Riscaldamento e stretching con le basse temperature

Pubblicato da: Dario Giuberi, visita il suo Blog. Pubblicato

nella sezione Fitness BodyBuilding alle ore 00:49 del 31 Agosto 2015.


Quando fa freddo....

La temperatura ideale per il muscolo, che ottimizza la performance, è sempre superiore a quella corporea. Siamo solitamente al di sopra dei 38°/39°C; a tale temperatura  diminuisce infatti la viscosità dei tessuti e migliora l'elasticità dei  tendini; inoltre, si aumenta la velocità di conduzione nervosa e si  modifica positivamente l'attività enzimatica.

L'innalzamento della temperatura muscolare, poi, costituisce un'efficace misura preventiva nei confronti degli infortuni, riducendo i rischi di stiramento o strappo muscolare.

Lo stretching è largamente utilizzato nell'ambito del riscaldamento, ma non sempre nella maniera giusta; oltretutto secondo alcuni Autori, la sua possibile efficacia nel  provocare un innalzamento della temperatura del muscolo, sarebbe molto  discutibile, tanto che alcuni studi dimostrano addirittura un suo  effetto negativo in questo senso.

In effetti, occorre ricordare che, il tipo d'azione muscolare che ritroviamo nel corso dello stretching è praticamente sovrapponibile a ciò che avviene in una contrazione  eccentrica. Dal momento che nel corso di una contrazione di tipo  eccentrico (la così detta fase “negativa”) la vascolarizzazione  muscolare viene interrotta ed il lavoro svolto diviene in tal modo di  tipo anaerobico - determinando un aumento dell'acidosi, oltre ad una marcata assenza di ossigeno nelle cellule - è facilmente  comprensibile come lo stretching non possa essere considerato come il  mezzo favorevole nell'ambito del riscaldamento.

Utilizzare lo stretching come mezzo esclusivo sul quale basare il riscaldamento prima della gara e/o prima dell'allenamento, sembrerebbe quindi sicuramente insufficiente e sbagliato. Tuttavia, integrare razionalmente lo stretching in uno schema di  riscaldamento basato soprattutto su altri tipi d'esercitazione,  maggiormente efficaci nel far aumentare la temperatura interna del  muscolo, come un'idonea alternanza di contrazioni e rilassamenti, è  sicuramente la scelta più corretta.

Si consigliano esercizi dinamici per lo stretching pre-gara e/o pre-allenamento, con delle oscillazioni degli arti, inferiori e superiori, lente e controllate. Mentre a fine seduta o al termine della gara, può andar bene anche lo stretching statico, ma attenzione al freddo pungente: se la temperatura esterna è troppo  bassa, meglio farlo nello spogliatoio o comunque in ambiente  sufficientemente caldo!

Un ulteriore consiglio che mi sento di dare,  specialmente nei primi minuti del riscaldamento, per quelle discipline  in cui avvengono numerosi cambi di direzione (sport di situazione ad  esempio: tennis e basket, ma anche nello sci) è quello di porre attenzione all'articolazione tibio-tarsica; è infatti fondamentale una buona mobilità della caviglia ed è altresì importante prevenire eventuali traumi della stessa; per questi motivi, durante i periodi più  freddi, è necessario effettuare delle rotazioni della caviglia in senso orario ed  antiorario e poi anche dei movimenti di flesso-estensione  dell'articolazione che ci permetteranno poi di eseguire i giusti  movimenti e potremmo migliorare anche la performance.

Questa raccomandazione è sempre valida, a maggior ragione quando le temperature sono basse.

Valutazione: Articolo di buona qualità
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Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015

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