Le acque minerali

Pubblicato da: PROF.Alfonso Anzalotta, visita il suo Blog. Pubblicato

nella sezione Salute alle ore 19:26 del 06 Maggio 2011.


L'ACQUA assume una rilevanza fondamentale nell'alimentazione dell'uomo ed in particolare dell'atleta che in periodi pre-contest ricorre a talune manipolazioni , compresa quella dei fluidi, al fine di raggiungere la massima forma ed evidenziare il “cut”, per meglio figurare, in termini di qualità muscolare e minimo spessore cutaneo.
L'acqua, però, e' essenziale per tutte le manifestazioni della vita ed è il mezzo con cui avvengono tutte le reazioni metaboliche. Rappresenta anche il “carrier” di trasporto delle sostanze sciolte in essa - gli ioni - e
nell'organismo costituisce il 58% del peso corporeo dell'uomo e il 48% di quello della donna.
Distinguiamo 2 comparti idrici fondamentali: quello intracellulare - per i 2/3 - e quello extracellulare costituito dal liquido interstiziale e da quello transcellulare. Il fabbisogno idrico giornaliero è di circa
1500-2400 mL di acqua. Detto fabbisogno è aumentabile in particolari condizioni fisiopatologiche e per svariati fattori ambientali e sociali.
L'impegno sportivo - agonistico o non - a cui si sottopone l'atleta richiede un maggior introito di liquidi e quindi di acqua.
Il plasma sanguigno porta l'acqua a tutti tessuti del corpo, asportandone anche l'eccesso dai tessuti che viene eliminata dall'organismo tramite il fegato, i reni, i polmoni e la pelle.
Lo scambio d'acqua tra il sangue e le cellule avviene attraverso il liquido tessutale, in cui sono immersi tutti gli elementi cellulari. Il passaggio d'acqua presente nel liquido tessutale all'interno e all'esterno delle cellule avviene attraverso un processo chiamato osmosi.

EQUILIBRIO IDRICO
L'acqua viene assunta dall'organismo non solo attraverso le bevande ma anche tramite i cibi, inoltre una piccola quantità si forma nell'interno del corpo dal metabolismo degli alimenti - acqua metabolica -.
Essa esce dal corpo sotto forma di urina, di sudore, di feci e di vapore acqueo che viene eliminato insieme all'aria espirata.
La quantità di acqua che va perduta sotto forma di vapore dipende dall'attività fisica e
dalla temperatura esterna che agisce sulla termoregolazione corporea. La quantità che viene eliminata dall'organismo sotto forma di urina dipende in gran parte dalla quantità di liquidi ingerita.
Per un adeguato funzionamento dei processi metabolici, l'acqua presente nell'organismo deve restare sempre all'interno di limiti relativamente ristretti; questa stabilità viene ottenuta attraverso l'attività dei
reni, che controllano l'equilibrio tra assunzione ed eliminazione dei liquidi regolando la quantità di acqua escreta dall'organismo con l'urina.
Il volume minimo giornaliero di urina necessaria per eliminare le scorie dall'organismo è 0.5 litri, tuttavia la maggior parte degli adulti sani produce circa 1.5 litri di urina al giorno.
Il riassorbimento idrico avviene ad opera dei reni o meglio delle unità strutturali che lo compongono - i nefroni - tramite la presenza dell'ormone antidiuretico ADH, prodotto dalla parte posteriore dell'ipofisi, che rende permeabile le pareti del nefrone distale all'acqua permettendone il riassorbimento.
L'equilibrio dell'organismo viene regolato anche mediante un altro meccanismo.
Se c'è un eccesso di qualsiasi sostanza (es. zucchero o sale) sciolto nel sangue, che deve essere escreto nel rene, è necessaria
una maggiore quantità di acqua per compiere questa funzione.
Ciò può provocare una disidratazione
nonostante un aumento della produzione di ADH, tuttavia in genere, l'eccesso è compensato da un
aumento dell'ingestione di acqua in risposta alla comparsa della sete.

