No dolori con l'artiglio del diavolo

Pubblicato da: Luigina Celico

nella sezione Integratori Fitoterapia alle ore 10:08 del 15 Aprile 2011.


No dolori con l'artiglio del diavolo

HARPAGOPHYTUM PROCUMBENS

SCHEDA BOTANICA

È una pianta erbacea della famiglia delle Pedaliaceae, che cresce nel deserto del Kalahari, nelle estensioni di sabbia rossa delle steppe di Namibia, nel Madagascar e in Sud Africa. La pianta è provvista di una radice primaria, che raggiunge una profondità di 80 cm-1m, e di radici secondarie, dotate di protuberanze, che sono veri e propri organi di deposito: possono raggiungere un diametro di 6-20 cm di lunghezza e un peso di 600 g allo stato fresco. Queste radici si diffondono a raggio intorno alla pianta fino a 1,5 m. La raccolta risulta difficoltosa e per essiccarle vengono tagliate a rondelle. I frutti, lunghi 10-20 cm, sono aderenti alla terra, per cui tramite i loro «artigli» si attaccano ai piedi degli animali che passano e sono così distribuiti nel territorio.

CURIOSITA'
Il nome può trarvi in inganno, ma l´artiglio del diavolo non è chiamato così per i suoi infernali poteri. Si racconta che il nome derivi dal fatto che, affiorando in superficie, gli animali, che incautamente vi passano sopra e si feriscono, iniziano a saltellare e ad agitarsi furiosamente per il dolore tanto da sembrare indiavolati. Boscimani, Bantù e Ottentotti lo consideravano addirittura un aiuto prezioso per curare febbri e disturbi digestivi. Arrivò in Europa, all’inizio del XX secolo, grazie a un colono tedesco, tale Menhered, e ben presto le indicazioni originarie vennero tralasciate a beneficio delle sue particolari attività antifiammatorie e antidolorifiche.

PROPRIETÁ E INDICAZIONI
L’uso dell’Hapagophytum è indicato soprattutto nelle affezioni reumatiche croniche; la sua radice è di grande interesse farmacologico e molto indicata per chi soffre di dolori artrosici. Gli sportivi lo utilizzano con successo per evitare le tendiniti e i dolori articolari dovuti agli sforzi.
L'efficacia antireumatica e antinfiammatoria degli harpagosidi (principi attivi della radice) è indiscusso, e paragonabile a quella degli antinfiammatori di sintesi non steroidei e al cortisone stesso: la posologia deve essere, però, sufficientemente elevata e prolungata nel tempo e deve contenere non meno dell’1,8 per cento di glicoiridoidi totali (altro principio attivo), di cui almeno l’80 per cento di arpagoside. Non va trascurata l’azione amaro-tonica e di miglioramento della circolazione enteroepatica e nei disturbi digestivi, come dispepsia, meteorismo, e nei distrubi di tipo epatobiliare. Agisce inoltre abbassando il tasso di colesterolo ematico. Per queste sue propreità può essere, per esempio, vantaggiosamente assunto dai soggetti anziani, obesi e affetti da displipidemia (alterazione del quadro dei lipidi ematici).

PREPARAZIONE E USI
Controindicato in caso di ulcera gastrica e gastrite. Il decotto, amaro, può provocare nausea, vomito e, a volte, diarrea. Non utilizzare in gravidanza. Decozione: 5-15 g di radici secondarie (1-3 cucchiaini da caffè in 1/2-3/4 di litro di acqua. Fare una breve decozione. Lasciare riposare per una notte. Dopo averlo filtrato, freddo, se ne prendono 3 tazze prima dei tre pasti, per almeno tre-sei settimane. Il decotto, particolarmente sgradevole, si può sostituire con 3 cucchiaini (9 g circa) rasi da caffè di nebulizzato, diluito in 100 ml di acqua. Radix HarpagophytiRadix Harpagophyty nebulizzato 0,50 g per capsula. 2 capsule la mattina, a pranzo e la sera. Per la fibromialgia, associato a Passiflora TM 30 ml, Harpagophytum TM 60 ml, Valeriana TM 30 ml: 40 gocce due-tre volte al giorno. TM: 50 gocce più volte al giorno.

Valutazione: Articolo di ottima qualità
Home Blog
Vuoi commentare l'articolo ?
Fallo nel forum