandone il processo deterioramento
Antiossidanti ( da E300 ad E322 ): evitano il l'ossidazione dell'alimento impedendo che il suo colore cambi o si scurisca.
Correttori di acidità ( da E325 ad E385 ): donano all'alimento un gusto acidulo
Addensanti, emulsionanti e stabilizzanti ( da E400 ad E495 ): migliorano la consistenza del cibo, aumentando l'aggregazione degli ingredienti che altrimenti tenderebbero a separarsi
Aromatizzanti, donano agli alimenti specifici odori e sapori. La legge italiana prevede la loro indicazione in etichetta con il termine generico di "aromi". Possono essere naturali o artificiali. Nella prima categoria rientrano alimenti come aceto, limone, zucchero e derivati, alcol, olio e sale.
Attenzione alle truffe! In ogni caso il produttore può affiancare agli additivi registrati con la sigla europea, altri additivi scritti con il loro nome per esteso. In questo caso l'ignaro consumatore è tratto in inganno poiché portato a pensare che gli additivi impiegati siano solo quelli contrassegnati con la sigla europea E... .
Spesso l'uso massiccio di additivi sottolinea la scarsa qualità dell'alimento dato che in molti casi queste sostanze vengono usate per mascherare l'assenza di alcuni ingredienti troppo costosi o per compensare la scarsa qualità delle materie prime.
Segue una lista degli additivi più impiegati in campo alimentare, seguiti da alcuni consigli per difendersi dai loro effetti nocivi. Continua >>
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