Trattamento medico dell'ipertrofia prostatica benigna

Pubblicato da: Andrea Militello, visita il suo Blog. Pubblicato

nella sezione Salute alle ore 08:35 del 05 Novembre 2014.


Farmaci utilizzati contro l'iperplasia prostatica benigna

Alfa-litici

I recettori alfa-1 adrenergici sono concentrati soprattutto a livello del trigono vescicale e della prostata, mentre sono rari in vescica, dove sono maggiormente presenti i recettori muscarinici (M), che vengono stimolati dall'acetilcolina.

Dopo la stimolazione dei recettori alfa-1 adrenergici, le proteine G intra-cellulari si dissociano ed attivano due sistemi intracellulari: il sistema dell'enzima fosfolipasi C (PLC) ed il sistema della RhoA (Ras homo­log gene family, member A), che attivano la myosin light chain (MLC) kinasi, stimolando la contrazione della muscolatura liscia.

L'aumento della contrazione muscolare alfa-1 adrenergica può contribuire all'ostruzione vescicale; viceversa, il blocco farmacologico del recettore con farmaci alfa-litici provoca il rilasciamento della muscolatura liscia della prostata.

Gli alfa-litici bloccano quindi i recettori alfa-1 adrenergici riducendo il tono muscolare liscio cervico-prostatico e la resistenza al flusso urinario; di conseguenza, migliorano i sintomi legati allo svuotamento vescicale. Tuttavia, questi farmaci non hanno effetto sulla progressione della malattia.

Tutte le molecole disponibili hanno dimostrato di essere efficaci nel migliorare i sintomi prostatici ed il flusso urinario e hanno un simile profilo di tollerabilità; i sintomi indesiderati più comuni sono vasodilatazione, vertigini, cefalea, palpitazione, lipotimia legata ad ipotensione ortostatica, sincope ed eiaculazione retrograda.

Inibitori della 5-alfa reduttasi (5-ARI)

I 5-ARI bloccano la trasformazione del testosterone in DHT inibendo l'azione dell'enzima 5-alfa reduttasi; di conseguenza si oppongono alla proliferazione cellulare prostatica.

Nell'organismo sono presenti due tipi di 5-alfa reduttasi: tipo 1 (agisce sulla differenziazione terminale delle cellule dell'epitelio ghiandolare prostatico) e tipo 2 (oltre che sulla differenziazione terminale delle cellule dell'epitelio ghiandolare prostatico, agisce anche sulla proliferazione del tessuto stromale).

I 5-ARI (finasteride e dutasteride) inibiscono l'azione di questo enzima, impedendo la trasformazione del testosterone in DHT e interrompendo la produzione di proteine essenziali per la proliferazione cellulare. Esistono però differenze tra le due molecole: la finasteride inibisce solo l'isoenzima 2 della 5-alfa reduttasi, sopprimendo il 75% della produzione di DHT, mentre la dutasteride inibisce anche l'altro enzima, sopprimendo quasi totalmente la produzione di DHT (95%). Dutasteride è più efficace di finasteride nel sopprimere la sintesi di DHT, anche se impiegata ad un dosaggio minore (0,5 mg di dutasteride versus 5 mg di finasteride).

PDE-5 inibitori

Il calcio intracellulare svolge un ruolo centrale nella regolazione della contrazione o del rilasciamento della muscolatura liscia.

L'ossido di azoto (NO) stimola la produzione di guanosina monofosfato ciclica (cGMP), che riduce la concentrazione intracellulare di calcio e provoca rilasciamento muscolare. In seguito, il cGMP viene degradato dalla fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE-5).

Per ridurre il calcio e rilasciare la muscolatura liscia è possibile agire sul sistema della NO, che è presente anche nelle cellule muscolari prostatiche: i PDE-5 inibitori agiscono inibendo l'enzima PDE-5 ed aumentando i livelli di cGMP.

Numerosi studi hanno valutato la capacità degli inibitori della 5 fosfo­diesterasi nel ridurre i LUTS (Lower urinary tract symptoms - Sintomi del trato urinario inferiore).

Una review recente della letteratura ha analizzato i principali studi che hanno valutato tadalafil in pazienti con segni e sintomi di IPB, con o senza disfunzione erettile. Negli studi di dose-ranging e registrativi, i risultati mostrano che l'uso di tadalafil (unica molecola approvata anche per il trattamento di segni e sintomi di IPB) ha permesso di migliorare in maniera significativa l'International Prostate Symptom Score (IPSS) dopo 12 settimane di trattamento. Sono stati osservati anche miglioramenti statisticamente significativi

Fitoterapici: Serenoa repens

L' estratto lipido-sterolico di Serenoa repens standardizzato è indicato nel trattamento della IPB non complicata sintomatica.

La diffusione tissutale di Permixon nella prostata ed in altri organi è stata valutata da uno studio in vivo su ratti con proliferazione fibromuscolare indotta sperimentalmente su un modello di IPB, trattati per via orale con l'estratto lipido/sterolico di Serenoa repens supplementato con acido laurico ed oleico radiomarcati, o con beta-sitosterolo.

II prodotto è stato ben assorbito e la captazione di radioattività era più elevata nella ghiandola prostatica che negli altri organi, in particolare nei tessuti genitourinari come le vescicole seminali. Questi dati erano evidenti sia alla prima valutazione (8 ore dopo la somministrazione orale) che dopo 24 ore, indicando l'elevata affinità del prodotto per il tessuto prostatico.

Valutazione: Articolo di buona qualità
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