Acido Folico l'importanza di una assunzione controllata

Pubblicato da: DR.SSAValentina Fratoni, visita il suo Blog. Pubblicato

nella sezione Salute alle ore 14:18 del 04 Giugno 2013.


Acido Folico l'importanza di una assunzione controllata

L'Acido Folico fa parte delle vitamine idrosolubili del gruppo B (vitamina B9), fortemente termosensibile e termolabile, viene in minima parte sintetizzato per via endogena dalla flora batterica intestinale, per ciò la maggior parte dev'essere assunto con continuità con gli alimenti.
L'acido folico si trova in abbondanza in lieviti, verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), arance, legumi, limoni, kiwi e fragole, e nel fegato, rene e latte degli animali. Sono pochi i cereali che contengono acido folico in quantità tali da soddisfare con una singola razione il fabbisogno quotidiano. (Bates et al. 1994).
L'assorbimento di vitamina B9 di origine animale è sensibilmente migliore rispetto a quello di origine vegetale anche se comunque il processo di cottura distrugge dal 50 al 95% del folato presente nei cibi. ( Mattei et al. 2002).
Il livello di assunzione raccomandato in Italia, così come in Europa, è di 200 mcg /die nell'adulto inteso come apporto di poliglutammato (forma in cui il folato è presente nei cibi, da non confondere con quello che si trova negli integratori di sintesi, che invece presenta un'unica molecola di glutammato) ( Cozzani et al. 2006).
L'importanza riconosciuta a questa vitamina è legata al suo ruolo di coenzima che assume dopo essere stata ridotta ad acido tetraidrofolico (THF), forma attiva del folato nell'organismo.
Il THF rientra nel metabolismo degli aminoacidi, nella sintesi degli acidi nucleici, di DNA e RNA, nella formazione dell'emoglobina e di alcuni costituenti del sistema nervoso; è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a rapidi processi di proliferazione e differenziazione.
Esso interviene nella biosintesi delle basi puriniche e pirimidiniche e, insieme alla vitamina B12, è coinvolto nella metilazione del DNA ( Cozzani et al. 2006).
La carenza di folati rappresenta uno dei deficit vitaminici più comuni, che può essere conseguente: ad una inadeguata introduzione, ad aumentato fabbisogno, ad un alterato assorbimento, oppure all'assunzione di alcuni farmaci.
Sappiamo che una dieta ricca di vitamina B9 riduce i livelli di omocisteina: aminoacido associato al rischio di malattie cardiovascolari, tanto che supplementazioni di acido folico sono raccomandabili al fine di ridurre il rischio di ictus del 18-25% (Sepe et al. 2007).
Una scarsa assunzione di folato è correlata ad ipometilazione del DNA, associata ad un possibile aumento del rischio di tumore al colon retto (Pufulete et al. 2005).
Molteplici sono i fattori che possono influenzare negativamente l'assorbimento di vitamina B9 dagli alimenti, quali: un deficit di zinco e /o vitamina B12, un eccessivo introito di legumi, cavoli e agrumi che contengono inibitori enzimatici, ma anche l'abuso di alcol, anoressia, celiachia, morbo di Crohn, epilessia, obesità, tumori e resezioni gastriche, malassorbimento a carico dell'intestino tenue, diabete di tipo II, gravidanza, allattamento, eccessiva produzione di globuli rossi, utilizzo di barbiturici, contraccettivi orali, sulfamidici, anticonvulsivanti, chemioterapici.(Pacheco et al. 2009).
Comunemente in soggetti adulti i segni di carenza legati ad una dieta priva di acido folico si manifestano precocemente con: ipersegmentazione dei neutrofili, macro ovalocitosi degli eritrociti, shift megaloblastico del midollo osseo (causando anemia megaloblastica), stanchezza accentuata, depressione, irritabilità, mancanza di concentrazione, riduzione nella sintesi di DNA e RNA con manifestazioni a carico di cellule a rapido turn over. ( Botto et al. 2004).
Negli ultimi decenni è stata data grande rilevanza a questa molecola, in quanto riconosciuta come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale.
In stato di gravidanza, la carenza di acido folico è un fenomeno frequente e ad elevata morbilità, sia nei confronti della gestante che del feto, con il manifestarsi di eventi come: ritardo nella crescita intrauterina, parti prematuri e lesioni placentari, rischio di malformazione del feto soprattutto a carico del tubo neurale (DNT), associati a spina bifida e anencefalia.(Lumley et al. 2001).
I deficit di acido folico che si riscontrano in gravidanza sono legati al fatto che il feto utilizza le riserve materne di tale vitamina, in quanto necessaria per la sintesi del DNA e delle proteine e per la formazione dell'emoglobina, nonché per la crescita dei tessuti embrionali stessi, costantemente coinvolti nei processi di proliferazione e differenziazione (www.iss.it).
Il tubo neurale è quella parte del feto che si sviluppa per formare il cervello, la scatola cranica e la spina dorsale; normalmente si chiude entro 30 giorni dal concepimento, ma se tale chiusura non avviene o non avviene correttamente, il bambino sviluppa gravi malformazioni congenite come la spina bifida e anencefalia ( Botto et al. 1999).
La spina bifida è il più frequente fra i DTN ed è dovuta ad una incompleta chiusura della parte inferiore del tubo neurale. La spina bifida comporta conseguenze anche molto diverse, che vanno da problemi che possono essere corretti con interventi chirurgici, a gravi disabilità fisiche legate a paralisi degli arti inferiori, difficoltà di controllo degli organi interni (intestino e vescica) e disabilità mentali come difficoltà nello sviluppo e apprendimento, e ritardo mentale, talvolta idrocefalia; l'80-90 % dei bambini con spina bifida sopravvivono fino all'età adulta ( Botto et al. 1999).
L'anencefalia è una condizione in cui il cervello si sviluppa in modo incompleto, o non si sviluppa affatto, in seguito all'incompleta chiusura della parte superiore del tubo neurale. I bambini con anencefalia muoiono prima della nascita o subito dopo.(Botto et al. 1999).
L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) raccomanda che le donne in età fertile che stanno programmando una gravidanza o che almeno non la escludano, assumano regolarmente dai 400 mcg ai 5mg /die di acido folico per ridurre il rischio di feti con malformazioni congenite; a tali dosi, l'acido folico è infatti capace di ridurre il rischio di DNT del 50-70%.
Visto che i più comuni e gravi difetti congeniti insorgono tra il concepimento e il 29° giorno di gravidanza, sarebbe corretto iniziare la supplementazione almeno un mese prima del concepimento, per poi proseguirla per tutto il primo trimestre di gravidanza ed estenderla all'allattamento e al post partum, sempre associandola ad una alimentazione corretta ed equilibrata, ricca in frutta (soprattutto agrumi) e verdura ( soprattutto spinaci, carciofi, invidia, bieta, broccoli, cavoli).
Per quanto riguarda la popolazione nel suo complesso, l'assunzione alimentare di acido folico
non deve superare la dose superiore ammissibile di 1 mg/die (Opinion of the Scientific Commettee on Food on the Tolerable Upper Intake Level of Folate, espressed on 19 October 2000).
Alcuni studi di popolazione, infatti, hanno rilevato come l'acido folico giochi un ruolo anti tumorale su colon, intestino, prostata ( Cozzani et al. 2006), ma allo stesso tempo altre ricerche hanno evidenziato associazione tra aumentata incidenza tumorale ed alta concentrazione di acido folico, probabilmente legata ad una ipermetilazione del DNA che può inibire l'azione di alcuni onco soppressori o di geni coinvolti nella riparazione del DNA (Ebbing et al. 2009 ; Mason et al. 2007; Mather et al. 2009)
In definitiva è possibile dire che la carenza di questa vitamina può provocare diverse patologie, ma anche che la sua elevata assunzione può causare danni altrettanto gravi.
Cosa opportuna sarebbe introdurla quotidianamente con una corretta alimentazione (non superando quindi la dose di 1mg/die), stando attenti a scegliere i nutrienti che maggiormente la contengono, senza ricorrere a cibi fortificati (cereali da colazione, succhi di frutta, un particolare latte UHT)o ad integratori.
Solo in stato di gravidanza risulta corretto apportare maggiori quantità di folati per evitare l'insorgenza di stati patologici, ormai noti, che insorgono a carico del feto e della gestante.

