Biotipi costituzionali, morfotipi o somatipi, applicazioni pratiche

Pubblicato da: Max Ratta

nella sezione Fitness e BodyBuilding alle ore 7:37 del 31 agosto 2014.


Biotipi costituzionali, morfotipi o somatipi, applicazioni pratiche

Biotipi costituzionali, morfotipi o somatipi, applicazioni pratiche

Di Max Ratta, Sport & Fitness consultant, Pilates elite master trainer La biotipologia è una branca della medicina che si occupa della classificazione e dello studio dei tipi di costituzione ed esamina i rapporti esistenti tra caratteristiche morfologiche e funzionali e stati patologici a cui i diversi tipi costituzionali sono predisposti, pur se quest'ultimo aspetto riguarda la branca medica ma comunque indicativo a fornire ulteriori indizi e riscontri, i quali saranno utili specie se si tratta di persona affetta da qualche patologia e/o indirizzata in palestra dal proprio medico di fiducia. L'individuazione della tipologia costituzionale di un soggetto rappresenta il primo fondamentale step, nell'anamnesi valutativa di un soggetto, al fine di stabilire obiettivi e necessità da tener presenti nello sviluppo del programma di allenamento. Esistono diverse scuole di classificazione, ma tutte riconoscibili sotto l'aggettivo di biotipi, biotipi costituzionali, morfotipi, o somatotipi, frutto di studi sviluppati nel corso dei secoli, alcuni dei quali riveduti e ampliati nell'epoca moderna. Ippocrate è il padre della classificazione costituzionale, in quanto già ai tempi dell'antica Grecia aveva sviluppato una determinazione dei 4 somatotipi. L'argomento affrontato meriterebbe una descrizione di tutti i diversi parametri che lo studio sulle tipologie umane ha prodotto nella storia dell'uomo, tuttavia sarebbe impossibile esaurire l'argomento in questa trattazione, nella quale cercheremo di dare una descrizione esauriente dei principali parametri di classificazione usati nell'era corrente. Biotipo Morfologico di Sheldon: quella maggiormente diffusa in occidente nella seconda metà del '900, ma oggi ritenuta obsoleta, è la scala di classificazione di Sheldon, sviluppata intorno al 1940 e in seguito rielaborata da Heath e Carter. Essa mira a classificare la biotipologia dell'uomo secondo tre scale fisiche essenziali: ectomorfia, mesomorfia, endomorfia. LONGILINEO/ECTOMORFO caratterizzato da muscoli e arti lunghi e sottili e un ridotto accumulo di grasso, di solito indicato come sottile. L'ectomorfo non è predisposto ad immagazzinare grasso o a costruire muscolo, quindi i gradi di appartenenza all'ectomorfismo delineano la tendenza al mantenimento di un corpo sottile, magro, poco muscoloso, e longilineo di un soggetto.
Caviglia inferiore a 22 cm.
Polso inferiore a 16 - 17 cm.
Peso inferiore di 5/10 Kg. (ai centimetri sopra il metro di altezza)

NORMOLINEO/MESOMORFO
caratterizzato da ossa di medie dimensioni, tronco solido, bassi livelli di grasso corporeo, spalle larghe a vita stretta, solitamente denominato tipo muscolare. Il mesomorfo è tendenzialmente predisposto a sviluppare la muscolatura, ma non ad immagazzinare grasso, e i gradi di appartenenza al mesomorfismo delineano la tendenza allo sviluppo muscolare di un soggetto.
Caviglia fra 22 - 24 cm.
Polso fra 16 - 18 cm.
Peso inferiore o superiore di 5 kg. (ai centimetri sopra il metro di altezza)

BREVILINEO/ENDOMORFO
caratterizzato da un aumentato deposito di grasso, una vita larga e una struttura ossea robusta. L'endomorfo è maggiormente predisposto ad immagazzinare grasso, dunque i gradi di appartenenza all'endomorfismo delineano la tendenza all'accumulo di lipidi di un soggetto.
Caviglia sopra i 23 cm.
Polso sopra i 18 cm.
Peso superiore di 5/10 Kg. (ai centimetri sopra il metro di altezza)

