Adattabilità Agli Stati Ipertensivi

Pubblicato da: Francesco Zoccheddu

nella sezione Fitness e BodyBuilding alle ore 16:07 del 16 maggio 2013.


Adattabilità Agli Stati Ipertensivi

VALORI PRESSORI E FLUSSO EMATICO DURANTE L'ATTIVITA' FISICA



L'attivita sportiva genera un adattamento organico, principalmente attraverso il flusso ematico e la pressione. Intervenendo con una corretta attivita fisica e valutandone i relativi adeguamenti cardiocircolatori, si puo attuare un tipo di allenamento con il fine di prevenzione o miglioramento di alcuni stati ipertensivi.

Durante l'attivita fisica il cuore asseconda le richieste di maggiore ossigeno con cui il sistema energetico aerobico ossida i substrati energetici, ma soprattutto amplifica il flusso ematico sino a tredici volte rispetto alla condizione di riposo. Mentre il muscolo lavora, si osservano sia un aumento di afflusso sanguigno, sia un deflusso in fase di contrazione, determinando la sensazione della fatica ed il conseguente incremento della pressione.

La pressione aumenta per fronteggiare la resistenza creata dalle compressioni sui vasi sanguigni rispetto al flusso ematico; ne deriva la constatazione che cio possa aggravare forme di ipertensione o sofferenze coronariche, in considerazione che il lavoro svolto dal muscolo cardiaco e proporzionale all'esigenza di ossigenazione.

Le compressioni vascolari frequenti, tipiche dell'allenamento con sovraccarichi tipo bodybuilding, causano stanchezza ed accumulo di acido lattico, in quanto ostacolano la rimozione dei cataboliti (visto che diventa difficoltoso il transito di ossigeno e l'afflusso dei substrati energetici coinvolti, rallentando percio la glicolisi aerobica). Tale processo e reversibile e chiaramente risulta diminuito nei soggetti allenati, ma resta il fatto che diventa sconsigliato a chi soffre di ipertensione; al contrario, il lavoro aerobico puo migliorare le condizioni di tali individui oppure puo prevenire peggioramenti. Infatti la circolazione periferica priva di resistenze elevate stimola il ritorno al cuore abbassando i livelli pressori, inoltre il sistema energetico aerobico e implicato nell'eliminazione di quantita di sodio, attenuando il volume del flusso sanguigno e determinando stati ipotensivi.

Difatti per regolare il flusso stesso, a livello renale si rilascia l'aldosterone, un ormone che favorisce la ritenzione di sodio per poter aumentare il volume del flusso circolatorio nell'immediato. Viceversa, durante il lavoro muscolare si attua il meccanismo miogenico: quando il muscolo non reperisce la richiesta aumentata di ossigeno rilascia delle sostanze vasodilatatrici che agiscono sui vasi di resistenza, dilatando la costrizione subita dal vaso sanguigno per mantenere costante il flusso ematico.

Percio nella programmazione di una scheda di allenamento, bisogna assicurarsi che il soggetto che andiamo ad allenare sia o meno iperteso, p se soffre di problemi cardiaci; in relazione a tali dati si procede alla personalizzazione ideale anche sotto l'aspetto di prevenzione, in quanto il Personal Trainer e responsabile delle direttive allenanti indicate che debbono essere soprattutto idonee al cliente.

Concludo quindi che attivita di tipo anaerobico, massimale o ipertrofico, cosi come quelle di tipo isometrico. sono da escludere per persone che soffrono di ipertensione, difficolta coronariche e problemi vascolari quali ristagno venoso.

Auspicabile lo svolgimento invece di allenamenti di tipo aerobico, dato che l'adattamento cardiocircolatorio rispetto l'attivita fisica in atto stimola una regolazione del flusso ematico con effetti positivi relativamente ai disturbi o patologie sopra riportate .

Valutazione: Articolo di discreta qualità
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Ultima modifica dell'articolo: 16/05/2013

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