Bibliografia

1) Bates CJ & Heseker (1994), Folate, Nutr. Res. Review, 7:93-127.
2) Botto LD, Moore CA, Khoury MJ, Erickson JD (1999), Neural-tube defects, N Engl JMed., 341(20):1509-19.
3) Botto LD, Olney RS, Erickson JD (2004), Vitamin supplements and the risk for congenital anomalies other than neural tube defects, Am J Med Genet., 125 C(1):12-21.
4) Cozzani I, Dainese E; (2006), Biochimica degli alimenti e della nutrizione, Piccin Nuova Libraria S.p.A. Padova.
5) Ebbing M, B?naa KH, Nyg?rd O, Arnesen E, Ueland PM, Nordrehaug JE, Rasmussen K, Nj?lstad I, Refsum H, Nilsen DW, Tverdal A, Meyer K, Vollset SE, (2009), Cancer Incidence and Mortality After Treatment With Folic Acid and Vitamin B12, JAMA.;18;302(19):2119-26
6) Lumley J, Watson L, Watson M, Bower C, (2001), Periconceptional supplementation with folate and/or multivitamins for preventing neural tube defects, Cochrane Database Syst Rev., (3):CD001056.
7) Mason JB, Dickstein A, Jacques PF, Haggarty P, Selhub J, Dallal G, Rosenberg IH, (2007), A temporal association between folic acid fortification and an increase in colorectal cancer rates may be illuminating important biological principles: a hypothesis, Cancer Epidemiol Biomarkers Prev.; 16(7):1325-9.
8) Mather JC, (2009), Folate intake and bowel cancer risk, Genes Nutr.;4(3):173-8.
9) Mattei R., (2002), Manuale di nutrizione umana, 2°edizione, Franco Angeli s.r.l., Milano.
10) Pacheco SS, Barga C, de Souza AI, Figueirosa JN, (2009), Effects of folic acid fortification on the prevalence of neural tube defects, Rev Sa?de P?blica;43(4): 1-6.
11) Pufulete M, Al-Ghnaniem R, Khushal A, Appleby P, Harris N, Gout S, Emery PW, Sanders TA, (2005), Effects of folic acid supplementation on genomic DNA methylation in patients with colorectal adenoma, Gut.;54(5):648-53.
12) Sepe V, Adamo G, Giuliano MG, Libetta C, Dal Canton A, (2007), Folic acid for stroke prevention, Lancet; 25;370(9588):651.
13) (www.iss.it)

Valutazione: Articolo di ottima qualità
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Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015

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