Naturalmente le tre scale fisiche sopra riportate hanno una valenza indicativa, dal momento che spesso capita di osservare somatotipi intermedi come ad esempio meso-ectomorfo e il meso-endomorfo dalle caratteristiche miste ma con tendenze prevalenti verso l'uno o l'altro tipo. Deve inoltre essere tenuto in considerazione il grado di trofismo muscolare del soggetto (ipotonico, normotonico, ipertonico) e l'aspetto psicologico (grado di motivazione, autostima ecc) prima che abbia inizio il percorso di lavoro. Molto spesso questi aspetti aiutano l'identificazione biotipologica.
Dando per scontato che si conoscano le caratteristiche generali dei somatotipi di Sheldon (ectomorfo, mesomorfo, endomorfo) è inoltre interessante osservare , durante un anamnesi, l'angolo epigastrico del soggetto in questione. Un ectomorfo, ad esempio, presenta un angolo più acuto a differenza di un meso/endomorfo con angolo più aperto. Questo lo può osservare ponendo il soggetto a dorso nudo d'innanzi a lei invitandolo ad effettuare delle respirazioni diaframmatiche.

Biotipo di Galèno:
Nella scuola greco-romana di Crotone, Galèno (129-199 d.C.), uno dei padri della moderna fisiologia, prendendo spunto dagli studi di Ippocrate, individua 4 umori: flemma, sangue, bile gialla e bile nera (o astrabile) da cui discendono 4 temperamenti:
a. Linfatico:forme rotonde e flaccide; cute pallida e fredda; funzioni neuro- vegetative torpide, carattere paziente e riflessivo.
b. Sanguigno:forme tondeggianti, ma toniche; cute rosea e calda; funzioni Neuro-vegetative attive; carattere gioviale e impulsivo.
c. Biliare:forme magre; cute calda e olivastra; funzioni neurovegetative rapide; carattere intelligente, volitivo, ambizioso, passionale; sguardo penetrante.
d. Astrabiliare:Il soggetto è magro, astenico; cute fredda, olivastra; il soggetto è triste, poco espressivo, pessimista.
Aristotele asseriva che l'uomo poteva essere paragonato ad ogni specie animale , per sembianze del viso (facies=faccia), aspetto fisico clinamen (tendenza), caratteriale, tipo voce, comportamento.
Il volto rappresenta il centro rilevatore della personalita' dell'individuo.
Biotipo di Sigaud: Stabilito dal morfologo francese Sigaud nel 1908, distinse i seguenti individui: Respiratorio: caratterizzato dalla relativa larghezza del tronco e della zona naso-malare.
Digestivo: caratterizzato dalla prominenza della zona addominale, bocca grande, labbra grosse, mandibole prominenti.
Muscolare: si caratterizza lunghezza degl'arti, tronco rettangolare, grosse masse muscolari e teste piccole.
Cerebrale: Hanno essenzialmente un tronco esile, ossatura sottile, arti gracili, corpo piccolo e testa grossa.
Biotipo costituzionale di Jean Vague: Androide e Ginoide. Associazione visiva. Androide: "forma a mela". Ginoide: "forma a pera". E' un sistema di classificazione definito dallo scienziato francese Jean Vague attorno alla metà degli anni quaranta, teso prevalentemente ad identificare le zone caratteristiche di distribuzione e accumulo del grasso corporeo nell'uomo, a cui sono correlate particolari morfologie e predisposizioni patologiche. I biotipi costituzionali si distinguono nelle due categorie Androide (tipica maschile) e Ginoide (tipica femminile), o a corporatura intermedia o mista. Questi parametri vengono prevalentemente utilizzati nei casi di obesità o sovrappeso in genere. Per questo motivo si parla più frequentemente di obesità androide o obesità ginoide. I biotipi costituzionali possono essere generalmente nominati col nome di biotipi o morfotipi, sebbene questi aggettivi siano applicati anche ad altri modelli biotipologici. Per riconoscere l'appartenenza ad uno di questi due biotipi, è possibile effettuare un semplice calcolo, dividendo la circonferenza vita per la circonferenza fianchi.
Circonferenza vita / Circonferenza fianchi = ''X''
DONNA:

Se ''X'' è maggiore di 0,81 = ANDROIDE
Se ''X'' è minore di 0,81 = GINOIDE
UOMO:
Se ''X'' è maggiore di 0,91 = ANDROIDE
Se ''X'' è minore di 0,91 = GINOIDE

