Massaggio Thailandese: una terapia assai remota

Pubblicato da: Beppe Carrello, visita il suo Blog. Pubblicato

nella sezione Salute alle ore 13:30 del 15 Novembre 2014.


Le origini del massaggio tradizionale thai risalgono a circa 2.500 anni fa. La legenda narra che il fondatore del massaggio thailandese sia Jivaka Kumar Bhacca (soprannominato papà dottore); amico di Buddha, avrebbe cominciato a praticare il massaggio in questione usando elementi di erboristeria e unendo l'ayurveda al massaggio. Dopo aver accumulato molta esperienza a contatto con le svariate tradizioni mediche delle popolazioni esaminate durante le sue peregrinazioni, Bhacca decise di venir meglio a conoscenza della medicina ayurvedica, già utilizzata in India da molto tempo. L'unione delle nozioni acquisite portò Bhacca all'elaborazione di una tecnica terapeutica costituita principalmente dal massaggio e da alcuni preparati erboristici.

La teoria del massaggio THAI: circolazione dell'energia e meridiani

Numerose discipline di origine orientale si fondano teoricamente sul' esistenza dei meridiani, che dalla medicina thailandese vengono chiamati SEN. Questa teoria afferma che tramite la respirazione accede nel nostro corpo umano un'energia che lo mantiene vivo. In Giappone questa energia viene chiamata "KI". L'energia si espande nel nostro corpo grazie a questi canali detti appunto MERIDIANI. La libera diffusione dell'energia, è ESSENZIALE per il benessere degli organi, che per conto di essa tendono a rigenerarsi e sono in grado di reagire alle varie aggressioni di tipo patologico. Il malfunzionamento di un meridiano, crea un vero e proprio blocco energetico che debilita gli organi ad esso connessi. Questo blocco può essere causato da traumi, dolori muscolari, stress, tensioni di tipo emotivo ecc.

Il massaggio tradizionale thailandese, grazie alle sue molteplici manualità, si propone quindi di riattivare il flusso energetico dentro i canali di scorrimento, andando a potenziare le qualità di ripresa del nostro corpo. A tal punto mi piace ricordare che la vera esistenza dell'energia dei meridiani non è dimostrata scientificamente. Nonostante ciò, è attuabile l'accostamento al massaggio thailandese anche prescindendo da un atteggiamento "spirituale" nei riguardi di teorie ad esso connesse. Difatti, l'abilità di tale terapia, all'infuori da ogni analisi, mostra una chiarissima efficacia di carattere curativo.

Le digitopressioni e le pressioni attuate dal massaggio thai, mirano alla riattivazione del circuito linfatico e venoso, svolgendo un'azione di scollamento sui muscoli trattati, arrecando un notevole miglioramento al tessuto connettivo e prosciugano i liquidi ristagnanti in esubero.

Le mobilizzazioni e gli allungamenti mirano a decontrarre i muscoli, migliorando la postura e i movimenti articolari.

Gli allungamenti muscolari, o stretching che dir si voglia, fanno sì che i nostri tendini "lavorino" meglio sulle articolazioni, facilitando l'assorbimento del calcio. La pratica quotidiana di questa terapia, porta il terapista allo sviluppo di una sensibilità che gli permetterà di determinare i punti di riflesso e di blocco energetico attraverso il contatto fisico. Solo praticando con tanta pazienza e costanza questa tipologia di massaggio, alla lunga si arriverà alla totale percezione di questo fenomeno.

Le Due Principali Scuole

In thailandia esistono principalmente due scuole, da cui nascono due diversi stili: la scuola del Massage Hospital di Ciang Mai (stile del nord), e quella di Wat Po a Bangkok (stile del sud). Vorrei comunque precisare che le sequenze e le tecniche sono similari. Nello stile del Nord abbiamo una varietà maggiore di mobilizzazioni, mentre nella scuola del Sud abbiamo una esaltazione maggiore riguardo il lavoro di digitopressione. E' comunque molto facile, in territorio Thai, trovare delle leggere varianti nella manualità, che di certo non mutano gli intenti terapeutici del Thai Massage.

Valutazione: Articolo di buona qualità
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