LE ACQUE MINERALI
L'utilizzo da parte degli atleti delle acque minerali dovrebbe avere un ruolo sicuramente rilevante, visti gli enormi poteri benefici delle sostanze disciolte in esse, e non meno importante contribuire a disintossicare
l'organismo dai numerosi metaboliti prodotti dagli intensi work-out aerobici o anaerobici in relazione alle specifiche tipologie di allenamento.
Esiste una stretta affinità chimica tra le acque minerali ed il nostro organismo, infatti le particelle contenute in esse costituiscono delle strutture similari a quelle molecolari, presenti nel nostro corpo.
L'acqua si comporta come solvente e fa da supporto alla migrazione degli elementi ed allo sviluppo delle varie reazioni chimiche.
Il carattere distintivo delle varie acque minerali è dato dalla loro origine - geologia - e dai loro contenuti -chimica -.
Questi fattori conferiscono alle acque minerali il cosiddetto “elemento curativo”.
I sali disciolti nelle acque minerali hanno un'origine endogena ed esogena.
Quest'ultima è la principale fonte di elementi disciolti, legata alla liscivazione del suolo nel quale circolano le acque. I sali d'o rigine
endogena riguardano il vapore acqueo prodotto nella profondità della crosta terrestre attraverso i fenomeni magnetici.
Tra i gas principali annoveriamo l'anidride carbonica e l'azoto.
Questi vengono detti liberi, mentre alcuni
elementi rari quali l'elio, il cripton , l'argon ecc. sono presenti solo in traccia. Anche la temperatura è un riferimento importante collegato strettamente alla mineralizzazione.
Dal punto di vista chimico, l'identificazione di un'acqua minerale può essere fatta prendendo in esame iseguenti parametri:
colore, odore, limpidità, residuo fisso a 100°C e a 180°C, ammoniaca, nitriti, nitrati, durezza, alcanilità,
arsenico, ozono, temperatura, densità, indice di rifrazione, abbassamento crioscopico, pressione osmotica, conducibilità elettrica specifica, pH, radioattività, gas disciolti.
Tra questi, la determinazione del “residuo fisso”, cioè della quantità totale di mineralizzatori fissi,contenuti in un'acqua, riveste una peculiare importanza.
Infatti oltre per la sua caratterizzazione chimico -fisica, i valori del residuo fisso , regolano la classificazione ufficiale delle acque minerali.
La durezza dell'acqua è definita dal suo contenuto di sali di calcio e magnesio. Distinguiamo una durezza totale, che corrisponde al complesso di sali di Ca ed Mg in qualunque forma siano contenuti nell'acqua
stessa, durezza permanente e durezza temporanea.
La classificazione delle acque tiene conto dei vari parametri sopra descritti, ma sicuramente i criteri di valutazione legati alla quantità del residuo fisso a 180°C, che è determinato della natura fisica dei sali in esso disciolto sono quelli che ci consentono di dividere le acque minerali in quella che si ritiene la
suddivisione ufficiale:
OLIGOMINERALI: con residuo fisso inferiore a gr.0.2 per litro;
MEDIOMINERALI: con residuo da gr. 0.2 a gr.1 per litro;
MINERALI: Con residuo superiore a gr.1 per litro.

In base ai sali minerali le acque si distinguono in:
SALSE
SOLFUREE
ARSENICALI-FERRUGINOSE
BICARBONATE
SOLFATE
CARBONICHE

Acque oligominerali
Hanno un residuo fisso inferiore a 0.2 gr per litro e sono caratterizzate - oltre che dai comuni mineralizzatori: ione calcio, sodio, magnesio e cloro anche dalla presenza in che tracce di metalli pesanti,
tipo il ferro, il rame, il magnesio ecc. Alcune di esse sono radioattive: Lurisia. Somministrate per bibita, le
acque oligominerali, vengono assorbite rapidamente nel tratto gastrico-intestinale e altrettanto rapidamente vengono convogliate al rene. L'aumento notevole di liquido nell'ambito del sistema della vena porta determina un “urto idrico sul tessuto epatico”, producendo una specie di lavaggio metabolico.
L'azione biologica degli elementi presenti in esse opera come biocatalizzatori a livello cel lulare, in grado di favorire con la loro presenza l'attività dei fermenti cellulari - azione zimostenica -.
Le acque oligominerali nei confronti dei liquidi biologici che costituiscono l'ambiente interno dell'organismo, non si limitano infatti a transitare attraverso esso, ma danno luogo ad un complesso di interazioni metaboliche.
L'azione elettiva sull'apparato renale si esplica sulla muscolatura delle vie urinarie - azione antispastica - e sull'eliminazione di piccoli calcoli, detriti salini, microrganismi ecc. - azione di lavaggio antimicrobica -
che porta anche alla normalizzazione del pH urinario.
Si verifica anche un aumento della diuresi per:
azione renale diretta, attraverso un potenziamento funzionale del tessuto renale integro;azione sul diencefalo: impulsi sull'ipofisi posteriore che determinano inibizione dell'ormone antidiuretico;
azione sull'interstizio: aumento della permeabilità di membrana, azione disimbibente,
mobilizzazione dell'acqua dai tessuti edematosi;
azione sul metabolismo delle purine, con aumentata eliminazione di acido urico.

