Paramorfismi e Dismorfismi

Pubblicato da: PROF.Alfonso Anzalotta, visita il suo Blog. Pubblicato

nella sezione Fitness BodyBuilding alle ore 18:36 del 06 Maggio 2011.


Tra le varie conoscenze che devono appartenere al bagaglio culturale e professionale non solo di un Istruttore di Fitness e Body Building ma in generale a tutti coloro che si occupano delle condizioni fisico-atletiche altrui (Insegnanti-Preparatori), sicuramente un posto di primo piano lo occupano le problematiche dei Paramorfismi e Dismorfismi.
Riconoscere, seppure superficialmente, la presenza di una asimmetria posturale e suggerire perentoriamente al soggetto interessato una sollecita consulenza presso uno Specialista (Ortopedico,Fisiatra, Posturologo) significa evitare grossi guai di salute ed importanti accidenti muscolo-scheletrici o addirittura neurologici. L'Istruttore, in questi casi, non deve ne può fare diagnosi ma semplicemente attenersi alle indicazioni del medico per quanto riguarda le modalità e programmi di esercizi fisici da far eseguire.

Paramorfismi

Rappresentano degli atteggiamenti posturali spesse volte risultato del profilo psicologico del soggetto interessato che somatizza attraverso l'impostazione posturale una dimensione psichica particolare.
Non sono pertanto presenti delle vere alterazioni morfologico-strutturali dell'apparato scheletrico e ciò rendereversibile ogni alterazione di questa natura a fronte di una eventuale utile quanto necessaria evoluzione dell'abito psicologico dell'individuo.
Queste problematiche sono particolarmente frequenti in fasce di età tipicamente difficili e travagliate come sicuramente quella della pubertà e adolescenza.
In questi soggetti il travaglio psicologico è forte, alle volte estenuante, e ciò può venire estrinsecato in termini simbolici sotto forma di atteggiamenti corporei posturali che in ultima analisi rappresentano il tentativo di comunicare con il mondo esterno, di esprimere il proprio disagio esistenziale.
A tale riguardo l'esercizio fisico può fare molto, attraverso una evoluzione del profilo somatico posturale,di portamento, grazie ad un miglioramento della tonicità muscolare generale ed in particolare della componente tonico-posturale con risvolti a livello psicologico in termini di aumento della considerazione della propria persona, della sicurezza nell'affrontare il mondo esterno attraverso una immagine sicuramente più positiva e vigorosa.
I paramorfismi più comuni sono:
Atteggiamento ipercifotico.
Atteggiamento scoliotico.
L'atteggiamento cifotico, in flessione, che fa apparire il soggetto quasi come se fosse "gobbo" è sicuramente frutto di un atteggiamento mentale, psicologico di introversione, di rifiuto del mondo esterno.
Vi è una chiusura dovuta a diversi fattori quali disorientamento e paura di un mondo non ancora ben interpretato, in una età (adolescenza) in cui i dubbi sono molti, le incomprensioni con i genitori sono spesso gravi e laceranti, i primi approcci con l'altro sesso sono ancora piuttosto incerti e nutrono sensazioni di incertezza e di incapacità.
Dal punto di vista fisionomico la caratteristica principale è l'aumento della curva del tratto dorsale della colonna che già di per se rappresenta una cifosi normale, in questi casi esasperata da un atteggiamento di ulteriore flessione, senza che alla base sia presente alcuna alterazione strutturale vertebrale.
Caratteristicamente a fronte della ipercifosi dorsale si verifica un compenso dei segmenti limitrofi con iperlordosi lombare e iperlordosi cervicale, eventuale atteggiamento anteriorizzato del capo che si presenta in estensione con postrotazione per traslazione della cerniera atlanto-occipitale. Spesso riscontriamo altri elementi posturali relativamente costanti in questi casi è cioè presenza di piedi piatti, eventualmente asimmetrici, quadro cranio-mandibolare di II classe con morso aperto o morso profondo.
Le spalle sono solitamente flesse in intrarotazione.
E' un atteggiamento solitamente abbastanza "fissato" nonostante la relativa giovane età dei soggetti e pertanto è difficoltoso trattare questo problema e poterne constatare dei risultati positivi in tempi accettabilmente brevi.
A fronte di una auspicabile ed indispensabile maturazione psicologica possono risultare utili attività di esercizio fisico basati soprattutto su movimenti in estensione dorsale, rinforzando la muscolatura paravertebrale tonico-posturale dorsale, rinforzare il cingolo pelvico aumentandone la stabilità a scapito dell'iperlordosi, mediante lavoro sui muscoli addominali, rinforzare muscoli estensori alti tipo il trapezio medio, muscoli della spalla (cuffia dei rotatori, deltoide posteriore).
Particolarità importante è quella di monitorizzare con attenzione l'esecuzione degli esercizi in quanto il soggetto tipicamente tende ad eseguire ogni movimento adattandolo al proprio atteggiamento cifotico che pertanto non viene per nulla contrastato.
L'atteggiamento scoliotico consiste in una deviazione della colonna sul piano frontale posteriore,solitamente modesta a livello dorsale e/o lombare.
L'attività proponibile a tale soggetto esclude assolutamente qualsiasi esercizio che preveda carichi sulla colonna mentre sono accettabili esercizi non pesanti sulla muscolatura paravertebrale come estensioni del tronco eseguiti molto lentamente e con escursioni moderate.

