Il diario alimentare. Un valido strumento per il personal trainer che non vuole fallire

Pubblicato da: Francesco Siviero

nella sezione Dieta e dimagrimento alle ore 23:30 del 29 settembre 2015.


Il diario alimentare. Un valido strumento per il personal trainer che non vuole fallire

Uno dei punti chiave per il raggiungimento dell'obiettivo concordato tra il cliente e il personal trainer, è l'introduzione di cambiamenti a livello alimentare. Partendo dal presupposto che NON è nelle competenze del personal trainer prescrivere diete, nulla vieta a quest'ultimo di consigliare ai clienti delle nuove abitudini che possano migliorare l'alimentazione nel suo complesso. Spesso infatti è proprio tra le cattive abitudini da ricercare la causa degli insucessi. Un buon metodo per rendermi conto delle reali consuetudini alimentari è la stesura di un diario alimentare, in cui il cliente deve scrivere, il più precisamente possibile, ciò che mangia o non mangia per tre giorni. A prima vista risulta chiaro che spesso le persone per abitudine o per mancanza di tempo tendono a mangiare gli stessi alimenti che nella maggior parte dei casi sono poveri di nutrienti, come proteine e fibre, ma molto ricchi di carboidrati raffinati (pane, pasta, riso) e grassi scadenti (olio di palma presente nei cereali da colazione, biscotti, crackers ma anche barrette definite in modo ingannevole "fitness").Quasi sempre il diario alimentare (che prevede 3 pasti più due spuntini) rivela una tendenza a sovraccaricare i pasti con una quota eccessiva di alimenti che contengono molti carboidrati,tralasciando invece proteine, grassi buoni, verdura e frutta ( quindi fibre, vitamine, sali e minerali). L'abbondanza di carboidrati raffinati provoca, come sappiamo, dei picchi di glicemia e il rilascio di grandi quantità dell'ormone insulina nel sangue. L'eccesso di insulina infatti predispone l'organismo a convertire gli zuccheri che non vengono utilizzati (a fini energetici) nelle ore successive a un pasto, in grasso corporeo. Si tenga in considerazione che un uomo nella media riesce a metabolizzare bene al massimo 50 g di carboidrati in un solo pasto mentre la donna 30-40gr. Sapendo che 100 gr di pasta contengono circa 70 grammi di zuccheri sotto forma di amido, si capisce quanto sia facile eccedere. Oltre all'effetto di accumulo di grasso corporeo, l'eccesso di insulina ostacola fortemente il rilascio dei grassi dalle cellule adipose durante l'attività fisica, cosa sicuramente poco gradita a chi sta cercando di tornare in forma... ( quindi attenzione a quello che mangiate prima di un allenamento!) Vedremo nel prossimo post come un personal trainer deve quindi contribuire a regolare una sana alimentazione del suo cliente, attraverso pochi consigli, senza mai sostituirsi al nutrizionista.

Valutazione: Articolo di pessima qualità
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Ultima modifica dell'articolo: 29/09/2015

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