Nonostante valori oltre 0,72 possano ritenersi anormali in genere, la soglia limite associata a complicanze è considerata oltre il valore di 1 per gli uomini, e 0,8 per le donne. Il calcolo rapporto vita fianchi è comunque un calcolo approssimativo, poiche non tiene conto del rapporto tra la massa muscolare presente nelle zone da misurare (glutei, addome). Dal punto di vista metabolico possiamo definire il soggetto androide come "Iperlipogenetico": accumula facilmente grasso dalla vita in su, ma lo brucia altrettanto facilmente. Esso è generalmente un soggetto molto emotivo e iperattivo, produce molto cortisolo (solitamente dal mattino fino al pomeriggio). Il cortisolo ha tra le sue caratteristiche quella di essere iperglicemizzante, ovvero un alta capacità di captalre zuccheri. Indicazioni sull'allenamento: sarebbe indicato allenarsi durante i picchi del cortisolo, per contrastarlo con la produzione di testosterone. Le sedute di allenamento non dovrebbero superare i 50-60 minuti, poiche oltre questa soglia di tempo cessa la produzione endogena anabolica del testosterone e aumenta quella anabolica del cortisolo. L'intensità dell'allenamento non dovrà essere troppo elevata, combinata con un volume di lavoro generale medio alto (numero di serie totali medio elevato, ripetizioni medio alte, da 10 a 15 per set). Il soggetto ginoide è invece "Ipolipolitico": accumula facilmente grasso dalla vita in giù e lo brucia con molta difficoltà. E' generalmente un soggetto metabolicamente lento e pigro al mattino, molto attivo dal tardo pomeriggio alla sera. Esso è suscettibile a fenomeni di cattiva circolazione (capillari, ristagni liquidi, linfatici), costituzionalmente predisposto a cellulite, nelle donne si riscontra un accentuata voglia di zuccheri durante il periodo delle mestruazioni. Indicazioni sull'allenamento: Dovrebbe allenarsi durante i migliori picchi metabolici, ovvero quando i livelli di energia sono più elevati. Sono indicati allenamenti capillarizzanti, pertanto ad alto volume (alte ripetizioni) con un intensità medio bassa, iniziando la seduta dalla parte inferiore, per poi salire verso l'alto. Dal momento che il soggetto ginoide presenta una parte superiore piuttosto scarna, si suggerisce di strutturare l'allenamento per il tronco con una tabella di leggera muscolazione, mentre quello per la parte inferiore con un lavoro a circuito e ad alte ripetizioni.
Almeno nei primi mesi sono sconsigliati esercizi come Squat, affondi, corsa sul tappeto.
L'allenamento non dovrebbe essere frazionato tra parte superiore e inferiore, ma eseguito in sedute full body.
I 4 biotipi fondamentali di Ippocrate. Come accennato all'inizio del capitolo Ippocrate (460-370 a.C.), medico greco è il padre della classificazione costituzionale, dai suoi studi sulla determinazione delle costituzionalità si evince come egli sin dall'epoca antica abbia tracciato un criterio di classificazione che è stato poi il capo saldo cui tutti gli altri medici e ricercatori si sono successivamente ispirati nello sviluppare le loro ricerche sulla biotipologia. Difatti a tutt'oggi, con gli ultimi studi aggiornati e tenendo conto delle differenti scale di classificazione di biotipologia, i biotipi morfologici di Ippocrate sono considerati fondamentali, essi risultano essere: -Cerebrale o nervoso -Bilioso -Sanguigno muscolare -Linfatico
La loro classificazione è in relazione alla struttura immuno-neuro-endocrina, fisica, ecc., quindi, in base ai differenti tipi di metabolismo ed alla tendenza ad accumulare liquidi: si possono classificare questi biotipi seguendo una scala che va dalla massima idrofilia (tendenza alla ritenzione idrica) tipica del linfatico, alla massima idrofobia (scarsa capacità di trattenere liquidi) tipica del cerebrale.

