Fibromialgia: Imparare a convivere si può!

Pubblicato da: Nicola Diana, visita il suo Blog. Pubblicato

nella sezione Salute alle ore 13:57 del 15 Ottobre 2012.


Fibromialgia: Imparare a convivere si può!

Iniziamo col dire che chi non ha un problema di questo tipo non può comprendere, ma chi ha questo disturbo deve comprendere cosa ha e poi cercare di conviverci, cercando di alleviare o contrastare tale sindrome. In questa trattazione vedremo cosa è la fibromialgia e come riuscire a conviverci.

Cenni storci:

Il termine Fibromialgia deriva dal latino fibra e dal greco myo (muscolo) unito a algos (dolore).Si può dire che la sindrome fibromialgica è caratterizzata da dolore muscolare diffuso e rigidità cronici. Sin dal 1800 la sindrome fibromialgica era descritta in letteratura, ma con altre denominazioni; solo nel 1976 vennero descritti in maniera accurata i sintomi e la denominazione su detta.

Organi bersaglio:

La colonna vertebrale, le spalle le braccia, il cingolo pelvico, le gambe e i polsi subiscono un processo infiammatorio; inoltre si associano disturbi dell'umore del sonno e astenia (stanchezza).

Chi colpisce:

In prevalenza chi è affetto da fibromialgia è di sesso femminile e può presentarsi in età che va dai 25 ai 55 anni. Si pensa che alla base di questa sindrome ci sia lo stress sia d'origine fisico che psicofisico.

Come conviverci:

Iniziamo col dire che qualsiasi malattia cronica(cioè permanente) non deve avere nel tempo la meglio su di noi. Ecco perché è importante prima conoscere e poi cercare con positività di reagire in modo da indurre noi stessi ad un possibile rimedio per riuscire a vivere con dignità la nostra esistenza.
Oltre alla terapia farmacologica, che al momento non si è dimostrata ancora molto efficace, vi è anche la terapia naturale; che consiste nel riposo, ma non eccessivo, nei primi giorni in cui si manifesta la malattia.
Inoltre si è notato che l'attività fisica come il lavoro aerobico, come la ginnastica dolce, il nuoto e altro, praticata regolarmente in maniera moderata e progressiva, riduce i sintomi.
Altro mezzo è l'utilizzo di massaggi e stretching (da non effettuare però, quando si ha il processo di infiammazione acuto in corso).
Non meno importante è osservare un'alimentazione povera di cibi raffinati favorendo cibi "vivi", frutta, verdura e proteine nobili (sia d'origine vegetale che animale, ma queste ultime con moderazione).
In conclusione possiamo dire che: Il giusto atteggiamento mentale verso la malattia, la sana attività sia fisica che alimentare, possono giovare non poco sul nostro progresso vitale.

Valutazione: Articolo di discreta qualità
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Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015