Formazione dei tecnici sportivi in Italia

Pubblicato da: PROF.Alfonso Anzalotta, visita il suo Blog. Pubblicato

nella sezione Fitness BodyBuilding alle ore 12:29 del 29 Aprile 2011.


Legislazione

Nel complesso la situazione della formazione degli operatori sportivi in Italia è segnata da una forte disomogeneità, dall’instabilità del quadro di riferimento e dalla mancanza di percorsi di crescita professionale che riescano ad integrare efficacemente l’esperienza sul campo (ovviamente insostituibile) con la partecipazione a processi di formazione coerenti e capaci di impatto.
Il panorama della formazione degli operatori dello sport in Italia appare molto frammentato, contraddittorio e nel complesso inadeguato al mutamento dei contesti e delle esigenze operative attuali delle organizzazioni sportive. Nella maggior parte dei casi, gli operatori sportivi sono stati dei veri e propri autodidatti, motivati soprattutto dall’entusiasmo e dallo spirito associativo.

Una frazione consistente (ma comunque minoritaria) dei quadri tecnici ha usufruito
di una preparazione generale di carattere scientifico-pedagogico (negli Istituti Superiori di Educazione Fisica o più raramente nelle Università), mentre la quasi totalità dei quadri dirigenziali non ha avuto alcun genere di formazione e preparazione al compito.


Secondo quanto previsto dal “Piano nazionale di formazione dei quadri sportivi” del C.O.N.I. attualmente in vigore (ed operativo dal 2010), il quale fa riferimento al modello a 4 livelli della normativa europea per la certificazione dei tecnici sportivi è stato disposto che il percorso formativo dei primi 3 livelli, per essere riconosciuto valido, debba essere svolto su almeno 300 ore e che debba comprendere un’adeguata fase teorica (corsi e master) ed un’altrettanto adeguata fase pratica (tirocini operativi).

Lo scopo del quadro di riferimento europeo è essenzialmente quello di rendere possibile ad un operatore sportivo formato in un paese comunitario (ad es. da una data Federazione) di veder riconosciuto il proprio percorso/curriculum ed esperienza in qualsiasi altro paese dell’UE per potervi esercitare un’attività congrua e collegata ad una remunerazione.

Il Piano Nazionale di Formazione dei Quadri Sportivi intende essere la risposta efficace alla sfida del cambiamento in atto nel mondo della formazione dei tecnici sportivi, con l’obiettivo di offrire al mondo sportivo e all’intera Società italiana le soluzioni idonee a potenziare le competenze degli operatori,

a garantire al massimo gli utenti delle attività sportive e quindi a sopperire alle carenze menzionate in precedenza. In particolare, il Piano Nazionale di Formazione intende valorizzare le possibili sinergie con tutte le altre organizzazioni che fanno parte del movimento sportivo italiano o che, a vario titolo, sono coinvolte nei processi di formazione degli operatori sportivi e nell’esercizio delle loro attività.


Il tecnico sportivo veramente CERTIFICATO è in possesso di tesserini tecnici con numero di matricola che devono essere vidimati ogni anno seguendo corsi di aggiornamento e master obbligatori.

Inoltre è possibile verificare su internet i vari titoli sportivi tramite gli albi ufficiali delle Associazioni ed Enti riconosciuti che vengono rigorosamente aggiornati ogni anno

Gli Enti di Promozione Sportiva infatti ,come le Federazioni sportive, rilasciano certificazioni riconosciute dal Coni e dalle normative vigenti; in tal modo possono attivare corsi e iniziative formative riconosciute. A tal proposito e utile indicare la nuova disciplina dei rapporti tra CONI ed Enti di Promozione:

NUOVA DISCIPLINA DEI RAPPORTI TRA IL C.O.N.I. E GLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA

Gli Enti di Promozione Sportiva promuovono e organizzano le seguenti attività:

A) Motorio - Sportive
1) a carattere amatoriale, seppure con modalità competitive, con scopi di ricreazione, crescita, salute, maturazione personale e sociale;
2) di formazione fisico-sportiva e di avviamento alla pratica sportiva, realizzate specie attraverso "centri di formazione fisico-sportiva" per tutte le fasce di età e categorie sociali.

