Introduzione alla PNL

Pubblicato da: Roberto Desiderio

nella sezione Corsi di formazione alle ore 12:19 del 24 febbraio 2015.


Introduzione alla PNL

Che cos'è la PNL

E difficile dare una definizione di PNL. Richard Bandler, uno dei fondatori, la definisce come "lo studio della struttura della soggettività".

Attorno agli anni '70 Bandler e Grinder iniziarono a studiare il modo di lavorare di alcuni terapeuti eccezionalmente efficaci dal punto di vista comunicativo e dei risultati terapeutici e notarono che le strategie che utilizzavano e i modelli di linguaggio verbale e non, avevano alla loro base processi comuni e simili.

I due autori si chiesero, quindi, se: - i processi mentali possono essere ricondotti ad alcune operazioni fondamentali messe in sequenza in vista di un certo risultato? - se sì, è possibile ricostruire questi "programmi" e addirittura trasferirli da una persona all'altra, da una situazione all'altra? - e ancora: è possibile intervenire nel "cuore" di questi "programmi" per poterli modificare a vantaggio delle persone?
SI, SI ,SI.

Il nome "Programmazione Neuro-Linguistica" indica l'integrazione di tre differenti campi scientifici.
"Programmazione" fa riferimento al fatto che ogni persona ha i propri programmi di funzionamento, strategie per entrare in contatto con il mondo esterno, che possono essere efficaci o meno. La componente "neuro" riguarda il sistema nervoso. Questi programmi si basano su processi neurologici e vengono espressi attraverso il linguaggio (verbale, non verbale, paraverbale).

PRINCIPI FONDAMENTALI
Mappe di realtà
Uno dei concetti fondamentali della PNL è quello di mappe di realtà. Noi non siamo direttamente in contatto con il mondo esterno, la realtà viene continuamente trasformata dalla nostra attività cerebrale, dai nostri sensi e dal background familiare e culturale che filtrano le informazioni. Non esiste quindi una sola realtà e non è corretto supporre che l'altro colga nello stesso istante le stesse informazioni che cogliamo noi e le elabori nello stesso modo in cui le elaboriamo noi.
"La mappa non è il territorio" Il modello del mondo che noi creiamo non può essere considerato come il territorio, ma come la mappa che lo rappresenta.
Quali informazioni vengono ritenute e quali perdute dipende da dove la mente focalizza la sua attenzione e come la focalizza. In altre parole su cosa si sta concentrando e in che modo lo fa, come opera connessioni e distinzioni.
Il modo di assumere le informazioni nell'ambito di un'esperienza, di metterle in relazione e di rendersele disponibili così da poterle utilizzare in contesti analoghi o ritenuti tali, è molto personale e per ciascuno diverso.
Contenuto e struttura della mappa La mappa della persona è costruita sulle percezioni del reale, variamente filtrate, ed è composta da tutto il materiale proveniente dalle sue esperienze di vita consciamente o inconsciamente ricordate, dalle varie rappresentazioni mentali riguardanti il passato, il presente e il futuro, sentimenti, pensieri, decisioni, convinzioni, ricordi, aspettative.
Tutti questi contenuti mentali sono comunque codificati in modalità sensoriali: visive, auditive, cenestesiche, gustative e olfattive. Questo perchè sono basate su dati di percezione e perchè, quando si esprimono, rivelano una struttura sensorialmente basata. E' proprio questa struttura che interessa principalmente il programmatore neurolinguistico.

La PNL non si interessa dei contenuti quanto piuttosto dei processi che arrivano a comprendere le sequenze degli avvenimenti sensoriali interni che una data persona realizza in un determinato momento e poter intervenire, sia che si tratti di un problema, di una risorsa o della ristrutturazione di un contenuto.

I Filtri
Il modo in cui le persone costruiscono la propria mappa del mondo riguarda complessi processi neurologici in cui hanno influenza fattori ambientali, culturali, familiari e personali. L'individuo, letteralmente immerso in un fiume di input sensoriali, ha a disposizione una serie di filtri che gli permettono di acquisire dall'ambiente in maniera selettiva informazioni utili alla sua sopravvivenza.
Questi filtri sono di tre tipi:

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filtri neurologici : permettono di percepire solo una piccola porzione dei fenomeni fisici che ci circondano. Abbiamo esperienza del mondo attraverso i nostri sensi: vista, udito, tatto, gusto e olfatto ma ci sono fenomeni fisici che stanno al di fuori dei limiti di questi cinque canali sensoriali, (per es. percepire onde luminose di lunghezza compresa tra i 400 e i 700 nanometri o i suoni compresi fra i 20 e i 20.000 cicli al secondo). Un primo modo in cui i nostri modelli del mondo differiranno necessariamente dal mondo in se è dato dal fatto che il nostro sistema nervoso deforma e cancella sistematicamente intere parti del mondo reale. Esso, quindi, costituisce il primo insieme di filtri che distinguono il mondo (il territorio) dalla nostra rappresentazione del mondo (la mappa).


