A cura del Personal Trainer Dr.ssa Giulia Pedrazzi, visita il suo Blog
Pubblicato nella sezione Sport alle ore 18:19 del 02 Gennaio 2012
Il modello S.F.E.R.A. ®, acronimo di Sincronia, punti di Forza, Energia, Ritmo e Attivazione, creato dal centro di psicologia dello sport di Torino, ci aiuta a conoscere meglio l’atleta e ad aiutarlo ad estrapolare la sua genialità. Questi fattori insieme costituiscono la prestazione sportiva, la influenzano, positivamente o negativamente. L’atleta può imparare a conoscerli per gestirli ed utilizzarli a proprio vantaggio, in modo da esprimere al meglio le sue qualità.
In questo articolo approfondirò in particolare il concetto di Sincronia, il primo dei 5 fattori. La definizione di Sincronia è: stato di concordanza di periodo e di fase di due fenomeni periodici.
Si è in sincronia quando si ha la massima connessione mente-corpo, ossia quando si sta svolgendo un’azione e si è incredibilmente concentrati su ciò che si sta eseguendo. Essere in sincronia significa essere presenti nel “qui e ora”; è il momento in cui pensieri e azioni si fondono e ci si sente dentro il gesto atletico. L’atleta in sincronia è in grado di trovare il perfetto punto di incontro e di equilibrio tra le parole immaginare e fare, riesce a dividere l’azione in tante microfrazioni e sentirle tutte dalla prima all’ultima. Quando il fattore sincronia è presente, si manifesta una perfetta coincidenza e corrispondenza tra le risorse interne ed esterne, si vive istante per istante con la massima consapevolezza, e corpo e mente utilizzano lo stesso linguaggio per comunicare.
La personalità di ognuno di noi, atleta o allenatore, è influenzata in maniera maggiore da uno dei 5 fattori rispetto agli altri; l’atleta con dominanza di sincronia di fronte alla competizione dimostra: un ottimo equilibrio emotivo e fisico e una valida capacità di anticipazione, tecnico-tattica e mentale.
Uscire dalla sincronia è un errore molto comune al giorno d’oggi, per esempio capita di frequente quando il risultato viene visto come più importante della prestazione in sé e quindi l’atleta pensa più al punto che alla qualità del gioco, o quando teme di sbagliare, o quando ha eccessiva pressione da parte di qualcuno. Si perde la concentrazione, ci si lascia trasportare da pensieri disturbanti, e si indirizzano i pensieri solo al finale piuttosto che al gesto in sé e alla qualità della prestazione che si sta attuando, finendo per non curare e non prestare attenzione al movimento a sufficienza. Quando la sincronia è assente possono sopraggiungere ansie e paure, sintomo che la persona è sbilanciata nel pensiero e non sull’azione, probabilmente proiettata nel futuro, e influenzata dall’esterno, per esempio dal pubblico, dall’arbitro/giudice, dall’avversario, o dall’ambiente esterno. Ora tocca a voi, avete una buona sincronia??
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