Dismorfismi

Rappresentano vere e proprie patologie, a volte anche di grave entità, di stretta competenza ortopedicofisiatrica.
L'aspetto decisamente più importante e che ne peggiora drasticamente la prognosi è la presenza di alterazioni strutturali-morfologiche delle componenti vertebrali.
Le possibilità di regressione di tali alterazioni sono pressoché nulle anche se una diagnosi precoce che porti ad un trattamento conseguente può rallentarne l'evoluzione fino al compimento della crescita scheletrica, dopo di che l'ingravescenza della patologia rallenta sensibilmente fino alla stabilizzazione definitiva del quadro.
L'attività fisica in queste problematiche assume un ruolo completamente secondario al fine della prognosi,tuttavia è importante considerare l'utilità che può assumere l'esercizio fisico in termini di trofismo muscolare, dei tessuti e della salute in generale: ciò significa anche prevenire eventuali complicanze.
In linea di massima possono risultare utili esercizi che mirino a migliorare il trofismo e tono muscolare del cingolo pelvico-addominale e paravertebrale.
In particolare è importante cercare di mantenere la massima mobilità possibile tra i corpi vertebrali evitando sicure evoluzioni in senso artrosico-degenerativo.
Da scartare in assoluto ogni esercizio che comporti carichi alla colonna.
I dismorfismi più comuni sono:
cifosi dorsale, scoliosi, dismetrie degli arti inferiori
Cifosi dorsale : determinata dalla diminuzione dell'arco cifotico fisiologico dorsale, solitamente irreversibile. Una causa può essere un trauma alla colonna dorsale che abbia determinato frattura con schiacciamento di corpi vertebrali dorsali con deformazione irreversibile ed accorciamento della curvatura dorsale.
Occorre sottolineare che non sempre è così netto il limite tra atteggiamento ipercifotico e cifosi vera.
Scoliosi: latero-deviazione di tratti della colonna sul piano frontale con rotazione dei corpi vertebrali.
Compare solitamente in età giovanile (infanzia e pubertà) e più precocemente insorge più aggressiva risulta.
Il trattamento elettivo è ortopedico oppure chirurgico.
Il movimento e l'attività fisica monitorizzata e personalizzata deve mirare soprattutto a conservare la mobilità dei vari segmenti corporei e ad evitare l'aumento ponderale per questioni di distribuzione deicarichi e del baricentro a scapito della colonna.
Dismetrie degli arti inferiori: frequentemente sono presenti differenze di alcuni millimetri tra i due arti,ciò può essere considerato parafisiologico ed i meccanismi di adattamento compensatorio del sistema posturale risultano sufficienti.
Se l'entità di tale differenza in lunghezza degli arti è maggiore si verifica un certo basculamento compensatorio del bacino e ciò può significare una corrispondente curva di compenso della colonna vertebrale (scoliosi). In questo caso il quadro presenta elementi di conseguenzialità patogenetica e pertanto la scoliosi può essere prevista e pertanto prevenuta, mediante opportuni interventi di tipo ortopedico compensatorio della dismetria vera degli arti.
La verifica della dismetria si realizza mediante la misurazione della lunghezza degli arti con il soggetto disteso supino calcolando la distanza tra spina iliaca antero superiore (SIAS) e malleolo tibiale.
La particolarità che può interessare il Preparatore è che questi soggetti presentano solitamente ipertrofia muscolare del quadricipite dell'arto più lungo, per questioni del carico maggiore dell'arto che devesollevare maggiormente l'emibacino omolaterale.
In particolare pertanto si rende necessario un lavoro di miglioramento delle condizioni dell'arto relativamente ipotrofico onde evitare possibili traumi indotti da tale asimmetria di forza muscolare.

Valutazione: Articolo di buona qualità
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