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filtri determinati da fattori socio culturali: sono costituiti da fattori genetici sociali, cioè da quel complesso delle categorie o filtri cui siamo soggetti come membri di un sistema sociale: la lingua, la religione, la morale e tutte le altre finzioni operanti per consenso della società. I vincoli sociali sono identici per i membri della stessa comunità sociolinguistica, ma vi è un gran numero di comunità socio-linguistiche diverse. Tali filtri sono facilmente superabili: lo dimostra ad esempio il fatto che riusciamo a parlare più di una sola lingua; vale a dire che riusciamo ad usare più di una serie di categorie o filtri linguistici sociali per organizzare la nostra esperienza.

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filtri di tipo personale: il modello del mondo di ogni persona è squisitamente unico come unica è la sua storia e la sua esperienza personale. Ognuno ha una sua personale maniera di strutturare l'esperienza, il suo modo di vedere le cose del mondo e di sentire l'impatto emotivo delle situazioni esperenziali, le sue abitudini, le sue regole e norme.
Questa terza serie di filtri è il fondamento delle profonde differenze che ci separano come esseri umani e del modo in cui creiamo dei modelli del mondo.

COSTRUZIONE DELLA MAPPA
Disponiamo di tre meccanismi che intervengono nel nostro modo di mappare il mondo. Questi ci permettono di costruire mappe di una certa esattezza e per questo sono di estrema utilità. Possono però risultare limitanti tanto da impoverire la nostra esperienza del mondo.

Generalizzazione
E il procedimento con il quale elementi o parti del modello di una persona vengono staccati dalla loro esperienza originaria e giungono a rappresentare l'intera categoria di cui l'esperienza è un esempio.
Per esempio è utile sapere generalizzare dall'esperienza di una bruciatura al contatto con una stufa rovente alla regola che le stufe roventi non vanno toccate.
Quindi la nostra capacità di generalizzare è essenziale per affrontare il mondo. Con questo meccanismo possiamo utilizzare la nostra memoria, la nostra esperienza passata, per risolvere problemi in situazioni simili.
D'altra parte lo stesso processo di generalizzazione potrebbe portare una persona a stabilire delle regole che di volta in volta possono essere opportune o meno La generalizzazione può diventare un meccanismo bloccante quando ad es. si è morsi da un cane e concludiamo che tutti i cani mordono.
Da qui se ne deduce che non esistono generalizzazioni giuste, ma ciascun modello dev'essere valutato nel suo contesto.

Cancellazione
E un procedimento con cui, selettivamente, prestiamo attenzione a certe dimensioni della nostra esperienza e ne scartiamo altre.
Così facendo possiamo utilmente orientarci nell'enorme quantità di dati che ci provengono dal mondo esterno attraverso i nostri organi di senso. Un esempio e' quello della madre che non si sveglia per nessun rumore, ma che è in grado di percepire anche un flebile respiro del proprio bambino.
Anche la cancellazione tuttavia può farci perdere, nel suo uso deleterio, importanti aspetti dell'esperienza quotidiana. Quante volte ad esempio può capitarci di considerare solo molto tempo dopo valori positivi di una persona che non ci era molto simpatica; eppure tali valori erano da sempre presenti in quell'individuo, ma semplicemente.... non li vedevamo!
La cancellazione riduce il mondo a proporzioni che ci sentiamo in grado di maneggiare. Questa riduzione può essere utile in alcuni contesti, ma può essere fonte di sofferenza in altri.

Deformazione
Con questo processo possiamo letteralmente trasformare la realtà introducendo dei cambiamenti nella nostra esperienza sensoriale.
Famoso è l'esperimento in cui venne fatto vedere ad un gruppo di studenti un mazzo di carte con le picche rosse ed i cuori neri; nessuno di loro notò alcunche di strano. Appare evidente che quelle facoltà che ci permettono di organizzare la realtà nella maniera per noi più creativa e proficua sono le stesse facoltà che noi possiamo utilizzare a nostro danno, tanto da portarci a considerare il mondo da un'ottica estremamente impoverita, causa di problemi e infelicità.
Le difficoltà che incontriamo non si trovano nella realtà ma nella mappa del mondo che ci siamo costruiti.
Ne deriva che la soluzione dei problemi non si basa su inutili tentativi di cambiare la realtà esterna, ma al contrario su precise operazioni mentali che ci consentano di riorganizzare la esperienza che abbiamo del mondo e di accedere a nuove alternative.

Valutazione: Articolo di pessima qualità
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Ultima modifica dell'articolo: 24/02/2015

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