Malattie del fegato: andiamo dal medico

Pubblicato da: DR.Salvatore Ricca Rosellini, visita il suo Blog. Pubblicato

nella sezione Salute alle ore 22:51 del 05 Marzo 2011.


Malattie del fegato: andiamo dal medico

Le malattie del fegato possono coinvolgere tutte le normali funzioni dell’organo. In genere, però, le anormalità delle attività del fegato si manifestano platealmente, nei pazienti con un’epatopatia, solo negli stadi più avanzati della malattia.
Al contrario, nei pazienti senza sintomi, ma ammalati, l’esame clinico, i test di laboratorio o gli esami strumentali possono riconoscere la malattia prima che la funzione epatica si deteriori e compaiano i sintomi dell’insufficienza epatica e dello scompenso.
Le malattie del fegato devono essere distinte fra acute e croniche. Le malattie acute compaiono improvvisamente e in genere la loro durata è limitata, sempre inferiore ai sei mesi. Al contrario, le epatopatie croniche insorgono lentamente e in modo insidioso, durando anche anni o per tutta la vita, se non curate.
Le malattie acute sono spesso dovute ai virus - soprattutto epatite A ed epatite E (rara, ma non ove è presente), ma anche B, Delta e C - ai farmaci e alle sostanze tossiche.
Le epatopatie croniche sono causate di frequente dall’alcol, dal virus dell’epatite C e dell’epatite B e, molto di rado, Delta. Altre cause, come la steatosi epatica (l’accumulo di grasso nel fegato, cioè), sono molto comuni e possono evolvere verso l’infiammazione (steatoepatite) e, raramente, degenerare in cirrosi. Al contrario, le malattie congenite da sovraccarico di ferro o rame e quelle dovute ai meccanismi dell’autoimmunità sono più rare.

In ambulatorio

La diagnosi di una malattia del fegato richiede molti elementi: un incontro con il medico (che consenta di raccogliere la storia del paziente ed eseguire l’esame fisico, la visita medica), test di laboratorio, esami radiologici e, in certi casi, accertamenti endoscopici o la biopsia epatica.
La storia clinica
Anche nel campo delle malattie del fegato, come sempre in medicina, un punto fondamentale per la diagnosi è la “storia” del paziente. L’anamnesi - anche così è chiamata dai medici, e il termine greco significa “ricordo” - può contenere informazioni importantissime per comprendere il caso e riconoscere, eventualmente, la malattia. L’anamnesi, cioè, è la raccolta attenta, dalla voce diretta del paziente o dei suoi familiari, di tutte quelle notizie che possono aiutare il medico a indirizzarsi verso la diagnosi corretta (Tabella).
L’alcol, che è una causa importante di epatopatia, deve essere noto, per qualità (birra, vino o liquori) e quantità assunta, così come le abitudini alimentari e l’attività fisica.

Tabella - La storia del paziente (anamnesi)
Che cosa occorre riferire al medico:
Assunzione di alcolici (birra, vino, liquori)
Abitudini alimentari e attività fisica
Passate trasfusioni di sangue e pregressi interventi chirurgici
Uso, anche remoto, di droghe
Abitudini sessuali
Viaggi o ingestione di cibi contaminati
Assunzione di farmaci, estratti vegetali, integratori
Esposizione a sostanze tossiche o ad altri rischi (anche per lavoro)
Malattie del fegato nei familiari
Sintomi (disturbi lamentati, in passato e recentemente)

I virus, spesso causa di epatite, si diffondono in vario modo e queste informazioni possono essere molto importanti per il medico. I virus dell’epatite B, C e Delta si trasmettono, ad esempio e come abbiamo già visto, con il sangue e quindi notizie riguardanti trasfusioni di sangue eseguite in passato o l’uso di stupefacenti per via endovenosa possono indirizzare verso la diagnosi corretta. Anche le informazioni che si riferiscono alle abitudini sessuali e alle caratteristiche dei partner possono aiutare, come nel caso dell’epatite B, a raccogliere utili indizi.
L’epatite A, sappiamo, si trasmette con acqua o cibi contaminati dal virus. È importante riferire circa i viaggi recenti e i cibi consumati. Chi ha soggiornato a lungo in zone dell’Asia o dell’Africa dove l’epatite B è endemica, è a maggior rischio di aver contratto la malattia. I farmaci, anche quelli assunti con prescrizione medica, possono causare danno al fegato così come alcune erbe e sostanze ormonali contenute in certi integratori.
La storia professionale è importante come quella familiare. Quest’ultima può aiutare a definire la probabilità di alcune rare malattie ereditarie, ma anche a sospettare la possibilità di contagio per le epatiti virali.
I sintomi delle malattie del fegato, come l’astenia (la stanchezza) o la depressione, non sono specifici, ma vengono osservati in questi pazienti. I “sintomi”, in medicina, indicano un’alterazione della normale sensazione del proprio corpo in relazione ad uno stato patologico. L’ittero, il prurito, gli edemi, la distensione dell’addome e la sonnolenza o la confusione mentale sono sintomi rari ma specifici solo per le forme più avanzate di cirrosi epatica.

