Lo Stacco da Terra: il re del Body Building

Pubblicato da: Fabrizio Bonanni

nella sezione Fitness BodyBuilding alle ore 16:11 del 12 Gennaio 2012.


Nello stacco il carico grava direttamente sull'articolazione scapolomerale. Quanto piú grande é la distanza tra il carico e l'asse (anca) maggiore sará la leva meccanica e quindi sará piú difficile sollevare il carico.
C'é bisogno di una extra-stabilitá della colonna ed una contrazione volontaria della muscolatura scapolo-omerale per far si che gli estensori dell'anca trovino un punto fisso di trazione.
Eseucuzione:

1) Separazione dei piedi (serve per accorciare la leva)
2) Contrazione del dorsale
3) Attivazione erettori della colonna
4) Adduzione delle scapole e extrarotazione dell’omero

La posizione di partenza deve essere con il busto spostato in avanti e il bacino più dietro possibile, il bilanciere è attaccato alle tibie così da contrarre il gran dorsale.
Il bacino va in anteroversione, cercando un pre-stiramento del femorale.
Le braccia vanno ruotate leggermente in avanti in modo da fovorire l’adduzione delle scapole.
Il petto va verso l’alto.

Stiamo parlando di un esercizio che fatto nel migliore dei modi può dare soddisfazioni ineguagliabili a livello di ipertrofia muscolare per:
quadricipiti, femorali, glutei, lombari, dorsali, trapezio, bicipiti, tricipiti, deltoidi, addome e probabilmente anche il petto, tutti muscoli coinvolti durante lo stacco da terra.

Viene considerato un esercizio molto gravoso per la schiena e spesso non fatto nelle palestre, o peggio ancora eseguito con tecniche pessime, ma con questi determinati accorgimenti è possibile usufruire in tutta sicurezza dei suoi benifici.

Buon allenamento.

Valutazione: Articolo di buona qualità
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Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015