1 Il biotipo Cerebrale o nervoso.
E' un biotipo catabolico-cerebrale-ipercortisolico, il più difficile per lo sviluppo muscolare, nel gergo del body building lo si può definire un "Hard gainer", ovvero un duro a crescere.
- iperattivo;
- tendenzialmente iper-catabolico;
- mette massa muscolare con grande difficoltà poiche tende a distruggere quella che già possiede;
- idrofobico, non presenta una buona capillarizzazione, anzi tende alla vasocostrizione;
- non ha facilità ad idratare i muscoli (che è un passo fondamentale per innescare l'anabolismo muscolare e contrastare il catabolismo).
- è tendenzialmente rigido e contratto, non solo fisicamente, e vive sotto continue scariche di adrenalina per stress anche di origine competitivo;
- affronta con grinta (in fase positiva) eventi anche duri da gestire, ma resiste per periodi di tempo ridotti, anche solo per pochi giorni;
- è uno scattista, anche nello sport, è il contrario del maratoneta e di chi fa un lavoro metodico, routinario e di resistenza;
- entra in sovrallenamento con estrema facilità, tale situazione è vissuta con frustrazione, poiche il cerebrale vuole stare bene e primeggiare ma finisce spesso in esaurimento psico-fisico (fase negativa);

2 Il biotipo Bilioso.
Se il cerebrale nelle sue sottocategorie è il biotipo più complesso e difficile da allenare e da mantenere in equilibrio, il biotipo "bilioso" è quello con la biomorfologia che unisce l'intelligenza e la creatività tipici del "cerebrale", alla forza e muscolatura tipici del "sanguigno".
Il bilioso puro, in genere, beato lui, ha tutto ciò che si può desiderare: una sorta di compromessi ottimizzati.
Ogni biotipo ha i suoi punti deboli ma il bilioso ha dalla parte sua molti punti forti.
Il "bilioso" puro è quasi privo, in genere, di grandi difficoltà nello sviluppo muscolare: personalmente il tipo di training per un bilioso mira a fargli conseguire risultati nel minor tempo possibile.
A differenza dell'hard gainer, il bilioso non deve, generalmente, neanche passare attraverso la fase riequilibrante. Inoltre, sempre a differenza del biotipo difficile, il bilioso non viene alterato più di tanto da una serie di errori nell'allenamento, che sarebbero invece dannosissimi per il celebrale.
Il bilioso ha UNA CHIMICA CEREBRALE più equilibrata e risposte ormonali e biologiche migliori all'allenamento e all'alimentazione.
Non presenta difficoltà nello sviluppo muscolare, può avere una struttura ossea non grande, si ammala poco, è quello che si avvicina di più alla perfezione psico-fisica.

3 Il biotipo Sanguigno muscolare. Ideato dalla natura per il lavoro fisico.
Il sanguigno-muscolare è quello che come tocca i pesi si ingrossa. Pare quasi che, a dispetto di tutta la specifica scienza dell'allenamento, qualunque sistema usi il risultato sia sempre lo stesso: si ingrossa, creando invidia tra i cerebrali, cerebrali-biliosi ecc.
Anche se non ne è completamente consapevole, in genere, il grosso sanguigno non ha certo le qualità intellettive del cerebrale, di cui potrebbe essere magari un po' invidioso...
Generalmente è un carnivoro puro.
Tende ad ammalarsi improvvisamente di gravi malattie (es.: infarti), mentre nell'immediato ha meno danni sul sistema nervoso.
Nel bodybuilding agonistico attuale tutte le principali esperienze sono state effettuate prevalentemente da sanguigni e bilioso sanguigni.

