I MIRACOLI DEL PILATES (TESTIMONIANZA DI UN PROFESSORE)

Pubblicato da: Angela Clerici, visita il suo Blog. Pubblicato

nella sezione Salute alle ore 16:25 del 31 Gennaio 2011.


I MIRACOLI DEL PILATES (TESTIMONIANZA DI UN PROFESSORE)

Premessa - la palestra - le lezioni di un professionista

PREMESSA


Da oltre cinque anni vado in palestra e questa frequentazione mi ha procurato grande soddisfazione e continuo a trarre benefici vantaggi.

All’inizio ero perplesso ed in parte rifiutavo la logica di ricorrere ad ambienti e strutture che erano seconde me dei surrogati alla vita all’aria aperta e alla mobilità ricercata fuori casa e dell’ambiente di lavoro.

Ma con l’età e le frequenti ricadute nelle stagioni intermedie del mal di schiena e di altri acciacchi, mi sono convinto della necessità di cercare rimedi, diversi dai soliti farmaci e dal solito riposo richiesto dal medico.

Ho sempre condotto uno stile di vita abbastanza tranquillo, piuttosto da sedentario essendomi dedicato all’insegnamento: in cattedra a scuola, davanti alla scrivania a casa, giardinaggio nel tempo libero con
qualche sforzo quando mi dedicavo a lavori più pesanti, passeggiate e un po’ di sci.

Ho sempre mantenuto un peso forma equilibrato La circostanza che mi ha convinto a superare la barriera psicologica per frequentare la palestra era l’instabilità del corpo quando indossavo le calze e mi dovevo piegare.


D’accordo: è l’età che avanza, ma non posso dipendere dagli altri all’alba dei miei cinquant’anni !
Dopo diversi approcci con le varie palestre della zona, mi sono convinto ad iscrivermi all’ Academy .


LA PALESTRA


Ed eccomi in palestra tra attrezzi e corsi di pilates, antalgica, yoga, power-yoga, ecc.
La palestra con il suo ambiente (gli spogliatoi, gli attrezzi, le sale a specchi per i corsi, le persone, le insegnanti) è stata una ri-scoperta: riproponeva in nuce una situazione tutta particolare, fatta di spazi, di contatti fisici e relazioni con nuove persone di diverse età; la palestra diventava lentamente il luogo della ricostruzione e di una appropriazione di una fisicità che si era persa nel tempo.


La riscoperta della corporeità fisica, che per essere tale richiedeva una concentrazione mentale, mi ha convinto della bontà della scelta fatta, oltretutto mi portava anche a raffronti coi testi letti nel corso della mia carriera, specialmente quelli della cultura indiana da cui le attività dei corsi prendevano spunto.


All’inizio si è trattato di un approccio diciamo soft: l’insegnante si esibiva nei movimenti spiegando come eseguirli.


Noi allievi-adulti imitavamo i gesti, i movimenti, assumendo le posture proposte.


L’aspetto accettabile e gradito, se si può dire, della situazione era che ognuno si trascinava ed esibiva i propri guai, i propri acciacchi, i propri “accidenti”: frequenti i crampi alle gambe, l’inclinazione del corpo in avanti fino a toccare il pavimento era diversa in ognuno di noi; la posizione del Budda seduto a gambe incrociate presentavano forme differenti: le mie ginocchia, invece di toccare il pavimento erano due paletti verticali.


Comunque si faceva quello che si poteva, senza imbarazzo o remora di sorta.


La mia schiena era un pezzo unico con li bacino; difficile era assumere la posizione del gatto con la schiena ricurva; era una sofferenza stare seduto sui talloni quando si era ginocchioni sul pavimento; non parliamo poi dell’equilibrio del proprio corpo quando bisognava appoggiarsi al pavimento su un unico piede.


Oltre tutto notavo una diversità di reazione e di risposta alle mie sollecitazione della parte destra rispetto a quella di sinistra del corpo.
I benefici tangibili in questa prima fase erano ben pochi, quasi nulli, anzi era un rendersi conto di quanta elasticità muscolare avevo perso.


La mia stabilizzazione muscolo-scheletrica, consolidata nel tempo nella quotidianità e ripetitività di certi stili di vita, sembrava quasi compromessa.

Mi sono reso conto che era impensabile credere che dall’oggi al domani mi potessi correggere, potessi recuperare una mobilità equilibrata, una postura perfetta e una buna elasticità.


Tutti i partecipanti annotavano pubblicamente le proprie difficoltà e sofferenze.


E’ all’incirca durante il secondo anno, dopo aver assunto del magnesio contro i crampi e dopo aver tonificato la muscolatura con gli esercizi agli attrezzi secondo un programma personalizzato suggerito dal trainer, ho incominciato a rendermi conto di piccoli e reali progressi conseguiti.


Ho incominciato ad avere il mal di schiena solo in concomitanza di sforzi fisici particolari, ad assumere una corretta postura di deambulazione, bacino e schiena non erano più un blocco unico e nei piegamenti in avanti le punte delle dita toccavano ora il pavimento.


Mi sentivo anche in forma, m’accorgevo di stare meglio, fra i corsisti si era stabilito un buon rapporto: nelle attività quotidiane, dopo certi sforzi, non sentivo dolori che si protraevano per giorni; braccia, gambe e piedi non erano più anchilosati, uscendo dallo scivolo del garage con l’auto in retromarcia potevo guardare indietro, voltando la testa, senza sentire pizzicare il collo.


Il terzo anno l’approccio è stato più convinto: la presenza alle lezioni è sempre stata costante, anzi ho inserito anche l’attività di step e ho aumentato le ore di bike.