Acque minerali
Si dividono in: solfuree, bicarbonate, arsenicale-ferruginose, solfate, solfate-alcalino terrose, salse-bromoiodiche,
salso-iodiche, cloruro-sodiche.

Acque solfuree
Contengono zolfo in forma bivalente – solfuro di idrogeno -, in combinazioni varie ed in stato di continua trasformazione.
Il solfuro di idrogeno è l'elemento attivo tipico di queste acque. Queste acque vanno
utilizzate alla sorgente perché in bottiglia danno luogo alla precipitazione di solfuri insolubili che intorbidiscono la bibita.
Lo zolfo esplica a livello epatico alcune funzioni di fondamentale importanza in riguardo alla sintesi di alcuni aminoacidi solforati e all'espletamento delle solfoconiugazioni antitossiche.
Il solfuro di idrogeno esplica un'azione trofica, antinfettiva e antitossica.
Ciò è dovuto alla stimolazione vagale, che a livello periferico, provoca aumento della permeabilità capillare e quindi un netto miglioramento del trofismo delle mucose. Si nota ancora un'esaltazione dei
poteri di difesa con azione di stimolo a livello polmonare e la precipitazione di vari veleni metallici - mercurio, piombo ecc. - che diventano così, non tossici.
Distinguiamo inoltre:
l'azione tonico-sedativa sul sistema neurovegetativo;
l'azione nelle malattie croniche articolari;
l'azione disintossicante;
l'azione sul sistema endocrino e sul metabolismo;
un'azione ipoglicemizzante.

Acque bicarbonate
Si definiscono tali, le acque che contengono l'anione bicarbonato - HCO3¯ - in quantità predominanti rispetto agli altri anioni.
A secondo del catione in equilibrio - sodio, calcio, magnesio, e del predominare di uno o più di essi, le acque bicarbonate si differenziano in diversi tipi:
alcaline o bicarbonato-sodiche, quando prevale il sodio; alcalino-terrose, quando prevalgono i cationi calcio o magnesio;
bicarbonato-alcaline-terrose, quando vi si trovano contemporaneamente i cationi, sodio, calcio epotassio.
Le acque alcalino o bicarbonato sodiche - Saint Vincent, Vichy - e quelle bicarbonato-calciche hanno un'azione elettiva sullo stomaco, neutralizzando, a stomaco vuoto, l'acidità gastrica. Se invece vengono
somministrate dopo il pasto eccitano la produzione di succo gastrico. Inoltre intervengono sulla motilità gastrica, mentre sull'intestino l'azione risulta sedativa, con miglioramento generale delle condizioni
organiche anche in virtù di un miglioramento dell'attività funzionale della cellula epatica. Utili anche per il ritorno verso la normalità del tasso di colesterolo.
Intervengono, inoltre, sulla digestione proteica della caseina - stimolo attivante - favorendo anche la coagulazione del latte ed hanno una particolare azione antiinfiammatoria, intervenendo nell'acidosi che
accompagna forme infettive febbrili.
Le acque bicarbonato-solfato-alcaline-terrose hanno le stesse caratteristiche delle precedenti, ma lo ione solfato rappresenta un elemento terapeutico importante.
Tutte queste acque equilibrano le condizioni del metabolismo e della digestione in genere.