4 Il biotipo Linfatico.
Il linfatico: lo sport non fa per lui ma ne ha molto bisogno.
Con poca muscolatura tonica (mentre il cerebrale ne ha poca ma dura) e molto grasso, il linfatico ha un addome prominente, adiposo e molliccio. Mollicce e flaccide sono anche le braccia, le gambe ecc.; tali manifestazioni sono esasperate nella donna "linfatica pura". L'esercizio suo preferito è mangiare: attenzione, pure il sanguigno è un gran mangiatore, ma poi ha l'energia per sostenere estenuanti allenamenti sportivi.
Il linfatico è idrofilo, ovvero trattiene notevolmente i liquidi (è il contrario del cerebrale).
Il linfatico, convinto che lo sport è salutare, sceglierà il golf o comunque sport calmi, mentre il cerebrale-bilioso sceglierà il rugby, le arti marziali, il bodybuilding, che purtroppo presto abbandona per carenza di risultati....
La classica "cicciona" flaccida dei film o caricature, è una linfatica pura.
L'obesa con il grasso duro e poco molle è invece una linfatica-sanguigna. Diversa consistenza del grasso per una diversa componente biomorfologica.
Allenare un linfatico dà poche soddisfazioni, anche se ottiene risultati dimagrendo, aumentando la muscolatura, migliorando la lucidità intellettuale, ecc., dopo un po' di tempo interromperà tutto: non è costante pur ottenendo risultati.
Si ribadisce che l'alimentazione e l'integrazione del linfatico (idrofilo) è concettualmente opposta a quella del cerebrale (idrofobo). Sono veramente i due opposti. In questo caso i due opposti non si attraggono.
Biotipo articolare: Per una completa e ottimale valutazione, il biotipo articolare va osservato attraverso i tre differenti piani anatomici, i quali sono: Piano sagittale mediano: è un piano verticale immaginario che passa attraverso il centro del corpo (attraverso gli assi longitudinale e sagittale), dividendolo in due metà (di destra e di sinistra) uguali o antimeri. Il piano sagittale a un piano verticale immaginario parallelo al piano mediano che non passa necessariamente per il centro. Spesso questi due piani vengono considerati come un unico piano chiamato sagittale mediano. Piano frontale o coronale : è un piano verticale parallelo alla fronte e perpendicolare al piano mediano (passa per gli assi trasversale e longitudinale). Divide il corpo in parte anteriore e parte posteriore. Piano orizzontale o trasversale : è un piano che divide il corpo in due metà superiore e inferiore. In posizione eretta è orizzontale. E' situato perpendicolarmente al piano mediano e al piano frontale e passa per gli assi trasversale e sagittale. piani del corpo Biotipo Articolare ClavicolareCLAVICOLARE il quale presenta clavicole larghe e petto piatto, è definito tale per la particolare struttura del cingolo scapolo-omerale abbastanza accentuata e larga sul piano frontale, che gli conferisce appunto, clavicole larghe, petto piatto e generalmente tricipiti e deltoidi già ben sviluppati e tonici. Tale soggetto lavora più facilmente e agevolmente sul piano frontale e necessita di un lavoro prioritario per aree quali pettorali, dorsali e addominali. PETTORALI: vengono lavorati in esercizi eseguiti sul piano sagittale, per cui sono svantaggiati. Gli esercizi a lui più idonei sono: Croci su panca piana e su inclinata.
Le classiche distensioni su panca piana con bilanciere danno poco risultato perche il soggetto clavicolare tende ad usare maggiormente i muscoli sinergici (spalle e tricipiti) i quali partecipano in buona percentuale in questo esercizio bi-articolare e che quindi rappresentano "i punti forti" del soggetto, a discapito di quelli deboli, ovvero i pettorali.
Tuttavia, restando su un esercizio bi-articolare su panca, potremmo proporre le distensioni su panca inclinata con bilanciere o con manubri, esercizio più vantaggioso in quanto, data la posizione inclinata della panca, permette una migliore mobilità ed escursione scapolo-omerale retro ponendo le spalle e i gomiti.
DORSALI: gli esercizi dedicati a questa area muscolare sono effettuati su entrambi i piani,
Sul piano frontale il Clavicolare riesce a lavorare meglio, è il caso quindi degli esercizi per il dorso, come la "Lat machine".
Mentre sul piano sagittale, un esercizio vantaggioso è il "Pulley a 45deg" (invece del rematore con bilanciere).
BICIPITI: nel biotipo clavicolare generalmente sono carenti rispetto ai tricipiti,
l'esercizio più idoneo è il "Curl su panca Scott" (con manubri o con bilanciere), l'unico "esercizio base per i bicipiti' che, a differenza del Curl in piedi con bilanciere o Curl al cavo durante i quali, spesso, si notano movimenti di compenso (cheating) che interessano proprio la spalla, chiamando in causa il muscolo più forte, il deltoide, a discapito del bicipite.