Libero dal lavoro per aver raggiunto l’età pensionabile, ho aumentato il numero delle presenze, a volte con due rientri al giorno; questo perché avevo da tenere sotto controllo il valore del colesterolo, troppo alto, e l’alta pressione.


Avendo più tempo libero, erano aumentate le ore di attività in famiglia: giardinaggio, falcio dell’erba, imbiancatura dei locali domestici, ecc.


Se per un lavoro abitudinario fatto in casa, in cui solo una parte del corpo (braccio, gamba, inclinazione schiena, ecc.) lavorava, gli esercizi in palestra ristabilivano l’equilibrio.


Se per esempio tagliavo della legna, sollevavo dei pesi, trascinavo la carriola, imbottigliavo il vino, l'attività di palestra mi aiutava a ristabilire nel suo insieme le parti della struttura corporea che non erano state sottoposte a sforzo.


Il mal di schiena per le ore passate davanti al computer andava scemando; così pure, scendendo dall’auto o dall’aereo dopo ore di immobilità, non sentivo così opprimente il disturbo dell'inclinazione delle schiena e delle gambe al cambio della postura eretta.



LE LEZIONI DI ANGELA CLERICI



Ma la svolta decisiva è avvenuta in questi ultimi due anni.

I grandi benefici sono derivati dalle tecniche di addestramento adottate dal personal trainer, Angela.

Mi sforzo di spiegarmi.

Prima di Angela nei corsi seguivo le istruzioni che venivano impartite: una serie di esercizi di cui spesso si spiegava l’utilità e il beneficio; si concatenavano certi movimenti per assumere certe posture, a voltefinalizzati a specifiche affezioni.

Si osservava, in poche parole, le ginniche evoluzioni del trainer e ci sisforzava di imitarne le evoluzioni corporee. Il tutto ber strutturato.

Mi sembrava che il punto di partenza fosse: tutti abbiamo dei disturbi, ognuno deve rispondere in funzione delle proprie capacità per alleviare il fastidio.

Con Angela il discorso si inverte.

Tutti partiamo dallo stesso livello base per raggiungere uno stato di benessere.

Si predispongono nelle varie lezioni dei moduli. (Si potrebbe dire che ogni lezione è costituita da un modulo).

Ogni modulo è costituito da tanti segmenti, ogni segmento è formato da una serie di esercizi ripetitivi ognuno conseguente al precedente; i vari segmenti si concatenano fra di loro man mano che si procede fino a raggiungere il risultato finale.

L’esecuzione complessiva del modulo nella sua sequenzialità temporale rappresenta il momento conclusivo della lezione.

Per farsi un'idea basta pensare ai singoli mattoncini della Lego che assemblati, danno vita ai più svariati oggetti.

In poche parole si fanno esercizi singoli, graduati, a volte faticosi (però sempre in funzione delle proprie possibilità); poi c’è l’attività di coordinazione, anch'essa graduale o variabile, prima di arrivare al momento finale, conclusivo: in un lasso di tempo brevissimo, anche di due o tre minuti, si riassumono tutti i passaggi per dar vita ad una movenza particolare del corpo ben definita.

In questo modo tutti arrivano alla conclusione del percorso; sei tu stesso che attraverso la ripetitività dei singoli movimenti ti costruisci e realizzi un percorso di mobilità.

Sarà di volta in volta una parte specifica della struttura del corpo a essere presa in considerazione per completare un percorso prestabilito nel corso di un ciclo.

Nella presentazione dei moduli si fa ricorso anche a diversi attrezzi: le barre, i bastoni, le palle grandi e piccole, oltre agli step e ai tappetini.

Un ruolo molto importante ha la respirazione che, se ben regolata, consente quel movimento sotterraneo e impercettibile della spina dorsale e della gabbia toracica.

Ho tratto giovamento da questa attività ginnica in quanto si abbina ad una tua personale gratificazione di possibilità, di riuscita, di farcela; anche tu ti rendi conto dei progressi che fai, di come lentamente riesci a muoverti più liberamente col proprio corpo, come poco a poco recuperi movenze, equilibrio , inclinazioni e stabilità.

Quanto volte ora, di fronte ad esibizioni canore di pop star, o balletti, o pattinaggio artistico, o spettacoli di danza o di varietà o di altro genere in cui la figura maschile o femminile si muove con grazia o contorsioni spettacolari, non mi meraviglio più di tanto!

Anch'io faccio la spaccata con le gambe ( certo non oltre un certo livello), anch'io simulo il movimento ondulatorio del bacino (non come quello delle ballerine della danza del ventre), anch'io simulo la figuradello scorpione ( non arriverò mai a simulare forme artistiche).

Ultimamente ho fatto una scoperta: ho capito il motivo per cui, tutte le volte che tentavo di nuotare in mare, non riuscivo mai ad andare avanti, anzi andavo indietro. D'accordo ero negato al nuoto, mai fatto, ma possibile che non debba riuscire?

Tutto dipendeva dal piede che restava nella sua forma a martello, mentre dovevo abituarmi ad assumere la forma a ballerina: sulla punta dei piedi.

Proprio in questi giorni provo la piacevole sensazione di stare a galla e di andare avanti.

Insomma, con un po' di costanza e buona volontà, ti appropri del proprio corpo, ti esprimi attraverso quello, recuperi tantissime potenzialità perse ed entri in armonia con esso.





Prof. Giacinto Ratti


Valutazione: Articolo di buona qualità
Home Blog
Vuoi commentare l'articolo ?
Fallo nel forum 



Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015