Acque arsenicali-ferruginose
Contengono ferro sotto forma di bicarbonato o solfato ferroso - ione ferroso - ed arsenico. Il ferro interviene sul versante omoreologico esercitando uno stimolo sul ricambio generale. L'arsenico interviene sul midollo osseo sulla crescita organica - azione ricostituente, con miglioramento della nutrizione organica - e sulla tiroide esercitando una funzione inibente.

Acque Solfate
Solfate-alcalino-terrose
Esplicano effetti tonico generali e tardivi. Intervengono sull'apparato biliare,
favorendo la secrezione di bile ed esercitando un'azione distensiva sulla muscolatura biliare, ad opera del calcio e del magnesio in essa presente.
Lo zolfo, inoltre, migliora il metabolismo epatico e si rileva utile nelle patologie addominali - azione antispastica - a carico del colon – coliti spastiche ecc. –
Tutte le azioni di queste acque le distinguiamo in locali dirette - migliore alcalinità duodenale - e riflesse -
su stomaco, fegato e vie biliari -.
Dette azioni si estrinsecano anche in un effetto purgativo e lassativo.
Una particolare tipologia di acque solfato-alcaline-sodiche riguardano le acque di Montecatini, mentre le solfato bicarbonate sgorgano negli stabilimenti di Boario, Crodo, Sangemini, Scarzè, Uliveto ecc.

Acque salso-bromo-iodiche e salso iodiche
Si distinguono per la presenza di cloruro di sodio. Interessante il loro impiego nelle infiammazioni di tipo ghiandolare e tissutale origine cronica e sulle affezioni dell'apparato respiratorio e riproduttivo femminile.
Esse agiscono localmente sulla mucosa stimolando i meccanismi di difesa e riparazione, ed esercitando un'azione disinfettante diretta.
La stimolazione ipertonica generata dall'assorbimento di tali acque produce
una vasodilatazione diretta con eccitazione tiroidea - aumento del metabolismo basale - e stimolazione ovarica.

Acque salse o cloruro-sodiche
Sono acque in cui è presente come elemento prevalente il cloruro di sodio. L'assunzione di tali acque aumenta il metabolismo basale, quello dell'acido urico e quello sella secrezione gastrica.
Favorisce l'evacuazione ed il transito intestinale ed a livello epatico determinano una vera e propria decongestione dell'organo proteggendo l'epatocita dagli agenti tossici.

Acque carboniche
Contengono disciolte in esse una rilevante quantità di anidride carbonica. Si dividono in carboniche leggere, medie e iper-gassate - oltre 1000 cc di CO2 -. Stimolano la peristalsi e la secrezione di succo
gastrico, determinando, inoltre, un aumento della ventilazione polmonare.
L'anidride carbonica agisce sul miocardio, rallentando il ritmo e rafforzandone il tono e la contrazione.

Acque radioattive
Sono caratterizzate dal contenuto in tracce di sostanze radioattive - radio, radon, torio, uranio, ecc.-
Tali tracce agiscono per via fisica, tramite radiazioni e non chimicamente.
La radioattività presenta peculiarità
terapeutica quando raggiunge un'intensità pari o superiore a 50 U.M - Unità Macché - Le sorgenti radioattive italiane si suddividono in :
sorgenti di acque radioattive deboli - da 10 a 50 millimicrocurie - Merano, Bognabco ecc.
sorgenti di acque radioattive medie - da 50 a 150 millimicrocurie - Tettuccio di Montecatini, bagni di
Bormio ecc.
sorgenti di acque radioattive forti - superiori a 150 millimicrocurie - Ischia (fino a 310), Lacco, Ameno
(1114), Lurisia (11469).
Dette acque, innocue dal punto di vista radioattivo, intervengono sulla permeabilità di membrana, attuando un vero e proprio trofismo del tessuto nervoso, aumentando la diuresi e svolgendo un'azione antispasticasedativa
e stimolante degli scambi respiratori e delle ghiandole endocrine (gonadi e surrene).
Questo breve ma significativo excursus sulla vitalità delle acque, sicuramente non completo ed esauriente ha voluto porre in risalto la qualità delle nostre acque minerali che introdotte in una programmazione
dietetica titolata per uno specifico atleta, potrebbe determinare un'ottimizzazione del piano dietetico e contribuire al miglioramento del peak performance, in termini di resa atletica e terapeutica.
Dunque occhio all'etichetta.

Valutazione: Articolo di buona qualità
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