B) Formative
1) per gli EPS riconosciuti a livello nazionale, corsi e altre iniziative a carattere formativo per tecnici, arbitri, giudici di gara e altre figure similari di operatori sportivi, realizzati d'intesa con le Federazioni Sportive Nazionali o con le Discipline Sportive Associate, con la partecipazione di esperti/docenti delle Federazioni Sportive Nazionali, qualora l' E.P.S. desideri ottenere il riconoscimento di qualifica in ambito federale;


2) per gli EPS riconosciuti su base regionale, corsi e altre iniziative a carattere formativo per tecnici, arbitri, giudici di gara e altre figure similari di operatori sportivi, realizzati di intesa con la Scuola Federale dello Sport del CONI competente per territorio (e con la Regione o Provincia autonoma di Trento o Bolzano).

C) Sussidiarie
1) di cultura, di comunicazione, d'indagine e di ricerca, finalizzate alla promozione e alla diffusione della pratica sportiva;

2) editoriali a carattere culturale, informativo e tecnico-didattico, finalizzate alla promozione e alla diffusione della pratica sportiva.

D) Agonismo
Le attività a carattere agonistico devono rispettare quanto sancito dai Regolamenti Tecnici delle Federazioni Sportive Nazionali e/o Discipline Sportive Associate per il miglior raggiungimento delle specifiche finalità.

I calendari delle manifestazioni provinciali, regionali, nazionali ed internazionali, ove possibile, dovranno essere concordati.


E' utile anche indicare le competenze giuridiche per la formazione di Tecnici ed operatori dello sport:

Competenze giuridiche per la formazione in Italia di Tecnici, Istruttori ed altre figure similari di Operatori sportivi a livello nazionale


La formazione degli Operatori Sportivi a livello nazionale è di competenza dei soggetti che operano in Italia con riconoscimento giuridico in campo sportivo e cioè:

* il C.O.N.I. Comitato Olimpico Nazionale Italiano
* le Federazioni Sportive o Discipline associate riconosciute dal C.O.N.I.
* gli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal C.O.N.I.
* Le Università tramite le Facoltà di Scienze Motorie

Le competenze sono state confermate dal Decreto Legislativo 23/07/1999 n. 242 (conosciuto come decreto Melandri di riordino dello sport) che assegna al C.O.N.I. a norma dell'art.11 della Legge 15 Marzo 1997 n.59, "l'organizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale" e "la promozione della massima diffusione della pratica sportiva" nei limiti di quanto stabilito dal D.P.R. 24 luglio 1977 n.616.

Lo Statuto del C.O.N.I. regolarmente approvato dal Ministero vigilante, detta, all'art. 26, l'ordinamento degli Enti di Promozione Sportiva. In particolare poi, per gli Enti di Promozione Sportiva, la legittimazione della formazione dei tecnici, istruttori ed altre figure similari di operatori sportivi deriva dalle previsioni dell'art. 2 del Regolamento "per il riconoscimento ed i rapporti C.O.N.I. - Enti di Promozione Sportiva", approvato dal Consiglio nazionale del C.O.N.I. il 01/08/2001.


Competenze delle Regioni

Ferme restando le competenze nazionali del C.O.N.I. (e quindi delle federazioni e degli enti sportivi), le funzioni in materia di sport sono state, nel tempo ed in parte, con diversi provvedimenti, attribuite alle Regioni (legge 549/95, art.2, comma 46, lettera b; legge 59/97, art. 7; Dlg 31/03/98 n. 112) fino ad arrivare alle recenti modifiche dell'art. 117 della Costituzione, per cui, allo stato attuale, la materia dello sport è "a legislazione concorrente" tra Stato e Regioni. Sono pertanto riconosciuti come "Istruttori, Tecnici, Tecnici qualificati ed altre figure similari di Operatori Sportivi i soggetti in possesso, alternativamente di: Diploma di Laurea in Scienze motorie, Diploma I.S.E.F. Percorso formativo di Istruttore Tecnico come disciplinato dalle Federazioni o dagli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal C.O.N.I.

Pertanto gli istruttori e Tecnici sportivi con i titoli suddetti possono legittimamente operare in Italia fornendo le loro prestazioni tecnico-operative ai vari utenti.

In relazione al riconoscimento del titolo rilasciato si chiarisce che la validità dello stesso è da rapportare con quelli che possono essere gli eventuali regolamenti interni delle varie Federazioni Sportive.

Infine la Regione Lombardia ha cercato di regolarizzare la figura professionale dell'istruttore di Fitness con la legge regionale 192007 nella quale viene stabilito che il percorso formativo è di 600 ore e che dopo aver passato l'esame viene rilasciato l'attestato di competenzatitolo di terzo livello europeo.

Valutazione: Articolo di ottima qualità
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Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015

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