La visita

L’esame obiettivo - la visita, cioè, durante la quale il medico valuta l’organismo della persona che ha di fronte - è composto, innanzi tutto, dall’ispezione: dall’osservare il paziente nel suo complesso alla ricerca dei segni tipici delle malattie del fegato.
Il termine “segno” nell’agire del medico, indica un reperto patologico, anomalo, riconosciuto nel paziente al momento della vista e dell’esame obiettivo. Fra questi segni, d’interesse per le malattie del fegato, ricordo il colore della pelle che è giallo nell’ittero, a volte con sfumature verdastre, o la presenza di atrofia muscolare che, a volte, si accompagna a gonfiore delle gambe, dei piedi o dell’addome per un’abnorme ritenzione di liquidi.
Il peso del paziente è importante: occorre distinguere chi è obeso (a rischio quindi di accumulare grasso nel fegato) da chi è malnutrito, a causa di una malattia cronica e tumorale che può averlo debilitato. Il peso va pure confrontato all’altezza al fine di calcolare semplicemente l’indice di massa corporea (BMI) che può aiutare a distinguere chi è obeso da chi è normale.
La cute, poi, se esaminata in dettaglio può evidenziare arrossamenti in corrispondenza del palmo delle mani, fragilità o essere costellata, in alcune sedi come il dorso, da piccoli angiomi a forma di ragno (spider nevi, così sono chiamati per il loro aspetto).
Nell’esame obiettivo è importante la palpazione manuale dell’addome. Il medico, con il palmo della mano destra e con l’aiuto della sinistra, può così apprezzare la forma e le dimensioni del fegato, valutandone pure la consistenza. Anche la milza, quando aumentata di volume, può essere palpata. La presenza di liquido in addome (l’ascite) è valutata anche con la percussione (le dita della mano destra martellano quelle della mano sinistra, appoggiate in vari punti dell’addome del paziente) che evoca, dove è presente il liquido, un caratteristico suono ottuso localizzato nelle parti più basse dell’addome dove, in genere, si localizza l’ascite stessa. Ascite è un termine che proviene dal greco (askítes) e deriva da askòs, che significa otre di pelle, un grande contenitore per liquidi che era usato nell’antichità. In certi casi, infatti, l’addome somiglia proprio a un otre gonfiato e disteso a dismisura. La visita può riguardare anche il torace. Nei malati di fegato è utile, infatti, escludere la presenza di liquido che può raccogliersi, come versamento pleurico, alla base dei polmoni, particolarmente a destra.
Occorre però precisare che la maggior parte dei pazienti con malattie del fegato - come quelli con steatosi o epatite C - presenta un esame obiettivo alla visita medica che è normale: le anomalie descritte sono caratteristiche solo dei casi di malattie più avanzate come la cirrosi epatica, e in particolare quando è scompensata.

Valutazione: Articolo di ottima qualità
Home Blog
Vuoi commentare l'articolo ?
Fallo nel forum 



ARTICOLI CORRELATI

Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015

APPROFONDIMENTI E CURIOSITÀ

Dermatite polimorfa solare: che cos’è?Bambini: precauzioni al soleLentiggini ed efelidi: quali differenze?Lampade abbronzanti e tumori cutaneiMelanoma NON cutaneoOrticaria solare: che cos’è?Scottature solari: qualche consiglioOrticaria acuta: cosa fare quando si manifestaOrticaria: perché si chiama così?Orticaria: può essere provocata dall’attività fisica?Orticaria da freddo: caratteristicheOrticaria acquagenica: che cos’è?Tomografia a coerenza ottica“Voglie” in gravidanza: quali sono le cause?Quali sono le zone più dolorose da tatuare?Rimozione di un tatuaggio: fattori da considerareTatuaggi: come si rimuovono?Brachiterapia: domande frequentiStoria della brachiterapiaCorpi estranei nell’occhio: cosa fareTatuaggi all’henné e reazione allergicaLe curiose origini dell’iridologiaIridologia: che cos’è?Il caldo fa diventare aggressivi?Tatuaggi e salute della pelleQuando nasce l’usanza dei tatuaggi?La storia dello shampooCapelli fragili: qualche consiglioCosa indebolisce i capelli?Mal di testa e rapporti sessualiDiario del mal di testa: come va compilatoCefalea a grappolo: le persone più colpiteMal di testa e digiunoMal di testa e consumo di alcoliciMallo di Noce e InchiostroNoci: Altri UsiNoci: Produzione e StoccaggioTipi di NoceCelebrità con il morbo di ParkinsonDemenza a corpi di Lewy: alcune notizie storicheDemenza frontotemporale: alcune notizie storicheParkinson e atrofia multi sistemica: come distinguerli?Sinucleinopatie: che cosa sono?Atrofia multi sistemica: classificazioneSegno di BlumbergNoci in salamoiaGnocchi SpatzleGnocchi e PatateGnocco Fritto