Biotipo ArticolareTrapezoidaleTRAPEZOIDALE con spalle più strette ed un torace profondo. Sempre in questa analisi dovrà poi osservare eventuali ''atteggiamenti o vizi posturali''. Osservato frontalmente,presenta generalmente un trapezio molto accentuato rispetto ai deltoidi, conferendogli la classica forma a "spiovente". Strutturalmente le clavicole sono piuttosto corte e questo soggetto sviluppa molto facilmente con l'allenamento soprattutto i PETTORALI, I BICIPITI E IL TRAPEZIO.
Riesce a lavorare vantaggiosamente con esercizi che sviluppano un movimento sul piano sagittale e incontra difficoltà invece in quelli che lavorano sul piano frontale. I gruppi muscolari ai quali prestare quindi particolare attenzione sono: deltoidi, dorsali e tricipiti.
DORSALI: ha ottimi risultati con esercizi come il Rowing e il Pulley, che agiscono appunto sul piano sagittale a lui più confacente dal punto di vista articolare.
In esercizi che si sviluppano sul piano frontale, come la Lat machine ( sia a presa larga pronata che a presa stretta supinata) si consiglia una presa leggermente più larga, per ovviare alla scarsa mobilità scapolo-omerale tipica di questo biotipo.
DELTOIDI: Sono tra i muscoli che il trapezoidale sviluppa più difficilmente, agendo sul piano frontale "sconfortevole". Alcune indicazioni per i seguenti esercizi:
Alzate laterali: prestare attenzione nel restare sempre sul piano frontale,mantenendo le mani pronate.
Tirate al petto con bilanciere a presa larga invece delle tirate al mento a presa stretta, poiche queste ultime agirebbero proprio sul già forte trapezio.
Sono da evitare esercizi come il lento dietro ( e la lat machine dietro), ormai in disuso per i potenziali danni che, a lungo termine, provocherebbero all'articolazione della spalla, costringendola durante l'esecuzione del movimento, ad una retropulsione fisiologicamente innaturale, quindi dannosa.
ANTROPOMETRIA
("Antropòs" = Uomo ; "Metron" = Misura)
Evidenzia le caratteristiche specifiche di ogni soggetto, maschio o femmina, in termini di: rapporto peso/altezza quantità e distribuzione della muscolatura scheletrica quantità di tessuto adiposo localizzazione distrettuale del tessuto adiposo quantità di massa magra contenuti idrico e minerale totale. E' una metodica, non invasiva, atta a definire la ripartizione delle masse (magre e adipose) nell'individuo e a quantificarle. Gli strumenti antropometrici utilizzati sono: la bilancia, calibro, metro, plicometro. Vi sono diverse metodiche di misurazione: Plicometria: si basa sulla misura delle pliche cutanee che comprendono cute e tessuto adiposo sottocutaneo. Lo strumento utilizzato è il plicometro, un calibro a molla che applica una pressione sulla cute standardizzata 10/g/mm2). Bioimpedenziometria: Si basa sul principio della diversa conduzione dei tessuti, al passaggio di una debolissima ed inavvertita corrente elettrica alternata (800 microA a 50 Khz), in relazione al loro contenuto di acqua ed elettroliti (Sali minerali). I parametri valutati sono resistenza e reattanza. RESISTENZA: i tessuti magri sono a bassa resistenza in quanto ricchi di acqua ed elettroliti. I tessuti adiposi sono cattivi conduttori e quindi ad alta resistenza in quanto poveri di acqua ed elettroliti. REATTANZA: o resistenza capacitiva è la forza che si oppone al passaggio di una corrente elettrica a causa di una capacità (condensatore). Condensatore: 2 piastre conduttive separate tra loro da uno strato non conduttivo o isolante. Le cellule non adipose hanno una membrana cellulare costituita da un doppio strato lipidico non conduttivo, si comportano da condensatori e quando sono attraversate da una corrente oppongono una resistenza ed una reattanza. Le cellule adipose essendo delle sfere di trigliceridi non si comportano da condensatori cioè forniscono una resistenza ma non una reattanza. Inoltre troviamo numerose formule e equazioni numeriche che tengono conto del sesso dell'individuo, altezza, peso corporeo, circonferenze corporee e diametri ossei, tuttavia dette formule si basano sulla normo idratazione del soggetto e su risultanze standardizzate. (Riferimenti bibliografici: pubblicazioni del dott. Alessandro Gelli, Fisiologia di Astrand e Rodahl, appunti personali)






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Ultima modifica dell'articolo: 31/08/2014

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